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	<title>Mimicry &#187; PH acido</title>
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	<description>Un blog che non sa di niente.</description>
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		<title>Questi non sono gli anni &#8217;90. (Ciao, sarò un post ridicolo e scontato.)</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sapete cosa c&#8217;è? Io non voglio passare il resto della vita depressa perché il mondo attorno a me non è adeguato, perché non mi dà quello che mi &#8220;promette&#8221; (sapete che uso con moderazione le virgolette, qui sono necessarie), perché pretende da me una produttività ridicola e sovrastimata. Voglio arrivare un giorno a guardarmi intorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete cosa c&#8217;è?<br />
Io non voglio passare il resto della vita depressa perché il mondo attorno a me non è adeguato, perché non mi dà quello che mi &#8220;promette&#8221; (sapete che uso con moderazione le virgolette, qui sono necessarie), perché pretende da me una produttività ridicola e sovrastimata.<br />
Voglio arrivare un giorno a guardarmi intorno consapevole di aver fatto di me la cosa migliore  che se ne potesse fare, a prescindere da quello che ho intorno.</p>
<p>Mi guardo attorno e vedo coetanei idioti o sull&#8217;orlo di una crisi di nervi; spesso entrambe le cose. Vedo persone tristi che non sanno cosa fare della propria esistenza, che non sanno nemmeno come cominciare a vivere in pace con il proprio cervello. Molti di loro considerano averne uno &#8211; di cervello &#8211; come una variabile possibile ma non necessariamente rilevante nelle proprie vite. Sono quelli che a dirla tutta vivono meglio e ogni tanto, sporadicamente, li invidio. Tutti gli altri, chi più chi meno, consapevolmente o no, sono impantanati nello stesso schifo che mi vedo intorno io ogni tanto che esco dal mio bozzolo per prendere un po&#8217; d&#8217;aria.<br />
Badate bene, che sono in una fase di bassa e non sopporterei un fraintendimento così enorme: <em>non sto giustificando la condotta penosa della mia specie negli ultimi dieci e passa anni</em>.  Non giustifico il fancazzismo, non giustifico il cinismo, non giustifico le perdite di tempo, l&#8217;aggressività, la produzione di pessima televisione, l&#8217;arte contemporanea, i reality show. Non giustifico niente: visto che permetto molto poco a me stessa, non vedo perché dovrei essere più morbida con il resto del mondo. Sto parlando della situazione in cui mi sono ritrovata quando ho preso coscienza del mondo, senza a conti fatti aver fatto niente per meritarla o provocarla, nel bene e nel male di cui l&#8217;ignavia è comunque connotata.</p>
<p>Il tempo non si passa, si perde.<br />
Vedo un&#8217;alienazione sociale che mi spaventa davvero tanto. Davvero davvero tanto. Persone che non solo non comunicano fra loro &#8211; e no, non mi dite che i social network servono a quello &#8211; ma che non hanno più niente da comunicarsi a vicenda. Il mondo è chiacchiera, anche il mondo serioso delle notizie di cronaca, della politica, dell&#8217;economia. Non sappiamo parlare delle cose per come le cose sono. Viviamo in una caverna di Platone sovraestesa e continuiamo a credere di aver visto davvero il mondo, perché abbiamo accesso a quei due o tre miliardi di informazioni solo sedendoci davanti a uno schermo (quale che sia lo schermo). Non sappiamo cosa guardare e non sappiamo cosa cercare. E questo mio blaterare è un aggiungersi di quella chiacchiera inutile: se posso fare altro <em>non so cosa quest&#8217;altro sia</em>, ed è per questo che perlopiù, ultimamente, sono sparita.</p>
<p>Vedo donne (soprattutto donne, perché si sottolinea di più nel mio sesso, ma non vuol dire che sia un problema sessualmente connotato) che senza avere nessuna consapevolezza del proprio corpo né delle proprie potenzialità, perdono anni e anni della propria vita dietro a questa idea perversa del modello da seguire (che sia la taglia 38, la supermamma, la donna in carriera). Vedo il sesso usato come discrimine di qualunque obbiettivo raggiunto e io nemmeno capisco come funzioni in gender.<br />
Vesto con orgoglio l&#8217;etichetta di sfigata da quando ho una forma sociale (intorno ai 9/10 anni, presumo) perché su di me i modelli hanno sempre funzionato un po&#8217; al contrario, li ho sempre rifuggiti con una diffidenza naturale. Non che questo mi abbia reso più felice, anzi. Il narcisismo, bambini miei, è l&#8217;unica cosa che abbiamo in comune tutti, in questa epoca mediocre.</p>
<p>Non ho suggerimenti validi. Non so nemmeno se la strada che tento faticosamente di percorrere io sia giusta (probabilmente no).<br />
Però alla fine è questo quello che abbiamo, e da qui dobbiamo iniziare. Smettendo di credere che <em>se stiamo fermi e zitti forse la crisi passa</em>. Il mondo non è adeguato a voi? Cambiate il paradigma. Fatelo adatto, rendetelo vivibile, rendete voi stessi adatti al vostro mondo, plasmate voi stessi per primi, il mondo viene dopo. Smettete di cercare scuse. Non ci sono le strade, abbattete i muri. Muovetevi, pensate, agite. Guardatevi intorno e fate qualcosa di voi stessi. Qualsiasi cosa va bene, qualsiasi cosa.<br />
E per carità, smettete di piagnucolare perché <a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_24/martone-laureati-sfigati_7b0f4f6a-4679-11e1-90ee-63dee1b6b376.shtml?fr=box_primopiano">qualcuno parla a sproposito</a>.</p>
<p>In tutto questo, io mi sono scaricata My Little Pony: Friendship is magic. Per darvi un&#8217;idea vaga di quanto cazzo male io stia.</p>
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		<title>I no che aiutano a crescere</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 18:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[PH acido]]></category>
		<category><![CDATA[true life!]]></category>
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		<description><![CDATA[Il titolo del post è anche quello di un libro che non ho mai letto, ma che trovai anni fa sul comodino di mia madre. All&#8217;epoca mi fece infuriare, per ragioni contingenti &#8211; avevo diciassette anni, ero assolutamente convinta di aver capito perfettamente perché mia madre mi avesse rovinata; ahinoi, avevo  ragione &#8211; e ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo del post è anche quello di un libro che non ho mai letto, ma che trovai anni fa sul comodino di mia madre.<br />
All&#8217;epoca mi fece infuriare, per ragioni contingenti &#8211; avevo diciassette anni, ero assolutamente convinta di aver capito perfettamente perché mia madre mi avesse rovinata; ahinoi, avevo  ragione &#8211; e ne parlai anche qui su Mimicry.<br />
Non ricordo il tono del post in sé, né perché mi sia venuto in mente, ma ero partita con l&#8217;idea di scrivere del mio rapporto con i rifiuti. I miei e quelli degli altri nei miei confronti.<br />
Mi sono resa conto che sarebbe un&#8217;argomentazione decisamente troppo provante per le mie sinapsi, al momento, quindi rimarrà un titolo fuori contesto. Sì, sono una di quelle miserabili creature che danno il titolo prima di iniziare a scrivere. Quasi sempre.</p>
<p>Oggi ho fatto qualcosa che mi ha lasciata completamente spiazzata.<br />
Io non posso sopportare &#8211; ed è un couldn&#8217;t, un non sono in grado di, è fuori dalle mie competenze, esce dalla sfera della mia comprensione &#8211; di fare errori marcati e palesi che influiscano significativamente sugli altri. Finché fallisco nell&#8217;ambito della mia vita privata è un conto; devo rinfacciarlo solo a me stessa, e io e me abbiamo un rapporto decisamente conflittuale ma ben equilibrato. So come gestire il dolore che provoco a me stessa: sono ben allenata a farlo, l&#8217;ho fatto con pervicace testardaggine per ventiquattr&#8217;anni e di certo non ho ancora smesso. Ho fatto del controllo spasmodico delle mie interazioni sociali &#8211; dalle espressioni facciali al registro linguistico al carattere che switcho con allarmante facilità a seconda di compagnia e occasione &#8211; il mio cavallo di battaglia. La maggior parte delle persone che mi conoscono, comprese quelle che mi conoscono davvero, davvero bene, hanno convinzioni su di me totalmente errate, perché le ho finte così bene al principio del rapporto che falsificarle adesso sembra solo costruita modestia. Non lo è mai, non sono capace di modestia. Ma questo lo riprenderò più avanti.<br />
