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‘Ars – techné’ Category

  1. Del cinismo e di come siamo imbecilli.

    giugno 12, 2010 by Kijomi

    Lo sappiamo tutti che sono una cinica impenitente.
    Perché è comodo esserlo, perché riesce facile anche agli imbecilli – agli imbecilli di stampo medio, agli imbecilli quanto son imbecille io: non agli imbecilli che mi ostino a considerare la forma di vita più diffusa del pianeta, quelli in effetti non riescono nemmeno a cogliere il sarcasmo, pur essendo il sarcasmo la più bassa forma d’arguzia, cit. Wikipedia (!)… e questa frase è troppo lunga.
    Dicevo.
    Sono cinica, del tipo che “tutto il mondo va a rotoli e non c’è niente da fare, il genere umano farebbe meglio ad estinguersi perché sono troppo stupidi per rendersi conto che non valgono l’aria inquinata che respirano” e tutte queste cosine simpatiche come un calcio nei denti, che anche le persone che mi amano so benissimo che quando attacco a fare la predica vorrebbero solo fermarmi a sprangate.
    E lo sono, cinica, perché mi sono abituata a considerarmi di gran lunga più furba, intellettualmente arguta e naturalmente propensa alla genialità rispetto al resto del pianeta. Senza, in effetti, averne nemmeno riscontri statistici validi.
    Lo faccio perché sono abituata a farlo, non mi guardo nemmeno più tanto in giro. Formulo giudizi che sono basati su congiuntivi sbagliati o, al contrario, su iperboli sintattiche che mi mandano in solluchero.
    Pregiudico pretendo anche di avere ragione, perché sono pregiudizi fondati su punti imprescindibili, per me. (Sì, il congiuntivo e il solluchero. Potrò pur avere i miei feticismi o no?)
    Conosco abbastanza bene per poter dire con certezza se siano persone dotate di genio, imbecilli di stampo medio o inarrivabili catastrofi esistenziali suppergiù una trentina di individui. Di questa trentina, ne faccio entrare nella categoria dotate di genio almeno quattro. E no, non sono i miei amichetti-del-cuore, ché non sembra ma l’integrità intellettuale almeno m’è rimasta intatta. E di imbecilli di stampo medio – gente al mio livello, eh, e ve lo ricordate che vado dall’analista per sconfiggere la convinzione di non essere Dio, no? –  ce ne saranno almeno una decina. Questo vuol dire, che facendo un piccolo lavoro di microstatistica – per quanto la statistica sia un mezzo per imbecilli totali, ma di quelli senza speranze – la metà del mio personale universo è intellettivamente a me pari o superiore.
    E non è una cattiva percentuale, mi pare.
    Non sapremo mai – perché non sono empirista, ma solo una cazzona – se è dovuta alla mio costante e severissima opera di scrematura di contatti umani che opero da quando sono nata, perché non ho intenzione, al momento, di aumentare in maniera considerevole quella trentina di individui.
    Non ha molta importanza, credo, l’essere cinica e disillusa è un po’ un marchio di fabbrica, ormai, e sappiamo tutti che avere un marchio di fabbrica è molto più importante che crederci davvero. Tant’è vero che non credo nemmeno a questo.
    Mi tengo il mio santissimo e coscientemente ipocrita pregiudizio e vivo in questa clausura autoimposta e tanto divertente per chiunque trovi divertente il sarcasmo che faccio sugli altri sei miliardi di esseri umani. Probabilmente tutta gente decisamente imbecille, ma che si può pretendere?

    Però. Però…!
    L’essere di basso profilo, cincischiare di cinismo che nemmeno dentro una botte e non mettermi in gioco mai, ché sia mai che poi trovo qualcuno che mi smonti il giochino, non mi impedisce di incappare in posticini che un po’, vagamente, forse, per cinque minuti, ma magari anche domani, se no facciamo un’altra volta ci vediamo ciao, mi fanno ricredere.
    Solo oggi ne ho trovati tre, e sì, è vero che sto cazzeggiando in maniera ignobile, ma finché dà questi frutti nessuno può dirmi niente.

