Metamorfosi nerdiche

O di come non bisogni sottovalutare mai le tutine colorate (e sì che il glam rock avrebbe dovuto insegnarmelo anni fa).

Rucci scrive:
io non ce la posso fare
NON CE LA POSSO FARE

[Rucci, esprimendo il pensiero comune di un intero fandom.]

Mi sono resa conto che questo blog, ultimamente, dà un’idea sbagliatissima di me.
Mi fa passare come una tizia che pensa alla comunicazione, all’etica, che studia e applica approfonditamente la filosofia, che ha una profondissima vita emotiva e interiore. Per carità, non sono dettagli né falsi né secondari, in me. Però, un po’ perché scrivo sul blog principalmente per riordinare Profondi Problemi Personali (P.P.P) un po’ perché ho la pudicizia di chi è stata per lungo tempo una stronzetta snob, ometto quasi sempre un dettaglio che si può invero estrapolare da indizi sparsi qua e là. Un dettaglio fondamentale. Un dettaglio che più che un dettaglio rappresenta una gran fetta della mia vita, passata, presente e quasi sicuramente futura. Questa tizia, gente, è anche e soprattutto una fangirl.
Ciao, sono Gucci e ho un problema. Ciao, Gucci. Sono una fictional bitch, e lo sappiamo. La realtà finzionale, d’altro canto, ha sempre avuto molte più attrattive della vita vera – ed è questo il motivo per cui a venticinque anni il risultato migliore che abbia ottenuto oltre al mio record a RUA è di non aver ancora chiuso questo blog – ma ci sono volte in cui mi rendo conto di star oltrepassando i limiti concessi ad un nerd. Non sono molti, ma fidatevi, ci sono. Ho passato quanti? Quattro, cinque anni in completa balìa di Saint Seiya. Ormai so come funziona un’ossessione.
Un’ossessione ti prende alle spalle, senza che tu te ne accorga. È un’ossessione, e in genere non si ricerca, capita. Fra capo e collo. Un giorno sei una persona equilibrata (AHAHAHAHAHAHAHAH) e poi, d’improvviso, senza che tu possa fare niente per fermarti (no, non è vero, ma facciamo finta sia così), FRACK, sei ossessionata ed ossessionante. Per ulteriori approfondimenti, guardate qui, alla voce Fantard. È del MOO che parliamo qui.

Adesso cercherò di fare il punto della situazione e di distinguere quello che è un sano, formante hobby con il quale distrarsi dal peso estenuante della vita vera, da quella che diventa un’ossessione psicotropa.
Visto che per certe cose le parole, di norma, non sono sufficienti, le affiancherò in via del tutto eccezionale (!) con screen del contenuto odierno del mio pc. Sbirciate dentro l’antro della bestia.
Sarà orribile.
Non dite che non vi avevo avvertito.
Buon viaggio.

È iniziato tutto da pochi mesi. Precisamente da quando, ancora giovane e piena di speranze, questo maggio, trascinavo un consenziente Shin al cinema a vedere Avengers.
Non so ancora perché l’ho fatto. Non è mai stato il mio genere, i supereroi non mi sono mai interessati. Non ero fan di nessuno nel cast. Avevo visto Thor, nemmeno al cinema, e non mi aveva entusiasmato di una virgola, se non per i notevoli pettorali di Chris Hemsworth. A distanza di mesi, con il senno di poi, credo sia stata un’astuta mossa del Fato.
Uscita dal cinema ero contenta di aver visto un bel film d’azione. Ero contenta soprattutto di poter capire, finalmente, di cosa strepitasse tutto Tumblr (vi ricordo che io sono la tizia che ha guardato Mean Girls solo per capirne i meme correlati. La mia vita è stata letteralmente ROVINATA dai meme). Ora che ci penso, in effetti, è stata colpa di Tumblr. Si sarebbe fermato lì, se non frequentassi un branco di drogati ossessivi compulsivi miei pari. Come sempre avviene per queste cose, ci siamo alimentati a vicenda in un lento crescendo di squittii entusiastici. “Ma tu li hai visti gli altri film Marvel? No? Guardali, Iron Man vale davvero la pena! …no, i Fantastici Quattro evita, fatti questo favore.” E film furono. Uno via l’altro. Per farvi capire la gravità della cosa, condividerò con voi la screen della lista di film visti quest’anno. Sottolineati con il rosso della vergogna, quelli Marvel. Ma vi prego di notare che la quasi totalità del resto è stata visionata per via di un membro del cast di Avengers (o di X-Men, o di Amazing Spiderman) fra gli attori. O perché parla di supereroi. Shame on you, Gucci. Shame on you.