Mi si chiedeva, qualche tempo fa, dove fossi <em>davvero</em> io. E dove, se non nel modo in cui mi sono costruita? Dove, se non nella complessa formulazione di sembianti che ho cambiato come pelli di serpente nel corso degli anni? La vera me non esiste se non in questo essere polimorfo e contraddittorio. Non sono fatta per l&#8217;unità e non sono fatta per la coerenza. Probabilmente non sono fatta nemmeno per la verità, per pura conseguenza logica. La sincerità che metto in atto è sempre totale, quando la metto in atto; questo non vuol dire che non possa sovvertirla completamente l&#8217;attimo dopo. Ho quindici anni, che cazzo volete farci?<br />
Quanto alle falsità che ho costruito con il tempo, il loro perché mi sembra talmente banale da essere mortificante. Ho passato metà della mia vita nella disperata ricerca di un paio d&#8217;occhi che mi guardassero, e l&#8217;altra metà a respingere le attenzioni che avevo attirato. Ho quindici anni. Che cazzo vogliamo farci?<br />
Le attenuanti non esistono, quando compio errori, perché nell&#8217;errore &#8211; incidentale, non voluto, non ricercato, non studiato &#8211; si annida quel dispiegamento di me che ho lottato per tutta la mia piccola fottutissima vita per nascondere. Mi si diceva che non posso essere un cyborg. Oh, cazzo, se posso. Lo so perché non sono mai stata niente di diverso, e l&#8217;accadere dell&#8217;errore mi fa franare tutto il terreno faticosamente ammonticchiato. Ho quindici anni: non voglio farci proprio un cazzo di niente.</p>
<p>Ho pensato molto spesso alla solitudine di per sé, ultimamente. Dei pensieri non proprio confortarti, a dirla tutta, che hanno portato alla scrittura dell&#8217;ultimo post prima di questo. Che ha trascinato con sé, in una catena di avvenimenti che riesco a vedere quasi con chiarezza, a qualche settimana di distanza, una serie di ragionamenti molto puntuali, coadiuvati da un corso di Poetica e Retorica (sono una di quegli sfigatissimi esseri che si arricchisce moralmente ed emotivamente all&#8217;università, sì).<br />
Sto prendendo risoluzioni, e alcune si propongono drastiche. Non so mai quanto riuscirò ad aderire loro &#8211; sono sballottata qua e là dalla mia emotività senza raziocinio (quindici anni) &#8211; ma per il momento sono molto chiare.<br />
Prima fra tutte, devo imparare a riappropriarmi della solitudine.<br />
Nel corso degli anni ho disimparato a stare da sola. Se la solitudine è una condizione imposta non la patisco più di tanto, ma le sfuggo &#8211; sfuggo a me stessa, quindi, quella scevra di declinazioni sociali &#8211; appena ne ho l&#8217;occasione. E l&#8217;occasione c&#8217;è in modo praticamente costante. Non mi piace dovermi ritrovare a disagio con l&#8217;essere umano con il quale invecchierò e morirò.<br />
Non stupitevi se diventerò addirittura meno disponibile di quanto sono, meno accorta, meno presente. Se dirò qualche no in più. Mi sto occupando dell&#8217;unico essere umano del quale mi importi in maniera assoluta e incontrovertibile. Dovreste farlo anche voi, a mio modestissimo avviso. Dovrebbero farlo tutti.</p>
<p>Ho quindici anni e non me ne sbatte un cazzo. Fatevene una ragione.</p>
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		<title>Sei Tipi di Pasta: teh fandom</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 16:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[PH acido]]></category>
		<category><![CDATA[criticismi]]></category>
		<category><![CDATA[fandom]]></category>
		<category><![CDATA[Il magico mondo del net]]></category>
		<category><![CDATA[Sei Tipi di Pasta]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi rendo conto che seguire una rubrica su Mimicry sia più o meno impossibile. Sono avversa a qualunque tipo di regolarità, evidentemente, e non riesco a schedulare nemmeno me stessa, figuriamoci una serie modulata di post. Questo però non mi toglierà mai il gusto di fare l&#8217;imbecille sulle categorizzazioni del mondo. Le amo in maniera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Mi rendo conto che seguire una rubrica su Mimicry sia più o meno impossibile. Sono avversa a qualunque tipo di regolarità, evidentemente, e non riesco a schedulare nemmeno me stessa, figuriamoci una serie modulata di post. Questo però non mi toglierà <strong>mai</strong> il gusto di fare l&#8217;imbecille sulle categorizzazioni del mondo. Le amo in maniera inversalmente proporzionale a quanto smetta di credere in loro: al momento, ho raggiunto il mio picco massimo. Oltre a questo, le mie rubriche subiscono l&#8217;altalenante variare della mia ispirazione in materia. Più sono irritata da voi, fastidiose scagliette di mandorla, più mi date modo di assorbire dalla vostra piccola e meschina visuale del mondo il mio sollazzo più grande, quello dello sberleffo impunito. (Impunito perché continuate a essere troppo pieni di voi per accorgervi che vi sto insultando, causandomi ulteriore sollazzo, in una catena autoalimentante senza fine. Come al solito, vi amo.)<br />
Questo post me lo rigiravo in testa da un po&#8217;, ma mai come adesso c&#8217;è bisogno che io lo scriva.<br />
Siete pronti? Chi indovina cosa sono io &#8211; e cosa sono stata &#8211; vince un&#8217;intera teglia di muffin ai mirtilli. Per davvero, eh!<br />
Per chi non sappia cosa sia Sei Tipi di Pasta, <a href="http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/2010/04/sei-tipi-di-pasta-teh-interweb/" target="_blank">qui</a>. Gli altri, con me, nel più periglioso dei mondi. Mi dicono che sono morbosa, quando voglio solo compiere opere di informazione e prevenzione. Tzè.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-1485"></span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: 28px;"><strong>MIMICRY PRESENTA: SEI TIPI DI PASTA</strong></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><strong> Teh FANDOM</strong></h2>
<p style="text-align: center;"> <em>Ovvero: le sei tipologie di persone che Gucci incontra, odia e di cui non può fare a meno.</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ I FANTARD</strong></span></p>
<p>Dicasi fantard l&#8217;essere umano che si fa inghiottire senza via di scampo dal proprio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fandom" target="_blank">fandom</a>. In genere esseri monogami e apparentemente tranquilli, nascondono sotto una facciata di rispettabilità il <strong>Mostro dell&#8217;Ossessione Obnubilante</strong> (da adesso in poi MOO). Sono normalmente interessati un po&#8217; a tutto e riescono ad avere delle conversazioni civili su pressoché qualunque argomento, ma ce n&#8217;è uno su cui non riescono ad essere in alcun modo oggettivi, e se lo si nomina in loro presenza perdono completamente il lume della ragione.<br />
Gli occhi aumentano esponenzialmente di dimensione e si fanno vivacemente brillanti, il loro tono si acutizza e, invariabilmente, chiedono &#8220;<em>ODDIIIIOOOOO, anche tu conosci Opera X?!</em>&#8221; con l&#8217;espressione di perfetta meraviglia del bambino che scopre che Natale e il suo compleanno sono arrivati insieme, sei mesi in anticipo. Se avete la sfortuna di tirare fuori il MOO da un Fantard la vostra tranquilla esistenza per un po&#8217; smetterà di essere tale. Il Fantard è tanto ossessionato quanto ossessionante, e vorrà sapere TUTTO, ma proprio TUTTO quello che pensate del suo unico amore &#8211; per avere la possibilità di correggervi se, ahivoi, siete in errore nel percorrere il loro stesso Sacro Cammino. Vi consiglierà opere per approfondire, edizioni diverse dalla vostra &#8211; che di solito è il <em>Male Puro</em> &#8211; interviste, video su youtube, contenuti speciali, mappe astrali dell&#8217;autore, del cast, vi chiederà se volete accompagnarlo in un tour sui luoghi delle riprese, se di film/telefilm si tratta. Vi tormenterà per settimane, se non mesi, perché lui <strong>ama</strong>, ed è felice di trovare qualcuno che <strong>ami con lui</strong>. Ama discutere, si appassiona, si infervora, dilata il proprio MOO ai limiti estremi della sua costellazione (sic.)<br />
