Sei Tipi di Pasta: teh fandom

Mi rendo conto che seguire una rubrica su Mimicry sia più o meno impossibile. Sono avversa a qualunque tipo di regolarità, evidentemente, e non riesco a schedulare nemmeno me stessa, figuriamoci una serie modulata di post. Questo però non mi toglierà mai il gusto di fare l’imbecille sulle categorizzazioni del mondo. Le amo in maniera inversalmente proporzionale a quanto smetta di credere in loro: al momento, ho raggiunto il mio picco massimo. Oltre a questo, le mie rubriche subiscono l’altalenante variare della mia ispirazione in materia. Più sono irritata da voi, fastidiose scagliette di mandorla, più mi date modo di assorbire dalla vostra piccola e meschina visuale del mondo il mio sollazzo più grande, quello dello sberleffo impunito. (Impunito perché continuate a essere troppo pieni di voi per accorgervi che vi sto insultando, causandomi ulteriore sollazzo, in una catena autoalimentante senza fine. Come al solito, vi amo.)
Questo post me lo rigiravo in testa da un po’, ma mai come adesso c’è bisogno che io lo scriva.
Siete pronti? Chi indovina cosa sono io – e cosa sono stata – vince un’intera teglia di muffin ai mirtilli. Per davvero, eh!
Per chi non sappia cosa sia Sei Tipi di Pasta, qui. Gli altri, con me, nel più periglioso dei mondi. Mi dicono che sono morbosa, quando voglio solo compiere opere di informazione e prevenzione. Tzè.

MIMICRY PRESENTA: SEI TIPI DI PASTA

Teh FANDOM

 Ovvero: le sei tipologie di persone che Gucci incontra, odia e di cui non può fare a meno.

♦ I FANTARD

Dicasi fantard l’essere umano che si fa inghiottire senza via di scampo dal proprio fandom. In genere esseri monogami e apparentemente tranquilli, nascondono sotto una facciata di rispettabilità il Mostro dell’Ossessione Obnubilante (da adesso in poi MOO). Sono normalmente interessati un po’ a tutto e riescono ad avere delle conversazioni civili su pressoché qualunque argomento, ma ce n’è uno su cui non riescono ad essere in alcun modo oggettivi, e se lo si nomina in loro presenza perdono completamente il lume della ragione.
Gli occhi aumentano esponenzialmente di dimensione e si fanno vivacemente brillanti, il loro tono si acutizza e, invariabilmente, chiedono “ODDIIIIOOOOO, anche tu conosci Opera X?!” con l’espressione di perfetta meraviglia del bambino che scopre che Natale e il suo compleanno sono arrivati insieme, sei mesi in anticipo. Se avete la sfortuna di tirare fuori il MOO da un Fantard la vostra tranquilla esistenza per un po’ smetterà di essere tale. Il Fantard è tanto ossessionato quanto ossessionante, e vorrà sapere TUTTO, ma proprio TUTTO quello che pensate del suo unico amore – per avere la possibilità di correggervi se, ahivoi, siete in errore nel percorrere il loro stesso Sacro Cammino. Vi consiglierà opere per approfondire, edizioni diverse dalla vostra – che di solito è il Male Puro – interviste, video su youtube, contenuti speciali, mappe astrali dell’autore, del cast, vi chiederà se volete accompagnarlo in un tour sui luoghi delle riprese, se di film/telefilm si tratta. Vi tormenterà per settimane, se non mesi, perché lui ama, ed è felice di trovare qualcuno che ami con lui. Ama discutere, si appassiona, si infervora, dilata il proprio MOO ai limiti estremi della sua costellazione (sic.)
Il Fantard applica il proprio fandom a qualunque cosa, dalla fisica quantistica alla politica contemporanea, se gliene si lascia l’occasione. Spesso non capisce qual è il limite fra l’interessante collegamento interdisciplinare e il più astruso arrampicamento sugli specchi, ma non gli importa. L’unica cosa vera, e bella, è che il suo Fandom c’è, ed è davvero la cosa che dà anima e ragione alla sua vita.
Se ne incontrate uno allontanatevi molto lentamente, a meno che non abbiate intenzione di essere risucchiati dal suo stesso MOO.
I MOO sono creature insaziabili.

