Uscire da una di quelle lezioni che ti svuotano la testa e che ti tolgono a forza dal mondo, quello sensibile, delle cose vere, proiettandoti in quell’universo di senso che ami così tanto e così poco insieme; lo smettere di sentirsi parte delle cose non ti fa bene, e lo sai, ma cammini con il naso all’aria e la mente troppo piena e troppo vuota, insieme, e non sai a cosa stai pensando perché c’è davvero troppo a cui pensare, e allora chiacchiericcio di default con lei per tenere occupata la lingua mentre la mente è altrove e non riesci a capire dove con esattezza, metropolitana scale tornello scale saluta sorridi a domani buona serata scale corri arriva il treno uff appena in tempo borsa libro stordirsi di parole frasi immagini finché non sei arrivata, e poi alzi gli occhi per controllare la fermata e c’è un ragazzo in piedi davanti a te chino sul suo libro, che lo abbraccia lo protegge lo avvolge, immerso nello stesso modo – immagini che sia lo stesso modo, non hai altro modo di leggere un libro – e le porte si aprono e gli passi davanti e vuoi vedere cosa legge, ma lui tutto curvo sul libro che lo abbraccia lo protegge lo avvolge non te lo permette, e tornello scale aria poco pulita notte bella, bella la mia notte che diventa blu, canzoni che ti ricordano solo il fatto che le conosci da sempre, senza ricordi, così, fuori dal mondo. Ci sono volte in cui non vorresti tornare a casa, per rimanere a camminare e a pensare o non pensare per ore e ore e ore, mentre l’azzurro diventa blu e il blu nero.
Archive for Estetismi
Il potere della leopardiana estetica dell’assuefazione
“Qualsiasi felicità è un capolavoro: il minimo errore la falsa, la minima esitazione la incrina, la minima grossolanità la deturpa, la minima insulsaggine la degrada”
[Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano]
No, sapete, è che dopo un mese passato a postare ormai ho preso l’abitudine.
In realtà ho troppo sonno per scrivere davvero, ci tenevo solo a usare un titolo lungo ed inesplicabile.
Non tutto ha sempre un senso.
*C*
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Now playing: Owl City – If My Heart Was a House
via FoxyTunes
È finito il meme! – Day 30
Oddio. Oddio non ci credo.
È finito davvero.
Mi sembra di fare questa cosa da tutta la mia schifosa vita. Non farò mai più una cosa così stupida, lo giuro, lo giuro, lo giuro. *DONDOLA IN UN ANGOLO*
Ma vi rendete conto che ho postato per trenta giorni di fila?
Non capitava da… no, non è proprio mai capitato, in sei anni di blog. o_o E c’è un motivo, al momento ODIO Mimicry, lo voglio bruciare, aspettatevi mesi di silenzio.
No, non è vero.
Intanto, io e la mia caramellina mou preferita abbiamo finito il famigerato post su Twilight e Mimicry sarà orgogliosa di presentarvelo in settimana, nel primo buco disponibile nella tortura che è diventata la mia vita. Questa settimana non mi fermo un attimo – non l’ho fatto nemmeno nel weekend – e il semestre è ricominciato solo da una settimana, se sono così stressata adesso ad aprile non ci arrivo viva. Sono un mucchietto di carne pallida che schizza in giro, fa lavori pesantissimi, porta pesi su e giù per le scale, legge Cartesio nelle pause, si nutre male e soprattutto di ricostituenti per tenersi in piedi. Veramente, chi me l’ha fatto fare di nascere in questo secolo? Non potevo sbrigarmi e reincarnarmi con un centinaio d’anni di anticipo? Va bene, mi sarei beccata due guerre mondiali, probabilmente, ma vogliamo mettere coi livelli di stress? *C*
Va bene, a parte la mia stupida vita, vediamo un po’ cosa offre il meme quest’oggi:
Day 30 — Whatever tickles your fancy
MA DAI! CHI L’AVREBBE MAI DETTO! *______*
…per fortuna è l’ultimo, sono un po’ isterica.
Oggi volevo parlarvi di una cosa che mi tickla la fancy (credo userò questa locuzione per tutti i secoli dei secoli amen, d’ora innanzi) da innumerevoli anni, più o meno quando ho smesso di fare pensieri lubrichi su Sanzo (non è vero, non ho mai smesso) e ho iniziato a pensare alla mia vita cultural-spirituale.
Che bei tempi.
È un concetto che ritorna in innumerevoli autori da più o meno gli albori della storia del pensiero, lo so, non pensiate che sia così ingenua da credere di poter pensare qualcosa di originale: studio filosofia, per l’amor degli dei.
Mentre Picasso dipingeva Les Demoiselles D’Avignon, Albert Eistein, in America, a centinaia di chilometri di distanza e ovviamente senza conoscere il pittore, formulava la Teoria della Relatività, di cui Les Demoiselles sono praticamente la rappresentazione artistica.
Il Romanticismo che esplode in tutti i paesi europei nello stesso periodo. Giacomo Leopardi che ripercorre la critica Rosseuniana senza aver mai letto Rosseau, e fa lo stesso con Kant prima e Schopehauer – in misura minore – poi.
Le idee che si spostano, viaggiano, infettano gli animi degli artisti e dei pensatori come un morbo, seguendo sentieri sottili ed inesplicabili.