Il Fantard applica il proprio fandom a qualunque cosa, dalla fisica quantistica alla politica contemporanea, se gliene si lascia l&#8217;occasione. Spesso non capisce qual è il limite fra l&#8217;interessante collegamento interdisciplinare e il più astruso arrampicamento sugli specchi, ma non gli importa. L&#8217;unica cosa vera, e bella, è che il suo Fandom c&#8217;è, ed è davvero la cosa che dà anima e ragione alla sua vita.<br />
Se ne incontrate uno allontanatevi molto lentamente, a meno che non abbiate intenzione di essere risucchiati dal suo stesso MOO.<br />
I MOO sono creature insaziabili.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ I RAFFINATI</strong></span></p>
<p>I Raffinati sono una branca molto simile ai Superiori nel <a href="http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/2010/04/sei-tipi-di-pasta-teh-interweb/" target="_blank">precedente capitolo di Sei Tipi di Pasta</a>.<br />
Ma volendo sono ancora più irritanti.<br />
Loro <em>hanno studiato</em>.<br />
Quindi <em>sanno di cosa parlano</em>.<br />
Quindi <em>la loro opinione ha più valore della tua</em>, anche se non hanno la minima idea di chi tu sia (potresti anche essere l&#8217;autore, per quanto li riguarda).<br />
In genere li si può trovare accalcati in piccoli branchi su siti specializzati di critica o recensioni, a darsi compiaciute pacche sulle spalle l&#8217;uno con l&#8217;altro.<br />
Seguono una moda tutta loro basata sul semplice concetto &#8220;<em>È fico perché l&#8217;ho deciso io</em>&#8220;, e cambiano idea in maniera piuttosto arbitraria, a seconda di come tiri il vento o proceda l&#8217;opera. Se non procede come avevano acutamente previsto con i loro raffinatissimi cervellini, in genere la bollano come stronzata e la fanno precipitare nell&#8217;infamante baratro della dimenticanza.<br />
Si atteggiano a magniloquenti <em>trendsetter</em>, e saprebbero anche fare bene il loro lavoro, se non usassero criteri di valutazione così genericamente snob da risultare intollerabili alle loro stesse mamme.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ I LOLFAN</strong></span></p>
<p>I Lolfan sono probabilmente i miei preferiti, e se siete appena appena svegli capirete presto il perché.<br />
I Lolfan amano un&#8217;opera perché è di un livello così infinitamente basso rispetto a quello a cui si appassionano di solito che procura loro ondate di serotonina incontrollabili. È meglio di qualunque droga presente sul mercato, e notevolmente più economica. Godono nel prendere per il culo l&#8217;opera e i suoi fan, che giudicano magnificamente teneri &#8211; nelle migliore delle ipotesi &#8211; o irrimediabilmente ritardati &#8211; nella peggiore. Si divertono sinceramente nell&#8217;usufruirne, pur vedendone ogni singolo punto debole: è proprio ai punti deboli che si appassionano. Spesso sono cultori sinceri e appassionati di kitch e trash, e trovano nelle bassezze più infime dell&#8217;espressione umana la vera, ultima, sincera espressione artistica.<br />
Raggiungono livelli di ossessione molto simili ai Fantard, con la differenza che si tengono sulla faccia un&#8217;espressione di tracotante superiorità. Amano sapere che sono loro ad avere il potere sull&#8217;opera, non l&#8217;opera su di loro. Ne evidenziano spietatamente i difetti e ne parlano malissimo a chiunque chieda loro un&#8217;opinione (anche a chi non la richiede, se va male), e mai capitoleranno nell&#8217;ammettere che forse, <em>forse</em>, quell&#8217;opera la amano proprio con un fan vero. Forse un po&#8217; di più.<br />
Quasi mai si rendono conto di essere degli ipocriti fatti e finiti, ma quando se ne accorgono è l&#8217;idillio, perché raggiungono la consapevolezza massima, e possono prendere a ridere di sé, oltre che del mondo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ I RAGEFAN</strong></span></p>
<p>Il loro fandom è il migliore, il tuo fa schifo. Loro hanno ragione, tu hai torto. I loro pairing sono canon, i tuoi crack. Loro sono intelligenti, tu sei stupido.<br />
Sono totalitaristi e non hanno nessuna intenzione di esserlo meno. Hanno trovato la luce che guida le loro vite e nessuno gliela toglierà, a costo di dover urlare insulti &#8211; più o meno raffinati &#8211; a chiunque osi contestarli (o anche solo provare a fare un cortese confronto).<br />
Avete mai provato a parlare di Lady Gaga con un metallaro? Ecco, allora avete perfettamente capito cosa intendo. Se non l&#8217;avete mai fatto, correte a cercarne uno. È un&#8217;esperienza di vita da non perdere.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">♦ GLI </span><strong><span style="text-decoration: underline;">OCD FAN</span> </strong></strong></p>
<p>Questo è una tipologia di fan che soffre di OCD, <em>obsessive-compulsive disorder. </em>Loro guardano tutto. Seguono tutto. Leggono tutto. Giocano tutto. Fanno tutto. Amano tutto. Li si trova su ogni forum, su ogni bacheca, a seguire ogni singolo genere creato. Non hanno gusti &#8211; o ne hanno davvero di <em>molto, molto aperti</em> &#8211; e credono che tutto sia degno perlomeno di essere guardato o letto una volta nella vita. Vogliono provare tutto e sono insaziabili. In genere dispongono di quantità di tempo libero incomprensibili, e quindi quasi sempre sono creature prive di una vita sociale al di fuori dei forum di discussione, a carico di mamma e papà, che si tumolano volontariamente nelle loro camerette a beneficio dell&#8217;associazione consumatori. Mi riesce difficile capire come dopo qualche anno il loro cervello non si gonfi fino ad esplodere, ma a quanto pare sono esseri particolarmente coriacei. Solo, evitate di chiedere loro qual è il loro &#8220;X&#8221; preferito. Li mandereste in panico e vi sorbireste una lista lunga dalle quattro alle sei ore.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ I RAPEFAN</strong></span></p>
<p>I Rapefan sono creature abominevoli sputate fuori dai più profondi recessi dell&#8217;inferno.<br />
Di solito hanno un&#8217;età compresa fra gli 11 e i 14 anni, se sono più grandi vuol dire che probabilmente hanno subito gravi danni cerebrali in giovane età. Capita anche questo, purtroppo.<br />
Un Rapefan non ama davvero il suo fandom, esattamente come uno stupratore di gattini non ama davvero i gattini. Gode nel vederlo smembrato, massacrato, umiliato. Ne prende per goderne e piegarlo alle sue più turpi, infime fantasie. È nel campo del Rapefandom che nascono le Mary Sue, per fare un esempio concreto. E i crackpairing. E i crossover. Tutto ciò che c&#8217;è di puro nell&#8217;amore per un&#8217;opera viene preso dal Rapefan e violentemente stuprato. Plagiano i personaggi per farli diventare quello che più li aggrada. La caratterizzazione non esiste, la trama è una perversione dell&#8217;autore. Si inventano hint, si arrampicano sugli specchi, squittiscono, sbavano, verseggiano. Sono i fan più rumorosi e incontrollabili, e hanno una capacità distruttiva elevatissima. Quello che toccano si rattrappisce, va in putrefazione e muore in pochissimo tempo. Sono forti perché sono un&#8217;orda incosciente e priva di qualsiasi raziocinio. Si basano su giudizi estetici arbitrari per giudicare qualunque aspetto di qualunque cosa, e giustificano tutto con lo stesso metro: &#8220;<em>perché mi piace così</em>&#8220;. Con loro c&#8217;è poco da fare. Una sprangata in testa, o sperare che stiano lontani dal vostro fandom.</p>
