Archive for PH acido

Sull’unità, o anche: gli #hashtag mi stanno facendo diventare idiota

Va bene, parliamone.

L’internet è un bel mezzo di comunicazione: permette di essere tante cose e di esserlo contemporaneamente, senza nemmeno la paura di essere tacciati per fedifraghi. Avviene così che uno stesso utente, in vari spazi, mostri vari parti di sé, perché, grazie all’evoluzione della specie e in linea del tutto teorica, non siamo interfaccia monofunzione.
Di mono a me basta avere l’udito: i monosessuali non li capisco, i monoteorici sono solo idioti, i monoteisti perdono di vista un bel po’ di cose importanti. Posso continuare. Le monadi di Liebniz mi sono sempre sembrate un po’ superficiali. Quelli che ascoltano un tipo di musica sola alla lunga si rincoglioniscono, così come quelli che leggono un solo genere o pensano dentro una sola buca culturale. Quelli che credono che l’Uno, tutto sommato, sia un riassunto efficace di quello che può e deve essere l’uomo, a mio modestissimo parere, non hanno capito una beneamata sega dell’umanità. Né di loro stessi.
Questo ovviamente è un discorso enorme e decisamente sprecato per applicarlo al web, ma indovinate un po’? Lo sto facendo. Perché niente ha una sola applicazione o una sola chiave di lettura. Niente che, appunto, sia più evoluto di una monade.
Quindi, riassumendovi il succo in un breve schemino esemplificativo:
Su Facebook sono un’acida spocchiosetta tendente al fighetto-underground. Ho sempre lo stato pieno di citazioni colte di cui un essere umano di intelletto medio non può sicuramente cogliere il valore o la profondità. Sono acida. Sono ironica. Sono stupida, furbescamente, con quelli a cui è concesso di vedermi stupida. Il motivo? Su Facebook ho un sacco di contatti che devono sapere quanto incredibilmente intelligente io sia, e il ricordarglielo costantemente è il mio lavoro principale.
Tumbrl non lo uso davvero, quindi skippiamolo, anche se è solo un coacervo di foto che mi colpiscono e/o di immagini esaustivamente nerd per il contenitore.
Su messenger parlo in continuazione con quei pochi che hanno il privilegio di vedermi stupida, di cui dicevo sopra. E parlo della realtà politica italiana attuale, dell’organizzazione giuridica del Meikai dell’universo Saintseiyano, di letteratura ed editoria, faccio roleplay porno e fluff, rido, rido, rido tantissimo. Parlo di quello che sono io e di quello che sono loro, e costruisco rapporti, e mondi. Che non sono mai Uno, guarda un po’.
Su Twitter, invece, come lo stesso nome del network suggerisce, cinguetto. Sono frivola, sono stupida, mi lamento, seguo X-Factor, dio re! Riassumo la mia vita in botte da 140 caratteri alla volta, quando mi annoio, quando devo staccare occhi e cervello da confronto teoretico di Mimesis e Razio o dalle categorie kantiane o dalla metafisica esistenziale. Perché, non essendo un essere Perfettissimo e Uno, tendo ad avere più umori in un giorno, più cose da condividere, più stronzate da dire. Più interessi e più modi di esprimermi. Essere stupidi, saper essere stupidi, una volta ogni tanto, aiuta a non prendersi sul serio. L’ironia è la più alta forma di filosofia, e chi non lo capisce autonomamente sicuramente non sarà aiutato dalla mia luminosissima guida, ma sono anche un po’ affari vostri.
Su Mimicry sono la cosa più simile ad un intero multisfaccettato, per quanto comunque abbastanza privo di dimensione. Sono una che parla di Liebniz applicandolo a Twitter, con le unghie fucsia. Non ho la pretesa di riuscire simpatica a tutti, vi dirò, cerco di evitarlo molto accuratamente; ma eviterei molto volentieri anche che mi si palesi manifestamente ostilità, soprattutto se non vi ho mai visti/letti prima.
Ve l’ho già detto quanto mi stanno sul cazzo quelli che Oh-no-internet-è-pieno-di-idioti-dove-finiremo-mai?  Se volete rinfrescarvi la memoria, qui, alla voce “I superiori”. Grazie. Vaffanculo. ♥

No, non preoccupatevi, non è successo niente. Sono solo permalosa.