Solo che ad un certo punto i film cominciavano a scarseggiare. E non mi sono data subito, come notate dalla lista, agli scarti cinematografici. La deriva più probabile era procurarsi i comics e vedere di propria mano quale fosse l’origine di quella roba di cui cominciavamo a discutere, e che cominciavamo ad amare, e ovviamente, come succede in maniera naturale da anni a questa parte quando un’opera ci appassiona, interpretare. (Capirete più avanti, se non lo sapete già, qual è diventato il mio avatar a questo giro.)

Self-fulfilled Prophecy scrive:
…ma voi vi ricordate chi ha iniziato fra noi a leggere i fumetti?
Scillina?
Tu, Beat?
Rucci scrive:
Gucci
Beat scrive:

Rucci scrive:
Cara Gucci
Mia cara Gucci
La risposta è più terrificante di quanto sembri.
Self-fulfilled Prophecy scrive:
…non ho iniziato io.
NON POSSO AVER INIZIATO IO.
Rucci scrive:
Certo che no.
Abbiamo cominciato tutti.
Indipendentemente.
Self-fulfilled Prophecy scrive:
…senza dircelo?
Rucci scrive:
^O^
Sì.
Dandolo.
Per scontato.
Self-fulfilled Prophecy scrive:
Merda che puttana il Wyrd.
Rucci scrive:
A un certo punto, tu stavi leggendo CW, io avevo comprato un Hawkeye in fumetteria…
La Scillina scaricava Thor…
È successo.
Semplicemente.
È successo.
Self-fulfilled Prophecy scrive:
Io scrivendo questo post sono sempre più convinta si tratti di ipnosi di massa.
Non c’è altra spiegazione.
Beat scrive:
A dirla tutta, io prima che mi affidaste la Vedova, ho passato qualche giorno a vedervi sprofondare
Lentamente
Inesorabilmente
È stato molto brutto.
Self-fulfilled Prophecy scrive:
…non hai fatto niente per fermarci.
È anche colpa tua.
Beat scrive:
Ho cercato di non darvi corda
Di più non era in mio potere fare.
Self-fulfilled Prophecy scrive:
No. No, hai ragione.
Non si può ostacolare il volere dell’universo.
Beat scrive:
E quando ho visto il bordo dell’abisso sotto i miei piedi, e voi tutti dentro, altro non ho potuto fare che buttarmici anche io.

And then Civil War. Civil War è stata il mio personale spartiacque. Prima potevo ancora gestirlo. Erano omini buffi in tutine colorate. E a testimonianza dei posteri, l’ho affermato più volte. “Seh, figuriamoci se li prendo sul serio! Sono uomini buffe in tutine colorate!” Dolce, ingenua, tenera Gucci. Ero abituata ai manga. Ero abituata alla letteratura, e persino alla BBC. Ero abituata ad un tipo di dramma meno urlato, meno festoso, meno volgare. Ero abitata a qualcosa di meno americano. Ero abituata ai sottotesti e alle sfumature. Civil War ha travalicato tutto questo e non c’è stato più niente da fare, ormai ero una lettrice Marvel. Una lettrice Marvel con Twitter e notti estive passate davanti allo schermo a consumarmi gli occhi frignando su gente che non esisteva. (Pensa un po’ te la novità.)

