Internet è un luogo non fisico, pieno di individui non fisici che, purtroppo, hanno delle idee fisiche – perché le idee lo sono sempre.
Rizzoli stai per pubblicare un libro di recensioni sui libri. Prese da internet.
Non è magnifico? Non è la cosa più geniale che una casa editrice possa pensare di fare dopo avere pubblicato qualunque stronzata vagamente innovativa che sul net era già vecchia da un decennio?
E cos’è successo, in questo paese delle meraviglie che compra come se fosse pane alla brioche libercoli – pregevolissimi o anche no. Di solito anche no – tratti da blog? O da Myspace? O ancora romanzi (che ancora non ho letto, no, evitiamo questa volta di saltarmi addosso come se avessi proclamato di voler sodomizzare il cadavere del Papa, il tutto bestemmiando e masticando carne di bambino? O peggio, dandomi della – LOL – groupie?) che sono stati pubblicizzati da una Major con cartelloni giganti che urlavano “tratto da una fanfiction”, come se questo li rendesse in qualche modo più fichi?
È successo che si sono inalberati tutti come tante pere mature, con la questione del rispetto dei contenuti personali, e del fine ultimo del progetto, e sulle clausole, e sul metodo di selezione delle recensioni, e sulla trasparenza degli intenti, e sulla morte del mio cane.
Allora, ho qualche risposta per voi. Lo so che nessuno me le ha chieste, ma che volete, mi sento generosa.
Il rispetto dei contenuti personali: rispetto? Contenuti personali? SU INTERNET?
Fine ultimo del progetto: i soldi. Ah, no, è vero, è un progetto no-profit con i proventi devoluti in beneficenza. Allora, pubblicità, oltre ovviamente alle trattenute per l’azzeramento dei costi di produzione, stampa e pubblicità. Non siamo nel paese dei balocchi, io al no-profit ho smesso di credere in seconda elementare, perfino prima di quando abbia smesso di credere a Babbo Natale. E la pubblicità cos’è? Soldi. Retorica wins again.
Il metodo di selezione delle recensioni: a caso, presumo, a vedere la quantità di persone selezionate. Ma poi, soprattutto, who cares?
Sulla trasparenza degli intenti: l’ho già detto INTERNET, vero?
Sulla morte del mio cane: no, era una frase buttata lì per captatio benevolentiae, non ho mai avuto un cane.
Voglio bene agli italiani, che, cito, “non sono d’accordo nemmeno sul colore dello sterco”.
Signori miei belli, è un libro tratto da un sito internet che raccoglie opinioni non richieste sui libri più letti.
È chiaro come la luce del giorno che sarà una stronzata immane, come il 98,7% di tutte le pubblicazioni degli ultimi cinque anni (e sono generosa). Perché prendersela? Perché non hanno scelto la vostra recensioncina?
Io, da parte mia, con una recensione su Twilight che sfotte i lettori di Twilight, i lettori di horror, i lettori di harmony e gli adolescenti in generale, una recensione che ha un numero di voti assolutamente ingiustificato e a questo punto delle concrete possibilità di vedere il mio nick – e nome – pubblicato su un libro della Rizzoli, sinceramente non trovo i miei diritti granché lesi. Né penso sia questa eccezionale trovata. Mi ha fatto rotolare istericamente per le prime sei ore, poi ho firmato la liberatoria e me ne sono dimenticata: sono solo opinioni (opinioni STUPIDE), non è il romanzo del secolo.
Quando qualcuno si deciderà a trarre una serie di romanzi e di conseguenza un Blockbuster e poi una serie di telefilm con tanto di merchandise figo sul mio blog, allora mi preoccuperò dei miei diritti.
Per adesso, la mia conclusione è che voglio un libro di fiabe per bambini con Pedobear.
Non sto scherzando, trovatemelo voi qualcosa di così “OMG non si era mai visto prima! *C*”
Nella prossima puntata sarò anche seria, forse. Adesso vado a finire di guardarmi la pilot di Vampire Diaries. Perché è importante essere una LOLfan aggiornata sulle ultime novità.
Kijomi,
Louchette, Cheshire Cat, Pisces no Aphrodite and so on.





