Put on a shirt, ya hippie!

La mia pagina Facebook è un manifesto della dissociazione multipla di personalità, al momento. Anche questo titolo. Sono un polipo blu con l’arteriosclerosi. Non ho un avatar con la mia faccia da troppo tempo perché abbia voglia di controllare da quanto. Non sono più nemmeno tanto certa di averla, una faccia.
E… ehi. Ciao blog. Non ti aggiorno da ottobre. Siamo a metà febbraio. Mai hiatus era stato più lungo. Mai hiatus era stato così involontario e immotivato: avevo miriadi di cose di cui parlare e un sacco di tempo per farlo. Ma, beh, vita. (Che si riassume principalmente in beh, fandom, ma non sottilizziamo.)
In ogni caso, questo non è un vero post, è più un appunto mentale a me stessa: so ancora battere sulla tastiera in modo da formare frasi sensate nella mia lingua madre. Very well. Anche in altre lingue! Favoloso, bravo cervello, sei la cosa migliore che si possa possedere.
Ho delle matite colorate, le sto usando – non per produrre arte, per vostra fortuna – e si muovono cose che credevo morte e sepolte, nella mia vita. Sepolte male, in realtà, formavano delle brutte gobbe nel terreno. Non per farla diventare la sceneggiatura di un racconto zombie, ma sono tornate a galla, meno decomposte di quanto si potesse supporre. Le matite non c’entravano granché. Anche questo è più un appunto, insomma.
Sono tornata, come tornano le matite colorate e le cose che non seppellisci bene.
La morale è: tempera le matite finché puoi e non buttare terra su Gucci, che se la prende.
Me ne vado, ma tornerò. Prima di sei mesi, perlomeno, e con delle frasi sensate nella mia lingua che abbiano anche un contenuto. Non ci credete? Peggio per voi, e che è, lo scrivo per voi ‘sto blog?

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