Stambecchi domestici e geometria delle tette.

Buonsalve e bentrovati.
Volevo farvi un photopost riassuntivo del mio torrenziale e torrido agosto – ché davvero non c’ho né palle né tempo per raccontare compiutamente – ma Photoshop mi è crashato tre volte in dieci minuti, io ho bestemmiato in serbocroato (davvero, non per dire, sto imparando un sacco di imprecazioni balcaniche, e non vi dico perché! ♥), così rimediamo con un magnifico post sulle mie chiavi di ricerca, che sono più belle più questo blog invecchia (nella top ten comunque rimane “Sei simpatica sei carina ma non fare la puttana“).
Contenti?

Prima le chiavi di routine, tanto per bearmene edonisticamente.

blog kijomi, kijomi, mimicry
Sono qua e sono io. Il resto è noia. Mi fa sempre molto ridere scoprire che c’è qualcuno che mi googla con costanza.

racconti erotici, 365 racconti erotici per un anno, racconti piccanti
Volete comprare il libro della Delos? Qui, pasticcini. Sapete, a leggerlo si è rivelato non essere poi la gran porcata che immaginavo. Ci sono cose anche pregevoli, per quasi un buon 50%. Il che è straordinario, per qualsiasi libro in generale pubblicato dopo il 1950, figuriamoci per un libro scritto da principianti. Ovviamente non è l’opera letteraria del secolo, ma strappa qualche sorriso.

principe dei gigli cnosso, cnosso, affreschi cnosso, palazzo di cnosso, principe dei gigli, affresco creta, creta
Posto sbagliato, ma non del tutto. Visto l’interesse massiccio, andate a cuccarvi il sito della Regina dei Serpenti. Riprenderemo alla svelta l’opera di massiccio viral iniziata, non temete.

E poi quelle divertenti, fra cui il titolo del post
Proprio qui sotto.

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La vendetta della melanzana

È stata una settimana molto produttiva.
Ho raggiunto il livello sedici di Puzzle Bubble.
Ho creato un’emoticon per messenger con il cancelletto accentato. Per rendere meglio le espressioni dei personaggi con una benda sull’occhio, no? #_ò
Ho fotografato un coniglio che passeggiava sul cornicione del palazzo di fronte. Sì, non un gatto, un coniglio.
Ho fatto discorsi bellissimi, profondi e decisamente disturbati sulla Gestalt, l’Arte e il Viscido. E sulla maniera di vivere la rappresentazione, e sulla matematica del mezzo artistico.
E da domani inizio una Settimana Cinica. Perché il cinismo è un mezzo sano di rapportarsi al mondo, e su Faccialibro in particolare ce n’è tanto bisogno.
Mercoledì riapre l’Izu, giuoia e gaudio, e mi ci tufferò a pesce – ahahah, sushi/pesce, ahahah come sono simpatica – e ne approfitterò per un salto in libreria. Mettendo via i soldi per Londra sono mesi che non faccio una delle miedissennate spesacce da sette chili di libri, e la wishlist si allunga.
Devo avere, voglio e avrò:

  • Coraline e Il Figlio del Cimitero, di Gaiman;
  • Il libro delle storie di fantasmi, di Dahl;
  • L’esistenza spirituale, di Pessoa, edizione Aquaviva (amo profondamente le edizioni Aquaviva, fanno sempre cosine da mangiarsele);
  • La Malinconia di Parigi, di Zio Charlie, sempre Aquaviva ♥;
  • Le Liriche, di Hölderin;
  • Punto linea e superficie, di Kandinskij, ispirata da questo video. Quella donnina è una di quelle che senti parlare e pensi, senza mezzi termini “vorrei che fosse mia amica”. E non mi capita spesso, decisamente.
  • Se lo trovo, ma ne dubito, Table Talk, di Zietto, in lingua. Ci si prova.

