Banalissime persone vere

Sto diventando una persona sana.
Se sana significa, come mi sono resa conto in un attimo di terrore molto intenso stamattina, che ormai non riesco a passare un giorno senza fare un po’ di movimento, che se mangio troppo mi sento male, che se procrastino mi sento non solo in colpa ma anche portata a rimediare (con gli interessi), che non riesco più a dormire ad libitum, eccetera.
Infine è successo, signori, signore e alieni. Il sistema mi ha presa. Sono andata OOC. Sono una banalissima persona vera.
Fra un po’ mi convertirò al cattolicesimo e alla monogamia, smetterò di vestirmi come se avessi quattordici anni e inizierò a parlare di tasse, posto fisso e di come starebbe bene in salotto quel divano dell’Ikea.
O forse no, continuerò semplicemente a dibattermi fra i miei due opposti finché non morirò, non più giovane come pensavo una volta, come una tizia di mezz’età un po’ schizzata che si divide fra periodi new-age pesanti e dibattiti sull’eugenetica filonazisti senza un vero filo conduttore.
Non riesco a fare a meno degli estremi. Mi piacciono, gli estremi, per quanto predichi sempre le mezze misure – il mio segno zodiacale mi costringe a farlo, per contratto – e anche rendendomi perfettamente conto che non si può continuare tutta la vita ad andare su montagne russe caratteriali come faccio io.
Per ora un po’ me ne strafotto (diciamo pure che non sto riuscendo a fare niente di diverso).
So perfettamente che nel caso perdessi appena appena il giogo su me stessa tornerei ad abbuffarmi come una bulimica, a dormire tutto il giorno e a lamentarmi che non mi succede mai niente. Vivendo comunque – che è poi il bello di essere questa narcisista me – in pace con la coscienza, razionalmente parlando, almeno.
È un periodo di transizione, e i periodi di transizione, lo sanno tutti, fanno un po’ schifo. Vivo oggettivamente meglio di quanto abbia fatto negli ultimi sei anni, ma ho perso di focus e di direzione. Se mi scivola via l’obbiettivo da sotto le scarpe – come mi sarà capitato, non so, all’incirca seimila volte da quando avevo sette anni e volevo fare la veterinaria – a questo giro sono fregata, perché mi sono lentamente e faticosamente eliminata tutte le distrazioni. Mi sto concentrando su una cosa sola per la prima volta nella vita, e ho bisogno che quella data cosa sia totalizzante. Vedete? Estremi, ancora, da una che dice, con convinzione, di non poter essere monogama in niente.
Non so se ne sono capace, ma alla fine l’opzione tizia di mezz’età bipolare mi piace. Ha carattere.

Nel frattempo sono ufficialmente passata dalla categoria otaku (non lo sono mai stata davvero, ma facciamo finta per amor delle etichette che io sia mai stata così comune) a quella sci-fi!nerd. Guardo troppi telefilm e la BBC mi ha reso sua schiava.
Volete un consiglio sincero? Non iniziate mai il Doctor Who. Il Doctor Who vi porterà a mangiarvi quattro serie in un mese, sognare inquietanti viaggi temporali tutte le notti, vi farà piangere e costringerà a seguire tutti i suoi spinoff, senza contare le VENTISEI e dico VENTISEI serie classiche. Se volete rimanere persone con una presa sulla realtà non fatelo. Oppure sì, ma poi non dite che non ve l’avevo detto.

3 thoughts on “Banalissime persone vere

  1. Certo che anche tu però non le mandi mai a dire, a proposito di estremi caratteriali… paragonare la conversione al cattolicesimo all’arredamento Ikea. Hai idea di quante Billy hai fatto piangere? Fatti un esame di coscienza! ò_ç

  2. “Se non vuoi che il sistema ti pigli per fame, e il sistema sicuro è pigliarti per fame”

    Ok, citazioni unrelated così, per il gusto di farle perché mi vengono in mente mentre scrivo. Comunque in quanto nerd non potrai mai rientrare nella categoria delle persone sane, sappilo.

    p.s.
    Scrivere commenti con l’iPhone è atroce e mi castra metà delle cose che volevo dire ma l’arredamento Ikea non è da persone normali, è da pazzi pericolosi. Solo io rivedo nella mia mente le sequenze di Fight Club quando entro in quel malvagiassimo luogo di perdizione?

Comments are closed.