Scartavetrarsi l'anima e altri giocosi passatempi notturni

Perché, quand’è notte fonda e ho così sonno che i lobi del mio cervello si fondono in un’unica pappetta inconsistente io non vado a letto, ma mi metto a rileggere gli archivi del mio blog?
No, non cercate di rispondere, era una domanda retorica.

Nel mio viaggio inconcludente nelle profondità oscure del mio passato sono incappata in un pezzo di particolare pregio vintage.
Di norma evito di rileggere gli archivi del 2004, perché ero davvero imbarazzante, sia nelle costruzioni sintattiche che nei concetti che tentavo di esprimere. Ma, in fondo, sono molto fiera di non aver mai rinnegato la sedicenne stupidotta che si affacciava sul magico mondo dello snobismo letterario, senza contare che ora posso bearmi di aver riesumato la data esatta in cui è stato partorito Sublime, il18 agosto di cinque anni fa.

Indovinate un po’?
ho iniziato un altro racconto =__=
Fermatemi =.=
L’idea mi piace parecchio, anche se è nato da una specie di sogno a luci rosse ^^; (tutto nella norma, quindi)
E’ una storia decisamente poco seria (fluffy, diciamo) con appena un po’ di decenza qua e là…
Ambientata in una Francia moderna modificata a mio piacimento, per farci coesistere la nobiltà che mi piace tanto con la frivolezza in chiave moderna (Dio, non si capisce un tubo di quello che sto scrivendo…)
Protagonisti una dandy (sì, una donna), una coppia particolare e un ragazzo rimasto segregato in casa fino ai 18 anni.
La mia protagonista si chiama Louchette (che è il nome di una prostituta amata dal caro Charles), ama Baudelaire e i sesso.
E’ lampante che la cosa prenderà una piega perversa.

Sì, Sublime era fluffy. (LOL.)
Sì, Sublime era una sottospecie di steampunk. (ROTFL)
Sì, Sublime ha origine da un sogno porno, ma questo lo sapevate tutti.
Sì, scrivevo come se fossi stata affetta da una grave disfunzione del lobo frontale.
Sì, usavo le faccine =_=, =.=, ^^ et cetera. Volete lapidarmi, per questo?
Che cazzo avrà voluto dire la “frivolezza in chiave moderna” lo sa solo Dio.
E adesso sono qui, che mi scartavetro l’anima per qualche ragione non meglio definita – non mi interessa scrivere, non mi interessa pubblicare, nemmeno su internet, non voglio dimostrare a nessuno di essere in grado di scrivere, non penso che le mie idee possano interessare a nessuno né sono interessata a fare una qualche specie di Arte, me ne guardino gli dèi tutti -perché sono qui, cinque anni dopo, con un racconto che è nato perché mi annoiavo e leggevo i Fiori del Male, e come ogni sedicenne con un QI superiore a 51 con in mano Baudelaire pensavo di essere in grado di creare qualcosa di grande, di bello, di buono, di vero. (Sì, Ele, me ne accorgo sempre, quando cito la gentemmorta.)
E cinque anni dopo quei personaggi hanno deciso che io, che non voglio scrivere, che non ho nessun interesse nel mostrargli agli altri, proprio io debba essere quella che alle tre del mattino, senza nessuna ragione valida, si debba scartavetrare l’anima su una poesia di Puskin, io che i poeti russi ancora non ho avuto il coraggio di affrontarli, perché in qualche modo questa poesia c’entra con la novel sulla protagonista (quella dandy, che non è dandy, non è nemmeno protagonista, che è talmente scialba o inutile che in cinque anni è la prima volta che scrivo di lei), che, proprio adesso, devo tirare fuori da questa tastiera.
E vorrei solo andare a dormire.

Ricordo il momento incantato:
Davanti a me tu sei apparsa,
Come una fuggitiva visione,
Come il genio della pura bellezza.

Nelle angustie di una disperata tristezza,
Negli scompigli della rumorosa vanità,
Risuonava a lungo in me la tenera voce,
E sognavo i cari lineamenti.

Passarono gli anni. L’impeto ribelle delle tempeste
Disperse i sogni di un tempo,
E io dimenticai la tua tenera voce,
I tuoi lineamenti celesti.

Nella solitudine, in una tenebra di carcere
Si trascinavano cheti i miei giorni
Senza un dio, senza ispirazione,
Senza lacrime, senza vita, senza amore.

All’anima fu dato il risveglio:
Ed ecco di nuovo tu apparisti,
Come una fuggitiva visione,
Come il genio della pura bellezza.

E il cuore batte nell’ebbrezza,
E per il cuore sono risorti di nuovo
E il dio, e l’ispirazione,
E la vita e le lacrime e l’amore.

Buonanotte, a voi non invasi dalle piattole.

4 comments

  1. Milo di Scorpio scrive:

    Che meraviglia, Puskin.
    é__è comunque lo sai che ti tormenteranno in eterno, se non li scrivi, vero?

  2. Panssj scrive:

    Louchette!! Me la ricordo, ne eri così orgogliosa XD Dai dai, tutti ci vergogniamo un pò quando rileggiamo i nostri vecchi post… (e quando io e la Ele ci scambiavano lettere, anche lei disegnava le faccine. Sputtanala da parte mia, e mandale un bacio)

  3. Gabbiano scrive:

    Io disegno ancora le faccine e ci tengo a precisarlo.
    E comunque sei pessima, Gucci.

  4. Kijomi scrive:

    La Ele è una faccina. Questa è^é, precisamente.
    E certo che sono pessima, che novità.
    Di Lou non vado più orgogliosa da anni, ma non vuol dire che abbia smesso di insultarla.
    E mi vergogno di più a rivedere i video di quando mi infilavo negli armadi o limonavo le sedie, comunque, i supporti visivi sono i peggiori. *Ha passato una giornata tremenda a visionare materiale del cretaceo*

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