Rovesci

Non c’è da discuterne molto, non sono una persona accomodante. Me ne dispiace anche, e cerco di porre rimedio come posso, ma non sono dolce, non sono tenera, non sono disposta al perdono e al compromesso. Non sono facile.
Lo sono stata fin troppo a lungo, ma mai veramente: sono stata manipolatrice e ipocrita (e dio se era divertente) e trovavo comunque sempre modo di sfogarmi, quando ero costretta – quando mi facevo costringere – a piegarmi. Sopportare da sola il peso del mondo – ovvero, delle altre persone – non era un problema, finché non mi facevo toccare davvero. Il rovescio della medaglia dell’aver sviluppato un’emotività è che finisce per importarti sul serio di non causare problemi a quelli che tieni. Risultato: ti censuri. Conseguenza: ti viene l’ulcera. Rovescio etico: ti fai schifo perché non stai rispettando te stessa. Soluzione? …non lo so, sto prendendo in considerazione, di nuovo, l’isolamento preventivo (preventivo al mio diventare un’isterica con la bava alla bocca). Per il momento abbaio senza soggetto su un blog al quale avevo promesso di non censurarmi più. Devo capire se la mancanza di soggetto si può ascrivere ancora all’ipocrisia, al mio cercare di essere accomodante, al mio essere una control freak di merda. Forse l’ultima, al momento.