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marzo, 2010

  1. Randomico.

    marzo 31, 2010 by Kijomi

    Sto abbandonando completamente il blog. È la primavera (?) E il forum non c’entra niente, non sto davvero interagendo come un essere umano.

    Comunque, avrei anche un post bello succulento scritto sull’All or Nothing negli ultimi tre giorni, mentre ero a letto e rantolavo – e non metaforicamente, sono rimasta totalmente afona ed è stato molto divertente – ma com’è ovvio visto che state leggendo questo e non il suddetto post non ho voglia di copiarlo. Quindi presumo dovrete attendere che torni dalla mini vacanza pasquale all’Undicesima. =O=
    Tutto sommato, comunque, sto facendo più cose di quante ne abbia fatte mai nella vita, oltre ad essere continuamente affetta da sindrome da listaggio compulsivo.
    Domenica sono addirittura tornata, dopo più o meno due anni, ad una fiera del fumetto.
    Gente.
    OH.
    MA.
    CHE.
    FATICA.
    Per forza mi ammalo. Non ho più l’età per certe cose! A sedici anni non la sentivo nemmeno la fatica dello spintonare enormi masse di adolescenti infoiati, ma adesso! ;_;
    Adesso il mio piccolo fragile corpo non regge più ;_; Per recuperare inutilissimi gashapon ho dilapidato i soldi con cui avrei dovuto mangiare in vacanza, mi sono fatta venire una mezza bronchite e mi sono sentita vecchia per la maggior parte del tempo, con tutta quella carne fresca che mi girava attorno! (GIARRETTIERA!)
    Però è stato divertente e carino, questo tuffo nel passato, soprattutto visto che avevo accanto anche Rucci con la quale ho iniziato ad andarci, in fiera.
    …e santo cielo, abbiamo hanno delle fan.
    Questa cosa è inquietante e malatissima. Ovviamente ne vado molto fiera. ♥
    Va bene, bon, ho sonno.
    Sono vecchia ;_; Faccio anche le torte di mele! (???)
    (No, sul serio, è la primavera, tornerò in grado di partorire dei post interessanti, lo giuro lo giuro.)


  2. Leggere Leggere Leggere, pt II

    marzo 26, 2010 by Kijomi

    Come promesso, eccomi qui a fare un resoconto di com’è andata.
    …*____* *È ancora esaltata*
    Siete avvisati: sarà lungo e avventuroso. E non ho romanzato nemmeno un po’. Giurin giuretta.

    Allora, intanto sono ammalata (ovviamente e di nuovo, visto che ho un sacco di cose piacevoli da fare.)
    Quindi oggi ho brutalmente bigiato l’uni e il lavoro per cercare di arrivare viva a domenica, che mi pretenderà con i sensi molto più che allerta.
    Ma queste sono sottigliezze, perché avevo una missione da compiere.
    A metà pomeriggio, forte di una dose di paracetamolo nel mio organismo tale da causare danni epatici a chiunque non avesse sviluppato una resistenza frutto di allenamento di anni di acciacchi vari (ne faccio 23, di anni, quest’anno. Secondo me ce la faccio a morire prima dei 30), sono uscita brandendo la mia brava copia di Occhi di Cane, con tanto di breve dedica all’interno e il segnalibro dell’iniziativa – sì, quando faccio le cose le faccio per bene – e sono marciata in metropolitana.
    La mia idea primigenia prevedeva di attaccar bottone con un collega di filosofia teoretica, un tipetto che ho notato perché  mostra segni di profondo autismo come la sottoscritta: testa bassa, libro in mano, non ti guarda nemmeno se gli chiedi se il posto accanto al suo è libero. Gioiellini rari, nell’università moderna. (No, beh, ma prima o poi l’asocialità la curo, giuro. Non oggi di certo.) Ma, niente università, niente piccolo autistico, quindi ho virato sull’accalappiare il primo sconosciuto avesse attirato le mie simpatie.
    Salita in metropolitana, ho iniziato a guardarmi attorno con una faccia vagamente psicopatica, temo, a giudicare dalle occhiate preoccupate che ricevevo in risposta. Ma however, come se non ci fossi abituata. Verso Duomo ho individuato la mia preda: alto, dinoccolato, sulla trentina, abbastanza anonimo da non darmi l’idea di qualcuno che risponde con una coltellata ad un approccio del genere (che sono paranoica l’ho detto, sì?). Solo che fra un tentennamento e l’altro le fermate scorrevano, e io non mi decidevo.
    Il tizio scende a Centrale, e io mi dico Ciao, Gucci, questo va a prendere un treno e non lo raggiungi più.
    Seguendo l’istinto, comunque, ho cominciato a stalkerarlo. Robe che se mi beccavano sarebbe stato difficile da spiegare XD
    Stalkera e segui, giù dal treno, stalkera e segui, il tizio non andava in stazione – grazieiddio – ma cambiava in direzione Gessate. Ottimo.
    Caracollo giù per le scale e quasi mi rompo l’osso del collo, ma gli sono dietro. Arriva sulla banchina.
    È un paio di metri al massimo da me. Appena si ferma gli tocco il braccio, lo faccio girare e gli consegno l’ambito trofeo.
    E QUELLO SPARISCE. Volatilizzato in mezzo alla calca. Scomparso. PUFF! Non lo vedo da nessuna parte, ancora adesso mi chiedo come abbia fatto a perderlo.
    Il mio sconforto è grande,  come potete immaginare. Oltretutto, sento il treno che inizia ad avvicinarsi. Non importa, adesso fermo la prima persona che trovo, al diavolo. La prima persona che ho trovato, nella fattispecie, era una ragazza carina con un’incredibile massa di capelli color caramella mou, con un libro già sottobraccio (non sono riuscita  a leggerne il titolo). L’ho fermata e, un po’ in fretta, le ho praticamente ficcato il libro in braccio, ripetendo più o meno alla lettera il discorsetto del post precedente (senza la cosa del non voglio venderti niente, che in effetti sulla carta è divertente ma piuttosto stupida da dire davvero). E quella! Con il treno che apriva le porte! Mi ha fatto un sorrisone e si è fermata lì! çOç A parlare con me! çOç
    Ora, se non siete milanesi probabilmente non potete capire la mia commozione, ma fermarsi sulla banchina della metropolitana non è pura cortesia. È RISCHIARE LA VITA PER TE. Le ho spiegato per bene  di cosa si trattava, perché secondo me è un’iniziativa valida e preziosa, e com’è nata, e perché di quel libro. Lei mi ha chiesto “ora lo devo fare anche io? o___ò” piuttosto allarmata dalla sembianza di catena di sant’Antonio che in effetti ha assunto tutta la faccenda, io ho riso, e tutto sommato me ne sono andata contenta.
    È stato memorabile di per sé perché io tendo ad avere avventure metropolitane piuttosto movimentate, ma a prescindere ti lascia la sensazione di aver fatto una piccolissima goccia di bene. Inutile ma carina.
    Beh, mia piccola sconosciuta coi capelli mou, spero che Occhi di Cane Azzurro ti piaccia, e spero che l’anno prossimo sarai anche tu nelle file di quelli che regaleranno un libro ad un perfetto sconosciuto.
    Io ci sarò di sicuro ♥


