Oh abate, abate, perché sei tu abate?

Visto che ultimamente si è troppo seri, volevo ricordare all’universo mondo che rivoluzioni spirituali o no sono sempre una con le unghie lilla, che ha due magliette con la faccia di Nietzsche e che considera giocare a Just Dance il massimo dello sport che farà mai.
E che ha una lista di cose idiote che succedono – nella sua testa o nel suo mondo – quando per qualche caso fortuito si mette a studiare. La lista, se vi interessa, è qui.
E questa è la cronaca dell’ultima mirabolante avventura (?) accorsa.

Sto copiando appunti cartacei di Filosofia teoretica™ sul mio fedele elaboratore di testo, OpenOffice™. Nello specifico sono appunti di Problemi di filosofia dell’immaginazione.
Come potrete immaginare benissimo da soli, la parola “immaginazione” ricorre dalle sette alle trecentodieci volte per facciata.
Per qualche misteriosa ed inesplicata ragione™, il mio fedele elaboratore di testo OpenOffice™ ha deciso di suggerirmi come valida sostituta della parola “immaginazione” la parola “abate”.

Qui per voi due definizioni:

Immaginazione
[im-ma-gi-na-zió-ne] s.f.

  • 1 Facoltà di creare nella mente immagini che configurano una realtà possibile o vagheggiata o anche che sono prive di ogni senso logico SIN inventivafantasiai. fervida; la mente stessa in quanto dotata di tale facoltà
  • 2 estens. L’insieme delle immagini prodotte dalla mente SIN fantasticheriasono solo immaginazioni
  • 3 Concepimento, progettazione mentale SIN ideal’i. del romanzo è avvenuta improvvisamente

Abate
[a-bà-te] s.m.

  • 1 Superiore di un monastero, di un’abbazia o di un ordine monastico SIN priore
  • 2 In passato, titolo onorifico dato a chi vestiva l’abito da prete o godeva di un beneficio ecclesiastico

Come potete notare, fra i due lemmi non c’è la minima relazione. Cosa starà cercando di dirmi OpenOffice™? Che la Chiesa è un’invenzione? Che un abate sarebbe un ottimo protagonista per un romanzo? Non lo sapremo mai.
Anche perché OpenOffice™ ci ha preso gusto, dopo un po’, e stanco della parola “immaginazione” ha iniziato a suggerirmi la parola “abate” ogniqualvolta utilizzavo la preposizione articolata™ “del”, aumentando statisticamente l’incidenza del simpatico incidente™ del 700%.
Per voi, quindi, in esclusiva dai miei appunti di Filosofia teoretica™, Le Mirabolanti Avventure dell’abate! Una serie di arguti aforismi, perle di saggezza, e misteriosi suggerimenti che hanno per protagonista questo inconosciuto abate.
Sto ancora cercando di decifrarli tutti, ma sono sicura che una volta che avrò dipanato il mistero e svelato la chiave di lettura essi ci daranno la soluzione definitiva ai problemi dell’universo™. Che ha smesso di essere 42 all’ultimo aumento dell’aliquota Iva.

  • Avviene così una scissione dell’io in due parti, una che immagina e una che appartiene allo stato dell’abate.
  • Tersite va deriso, nel condividere l’etica violenta dell’abate.
  • L’assunzione invece non implica uno sforzo, al contrario dell’abate.
  • L’iterazione infinita è possibile solo all’interno dell’abate.
  • Vale anche per i personaggi, che non hanno la forma di un oggetto – esistono al di là dell’abate.
  • L’“Adesso!” pronunciato dall’abate sul palco…
  • Il carattere dell’abate determina il come della vicenda.
  • La storia non può avere lacune: per averne dovrebbe esserci qualcosa di esterno all’abate.
  • Lo sfondo del sistema di credenze dell’abate è il nostro mondo.
  • Ricostruiamo il mondo a partire dall’abate.
  • È implicito che tu non ti sia dimenticato di azionare il meccanismo di funzionamento dell’abate.
  • Si capiscono le asserzioni sulla base dell’abate che si condivide.
  • Le preposizioni A B C sono vere dentro una storia S, mentre N è vera all’interno di S se e solo se N è vera e si accompagna ad A B C nel mondo dell’abate.
  • Non pensare alla verità delle preposizioni dell’abate.
  • Nella prospettiva interpretativa bisogna disporre i discorsi sulla dimensione dell’abate.
  • Tutto quello che accade in una storia deve potersi giustificare dall’abate.
  • È un processo che segna l’inizio o la fine dell’abate.
  • Anticipiamo le risposte nell’ordine dell’abate per le domande implicite che la storia pone.
  • Come si costruisce un progetto immaginativo a partire dall’abate?

5 thoughts on “Oh abate, abate, perché sei tu abate?

  1. “Come si costruisce un progetto immaginativo a partire dall’abate?”

    Domanda eccellente, cui il tuo OpenOfficeTM dovrebbe avere quanto meno la buona creanza di dare una risposta, visto quanto ti trolla.
    *le muor*

  2. Sanno tutti di messaggio allegorico che grazie a qualche fine teologo ci riveletà la Verità, è vero… ma mi ha uccisa l’abate sul palco.

  3. Come si costruisce un progetto immaginativo a partire dall’abate?

    Cazzo su questa c’è da rifletterci.

  4. Bwahahah, seguo le avventure dell’abate su Twitter da un po’, e mi divertono sempre un sacco ;D
    Apprezzo particolarmente l’immagine dell’abate che grida “Adesso!” sul palco ;P Magari è tutto parte di un’omelia, e il palco è in realtà un pulpito, non lo sapremo mai…

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