<p><strong>Bonus Track:<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ GLI INDECISI</strong></span></p>
<p>A una prima, superficiale occhiata gli Indecisi vi sembreranno degli OCD, ma non dovete farvi trarre in inganno. Gli Indecisi sono molto di più e molto di meno insieme. Parrebbe, dalla quantità spropositata di serie che seguono, dei fan con molto molto tempo libero &#8211; come gli OCD &#8211; e gusti molto molto molto ampli &#8211; come gli OCD. Ma se andiamo a osservarli con più attenzione, noteremo una differenza sostanziale e determinante. Laddove un OCD segue e ama tutto, senza distinzione, formandosi poche o nulle opinioni su quali siano davvero i suoi gusti, un Indeciso avrà sempre un&#8217;idea in testa, univoca, salda, incontestabile. L&#8217;idea della persona con la quale sta conversando.<br />
È assolutamente impossibile avere una discussione con questi individui. Inalterabilmente, troveranno la vostra opinione la migliore, la meglio espressa, la più compiuta, e cambieranno la loro per la vostra. Senza nemmeno lo scontrino, senza porsi domande. Finché non arriverà qualcuno che esprimerà un&#8217;opinione diversa e<strong> TOH!</strong> come per epifania, capiranno che invece era proprio <em>quello</em> che pensavano. E via così, <em>ad libitum</em>, per sempre, su qualunque cosa, finché qualcuno avrà qualcosa da dire.<br />
Non rientrano nei Sei Tipi perché non sono dei veri fan di niente, se non delle persone che hanno delle opinioni. Personalmente, li trovo molto teneri.</p>
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		<title>Recensioni: Irrazionale come il pi greco.</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 16:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi è venuto in mente che ho un blog. So che ho postato solo stamattina, ma, voglio dire, ho un blog! Nei blog si possono esprimere opinioni! In genere servono a quello, oltre che rendere partecipe il mondo sullo stato dei capelli più belli del creato. E visto che nella vita, oltre a esistere, di tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è venuto in mente che ho un blog.<br />
So che ho postato solo stamattina, ma, voglio dire, <strong>ho un blog</strong>! Nei blog si possono <em>esprimere opinioni</em>! In genere servono a quello, oltre che rendere partecipe il mondo sullo stato dei capelli più belli del creato.<br />
E visto che nella vita, oltre a esistere, di tanto in tanto produco anche opinioni su cose che non sono le vostre brutte facce, benvenuti a quella che spero diventerà una rubrica. Lo diventerà se riprenderò a leggere con il ritmo di una persona alfabetizzata, e non è un dato così scontato.<br />
Sono Gucci, leggo libri a casaccio e ogni tanto dico quello che ne penso. Non spesso, quasi mai su quelli che mi piacciono &#8211; sono incapace di fare vere recensioni a qualcosa che ho amato, ed è per questo che perlopiù sembro una stronza acida, anche se ho nei <em>to do</em> il proposito di correggere questo brutto vizio (la stiticità di recensioni entusiaste, non l&#8217;acidità) &#8211; e con una totale, inveterata incompetenza in materia. Non sono una critica e se continuerò a volermi bene lo eviterò accuratamente: una delle cose che più riesce a darmi sui nervi è l&#8217;autocompiacimento di quegli autoproclamati <em>esperti</em>, a maggior ragione quando mancano del tutto le basi per considerarsi tali.<br />
Riassumendo le premesse, <em>scrivo recensioni su cose che non consiglierei di leggere nemmeno al mio peggior nemico</em>. Ho scritto anche recensioni su Twilight, ma quelle ve le risparmio. Se vi interessano le trovate <a href="http://www.anobii.com/louchette/books" target="_blank">qui</a>.<br />
Ma sempre di vampiri si parla, ahimè, nella prima che vi propino &#8211; barbaramente copincollata da <a href="http://www.anobii.com/home" target="_blank">Anobii</a> &#8211; e non credete che mi piacciano! Lo faccio per voi, per tenervi al sicuro! (Non è vero, rido come un&#8217;invasata.)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1453"></span></p>
<p><a title="More about Promessi vampiri" href="http://www.anobii.com/books/Promessi_vampiri/9788809749818/01a2f2e0416131fd51/"><img class="alignleft" style="padding: 5px;" title="More about Promessi vampiri" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;item_id=01a2f2e0416131fd51&amp;time=1272451977" alt="More about Promessi vampiri" width="76" height="96" /></a></p>
<blockquote><p><strong>PROMESSI VAMPIRI</strong>, di <a href="http://www.anobii.com/contributors/Beth_Fantaskey/929251/">Beth Fantaskey</a></p>
<p>Vi chiederete: “<em>Perché continui a leggere romanzetti sui vampiri, quando sai perfettamente che te ne pentirai?</em>”<br />
Me lo chiedo anche io. In continuazione, non potete capire. Ma non posso farci niente, sono terrificantemente attratta da questi Harmony di bassissimo spessore umano. Non parliamo di spessore intellettuale, ovviamente. Non sono così idiota da ricercarlo in tutto quello che leggo, per fortuna.<br />
La questione, qui, è semplice: quanto ci si può divertire (o intrattenere, o stordire, scegliete il termine che più vi aggrada) nel leggere qualcosa che è stato palesemente prodotto da qualcuno senza nessun talento nella scrittura, il vocabolario di un criceto sotto crack e il cervello di un’americana media?<br />
La mia personale risposta è “<em>dipende da quanto si calca la mano</em>”.<br />
Una persona un giorno mi ha detto “Quando fate filosofia, muovetevi al kitch: il kitch solleva la Purezza Appiccicosa”.<br />
Il kitch, come l’orrore, è capace di evidenziare – per contrasto, in genere – i tratti fondamentali di cui l’essere umano ha bisogno nell’Arte. Viviamo in un’epoca che non è più capace di discernere il buon gusto dalla spazzatura. Abbiamo semplicemente disimparato a giudicare, a formarci uno spirito critico, a capire se e come sono presenti tratti rimarchevoli in opere di vario genere.<br />
Nell’esagerazione si può trovare un piacevole esercizio di forma, proprio perché siamo così disabituati alle sfumature.<br />
Per questo ho amato tanto, a livello ermeneutico, la saga di Twilight. Così come ho disprezzato l’assoluta vuotezza della saga di L.J. Smith, invece, che non riesce a contenere nemmeno critica sociale, troppo presa a descrivere brutti vestiti.<br />
In Promessi Vampiri invece ho ritrovato tutto quello che mi aveva esilarato in Twilight, in toni persino più catastrofici, tanto da farmi seriamente pensare alla consapevole parodia per quasi metà del volume.<br />
Avrebbe potuto perfettamente esserlo: in questo volume ci sono vampiri che si vestono con “pantaloni attillati” e hanno “spalle larghe e occhi d’ebano”, come la più collaudata delle descrizioni harmony, ma bevono anche sangue tenuto a decantare in cantina per trecento anni, infilano parole in francese senza nessuna ragione nei discorsi e si fanno spuntare i canini quando sono arrapati. Classico al punto da pensare che il ricorso alla banalità fosse accuratamente ricercato.<br />
Le premesse erano buonissime, per la parodia: lei è una figlia di vegani (!), grassottella e con la passione per la matematica, attratta dal suo vicino di casa, un sacco di testosterone con bicipiti che “gonfiano le maniche della maglietta quasi fino a farla esplodere”. È stata adottata e ha un passato oscuro alle spalle, come ogni perfetta Mary Sue. E come ogni perfetta Mary Sue si ritrova a fare gli oscuri conti con il suo oscuro passato, sotto forma di un oscuro figuro vestito in oscuri abiti, con un oscuro nome (Lucius Vladescu: con tutta la malafede della terra chi non avrebbe esitato a pensare potesse essere un nome scelto innocentemente?) e oscure – e maleducate ma nobili e piene di classe, in confronto ai contadinotti americani (???) – maniere.<br />