♦ I RAFFINATI

I Raffinati sono una branca molto simile ai Superiori nel precedente capitolo di Sei Tipi di Pasta.
Ma volendo sono ancora più irritanti.
Loro hanno studiato.
Quindi sanno di cosa parlano.
Quindi la loro opinione ha più valore della tua, anche se non hanno la minima idea di chi tu sia (potresti anche essere l’autore, per quanto li riguarda).
In genere li si può trovare accalcati in piccoli branchi su siti specializzati di critica o recensioni, a darsi compiaciute pacche sulle spalle l’uno con l’altro.
Seguono una moda tutta loro basata sul semplice concetto “È fico perché l’ho deciso io“, e cambiano idea in maniera piuttosto arbitraria, a seconda di come tiri il vento o proceda l’opera. Se non procede come avevano acutamente previsto con i loro raffinatissimi cervellini, in genere la bollano come stronzata e la fanno precipitare nell’infamante baratro della dimenticanza.
Si atteggiano a magniloquenti trendsetter, e saprebbero anche fare bene il loro lavoro, se non usassero criteri di valutazione così genericamente snob da risultare intollerabili alle loro stesse mamme.

♦ I LOLFAN

I Lolfan sono probabilmente i miei preferiti, e se siete appena appena svegli capirete presto il perché.
I Lolfan amano un’opera perché è di un livello così infinitamente basso rispetto a quello a cui si appassionano di solito che procura loro ondate di serotonina incontrollabili. È meglio di qualunque droga presente sul mercato, e notevolmente più economica. Godono nel prendere per il culo l’opera e i suoi fan, che giudicano magnificamente teneri – nelle migliore delle ipotesi – o irrimediabilmente ritardati – nella peggiore. Si divertono sinceramente nell’usufruirne, pur vedendone ogni singolo punto debole: è proprio ai punti deboli che si appassionano. Spesso sono cultori sinceri e appassionati di kitch e trash, e trovano nelle bassezze più infime dell’espressione umana la vera, ultima, sincera espressione artistica.
Raggiungono livelli di ossessione molto simili ai Fantard, con la differenza che si tengono sulla faccia un’espressione di tracotante superiorità. Amano sapere che sono loro ad avere il potere sull’opera, non l’opera su di loro. Ne evidenziano spietatamente i difetti e ne parlano malissimo a chiunque chieda loro un’opinione (anche a chi non la richiede, se va male), e mai capitoleranno nell’ammettere che forse, forse, quell’opera la amano proprio con un fan vero. Forse un po’ di più.
Quasi mai si rendono conto di essere degli ipocriti fatti e finiti, ma quando se ne accorgono è l’idillio, perché raggiungono la consapevolezza massima, e possono prendere a ridere di sé, oltre che del mondo.

♦ I RAGEFAN

Il loro fandom è il migliore, il tuo fa schifo. Loro hanno ragione, tu hai torto. I loro pairing sono canon, i tuoi crack. Loro sono intelligenti, tu sei stupido.
Sono totalitaristi e non hanno nessuna intenzione di esserlo meno. Hanno trovato la luce che guida le loro vite e nessuno gliela toglierà, a costo di dover urlare insulti – più o meno raffinati – a chiunque osi contestarli (o anche solo provare a fare un cortese confronto).
Avete mai provato a parlare di Lady Gaga con un metallaro? Ecco, allora avete perfettamente capito cosa intendo. Se non l’avete mai fatto, correte a cercarne uno. È un’esperienza di vita da non perdere.

♦ GLI OCD FAN 

Questo è una tipologia di fan che soffre di OCD, obsessive-compulsive disorder. Loro guardano tutto. Seguono tutto. Leggono tutto. Giocano tutto. Fanno tutto. Amano tutto. Li si trova su ogni forum, su ogni bacheca, a seguire ogni singolo genere creato. Non hanno gusti – o ne hanno davvero di molto, molto aperti – e credono che tutto sia degno perlomeno di essere guardato o letto una volta nella vita. Vogliono provare tutto e sono insaziabili. In genere dispongono di quantità di tempo libero incomprensibili, e quindi quasi sempre sono creature prive di una vita sociale al di fuori dei forum di discussione, a carico di mamma e papà, che si tumolano volontariamente nelle loro camerette a beneficio dell’associazione consumatori. Mi riesce difficile capire come dopo qualche anno il loro cervello non si gonfi fino ad esplodere, ma a quanto pare sono esseri particolarmente coriacei. Solo, evitate di chiedere loro qual è il loro “X” preferito. Li mandereste in panico e vi sorbireste una lista lunga dalle quattro alle sei ore.

