Mia madre era una hipster negli anni ’70. Il problema è che c’è rimasta sotto.

Continua il mio volontario eremitaggio nelle profondità della Vita Vera.
Vi dirò, in tutta confidenza, che la Vita Vera è un po’ come le pubblicità dei gioielli su Mondialcasa: sembra già una ciofeca da fuori, e se sei tanto pirla da cascarci si rivela proprio per quello che è, una grandissima fregatura fatta su misura per chi è troppo stupido per avere dei metri di paragone validi.
Il mio stato emotivo somiglia a quello di un maniaco-depressivo. Questa è una cosa buona solo perché di un maniaco-depressivo sto scrivendo (tra l’altro lo sto caratterizzando partendo da Fluttershy di My Little Pony, per rendere l’idea), quindi immedesimarmi non può che essere buono. Il problema è che un maniaco-depressivo in fase maniaca è troppo iperattivo per mettersi a scrivere – e allora esco di casa, saltello, cucino, scansiono foto, scrivo mail che mi fanno sembrare una stalker pedofila, faccio le pulizie, gioco a Just Dance 3 e poi crollo morta con la bava alla bocca, che mica ci sono abituata – mentre un maniaco-depressivo in fase depressa vuole solo mangiare gelato e piangere sul letto.
E io non posso mangiare gelato perché, tanto per non farmi mancare niente nel mio processo di distruzione masochistica del Sé, sono anche a dieta. Quindi sono una maniaca-depressiva in calo di serotonina grave. Non lo so, forse sto solo aspettando che qualcuno arrivi e in un impeto di solidarietà mi somministri l’eutanasia.

Passando ad argomenti più lieti, sono diventata la mamma di questa creaturina bellissima che ancora abbisogna un nome, perché io non sarò mai abbastanza normale per non dare un nome a tutti i miei oggetti. E di conseguenza sono precipitata nella compulsione isterica dello scaricamento – scaricaggio? scaricazione? scarnificazione. Scabbia. Salamandra. Martello. Pioggia. Lumaca. – di tutti gli ebook gratuiti che sono riuscita a trovare. Il resto non si dice in pubblico. Lo amo, lui mi ama, leggo un sacco e ci posso pure studiare sopra, ché quell’affarino evidenzia, sottolinea, traduce et cetera. Tanta roba.

Questo si chiama saltare di palo in frasca, guardate come lo faccio bene: ho riflettuto un po’ su questo affaraccio del “fare una vita normale”, “diventare una persona normale”, “avere delle relazioni normali”. La mia mirabile conclusione è stata un sentitissimo – come al solito – ma chi cazzo se ne fotte. Come ho già altrove sottolineato non mi importa più di tanto di adattarmi ai modus operandi altrui perché sono più comuni e facilmente classificabili. Non ho voglia di pensare per tutta la vita “Ah, no, questa cosa non va fatta/pensata così”. E non perché non mi importi quello che pensano gli altri di me; quello che pensano gli altri di me, a conti fatti, sono la mia relazione con quegli altri, e la mia relazione con un altro, quale che sia, è l’unica cosa che per adesso non mi ha fatta completamente annichilire in un’esplosione di nichilismo narcisistico. (Che bella allitterazione, chissà perché non l’avevo mai usata.)
Il punto è che non posso più continuare a controllare ogni singola espressione, ogni virgola, ogni pausa. Faccio le cose come vengono da un po’, ormai, ma non mi sono ancora abituata al giudizio impietoso. Non mi sono ancora abituata a essere guardata davvero. Guardate che non è poi così facile, quando rimani invisibile per due terzi della tua vita.

Il titolo e la foto non c’entravano una beneamata mazza con il post, pensa un po’ che cosa originale!

3 thoughts on “Mia madre era una hipster negli anni ’70. Il problema è che c’è rimasta sotto.

  1. Vorrei dirti tante cose, ma son sempre stata confusionaria quindi non sono in grado di organizzarmi per dirle qui. Lo vedrai anche dalla lettera (che infatti non ha un senso. Ma vabbè).
    Però ti amo, sempre.

    Quindi verrò a portarti del gelato dietetico. *^*

    1. La lettera! ♥ La aspetto fortissimamente.
      Il gelato dietetico fa schifo, o la qualità o l’astinenza. Bando al bando delle mezze misure.

      1. Questo non m’invoglia a farti perseguire i tuoi propositi dietetici, quanto piuttosto a scardinarli!
        Maledizione, sono malvagia.

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