Finché la vicenda si sviluppa nel tira e molla fra i due, anche piuttosto ben caratterizzati (a lei fa schifo che lui beva sangue, lei strilla, urla, rifiuta che possano esistere vampiri, come un qualsiasi vero essere umano farebbe in realtà, costretto in una situazione assurda e paranormale; lui è disgustato dalle bassezze culturali americane, è snob, si piega a frequentare il liceo su ordini superiori ma è evidente che se lo sarebbe risparmiato volentieri), sono rimasta a leggere sogghignando delle perle di assurdità sparpagliate qui e lì con estremo godimento.<br />
Metafore assurde, giochi di parole da prima asilo, topos da fanfiction ricalcati con precisione millimetrica, in un’attenzione ai tempi narrativi da plaudere senza remore.<br />
Questo libro poteva essere un gioiellino di delicata fattura, di superba satira e ironia perfettamente strutturata.<br />
Sono rimasta in dubbio che lo fosse davvero fino a pagina 150, all’incirca.<br />
Poi, lentamente ed inesorabilmente, la parodia comincia a essere tirata troppo in lungo per essere creduta ancora tale. I personaggi iniziano a comportarsi senza nessuna coerenza, escono allo scoperto le mozzafiato curve di lei e il passato angst di lui – veniva PICCHIATO, capite, povera oscura creatura circondato da oscuri zii! – e in men che non si dica ci ritroviamo nel classico romanzetto rosa sporcato di grigio, con qualche canino qua e là, la minaccia di una guerra, l’animo oscuro del tenebroso cacciatore domato infine dalla sua bella e coraggio principessa. Orrorifico nella più perfetta delle accezioni.<br />
Corto la metà, con un altro finale e mantenendo il leggerissimo tono iniziale, questo sarebbe potuto essere un volume su come *non* trattare i vampiri. Un manuale da cui attingere. Lo è ancora, ma per sfortuna del cerebro dell’autrice non per merito suo. Ce ne faremo tutti una ragione.</p>
<p>Vi lascio con la mia citazione preferita dell’intero libro. Vi assicuro, ce ne sarebbero a decine da riportare, ma questa è la più significativa. (Anche se vi cito, perché sarebbe ingiusto non farlo, il fatto che in Romania sono presenti vulcani attivi, le ossa rotte in precedenza si rompono più facilmente nello stesso punto, invece di rinsaldarsi, e che la temperatura di solidificazione del sangue è quella di una sera moderatamente fredda in Pennsylvania. Alla nostra eroina si cristallizza il sangue sulla camicetta appena esce di casa. Ve lo giuro.)</p>
<p><em><span style="color: #000000;">‎&#8221;Fu come ritrovare il mio posto nell&#8217;universo, nel caos, e capii che io e Lucius avremmo potuto rimanere così, stretti l&#8217;uno all&#8217;altro, per l&#8217;eternità, che saremmo potuti esistere per sempre, <strong>come il pi greco, in un vortice di irrazionalità che non aveva tempo</strong>.&#8221;</span></em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
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		<title>Ermeneutica per il popolino</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 13:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera mi sono guardata Mean Girls. Sì, esatto, non avevo mai visto Mean Girls. Non c&#8217;è bisogno di fare quelle facce, è solo che certo di tenere alto il livello, capite? Il problema era diventato, però, che c&#8217;erano troppi meme in giro per il net basati su quel film, e mi sentivo esclusa. Dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera mi sono guardata Mean Girls.<br />
Sì, esatto, non avevo mai visto Mean Girls. Non c&#8217;è bisogno di fare quelle facce, è solo che certo di tenere alto il livello, capite? Il problema era diventato, però, che c&#8217;erano troppi meme in giro per il net basati su quel film, e mi sentivo esclusa. Dal net. Dai suoi modi comunicativi. Dalla sua ermeneutica.<br />
Sto studiando filosofia contemporanea &#8211; in realtà, studio la filosofia contemporanea in relazione alla metafisica platonica, il che se non altro le dona un senso ben definito &#8211; e come ogni volta che ci ricado sento il bisogno di dire ermeneutica ogni tre parole. <em>Ermeneutica ermeneutica ermeneutica</em>.<br />
Ripenso in uno stadio subcosciente (perché lo stadio cosciente è impegnato con la suddetta ermeneutica, o a stilare <a href="http://listography.com/kijomi/health/disciplina__ordine__rigore__muffin_" target="_blank">liste in cui mi autoflagello</a>) a quello che dice <a href="http://diosbios.livejournal.com/" target="_blank">lei</a> in <a href="http://diosbios.livejournal.com/311434.html" target="_blank">questo post</a> sul didascalico, l&#8217;autoreferenziale e il micragnoso dei corsi italiani, appunti che posso condividere in toto anche da un altro corso di laurea. Sulla costruzione del nostro sistema universitario, insomma, che sto imparando a guardare adesso dopo anni. &#8220;Nostro&#8221; italiano, perché non ho esperienze estere con cui confrontarmi.<br />
Ho imparato l&#8217;alfabeto greco &#8211; so leggere in greco! So persino scrivere, anche se mi confondo ancora le Epsilon con le Eta e Omicron con le Omega. Dovrei studiare la grammatica come al liceo, ma, indovinate? Non ho tempo, quindi vada per i corsi col metodo natura, che è poi quello che ho usato al liceo per il latino (infatti non ho mai imparato le declinazioni, ma traducevo senza problemi e anche adesso qualcosa ricordo) &#8211; e l&#8217;ho imparato perché, studiando filosofia, <em>bisogna</em> saper leggere il greco, perché i testi citano in greco. E in tedesco, che è in lista per venir imparato. Si richiedono conoscenze pregresse enormi, a parole, e poi nei fatti &#8211; agli esami &#8211; poco importa, se sai ripetere quei due/tre concetti chiave con cui ti hanno trapanato a ripetizione. Ma se non leggi il greco non riesci a studiare il manuale, quindi ben venga il greco, e il tedesco, e il francese. E ben venga accarezzare l&#8217;idea di  un erasmus che in realtà non so quanto mi interessi. Non sono un&#8217;accademica, presa questa faticatissima laurea mi toglierò di torno, quindi non mi serve a molto . Sto zitta e faccio quello che devo fare, pur guardandomi intorno (perché guardarsi attorno è l&#8217;unica maniera per chi studia filosofia di non diventare dogmatico, che per me avrebbe la stessa valenza dell&#8217;assumere un orientamento sessuale).<br />
E io ci sto finché questo mi permette di studiare quello che voglio nella maniera che ritengo più opportuna (ovvero, bene). Inizio a sviluppare un briciolo di critica e quello che vedo mi lascia sconfortata, ma faccio i miei piccoli passi verso l&#8217;alto. Saper di vivere in un medioevo non è poi così difficile, se non ci si rassegna. Devo leggere Bloch.</p>
<p>Sapete? Ho scritto novecentosessantanove parole, l&#8217;altro giorno, in un paio d&#8217;ore. Non scrivevo niente &#8211; niente di narrativo &#8211; dal settembre 2009: un paio di centinaia di parole su Sublime, piuttosto scarse. Un anno e quattro mesi di vuoto assoluto e poi non riuscirsi a staccare dalla tastiera. È bello. Ed è anche orribile e io lo odio, e non capisco, ancora, che senso abbia per me. Ma a voi questo non interessa.<br />
Sapete che non frega niente a nessuno, perché scrivete? Non importa niente a nessuno dell&#8217;ermeneutica, se non ai filosofi. Se importa a voi, bravi: riflettete, ma non obbligate il lettore a subirsi le vostre seghe mentali.<br />
Scrittori, lasciate l&#8217;ermeneutica ai filosofi. Lasciate la critica ai critici, la decostruzione agli imbecilli. Voi scrivete, e per la miseria santissima, chiudete quelle cazzo di bocche. A nessuno importa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A proposito della democrazia e della tirannia</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 11:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla Repubblica di Platone, IV sec. A.C. [Dopo regimi di governo timocratici e oligarchici, prende piede la democrazia.] [...] Il regime democratico, promuovendo la più ampia libertà e tollerando qualunque modo di vita, può apparire ad uno sguardo esterno molto più bello,  come un tessuto variegato di molti colori (557c); ma si tratta di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Sulla Repubblica di Platone, IV sec. A.C.</h2>
