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novembre, 2009

  1. Papapparapà, pubblicità!

    novembre 25, 2009 by Kijomi

    zioGucci!
    Dimmi!
    Quello è…?
    UN PODCAST?!
    In maniera rapida ed indolore, ché devo fare ancora milleduecento cose e comincio a non sentire più il lobo sinistro del mio cervello:
    - Non è colpa di Edipo: Pagina Facebook e sito dei Servi dell’Arte.

    - Il Tarlo della Lettura: Un sito a caso che ne parla, tanto vi ho già detto tutto io ♥
    ERRATA CORRIGE
    : I ricavati andranno ad Emergency, non ad Amnesty International *C*

    - “ELEKTRA” di Hugo Von Hofmannsthal: L’articolo su Nonsolocinema e il Teatro Verdi.

    Le recensioni di Twilight su aNobii. Sono la prima. Gh.

    Buon ascolto, animaletti di panpepato, ci si risente dopo sabato ♥

     

  2. Precisazioni che non sono mai inutili, visto che siete tutti teste di cazzo

    novembre 19, 2009 by Kijomi

    Sapete bene che sono sempre – oddio, sempre è una parola grossa: facciamo da quando tengo il blog, che è comunque più di quella che considero la mia vita senziente – stata una personcina decisamente autoironica e piuttosto easy. Ho le mie idiosincrasie e a volte sfiorano la psicosi, lo so bene, ma l’ho sempre considerato un punto di forza, questo esserne perfettamente cosciente.
    Ho i miei toni sempre un po’ hyper, la volgarità così ostentata che diventa parodistica, un senso critico che permetto quasi unicamente al mio gonfiatissimo sé. In generale fingo di essere cattiva come la Ele, ma sono veramente una caramellina, faccio favori con gioia anche agli sconosciuti, ascolto le menate di chiunque, psicanalizzo e patpatto e spuccio. Sono praticamente un ente di carità, se mi si prende nella maniera giusta, perché ho una paralisi cerebrale che mi impedisce di dire “No, vaffanculo” senza complicate perifrasi che la gente con un QI medio non può capire.
    Però ci sono dei però.
    Ed entrano in atto, queste adorabili avversative, quando come adesso sto veramente usando unghie e denti per lasciarmi alle spalle uno dei miei tanti periodi di merda. È novembre ed è da gennaio che lo dico, quindi non ci si dovrebbe stupire.
    Però, dicevo: l’autoironia va bene fino ad un certo punto. Posso scherzare con voi su di me per giorni, ho sfidato un po’ chiunque a trovare qualcosa che mi offenda. Provateci anche voi, vi assicuro che è praticamente impossibile. Non è che non mi si possa prendere per il culo, finché si rispettano determinati limiti che dovrebbe imporre il buon senso. Ad esempio, i limiti di tempo.
    Conoscermi da tre settimane equivale a non conoscermi affatto, quindi se ti do un briciolo di confidenza non pensare di essere diventato il mio migliore amico.
    E no, grazie, evita di sfottere gratuitamente solo perché la tua vita è persino più triste e misera della mia (che insomma, ci vuole un bello sforzo d’ingegno).
    Evita di prenderti confidenze che non ti sono permesse. Prestare un fazzoletto ad una persona in lacrime non vuol dire condannarsi ad essere la sua confidente FOREVAH.
    L’ironia è molto difficile da saper usare. Se non siete capaci, evitate di farlo. Altrimenti io probabilmente non vi dirò niente, ma diventerò così sottilmente maligna da farvi rimpiangere il momento in cui per primi mi avete rivolto la parola. Ché lo sapete, di essere sempre voi per primi, ad avvicinare me, perché sono portata di natura all’ascetismo, e dio come si sta bene, senza cerebrolesi fra i coglioni.

    Se non lo si fosse capito, comunque, minorati mentali, questo post è una di quelle complicate perifrasi per “No, vaffanculo“. Tante grazie.