Ovviamente lentamente (no, non troppo) è arrivato anche il fanservice. Anche qui, Tumbrl ha contribuito in larghissima misura: credo di essere riuscita a resistere circa due settimane, prima di capitolare definitivamente. A mia discolpa, sostengo fermamente che questi americani di merda ci sanno fare. Quelli non sono sottotesti, signori. Non sono hint. Sono dichiarazioni d’amore, lingue in bocca, tensione sessuale evidente, testimonianze degli altri personaggi. Non renderò questo post lo sclerotico urlo rabido della sedicenne in crisi ormonale. Non lo sono da un pezzo, ma continuo ad avere gli occhi, e sì, shippo senza vergogna. No, magari con un pochino di vergogna. All’inizio. Poi basta, però. Anche perché ormai le mie tag su Tumbrl parlano per me. Non mi ci soffermerò oltre. Perché ho altro da mostrarvi: lo spazio che questa roba si è presa nella mia vita è a dir poco ingombrante.
Ho iniziato a recuperare le saghe crossover prima di Civil War. Poi se ne parla con altri, e scopri altri personaggi, e altre saghe, e la Marvelpedia, e in uno schiocco di dita, senza capire bene quando sia successo esattamente, ti ritrovi con sessanta e passa giga di fumetti arretrati da leggere – è il problema di un fandom che ha mezzo secolo di vita più di te. Fidatevi, è un problema grosso.

Ovviamente un hobby del genere non lascia in pace né il tuo desktop

né il tuo cellulare. Se vi dico che ho un’app che riproduce la lucetta dell’Arc Reactor di Iron Man, e ogni tanto mi infilo il cellulare fra le tette e ci vado in giro (sì, ci sono prove fotografiche della cosa e sono pure su Faccialibro, perché non ho davvero più un ritegno) voi non chiamate la neuro, vero? Vero? D’altro canto, per Saint Seiya compravo parrucche e aprivo podcast, non è molto più grave. No?


Ci sono perfino i fanmix. E sono tanti.

Il fandom Marvel, a dirla tutta, è meraviglioso, se si ha cura, come faccio io, di evitare le pessime fanfiction BDSM e le shipping war. È un branco di spostati con un unico cervello in comune, completamente fottuto dai feels. Gli sceneggiatori delle varie testate lo sanno, ovviamente, venendo accuratamente scelti nel reparto sadici degli ospedali psichiatrici. Nessuno mi convincerà del contrario, ma va bene così, finché so di essere in buona compagnia. L’altro giorno è uscito il trailer di Iron Man 3 e sembrava che nel mondo nulla avesse più importanza. Così mi piace, fandom. Perdiamo completamente il contatto con la realtà. Usiamo quello che rimane della nostra sanità mentale per alimentarci a vicenda in un loop di disastroso amore masochista.

Se questo post non vi ha terrorizzato abbastanza e volete avventurarvi in questo mondo terrificante, io vi raccomando solo di farlo armati di una shock blanket e tanta ironia. Mi è appena stato comunicato che il Dottor Strange, nei perplimenti anni ’90, aveva due doppleganger. Gli Strangers. Ora, la Marvel è tutta così. È un coacervo di storie insensate, personaggi bellissimi con la maledizione di essere incastrati su loro stessi da sessant’anni, scrittori eccelsi e scrittori pessimi, tantissimo WTHF, tantissimo LOL NOPE, tantissimo NOPE e basta. Spunti magnifici mai sviluppati, ripiegamenti delle trame ridicoli. Saghe di un’epicità degna della letteratura immortale. Come in ogni fandom, la cosa fondamentale è l’amore sopra l’occhio critico. O l’occhio critico sopra l’amore.


Io fra qualche giorno sono al Lucca Comics. Immaginate cosa voglia dire per le mie finanze, in questo momento?
E la cosa terribile è che non lo rimpiango nemmeno un po’.

2 thoughts on “Metamorfosi nerdiche

  1. “è tutta colpa di tumblr” è una frase che inizia ad applicarsi a un po’ troppe cose ultimamente xD la cosa meravigliosa è che mi sono lanciata nel baratro anche io senza guardarmi indietro perché c’eravate voi. Pur avendo visto i risultati. E non me ne pento neanche un po’. <3 *una persona felice di avere un problema*

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