<p>[Dopo regimi di governo timocratici e oligarchici, prende piede la democrazia.]</p>
<blockquote><p>[...]<br />
Il regime democratico, promuovendo la più ampia libertà e tollerando qualunque modo di vita, può apparire ad uno sguardo esterno molto più bello,  come un tessuto variegato di molti colori (557c); ma si tratta di una bellezza esteriore, paragonabile a quella amata dai filodossi <em>(gli amanti dell&#8217;opinione &#8211; doxa- al posto della sapienza)</em>; non certo della vera bellezza amata dai filosofi, coincidente con il bene, con l&#8217;ordine e la misura. Anche la vita che si svolge in democrazia può apparire ad uno sguardo superficiale molto piacevole. Il problema è che la libertà e l&#8217;indifferenza riguardo alla gerarchia dei valori che regnano in democrazia non permettono di distinguere i piaceri leciti da quelli illeciti, cosicché l&#8217;uomo democratico è colui che passa senza riflettere da un piacere all&#8217;altro, secondo il gusto del momento; che si dedica a molte e diverse attività, senza rispettare il principio per cui <strong>ognuno dovrebbe fare solo quella cosa che può fare bene</strong>. L&#8217;apparente bellezza della vita democratica nasconde perciò una fondamentale mancanza di autocontrollo e educazione, che spinge l&#8217;anima a una vita disordinata e priva di equilibrio morale.<br />
La tirannia, infine, nasce a sua volta dalla democrazia, come conseguenza dell&#8217;eccessiva libertà. L&#8217;uomo democratico considera la libertà un bene in sé, e lo prepone a tutti gli altri valori. Con il risultato che viene sovvertito ogni principio di ordine e autorità, che il padre deve temere i suoi figli, l&#8217;insegnante gli alunni, i giovani si comportano come gli anziani e viceversa. (563a-b)<br />
Così viene eliminato dalla società ogni genere di costrizione. Ma è noto che eccesso provoca la reazione contraria, per cui da una libertà sfrenata si passa sovente alla più rigida schiavitù.<br />
Come? Il regime oligarchico aveva lasciato in eredità un buon numero di ricchi impoveriti, che brigano in modo di riavere la loro fortuna. Per questo motivo la classe abbiente li accusa davanti al popolo di volersi fare oligarchi, e il popolo, a sua volta, per difendersi, <strong>si sceglie un capo</strong>.<br />
Il capo, essendosi accorto che il popolo è troppo obbediente, esercita un potere sempre più assoluto e violento nei confronti di quello stesso gruppo che lo sostiene, si circonda di guardie del corpo &#8220;per difendere il difensore del popolo&#8221; (566b), fino a diventare tiranno effettivo. Poi per un certo periodo si mostrerà <strong>sorridente e moderato</strong>; ma al tempo stesso provocherà guerre, sia per sostenere la necessità della dittatura, sia per distogliere i sudditi dai problemi interni; poi ancora comincerà ad eliminare tutti i migliori, perché pericolosi per il suo potere, e<strong> si circonderà dei mediocri, degli adulatori e degli schiavi.</strong> Infine il tiranno finirà per mettersi contro il popolo, il quale, pur avendolo a suo tempo generato, ora si rivolterà contro di lui.</p></blockquote>
<p>390/360 A.C.<br />
Non commenterò niente, ma il prossimo che mi dice che la filosofia è fatta di parole vuote staccate dal mondo reale si becca un calcio rotante sui denti.<br />
In simpatia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Saturnalia</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 14:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Natale rende tristi le persone perché le aspettative sono sempre troppo alte. All&#8217;uomo manca sempre qualcosa, o qualcuno, per sua natura, e il fatto che sia un giorno speciale a ricordarcelo, quando si vorrebbe tutto più bello, più felice, migliore di quello che è fa immancabilmente perdere di poesia. Il mio augurio quest&#8217;anno è: smettetela [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Natale rende tristi le persone perché le aspettative sono sempre troppo alte. All&#8217;uomo manca sempre qualcosa, o qualcuno, per sua natura, e il fatto che sia un giorno speciale a ricordarcelo, quando si vorrebbe tutto più bello, più felice, migliore di quello che è fa immancabilmente perdere di poesia.<br />
Il mio augurio quest&#8217;anno è: <em>smettetela di rompere le palle</em>, a voi stessi e gli altri, e ringraziate per quello che avete, una volta ogni tanto.<br />
Fa bene all&#8217;anima.<br />
Per raggiungere quello che non avete, per guarire dalle ferite o per cambiare la vita che non volete sta per arrivare un altro anno, non è abbastanza?<br />
Tanti auguri, amo moltissimo ogni cosa, e voi finite dentro il pacchetto. ♥</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/wp-content/uploads/aug.jpg"><img class="size-medium wp-image-1298 aligncenter" title="aug" src="http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/wp-content/uploads/aug-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Del farsi insultare</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 11:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi stavo chiedendo, complici un paio di episodi semi spiacevoli, la relazione che intercorre fra l&#8217;insulto e la conseguente sensazione di offesa. Sembra che stia delirando, lo so: provo a spiegarmi. Lasciate perdere che non è educato/è di cattivo gusto/volgare/non si fa/la mamma mi sgrida. È assodato che se parlassimo tutti come persone civili vorrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi stavo chiedendo, complici un paio di episodi semi spiacevoli, la relazione che intercorre fra l&#8217;insulto e la conseguente sensazione di offesa.<br />
Sembra che stia delirando, lo so: provo a spiegarmi.<br />
Lasciate perdere che non è educato/è di cattivo gusto/volgare/non si fa/la mamma mi sgrida. È assodato che se parlassimo tutti come persone civili vorrebbe dire che hanno finalmente realizzato il mio tanto desiderato olocausto degli idioti, ma visto che siamo in un paese democratico una cosa del genere non solo non si può dire, non andrebbe nemmeno pensata.<br />
Quindi, assodato il fatto che i registri bassi e anche quelli infimi esistono, e tutti, più o meno, li usiamo, cosa vi porta a sentire la vostra individualità lesa da una parolaccia? O da un insulto, anche personale?<br />
Andiamo tramite esempi. Userò quello della troia, che è il mio preferito da sempre, e non me ne vogliano gli uomini: poi ne ho anche per le vostre madri.<br />
Se do a qualcuno della <em>signorina dai facili costumi</em>, le opzioni sono due e solo due, grazie al nostro simpatico <strong>principio di non contraddizione</strong> (PNC per gli amici): o sei una troia o non lo sei.<br />
Poi, è vero, le accezioni del termine sono tantissime. Potresti solo essere una che si diverte, non facendosi pagare, e ritenere il farsi pagare per certe prestazioni disdicevole (il perché poi a me non è chiaro, vedete voi).<br />
Teniamo la definizione standard di &#8220;<em>ragazza dai facili costumi</em>&#8220;, e poniamo che sia qualcosa di universalmente ritenuto eticamente scorretto.<br />
Se hai questi facili costumi, l&#8217;appellativo &#8220;troia&#8221;, per quanto peggiorativo, ti descrive semplicemente; in caso contrario, che ti si accusi di essere qualcosa che non sei non dovrebbe sfiorarti. Giusto?<br />
A me pare &#8211; o almeno, su di me funziona in questo modo &#8211;  che l&#8217;insulto possa aver presa quando attacca qualcosa su cui le nostre certezze personali vacillano. Se si è sovrappeso e non ci si convive come si deve, il termine &#8220;grasso&#8221; sarà insultuoso. Se non si è certi dei costumi sessuali della propria mamma, venire attaccati su quel punto farà perdere le staffe. (Ve l&#8217;avevo detto, signori, che ce n&#8217;era per tutti.) Su di me ha tremendamente effetto &#8220;ipocrita&#8221;, ad esempio. Non perché neghi di esserlo quando effettivamente lo sono, ma perché ancora non ho imparato bene a gestire la contraddizione in termini del dichiararlo apertamente. Sono un po&#8217; come il cretese mentitore. Fatto sta che il punto rimane saldo: l&#8217;offendersi è qualcosa che non riesco a capire.<br />