I due libri dell’orrore – Gaiman e Dahl in teoria sono per bambini, ma quali libri più di quelli per bambini posso davvero scatenare l’orrore? – sono per iniziare ad esercitarmi in vista del prossimo concorso della Delos.
[ATTENZIONE, MESSAGGIO PROMOZIONALE ALTERNATIVO IN ARRIVO]
Il 10 giugno esce 365 racconti erotici per un anno, questa aberrante iniziativa nata sul forum di Writers Magazine che vede pubblicati, oltre alla sottoscritta, tutta Wonderland, un buon numero di persone che considero cerebromunite, e tanti, ma tanti, ma tanti pseudo scrittorucoli wannabe, la mia categoria scrivente preferita.
Il risultato è una raccolta orrorifica nel contenuto, e a parer mio anche nell’esperimento stesso: “Prendiamo un forum di dilettanti, facciamogli scrivere pornografia di bassa lega, pubblichiamoli tutti senza sganciare un soldo e buttiamolo sul mercato, tanto il porno vende sempre e un margine di guadagno è assicurato“.
Delizioso. A me ha fatto talmente ridere che ci riproverò anche nella prossima tornata, dedicata appunto all’orrore. Come minimo, se questa fa paura da quanto è brutta, la prossima sarà orgasmica per apporto comico.
E guardate un po’: parteciperò, esattamente come per il racconto erotico, con una fanfiction. ♥ Basta togliere i soggetti. Al massimo cambiare i nomi. Chi volete che se ne accorga? I lettori sono perlopiù una manica di deficienti, no?
Ottimo. Vado a giocare un po’ a Puzzle Bubble. Sappiate che vi odio tutti e spero muoriate fra atroci tormenti, o forse no. Forse sono solo annoiata.

E comunque voglio anche questo.

Allergie

Non so, sarà che tendo ad essere una persona enigmatica (no, sul serio, sono enigmatica, nonostante spiattelli interiora ed esteriora come nemmeno dal macellaio al primo disposto a guardare) ma tutto sommato piuttosto coerente, ma a me, quelli che scappano in maniera tanto plateale e codarda fanno davvero ridere. Quando non mi fanno incazzare.
Ecco, nulla, questo era un piccolo spunto in risposta ad una frecciata a cui non avevo ancora risposto fattami praticamente un anno fa, non una recensione a Porco Rosso di Miyazaki.
Perché sono, oltreché enigmatica e coerente,  anche piuttosto vendicativa e rancorosa, e oltretutto sto guardandomi tutta la filmografia di Miyazaki, recuperandomi un’infanzia sprecata. Sì, questo non c’entra niente con le vendette personali, fatevi gli affari vostri.
Sarà un post inconcludente.
Guardo tanti film, cerco di costringermi ad essere creativa – no, non funziona, non funziona mai – organizzo vita sociale, mi trucco con colori psichedelici e mangio un sacco di frullati buonissimi.
Mi sta venendo mal di gola e ho anche un po’ di mal di cuore, perché sono enigmatica, coerente, vendicativa e anche un po’ stupida. Metto la parola fine e poi scrivo tanti post scriptum quanti sono i pensieri che sgocciolano fuori dal pensare alla parola fine. Non sono brava con queste cose, non sono brava a chiudere i punti, a voltare le pagine. Sono per l’incagliarsi e lo scavare, anche se faccio finta di essere volatile e allegra. Mi mancano ancora tante cose e lo so con una precisione sempre più netta, sempre più senza scampo. Voglio solo lasciare libere le dita sulla tastiera e vedere cosa ne esce, ma ecco che mi si blocca la gola.
Devo essere diventata allergica al mio stesso pensiero. E non posso permettermelo, perché per me è come essere morti.
Sto resuscitando pian piano e continuo a dirlo, e lo so, ma è una strada ancora immensa. Non ne vedo la fine, e non so se questo mi faccia più male o mi rassicuri di più.
E comunque, in tutto questo, Miyazaki è l’unico giapponese che non mi faccia venire dei serissimi rigetti rabbiosi. Sono diventata troppo vecchia perfino per fare l’otaku, che vita grama.