♦ I RAPEFAN

I Rapefan sono creature abominevoli sputate fuori dai più profondi recessi dell’inferno.
Di solito hanno un’età compresa fra gli 11 e i 14 anni, se sono più grandi vuol dire che probabilmente hanno subito gravi danni cerebrali in giovane età. Capita anche questo, purtroppo.
Un Rapefan non ama davvero il suo fandom, esattamente come uno stupratore di gattini non ama davvero i gattini. Gode nel vederlo smembrato, massacrato, umiliato. Ne prende per goderne e piegarlo alle sue più turpi, infime fantasie. È nel campo del Rapefandom che nascono le Mary Sue, per fare un esempio concreto. E i crackpairing. E i crossover. Tutto ciò che c’è di puro nell’amore per un’opera viene preso dal Rapefan e violentemente stuprato. Plagiano i personaggi per farli diventare quello che più li aggrada. La caratterizzazione non esiste, la trama è una perversione dell’autore. Si inventano hint, si arrampicano sugli specchi, squittiscono, sbavano, verseggiano. Sono i fan più rumorosi e incontrollabili, e hanno una capacità distruttiva elevatissima. Quello che toccano si rattrappisce, va in putrefazione e muore in pochissimo tempo. Sono forti perché sono un’orda incosciente e priva di qualsiasi raziocinio. Si basano su giudizi estetici arbitrari per giudicare qualunque aspetto di qualunque cosa, e giustificano tutto con lo stesso metro: “perché mi piace così“. Con loro c’è poco da fare. Una sprangata in testa, o sperare che stiano lontani dal vostro fandom.

Bonus Track:
♦ GLI INDECISI

A una prima, superficiale occhiata gli Indecisi vi sembreranno degli OCD, ma non dovete farvi trarre in inganno. Gli Indecisi sono molto di più e molto di meno insieme. Parrebbe, dalla quantità spropositata di serie che seguono, dei fan con molto molto tempo libero – come gli OCD – e gusti molto molto molto ampli – come gli OCD. Ma se andiamo a osservarli con più attenzione, noteremo una differenza sostanziale e determinante. Laddove un OCD segue e ama tutto, senza distinzione, formandosi poche o nulle opinioni su quali siano davvero i suoi gusti, un Indeciso avrà sempre un’idea in testa, univoca, salda, incontestabile. L’idea della persona con la quale sta conversando.
È assolutamente impossibile avere una discussione con questi individui. Inalterabilmente, troveranno la vostra opinione la migliore, la meglio espressa, la più compiuta, e cambieranno la loro per la vostra. Senza nemmeno lo scontrino, senza porsi domande. Finché non arriverà qualcuno che esprimerà un’opinione diversa e TOH! come per epifania, capiranno che invece era proprio quello che pensavano. E via così, ad libitum, per sempre, su qualunque cosa, finché qualcuno avrà qualcosa da dire.
Non rientrano nei Sei Tipi perché non sono dei veri fan di niente, se non delle persone che hanno delle opinioni. Personalmente, li trovo molto teneri.

10 thoughts on “Sei Tipi di Pasta: teh fandom

  1. Sono orgogliosissimo di aver dato il nome ai Rapefan. Che sono notoriamente quelli che odio di più.

    Non dico altro, non farei che scuoricinare. Mi limito a strusciarmi contro le tue caviglie ♥♥♥♥♥♥♥

    1. Grazie per ispirarmi sempre queste vomitate di pressapochismo pieno di boria ♥♥♥ Mi fate stare IC come nessun altro al mondo, vi amo ♥

  2. Lol, mi inchino al tuo cospetto per il post meraviglioso e… mi preoccupo tanto perché… mi rispecchio fin troppo nel fantard XDDDDD E’ la mia!!! XDDD

  3. Sono tremendamente conscia di cadere fin troppo spesso nell’area fantard. Se non altro, cerco di trattenermi xD
    E’ sempre bello interrompere lo studio per trovare il tuo blog aggiornato <3
    (ma tra l'altro, io ho mai commentato? Non mi ricordo. Mah.)
    (I rapefan sono qualcosa di terribile, comunque.)

    <3

    Non vedo l'ora di togliermi dai piedi questi esami e riuscire a essere qualcosa di più di una presenza invisibile!

  4. Io sono una Lolfan, cristoddio.
    Sono completamente in balia delle opere che leggo.
    (a proposito! Ti devo passare uno shojo nuovo che sto leggendo! XDDDDDDD)

    1. Oh no, ci sei ricaduta! Linka. L’ultimo che ho letto è stato Lovely Complex, quello della tipa altissima. E non eri ancora a Roma. (Amo i tuoi nick.)

  5. Sono decisamente troppo fantard per nasconderlo al mondo. Mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa.

    p.s.
    Non ho parlato di Lady Gaga con un metallaro, ma l’ho costretto ad ascoltarla per tutto il viaggio di ritorno da Livigno a Milano. Mi ha odiata, dimenandosi per cercare di spegnere la radio (senza riuscire). E’ stato bellissimo e lo rifarei.

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