Se ce l&#8217;avete piccolo &#8211; l&#8217;ego o qualunque altra cosa &#8211; è un semplice dato di fatto.  Poi, logicamente, il costume sociale mi impone di non premere su tasti sensibili del mio prossimo; ma il mio prossimo ha il sacrosanto dovere di farsi scendere le palle e reagire come un adulto.<br />
Tutto questo discorso mi porta a fare un ulteriore approfondimento, particolarmente delicato, che riguarda la bestemmia. E qui depongo sinceramente il tono sarcastico, e ve lo chiedo sinceramente, soprattutto se capitano qui lettori cattolici. Cos&#8217;è che vi dà tanto fastidio, nella bestemmia altrui?<br />
Mi pare &#8211; ma non è detto &#8211; che siamo ormai in un&#8217;epoca dove la dimensione sociale del credo si è persa quasi del tutto. Il rapporto con il dio, quale che sia, è strettamente personale.<br />
Sono cresciuta in una famiglia di atei convinti; mio padre, pur venendo da una famiglia ultracattolica, ogni tanto si mette in competizione con i veneti, quanto a bestemmia creativa, e per me ha lo stesso suono che hanno tutte le altre parolacce. Sono esclamazioni di disappunto molto sentite, e tendenzialmente non c&#8217;è niente di personale contro il soggetto. Ma, anche qui: e se pure ci fosse? Siete il suo avvocato? Ma credete davvero ne abbia bisogno?<br />
Io, da pagana, con la concezione che ho delle mie divinità, se sentissi qualcuno insultare i costumi sessuali della Pallade in primo luogo riderei per tre quarti d&#8217;ora. E poi mi spiacerebbe parecchio per il poverino, ché la Pallade picchia. Un casino.<br />
Non lo so, non crediate valga più o meno lo stesso discorso che ho fatto prima, sugli insulti personali? Se bestemmio, non è il vostro credo che insulto; e se anche lo facessi, come può un&#8217;opinione personale creare tanto disagio? Non siete convinti che il dio che tiro in ballo possa difendersi benissimo da solo, e se viene offeso prendere le contromisure che ritiene opportune? O vi sentite presi in causa direttamente, accusando un complesso istrionico della personalità che è anche peggio del mio?<br />
Questo post è tutto tendenzialmente ironico, ovviamente, ma mi piacerebbe sul serio sapere cosa ne pensate, perché ogni tanto mi sento davvero completamente estranea ai modo sociale di vedere il mondo. E non è mai bello, per qualcuno che lo studia da questo punto di vista.</p>
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		<title>Sull&#8217;unità, o anche: gli #hashtag mi stanno facendo diventare idiota</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 19:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[﻿﻿﻿﻿Va bene, parliamone. L&#8217;internet è un bel mezzo di comunicazione: permette di essere tante cose e di esserlo contemporaneamente, senza nemmeno la paura di essere tacciati per fedifraghi. Avviene così che uno stesso utente, in vari spazi, mostri vari parti di sé, perché, grazie all&#8217;evoluzione della specie e in linea del tutto teorica, non siamo interfaccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>﻿﻿﻿﻿Va bene, parliamone.</p>
<p>L&#8217;internet è un bel mezzo di comunicazione: permette di essere tante cose e di esserlo contemporaneamente, senza nemmeno la paura di essere tacciati per fedifraghi. Avviene così che uno stesso utente, in vari spazi, mostri vari parti di sé, perché, grazie all&#8217;evoluzione della specie e in linea del tutto teorica, non siamo interfaccia monofunzione.<br />
Di mono a me basta avere l&#8217;udito: i monosessuali non li capisco, i monoteorici sono solo idioti, i monoteisti perdono di vista un bel po&#8217; di cose importanti. Posso continuare. Le monadi di Liebniz mi sono sempre sembrate un po’ superficiali. Quelli che ascoltano un tipo di musica sola alla lunga si rincoglioniscono, così come quelli che leggono un solo genere o pensano dentro una sola buca culturale. Quelli che credono che l’<em>Uno</em>, tutto sommato, sia un riassunto efficace di quello che può e deve essere l’uomo, a mio modestissimo parere, non hanno capito una beneamata sega dell’umanità. Né di loro stessi.<br />
Questo ovviamente è un discorso enorme e decisamente sprecato per applicarlo al web, ma indovinate un po’? Lo sto facendo. Perché niente ha una sola applicazione o una sola chiave di lettura. Niente che, appunto, sia più evoluto di una monade.<br />
Quindi, riassumendovi il succo in un breve schemino esemplificativo:<br />
Su <strong>Facebook </strong>sono un’acida spocchiosetta tendente al fighetto-underground. Ho sempre lo stato pieno di citazioni colte di cui un essere umano di intelletto medio non può sicuramente cogliere il valore o la profondità. Sono acida. Sono ironica. Sono stupida, furbescamente, con quelli a cui è concesso di vedermi stupida. Il motivo? Su Facebook ho un sacco di contatti che devono sapere quanto incredibilmente intelligente io sia, e il ricordarglielo costantemente è il mio lavoro principale.<br />
<strong> Tumbrl</strong> non lo uso davvero, quindi skippiamolo, anche se è solo un coacervo di foto che mi colpiscono e/o di immagini esaustivamente nerd per il contenitore.<br />
Su <strong>messenger</strong> parlo in continuazione con quei pochi che hanno il privilegio di vedermi stupida, di cui dicevo sopra. E parlo della realtà politica italiana attuale, dell&#8217;organizzazione giuridica del Meikai dell&#8217;universo Saintseiyano, di letteratura ed editoria, faccio roleplay porno e fluff, rido, rido, rido tantissimo. Parlo di quello che sono io e di quello che sono loro, e costruisco rapporti, e mondi. Che non sono mai Uno, guarda un po&#8217;.<br />
Su <strong>Twitter</strong>, invece, come lo stesso nome del network suggerisce, <em>cinguetto</em>. Sono frivola, sono stupida, mi lamento, seguo X-Factor, dio re! Riassumo la mia vita in botte da 140 caratteri alla volta, quando mi annoio, quando devo staccare occhi e cervello da confronto teoretico di Mimesis e Razio o dalle categorie kantiane o dalla metafisica esistenziale. Perché, non essendo un essere Perfettissimo e Uno, tendo ad avere più umori in un giorno, più cose da condividere, più stronzate da dire. Più interessi e più modi di esprimermi. Essere stupidi, saper essere stupidi, una volta ogni tanto, aiuta a non prendersi sul serio. L&#8217;ironia è la più alta forma di filosofia, e chi non lo capisce autonomamente sicuramente non sarà aiutato dalla mia luminosissima guida, ma sono anche un po&#8217; affari vostri.<br />
Su <strong>Mimicry</strong> sono la cosa più simile ad un intero multisfaccettato, per quanto comunque abbastanza privo di dimensione. Sono una che parla di Liebniz applicandolo a Twitter, con le unghie fucsia. Non ho la pretesa di riuscire simpatica a tutti, vi dirò, cerco di evitarlo molto accuratamente; ma eviterei molto volentieri anche che mi si palesi manifestamente ostilità, soprattutto se non vi ho mai visti/letti prima.<br />
Ve l&#8217;ho già detto quanto mi stanno sul cazzo quelli che Oh-no-internet-è-pieno-di-idioti-dove-finiremo-mai?  Se volete rinfrescarvi la memoria, <a href="http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/2010/04/sei-tipi-di-pasta-teh-interweb/" target="_blank">qui</a>, alla voce &#8220;I superiori&#8221;. Grazie. Vaffanculo. ♥</p>
<p>No, non preoccupatevi, non è successo niente. Sono solo permalosa.</p>