    Comunque sono pressoché ancora viva, ho solo le facoltà cerebrali ridotte ai minimi storici. Mi trascino dall’uni al lavoro ai sensi di colpa sparsi, ho perso otto chili e sarei perfino più figa del solito, se non avessi la faccia di uno zombie malato di tisi. Ci si rivede quando riuscirò ad assumere di nuovo degli zuccheri semplici.
    Adieu. ♥


  3. Microfic meme

    novembre 9, 2009 by Kijomi

    Regole: scrivere 10 categorie di fic, ciascuna di 10 parole o meno.
    Pairing: Inlè (Nero Coniglio di)\Ravascuttolo, da la Collina dei Conigli di Richard Adams.
    Raiting: NC17. È veramente troppo idiota.
    Note: Questa cosa è per colpa di June. Ci tengo a specificarlo. E ci tengo a specificare anche che la amo da impazzire. E che spero uccida la Scillina. Amo anche lei, anche se non si direbbe.

    01. ANGST:
    Veniva dal Buio: sapeva che l’avrebbe raggiunto solo nell’oscurità.
    02. SCHOLASTIC COMEDY:
    Che Frits l’aiutasse! Quei coniglietti nemmeno sapevano brucare! Da uccidere.
    03. UST (Unresolved, or Unrequited, Sexual Tension):
    “Inlè, no! – ” squittì tremendamente “- i brividi no!”
    04. HARLEQUIN [Harmony]:
    Il pelo nero era carbone, sotto la luna. Eppure splendeva.
    05. INTROSPECTIVE:
    Sapeva sarebbe venuto a prenderlo: non sapeva se l’avrebbe voluto.
    06. FLUFF: [letteralmente]
    Era grato ad Frits per quella coda: nulla di più soffice poteva dividerli.
    07. SONGFIC:
    “Hell’s Bells, across the sky…” A Inlè piaceva la musica.
    08. CRACKFIC: [mpreg, random, LOL]
    “Avevi ragione quando dicevi non ti servivano compagne” Sorrise, maligno.
    09. LEMON:
    La lingua ruvida passò sul pelo dello stomaco. In tzarn.
    10. AU (Alternative Universe):
    “…andiamo, Inlè. Quella falce è davvero tremenda.”
    “A me piace.”

    La [7] è Hell’s Bells degli AC/DC. Ovviamente.
    Volevo mettere la sigla di Sailor moon, ma in dieci parole era impossibile.
    Vi amo.
    Addio.


  4. Passati di verdura alle ore piccole.

    novembre 7, 2009 by Kijomi

    Appunto per il futuro, che conoscendomi perfettamente so già non rispetterò giammai, ma whatevah, è un post delle tre meno dieci del mattino e posso permettermi di fare l‘emodelcazzo: basta guardare le vecchie foto.
    Basta guardare quelle nuove dove non ci sei, basta rileggere vecchie lettere, basta progettare di scriverne di nuove – lo sai già quale sarebbe il risultato, e sei stufa dello sconfortante silenzio. Non sei stufa dello sconfortante silenzio? Io sì.
    Basta anche rileggere il proprio blog, per quanto sia esondantemente figo.
    Lo so, lo so, eravamo cool. Eravamo veramente fiche. Siamo in pausa pranzo, torneremo, nel frattempo basta ancorarsi al passato.
    L’unica cosa bella del passato è che è passato, e ti sembra così straordinariamente di più – più bello, più felice, più creativo, più profondo, anche se per profondità si intende quella della buca che avevi scavato per seppellirtici – di adesso perché  ne conservi un ricordo epurato da tutto lo schifo che invece c’è stato, a bidoni.
    E questo succede perché nonostante millantino il contrario sei una persona positiva e dolce e carina, anche se hai la frangetta e sei bravissima a fare la stronza.
    L’adesso fa schifo perché ci vivi e puoi fantasticarci su relativamente poco. Tutto qui. Chiaro e lineare. Magari vai a dormire, adesso.

    Che poi, come fanno ad essere le tre meno dieci, se fino a mezz’ora fa erano le undici e stavo programmando di andare a dormire per la troppa scoglionatura? Misteri dell’intraweb. ‘Notte.