Diciamo che ambientarsi ad una piattaforma dopo cinque anni cinque di:
- Apri Dreamweaver
- Copia e incolla l’ultimo post
- Cancella l’ultimo post tranne il titolo e il form dei commenti
- Modifica data e titolo
- Scrivi il post
- Edita il post – a mano, gente, <b> <u> <i> per ore, oreh!!!
- Connetti l’FTP
- Smadonna perché la connessione cade ventisette volte
- Pubblica il post
- Accorgiti che hai fatto trentasette errori di sintassi
- Rismadonna
- Correggi il post
- Riconnetti l’FTP
- Rismadonna tre la vendetta dei server assassini
- Ripubblica
- Prega in austroungarico che Haloscan funzioni
è, beh… straniante. WordPress salva automaticamente le bozze. Non devi dirgli niente, lo fa da solo. Se mi si riavvia il pc perché – come ripetutamente succede – allungo una gamba e tocco dentro il pulsante d’accensione di Hadessama, questo post lo ritrovo qui, al calduccio sul suo bel server.
E ho gli elenchi numerati! ;_____;
In compenso, cambiare il CSS richiede una predisposizione al martirio non indifferente, e probabilmente anche una laurea in ingegneria, che guarda caso non possiedo. Non studio filosofia, non sono tenuta a sapere niente del mondo reale!! ;___; Ieri per cambiare colore ai titoli dei post mi sono quasi procurata un’indigestione da caramelle, sicuramente preferibile alla crisi isterica.
Però la gomma è difficile da digerire. Ho passato una notte infernale. (continua…)
Kijomi,
Louchette, Cheshire Cat, Pisces no Aphrodite and so on.





