Ieri mattina, in aula, durante una lezione di Estetica – sarà il terzo corso di estetica, ormai, che inizio a seguire – mentre fuori piovevano scrosci violentissimi e io stavo lì, a prendere appunti pigri e soprattutto ad ascoltare – ascoltare le solite cose bellissime sull’arte e la vita e il pensiero e l’uomo, le solite bellissime cose che ho deciso da tempo, razionalmente, sono la mia vita e il mio modo d’essere – le solite cose sono diventate improvvisamente le mie Solite Cose. Mi ci sono ritrovata in mezzo, conoscevo il discorso e lo anticipavo, e lo sviluppavo, e lo facevo sbocciare dentro di me, e per la prima volta, la prima in quattro anni di frequenza smozzicata e ansiosa, in un edificio con le mura che mi cadevano addosso troppo spesso perché potessi sentirmi al sicuro, per la prima volta mi sono sentita al mio posto, esattamente dove sarei dovuta essere, a mio agio come sono ora, in pigiama e con una tazza di tè in braccio. Mi sono sentita a casa. È stato bellissimo e mi ha riempito il petto di orgoglio.
Poi, poco fa, mi spazzolavo i capelli e mi asciugavo, dopo un bagno troppo profumato e troppo caldo, e pensavo che sarebbe bello, e mi riempirebbe di altrettanto orgoglio, sentirmi di nuovo a casa fra le braccia di un(‘)amante che ci passi le dita in mezzo, a quei capelli, e mi dicesse che sì, sono davvero morbidi, e sì, sono davvero belli. Venerdì vado a tagliarli, ora che mi arrivano sotto al seno, e ne sto prendendo congedo. Niente più scuse per temporeggiare, basta aggrapparsi e solidificarsi. La fedeltà eccessiva porta alla durezza, e la durezza porta all’immobilità.
L’immobilità è morte.
Ho i miei piccoli riti, ho i miei piccoli dèi. Ho troppi libri da leggere, ho il giusto numero di persone da amare (il giusto numero è esattamente quello che hai, maggiore o uguale a uno).
Seguo i miei piccoli riti fedelmente, ma non troppo. Perché sta in questo l’amore, anche. Permettersi di lasciarsi andare, e allontanarsi, e scappare, per farsi esplodere dentro il bisogno insopportabile dell’amore, e dell’amato. Che sia una scelta di vita, un compagno o un dio.
Amate, non perdetene nemmeno una briciola, amate.
Fedelmente, ma non troppo.
‘Estetismi’ Category
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Fedelmente ma non troppo
ottobre 5, 2010 by Kijomi
Category Estetismi | Tags: Lush,uni,φιλοσοφία | 4 Comments
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Distimia melanconica stagionale
settembre 8, 2010 by Kijomi
Non ho voglia di inverno.
Ed è strano, credo sia la prima volta che finisco per attaccarmi così seriamente ad una stagione.Quest’anno avevo bisogno di sole. Carenza di vitamina D, forse, non lo so, ma avevo bisogno di sentirmelo sulla pelle e nelle ossa e dentro lo stomaco. Adesso c’è il cielo coperto da un grigio fitto ed immutabile, e bevo tè caldo con la luce accesa. E non ho voglia di pensare troppo, perché ci sono in agguato troppe cose sgradevoli, se non orribili, a cui pensare. Non ne ho voglia, rimango ferocemente aggrappata al sole.Category Estetismi | Tags: EMOtività | 2 Comments
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La luna e le arance
giugno 26, 2010 by Kijomi
Sto facendo così tante cose che questo posto viene trascinato via da tutto il resto.
Non mi piace abbandonare il blog, non mi piace abbandonare la mia vita contemplativa.’
Sono avvolta dalla vita, ne sento il sapore, scorro nel flusso, sto persino seguendo i mondiali!
Non sento la vita perché ci sono dentro, e mi amo e mi odio quando mi accorgo di essere ormai così disperatamente immersa nella filosofia. Ma va bene così.
Faccio tante cose, davvero tante.
Ho degli obbiettivi, e sono obbiettivi che non coltivo da sola, e sono obbiettivi importanti che riguardano quello in cui credo e in cui ho sempre creduto, l’unico dio a cui mi sono mai assisa, e mi fanno sentire importante per davvero, per una volta. Ho uno scopo e una direzione, a breve termine, certo, ma ci avreste mai creduto? Io, con uno scopo e una direzione. Non credevo nemmeno di volerle, queste cose, non credevo mi servissero. Forse sto solo invecchiando, forse sono diventata più saggia, forse sono solo più impaurita di sempre e nemmeno me ne accorgo.
Non ha tanta importanza, alla fine.
Mi ero ripromessa, tornata da Creta,che avrei fatto mia la filosofia di quella terra di sole. Sono passati due mesi – e due mesi a Milano sono tanti, lunghi e pesanti e appiccicosi di catrame e urla – e ci sto riuscendo con soddisfazione.
Sono calma, sono arguta, sono attiva sul forum ommiddio il mondo finirà, sono appassionata e addirittura scrivo.
Dopo quanto tempo? Mi sembrano secoli, probabilmente è circa un anno e mezzo (che è molto più di un secolo), ma sto scrivendo. Questa settimana ho scritto la bellezza di 421 parole.
Eh! ù_u
Tiro somme, non risolvo le espressioni – la matematica mi fa davvero schifo – continuo ad amare i sillogismi e gli sconfortanti esseri che mi fanno imbestialire, perché mai come quando si lotta per ciò che si ama ci si sente tanto vivi.
E la luna, stasera, sembra un’arancia.Category Estetismi, true life! | Tags: Il magico mondo del net,Saint Seiya,scrittume | 3 Comments
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Fuori dal mondo
marzo 5, 2010 by Kijomi
Uscire da una di quelle lezioni che ti svuotano la testa e che ti tolgono a forza dal mondo, quello sensibile, delle cose vere, proiettandoti in quell’universo di senso che ami così tanto e così poco insieme; lo smettere di sentirsi parte delle cose non ti fa bene, e lo sai, ma cammini con il naso all’aria e la mente troppo piena e troppo vuota, insieme, e non sai a cosa stai pensando perché c’è davvero troppo a cui pensare, e allora chiacchiericcio di default con lei per tenere occupata la lingua mentre la mente è altrove e non riesci a capire dove con esattezza, metropolitana scale tornello scale saluta sorridi a domani buona serata scale corri arriva il treno uff appena in tempo borsa libro stordirsi di parole frasi immagini finché non sei arrivata, e poi alzi gli occhi per controllare la fermata e c’è un ragazzo in piedi davanti a te chino sul suo libro, che lo abbraccia lo protegge lo avvolge, immerso nello stesso modo – immagini che sia lo stesso modo, non hai altro modo di leggere un libro – e le porte si aprono e gli passi davanti e vuoi vedere cosa legge, ma lui tutto curvo sul libro che lo abbraccia lo protegge lo avvolge non te lo permette, e tornello scale aria poco pulita notte bella, bella la mia notte che diventa blu, canzoni che ti ricordano solo il fatto che le conosci da sempre, senza ricordi, così, fuori dal mondo. Ci sono volte in cui non vorresti tornare a casa, per rimanere a camminare e a pensare o non pensare per ore e ore e ore, mentre l’azzurro diventa blu e il blu nero.
Category Estetismi | Tags: | 4 Comments
Kijomi,
Louchette, Cheshire Cat, Pisces no Aphrodite and so on.