  3. Leggere leggere leggere!

    marzo 26, 2010 by Kijomi

    Se non sapete cosa sia l’iniziativa Leggere leggere leggere, buzzurri, leggete qui, ché tardi e non ho voglia di dilungarmi.

    Signori, ci siamo. È il giorno X.
    Avete scelto il libro? Vi siete già preparati un discorsetto di presentazione?
    Il mio, da pronunciarsi tutto di filata senza prendere fiato con un sorriso ebete stampato in faccia, è: “Ciao-scusa-se-ti-disturbo-non-voglio-venderti-niente-ma-partecipo-ad-un’iniziativa-chiamata-LeggereLeggereLeggere-che-comporta-il-regalare-un-libro-ad-uno-sconosciuto! *PORGERE LIBRO QUI*”
    Poi presumo mi volterò e SCAPPERÒ.
    Volevo solo informarvi che il libro che ho selezionato è Occhi di cane azzurro di Gabriel caro. Per due ragioni: l’ho appena letto e l’ho molto amato, e inoltre  è abbastanza sconosciuto da non incorrere nel problema della vittima che ti guarda e ti dice “No, guarda, ce l’ho già”. Per me sarebbe molto peggio di un ipotetico “No, guarda, non mi interessa”; “No, guarda, non leggo/la mia religione mi proibisce di leggere/leggo solo Moccia/sono anafabeta”; “No, guarda, mi fai schifo vattene o chiamo la sicurezza” (tutte ipotesi che ho considerato, sì. Sì, sono psicotica ♥♥♥)

    Bene, per ora è tutto: ci aggiorniamo a domani sera, quando vi dirò chi è stata la mia vittima e come ha reagito. (Fra l’altro domani pomeriggio partecipo anche ad una specie di circolo culturale con dei compagni di teoretica, ROTFL. Male che vada mangio loro la faccia.)
    E buon Leggereleggereleggere day a tutti! ♥


  4. Narcolessia selettiva applicata al fangirlism

    marzo 23, 2010 by Kijomi

    Questo post nasce perché mi sono resa conto che stavo facendo una lista su listography di quello che ho fatto di bello questa settimana.
    Ora, prima di trasformare un bel giochino in una dipendenza seria e di perdere definitivamente la capacità di usare avversative e subordinate, direi che è ora di sgranchirsi un po’ le dita.

    Allora, questa settimana sono diventata dipendente da listograph- no, quello era già successo.