Più in piccolo, per farvi capire la portata del mio farneticare: proprio negli ultimi giorni, senza che nessuno parlasse più con l’altro, tutte o quasi le persone che più di tre anni fa erano appassionate alle Cronache dei Vampiri di Anne Rice sono tornate a leggere i libri, guardare i film, parlarne, fanartarci. È risbocciata la passione, e in più di sei persone che conosco personalmente.
Come succede, e perché?
Ecco, il mio fancy tickler di oggi è questo: le Idee come entità astratte ma in qualche modo indipendenti, autonome, che possono calarsi nelle anime di chi è disposto ad accoglierle, ma che funzionano come vere e proprio tempeste di pollini. Una volta passata, se non la si è raccolta, difficilmente sboccerà.
Sì, sto delirando. E vado a mangiarmi un muffin. ♥
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Now playing: Owl City – Fireflies
via FoxyTunes
Milo vuole questo meme (e una tigre) – Day 24
Il titolo è stato suggerito. Non indovinerete mai da chi.
Day 24 — Whatever tickles your fancy
Per oggi avevo in mente un argomento pregno, culturalmente stimolante e a cui tengo molto. Ovviamente ho troppo sonno per dedicarmici seriamente, ma almeno ho risolto il problema di cosa scrivere nell’ultimo Whatevah. Io ODIO i Whatever, datemi delle indicazioni precise, per gli dei, che diavolo di meme è?! *________*;
…comunque, dicevo, ho troppo sonno per argomenti seri, quindi vi pianto due righe di lamentele moralistiche sulla disgregazione estetico-funzionale del web. Oh.
Allora, io sono sull’internet dalla bellezza di otto anni, mese più mese meno, ormai. E in questo lasso di tempo ho visto cose che voi umani abituati ai siti automatici, alle piattaforme e a Playfish non sospettereste mai.
Siti costruiti con Word – giuro, ho nomi di webdesigner ora famosissimi per piattaforme ora famosissime che hanno iniziato la loro carriera facendo cose assolutamente FAIL, e tanto di cappello per il salto qualitativo – innavigabili, SCRITTI IN COMIC SANS SANTODDIO LE MIE POVERE PUPILLE COSA HANNO DOVUTO SUBIRE!!!1one11!
Però, a discapito di tutta questa formazione casereccia – Google ancora non si usava (o meglio, io non sapevo manco esistesse, si navigava saltando da un link all’altro, con tanta fortuna) , tanto meno i forum specialistici – la caratteristica di quelle cosacce bruttissime con impostazione centrale, il menù in alto o, dio santissimo, nei frame laterali con tanto di bordo standard bello evidente (urgh), era una e una soltanto, se non si considera la predisposizione a farti saltare le retine: erano genuini. Erano fatti col cuore, come le tagliatelle all’uovo della nonna. Grossolane, ma con una grande anima.
Erano tutte persone che sputavano l’anima sui div e le tabelle e – poco più tardi – sui css, scorticandosi il fegato per fare qualcosa di bello. Ce la mettevano tutta, lavoravano duramente. Io stessa ho aperto un blog (proprio questo qui, che adesso ha un layout semplicistico perché nemmeno io ho più cuore e tempo di morire dietro alla progettazione, purtroppo, e finirò per far prevalere i contenuti!!! °O°) solo dopo aver imparato come montare div e immagini, imparando che le tabelle sono il male e vogliono la tua anima, iniziando a pasticciare con Photoshop raggiungendo una discreta mediocrità che è il mio palese massimo. Non si può attingere ad un senso estetico che non esiste, ma si può fingere di possederlo molto bene. Vi inganno tutti da un decennio, MUWAHAHAHAHA.
La Ele, invece, sempre stata molto più furba di me, è andata su LJ.
E adesso cosa abbiamo? Abbiamo i siti automatici!
Chiunque si dotato di un indice può crearsi un sito navigabile e riempirlo delle foto del suo gatto! (E, non per dire, ma chissenefrega?)
Ma vogliamo mettere coi tempi di ALTERVISTA? Con l’FTP automatico che crashava una volta su due, i file da caricare uno alla volta – potevi metterci ORE, e non metaforiche.
Adesso è tutto così semplice che non avviene più scrematura. Qualunque imbecille crea spazi inutilizzati sull’internet, imbecilli, intendo, che a volte non solo non sono nemmeno in grado di farsi un banner, ma un banner non sanno nemmeno che cosa sia!
Non sai da che parte iniziare? Non sai cos’è un css? L’html per te è una parola croata per dire “Zucca”? Il PHP una malattia venerea?
Bene, amico mio, ho un consiglio spassionato per te: lascia perdere. Davvero, te lo assicuro, sopravviveremo tutti benissimo anche senza sapere come disegnavi in terza media, o come è bella l’arrampicata sulle pareti di ghiaccio delle pendici del K2.
Non ci servono.
Quello che ci servono sono siti carini pieni di cose interessanti e intelligenti. Se non sei in grado di sforzarti un attimino per curare l’aspetto estetico, non sei abbastanza evoluto per essere interessante.
Dixit.
Mi sono divertita a scrivere questo post. È questo che mi tickla la fancy, scrivere post acidi d’odio generico!
Yay! *_* ♥
Kijomi,
Louchette, Cheshire Cat, Pisces no Aphrodite and so on.