    Quello che vi segnalo è lui. SimoneRossi è uno di quelli da feticismo immediato ed incontrollabile. Uno che lo leggi un po’ sparpagliato, disordinato, senza mai informarti troppo che altrimenti fai cadere tutti i bei discorsi che hai fatto fino a quel momento, e nell’ordine ti fa venir voglia di: comprare il suo libro; pensare che è uno di quelli che ha capito tutto ma proprio tutto-tutto-tutto di come bisogna approcciarsi alla vita, alla musica, alla scrittura e a internet; scriverci un post fiume dove dici, riassumendo, che il cinismo lo si può sconfiggere incappando in persone meritevoli viventi e parlanti nel tuo stesso spazio tempo; uscirci a cena.
    Mica male, no?


  2. Leggere Leggere Leggere, pt II

    marzo 26, 2010 by Kijomi

    Come promesso, eccomi qui a fare un resoconto di com’è andata.
    …*____* *È ancora esaltata*
    Siete avvisati: sarà lungo e avventuroso. E non ho romanzato nemmeno un po’. Giurin giuretta.

    Allora, intanto sono ammalata (ovviamente e di nuovo, visto che ho un sacco di cose piacevoli da fare.)
    Quindi oggi ho brutalmente bigiato l’uni e il lavoro per cercare di arrivare viva a domenica, che mi pretenderà con i sensi molto più che allerta.
    Ma queste sono sottigliezze, perché avevo una missione da compiere.
    A metà pomeriggio, forte di una dose di paracetamolo nel mio organismo tale da causare danni epatici a chiunque non avesse sviluppato una resistenza frutto di allenamento di anni di acciacchi vari (ne faccio 23, di anni, quest’anno. Secondo me ce la faccio a morire prima dei 30), sono uscita brandendo la mia brava copia di Occhi di Cane, con tanto di breve dedica all’interno e il segnalibro dell’iniziativa – sì, quando faccio le cose le faccio per bene – e sono marciata in metropolitana.
    La mia idea primigenia prevedeva di attaccar bottone con un collega di filosofia teoretica, un tipetto che ho notato perché  mostra segni di profondo autismo come la sottoscritta: testa bassa, libro in mano, non ti guarda nemmeno se gli chiedi se il posto accanto al suo è libero. Gioiellini rari, nell’università moderna. (No, beh, ma prima o poi l’asocialità la curo, giuro. Non oggi di certo.) Ma, niente università, niente piccolo autistico, quindi ho virato sull’accalappiare il primo sconosciuto avesse attirato le mie simpatie.
    Salita in metropolitana, ho iniziato a guardarmi attorno con una faccia vagamente psicopatica, temo, a giudicare dalle occhiate preoccupate che ricevevo in risposta. Ma however, come se non ci fossi abituata. Verso Duomo ho individuato la mia preda: alto, dinoccolato, sulla trentina, abbastanza anonimo da non darmi l’idea di qualcuno che risponde con una coltellata ad un approccio del genere (che sono paranoica l’ho detto, sì?). Solo che fra un tentennamento e l’altro le fermate scorrevano, e io non mi decidevo.
    Il tizio scende a Centrale, e io mi dico Ciao, Gucci, questo va a prendere un treno e non lo raggiungi più.
    Seguendo l’istinto, comunque, ho cominciato a stalkerarlo. Robe che se mi beccavano sarebbe stato difficile da spiegare XD
    Stalkera e segui, giù dal treno, stalkera e segui, il tizio non andava in stazione – grazieiddio – ma cambiava in direzione Gessate. Ottimo.
    Caracollo giù per le scale e quasi mi rompo l’osso del collo, ma gli sono dietro. Arriva sulla banchina.
    È un paio di metri al massimo da me. Appena si ferma gli tocco il braccio, lo faccio girare e gli consegno l’ambito trofeo.
    E QUELLO SPARISCE. Volatilizzato in mezzo alla calca. Scomparso. PUFF! Non lo vedo da nessuna parte, ancora adesso mi chiedo come abbia fatto a perderlo.
    Il mio sconforto è grande,  come potete immaginare. Oltretutto, sento il treno che inizia ad avvicinarsi. Non importa, adesso fermo la prima persona che trovo, al diavolo. La prima persona che ho trovato, nella fattispecie, era una ragazza carina con un’incredibile massa di capelli color caramella mou, con un libro già sottobraccio (non sono riuscita  a leggerne il titolo). L’ho fermata e, un po’ in fretta, le ho praticamente ficcato il libro in braccio, ripetendo più o meno alla lettera il discorsetto del post precedente (senza la cosa del non voglio venderti niente, che in effetti sulla carta è divertente ma piuttosto stupida da dire davvero). E quella! Con il treno che apriva le porte! Mi ha fatto un sorrisone e si è fermata lì! çOç A parlare con me! çOç
    Ora, se non siete milanesi probabilmente non potete capire la mia commozione, ma fermarsi sulla banchina della metropolitana non è pura cortesia. È RISCHIARE LA VITA PER TE. Le ho spiegato per bene  di cosa si trattava, perché secondo me è un’iniziativa valida e preziosa, e com’è nata, e perché di quel libro. Lei mi ha chiesto “ora lo devo fare anche io? o___ò” piuttosto allarmata dalla sembianza di catena di sant’Antonio che in effetti ha assunto tutta la faccenda, io ho riso, e tutto sommato me ne sono andata contenta.
    È stato memorabile di per sé perché io tendo ad avere avventure metropolitane piuttosto movimentate, ma a prescindere ti lascia la sensazione di aver fatto una piccolissima goccia di bene. Inutile ma carina.
    Beh, mia piccola sconosciuta coi capelli mou, spero che Occhi di Cane Azzurro ti piaccia, e spero che l’anno prossimo sarai anche tu nelle file di quelli che regaleranno un libro ad un perfetto sconosciuto.
    Io ci sarò di sicuro ♥