    Vediamo un po’.
    Intanto sono quasi morta, ma quella è una cosa che faccio più o meno spesso, quindi niente di emozionante all’orizzonte. Sappiate solo che ho un livello di ferro nel sangue inquietantemente basso, quindi amatemi adesso perché domani non potrei essere più fra voi. No, dico sul serio.
    In più, il signor Milo di Scorpio ha deciso di lasciarci abbandonati a noi stessi più del solito, e succedono sempre cose tremende quando qualcuno se ne va.
    Per fare un esempio, mi sono guardata in stecca tutti e quattro gli OAV di Saint Seiya. Il quinto l’avevo visto immemore tempo fa, ma in giapponese, quindi non vale.
    Ora, voi dovete sapere una cosa, di me.
    Ciao, sono Gucci e ho un problema.
    Ciao, Gucci.
    Ho un problema insormontabile con Saint Seiya. Amo visceralmente questa serie, come credo abbiate VAGAMENTE notato negli ultimi due anni . (Erh.)
    Ma sono afflitta da un disturbo a livello cerebrale di notevole portata: non riesco, in nessun modo, a guardare la serie animata (classica, filler, Hades, OVA, AMV, Canvas, TUTTO QUELLO CHE SIA STATO ANIMATO) senza cadere addormentata.
    È più forte di me. Ci sono cose che il mio cervello non riesce ad elaborare e quindi preferisce byapassare SPEGNENDOSI.
    Mi capita anche con le battaglie  nei film.
    Non ho mai visto per intero Alexander. Stesso dicasi per il Gladiatore. Mi sono addormentata al cinema durante il secondo film del Signore degli Anelli. Ho concluso che probabilmente è  perché durante i combattimenti, soprattutto quelli di gruppo, le figure sullo schermo si muovono troppo velocemente e, non capendo quello che succede, il mio cervello preferisce ignorarlo a piè pari.
    Mi rendo conto che possa sembrare un handicap piuttosto stupido. Lo è.
    Fatto sta che con Saint Seiya il problema assume forme imbarazzanti.
    È capitato che certune malefiche creature bionde, per provare il fenomeno ad un incredulo (giustamente) dio infero, abbiano fatto partire una puntata a caso della saga di Poseidon mentre stavo pacificamente mangiando, assolutamente ignara di quello che mi sarebbe successo di lì a poco. (In realtà la sto facendo sembrare una faccenda complottistica per ragioni sceniche, stavamo solo pranzando davanti ai cartoni animati.

    forse.)
    Beh, tempo tre minuti netti, a me ha cominciato a ciondolare la testa, e per un pelo non mi sono schiantata di faccia, come la miglior tradizione Saintseiyana impone, in un piatto di pastasciutta.
    E non c’era nemmeno da incolpare l’abbiocco post-pasto, visto che stavo ANCORA mangiando.
    Vedete bene che non è un problema irrilevante.
    La serie animata ha per me ancora grandissime lacune, e quando non mi ricordo qualcosa o qualche personaggio non è perché non sia una fan scrupolosa: semplicemente, durante quella puntata dormivo. Mi sono fatta delle dormite magnifiche davanti a a Saint Seiya.

    Comunque, cercavo di guardare gli OVA da qualcosa come un anno e mezzo. I numerosi tentativi, in numerose diverse posizioni strategiche – divano, scartatissimo, troppo comodo; davanti al pc, mi sono schiantata con la fronte sulla tastiera; addosso ad Hadessama, che è troppo magro per essere comodo e tira pizzicotti piuttosto dolorosi, ho solo ottenuto di abbioccarmi in maniera molto frustrata senza comunque capire niente di quello che vedevo – sono stati tutti invariabilmente fallimentari.
    Ma l’altro giorno mi sono messa davanti a youtube con un certo cipiglio combattivo, decisa a non farmi più sconfiggere.
    E CE L’HO FATTA! *___*
    Per davvero!
    Mi sono addormentata solo un paio di volte davanti al primo, il secondo mi faceva troppo ridere per farmi dormire – SAORI È UNA POLENA! *C*;, ho gnaulato per ore, ORE, davanti al terzo, perché il terzo apparentemente dura 80 minuti, ma in realtà sono sette ore e ho pensato sarei morta davvero, ma sono arrivata in fondo quasi incolume. Ah, che spirito di sacrificio! Cosa non si fa per il fangirling!
    E il quarto, il quarto l’ho visto con Rucci, e c’era troppo glam e troppo LOL e troppo trash, obiettivamente, per riuscire a farsi venir sonno. Oltretutto, il commentario su msn aiutava l’attenzione.
    Certo, ovviamente adesso ricordo ben poco delle trame (?) e il mio cervello ha completamente eliso tutte le battaglie di Seiya, ma ehi, un problema alla volta.

    Chissà se prima o poi riuscirò a riguardarmi anche Asgard e capire perché c’era uno con un brutto tatuaggio che picchiava tutti. *Quello che ha capito di tutta la saga.*