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		<title>Stambecchi domestici e geometria delle tette.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 18:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buonsalve e bentrovati. Volevo farvi un photopost riassuntivo del mio torrenziale e torrido agosto &#8211; ché davvero non c&#8217;ho né palle né tempo per raccontare compiutamente &#8211; ma Photoshop mi è crashato tre volte in dieci minuti, io ho bestemmiato in serbocroato (davvero, non per dire, sto imparando un sacco di imprecazioni balcaniche, e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buonsalve e bentrovati.<br />
Volevo farvi un photopost riassuntivo del mio torrenziale e torrido agosto &#8211; ché davvero non c&#8217;ho né palle né tempo per raccontare compiutamente &#8211; ma Photoshop mi è crashato tre volte in dieci minuti, io ho bestemmiato in serbocroato (davvero, non per dire, sto imparando un sacco di imprecazioni balcaniche, e non vi dico perché! ♥), così rimediamo con un magnifico post sulle mie chiavi di ricerca, che sono più belle più questo blog invecchia (nella top ten comunque rimane &#8220;<em>Sei simpatica sei carina ma non fare la puttana</em>&#8220;).<br />
Contenti?</p>
<p><em>Prima le chiavi di routine, tanto per bearmene edonisticamente.</em><em> </em></p>
<p><strong>blog kijomi,</strong><strong> </strong><strong></strong><strong>kijomi, mimicry</strong><strong></strong><br />
Sono qua e sono io. Il resto è noia. Mi fa sempre molto ridere scoprire che c&#8217;è qualcuno che mi googla con costanza.</p>
<p><strong>racconti erotici,</strong><strong> </strong><strong></strong><strong>365 racconti erotici per un anno,</strong><strong> </strong><strong></strong><strong>racconti piccanti</strong><strong></strong><br />
Volete comprare il libro della Delos? <a href="http://www.delosstore.it/delosbooks/scheda.php?id=36360">Qui, pasticcini</a>. Sapete, a leggerlo si è rivelato non essere poi la gran porcata che immaginavo. Ci sono cose anche pregevoli, per quasi un buon 50%. Il che è straordinario, per qualsiasi libro in generale pubblicato dopo il 1950, figuriamoci per un libro scritto da principianti. Ovviamente non è l’opera letteraria del secolo, ma strappa qualche sorriso.</p>
<p><strong>principe dei gigli cnosso,</strong><strong> </strong><strong></strong><strong>cnosso,</strong><strong> </strong><strong></strong><strong>affreschi cnosso,</strong><strong> </strong><strong></strong><strong>palazzo di cnosso,</strong><strong> </strong><strong></strong><strong>principe dei gigli,</strong><strong> </strong><strong>affresco creta,</strong><strong> </strong><strong>creta</strong><strong></strong><br />
Posto sbagliato, ma non del tutto. Visto l&#8217;interesse massiccio, andate a cuccarvi <a href="http://www.fabulacorrupta.net/lareginadeiserpenti">il sito della Regina dei Serpenti</a>. Riprenderemo alla svelta l&#8217;opera di massiccio viral iniziata, non temete.</p>
<p><em>E poi quelle divertenti, fra cui il titolo del post </em><em>♥<br />
Proprio qui sotto. </em><em><br />
<span id="more-1044"></span></em></p>
<p><strong>ntaregge cosa significa?</strong><br />
La definizione corretta datomi dai romani che mi hanno messo al corrente del concetto è “<em>Non hai il fegato di fare questa cosa</em>”, e, citando: &#8220;<em>la traduzione esatta fa leva sulla messa in dubbio dello sprezzo del pericolo da vero macho</em>&#8220;. È una cosa da maschi etero alfa o da persone con seri problemi nella gestione del proprio Agon, tipo me e la Scillina.</p>
<p><strong>danza nuda danzano nudi<br />
</strong><strong></strong>Si chiamano baccanali, amore.<strong></strong></p>
<p><strong>tarocchi di morgan-greer<br />
</strong><strong></strong>Sono tamarri, americani e molto teneri. Io li ho comprati su Amazon.com</p>
<p><strong>esbat kijomi</strong><strong></strong><br />
Ahahah. ♥ Mi piacerebbe tanto tanto darvi la mia opinione, finalmente, visto che l&#8217;ho letto, al contrario dell&#8217;<a href="http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/?p=841">ultima volta in cui ne ho parlato</a>, facendomi saltare addosso una folla inacidita schierata a favore della povera ficcyna indifesa, ma poi, sapete, viene fuori che sono una stronza acida che giudica senza averne i mezzi, invidiosa perché la Feltrinelli non mi pubblica (LOL), groupie di fanwriter che non conosco e sperticata ipocrita. Quindi credo proprio che non dirò nemmeno che non vale la pena di esprimerci sopra un’opinione, e glisserò elegantemente come mi è più consono fare.</p>
<p>&#8230;ops, vabè ~ ♫</p>
<p><strong>pisces no aphrodite</strong><strong></strong><br />
Al momento lo trovate impegnato a moderare <a href="http://goldinsanity.forumfree.it/">un forum pieno di personcine carine</a>. Chi l’avrebbe mai detto.<strong> </strong></p>
<p><strong>stambecco domestico<br />
</strong><strong></strong>Come ne vorrei uno! Quasi quanto vorrei un gufo transformer!</p>
<p><strong>imbarazzante yaoi<br />
</strong><strong></strong>Lo è spessissimo, lo ammetto. Quindi basta cercarlo. Su EFP, per iniziare. Scritto bene? Tanti auguri.</p>
<p><strong>mimicry blog twilight<br />
</strong><strong></strong>Dovrei fare una colonnina con i miei post migliori, che dite? Tirandomela un po’ facendo la Chinaski? Il post su Twilight comunque <a href="http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/?p=648" target="_blank">è qui</a>.</p>
<p><strong>geometria delle tette<br />
</strong><strong></strong>…ne hanno una? È la prima volta che mi ci soffermo a pensarci, e lasciatelo dire, caro amico, se non sei un ingegnere hai dei problemi seri.</p>
<p><strong>mimicri blog<br />
</strong><strong></strong>…spero che ci sia un mio fake scritto così, perché potrei ridere per tre settimane ininterrottamente.</p>
<p><strong>dove posso trovare la serotonina?<br />
</strong><strong></strong>Dentro zucchero, cannella e ogni cosa bella! ♥</p>
<p><strong>come si fa a non rimuginare<br />
</strong><strong></strong>Lo stai già facendo. Mi dispiace.<strong> </strong></p>
<p><strong>tickling male f/m</strong><strong></strong><br />
Su Hadessama è divertente perché si contorce un sacco! *O* *Lancia hint, tanto ormai*</p>
<p><strong>pecoraduno<br />
</strong><strong></strong>Come vorrei partecipare al prossimo ;__; Quand’è?</p>
<p><strong>tette ricoperte di cioccolato<br />
</strong><strong></strong>Buone. Con la panna?</p>
<p><strong>Orsotatoo<br />
</strong><strong></strong>…chissà dov’è sparito il mio. Mi aveva detto che andava a comprare le sigarette.</p>
<p><strong>poesie sul rimuginare parole<br />
</strong><strong></strong>Provate Pessoa.<strong> </strong></p>
<p><strong>fantasie di tette<br />
</strong><strong></strong>Sono così felice che le tette siano sempre il motivo principale per cui la gente arrivi qui ;_; Mi dà un senso e uno scopo! Grazie, davvero! ;O;<strong></strong></p>
<p><strong>ho un calo di serotonina</strong> + <strong>io ho le caramelle<br />
</strong><strong></strong>Ahahahaha, questo è un genio. È puro sadismo!</p>
<p><strong>mimicry fonetica<br />
</strong><strong></strong>mm-kr / mɪmɪkrɪ<br />
Lo so, lo so, è stato uno shock annichilente per tutti. Se volete saperlo, io continuo a dire mimicrai.<strong></strong></p>
<p><strong>tette sessuali<br />
</strong><strong></strong>Umh. Beh. Decontestualizzate o inserite in un immaginario ben preciso? Perché così, rimbalzanti nell’etere, tutte sole, vi dirò, mi fanno un po’ impressione.</p>
<p><strong>quando è che il cinismo è sano<br />
</strong><strong></strong>Sempre, se lo si sa usare. E questo mi porta alla mente il post che ho in scrittura da mesi, intitolato “No, non fai ridere”. Più un certo altro progetto riguardante capre, cavoli e un sacco di retorica.</p>
<p>E vi aggiungo un bonus: &#8220;<strong>Il Pikachu di mio fratello è posseduto</strong>&#8220;. Non l&#8217;hanno usato come chiave di ricerca per arrivare qui, anche se mi sarebbe tanto piaciuto. L&#8217;ha appena detto Rucci su msn, e dovevo per forza mettervi al corrente.<br />
E con questo vi bacio, e vi esorto ad attenderlo, il photopost, che arriverà.<br />
E vi piacerà. Oh, se vi piacerà.</p>
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