Sapete bene che sono sempre – oddio, sempre è una parola grossa: facciamo da quando tengo il blog, che è comunque più di quella che considero la mia vita senziente – stata una personcina decisamente autoironica e piuttosto easy. Ho le mie idiosincrasie e a volte sfiorano la psicosi, lo so bene, ma l’ho sempre considerato un punto di forza, questo esserne perfettamente cosciente.
Ho i miei toni sempre un po’ hyper, la volgarità così ostentata che diventa parodistica, un senso critico che permetto quasi unicamente al mio gonfiatissimo sé. In generale fingo di essere cattiva come la Ele, ma sono veramente una caramellina, faccio favori con gioia anche agli sconosciuti, ascolto le menate di chiunque, psicanalizzo e patpatto e spuccio. Sono praticamente un ente di carità, se mi si prende nella maniera giusta, perché ho una paralisi cerebrale che mi impedisce di dire “No, vaffanculo” senza complicate perifrasi che la gente con un QI medio non può capire.
Però ci sono dei però.
Ed entrano in atto, queste adorabili avversative, quando come adesso sto veramente usando unghie e denti per lasciarmi alle spalle uno dei miei tanti periodi di merda. È novembre ed è da gennaio che lo dico, quindi non ci si dovrebbe stupire.
Però, dicevo: l’autoironia va bene fino ad un certo punto. Posso scherzare con voi su di me per giorni, ho sfidato un po’ chiunque a trovare qualcosa che mi offenda. Provateci anche voi, vi assicuro che è praticamente impossibile. Non è che non mi si possa prendere per il culo, finché si rispettano determinati limiti che dovrebbe imporre il buon senso. Ad esempio, i limiti di tempo.
Conoscermi da tre settimane equivale a non conoscermi affatto, quindi se ti do un briciolo di confidenza non pensare di essere diventato il mio migliore amico.
E no, grazie, evita di sfottere gratuitamente solo perché la tua vita è persino più triste e misera della mia (che insomma, ci vuole un bello sforzo d’ingegno).
Evita di prenderti confidenze che non ti sono permesse. Prestare un fazzoletto ad una persona in lacrime non vuol dire condannarsi ad essere la sua confidente FOREVAH.
L’ironia è molto difficile da saper usare. Se non siete capaci, evitate di farlo. Altrimenti io probabilmente non vi dirò niente, ma diventerò così sottilmente maligna da farvi rimpiangere il momento in cui per primi mi avete rivolto la parola. Ché lo sapete, di essere sempre voi per primi, ad avvicinare me, perché sono portata di natura all’ascetismo, e dio come si sta bene, senza cerebrolesi fra i coglioni.
Se non lo si fosse capito, comunque, minorati mentali, questo post è una di quelle complicate perifrasi per “No, vaffanculo“. Tante grazie.
Comunque sono pressoché ancora viva, ho solo le facoltà cerebrali ridotte ai minimi storici. Mi trascino dall’uni al lavoro ai sensi di colpa sparsi, ho perso otto chili e sarei perfino più figa del solito, se non avessi la faccia di uno zombie malato di tisi. Ci si rivede quando riuscirò ad assumere di nuovo degli zuccheri semplici.
Adieu. ♥
Kijomi,
Louchette, Cheshire Cat, Pisces no Aphrodite and so on.






Boia, hai ragione.
A me interessa solo che non molli con le unghie e con i denti. *O*
Quelle no. Vorrei solo poter uccidere qualcuno ogni tanto ;_; Un pochino! ;_;
çOç *spuccia* Coraggio, picci. Non farti rovinare il fegato, è già difficile mantenerlo sano di anno in anno solo per quello che succede ai nostri Capodanni, figurati.
…che voglia di alcolizzarmi. Hadessama, andiamo ad alcolizzarci! ;_;
*Spuccia e si sente un po’ una merda per non essere più presente*
Non mollare tesoro e manda a ‘fanculo il resto del mondo! *abbraccia forte*
♥
Ma io non sono cattiva.
È che mi dipingono così.
No, Ele, tu ci hai messo sei anni a farti quella nomea, e adesso te la tieni. Oh.
… Gucci ma fai paura così. O.o