  3. Leggere leggere leggere!

    marzo 26, 2010 by Kijomi

    Se non sapete cosa sia l’iniziativa Leggere leggere leggere, buzzurri, leggete qui, ché tardi e non ho voglia di dilungarmi.

    Signori, ci siamo. È il giorno X.
    Avete scelto il libro? Vi siete già preparati un discorsetto di presentazione?
    Il mio, da pronunciarsi tutto di filata senza prendere fiato con un sorriso ebete stampato in faccia, è: “Ciao-scusa-se-ti-disturbo-non-voglio-venderti-niente-ma-partecipo-ad-un’iniziativa-chiamata-LeggereLeggereLeggere-che-comporta-il-regalare-un-libro-ad-uno-sconosciuto! *PORGERE LIBRO QUI*”
    Poi presumo mi volterò e SCAPPERÒ.
    Volevo solo informarvi che il libro che ho selezionato è Occhi di cane azzurro di Gabriel caro. Per due ragioni: l’ho appena letto e l’ho molto amato, e inoltre  è abbastanza sconosciuto da non incorrere nel problema della vittima che ti guarda e ti dice “No, guarda, ce l’ho già”. Per me sarebbe molto peggio di un ipotetico “No, guarda, non mi interessa”; “No, guarda, non leggo/la mia religione mi proibisce di leggere/leggo solo Moccia/sono anafabeta”; “No, guarda, mi fai schifo vattene o chiamo la sicurezza” (tutte ipotesi che ho considerato, sì. Sì, sono psicotica ♥♥♥)

    Bene, per ora è tutto: ci aggiorniamo a domani sera, quando vi dirò chi è stata la mia vittima e come ha reagito. (Fra l’altro domani pomeriggio partecipo anche ad una specie di circolo culturale con dei compagni di teoretica, ROTFL. Male che vada mangio loro la faccia.)
    E buon Leggereleggereleggere day a tutti! ♥


  4. Il magico mondo dei meme – Day 21

    febbraio 12, 2010 by Kijomi

    Day 21 — A recipe

    Visto che ne ho voglia in questi giorni, come ho voglia di tornare a Parigi:

    Croque Monsieur

    In realtà io li preparo in maniera un pochino differente, ma proverò anche questa versione.
    Al posto della besciamella, sia all’interno che sopra il toast, prima di passarli al grill, metto un composto di uovo sbattuto, emmenthal grattuggiato, poca senape e pepe nero. È da mangiare quando non avete paura del vostro fegato, ma io lo adoro ♥