Prendere atto del problema

Forse quando tutto – TUTTO – contribuisce a farti saltare le valvole, ecco, in quel caso, allora, forse – FORSE – sei tu ad essere un pochino fuori fase.
Ecco, non so, tipo, realizzarlo dopo due mesi in cui mi sono fatta venire più o meno sette ulcere è bello.
Meglio prima che poi.
No, non vi preoccupate.
I post pieni d’odio arriveranno lo stesso.
Il fatto che lo realizzinon vuol dire mica che sia disposta a lavorarci su! <3
See ya <3

Cucù

Volevo farvi presente che sono fisicamente viva ma cerebralmente morta.
Ho una stronzissima vita sociale e sapete che per me è faticoso.
Dovrebbe finire a breve.
Spero.
Voi intanto abbiate fede, quando tornerò cambierò lay e farò scoppiare flame, ho materiale a sufficienza.
V’amo quasi tutti. <3

Inadeguatezza sociale

Sono un paio di giorni che non faccio che farmi infastidire e infastidire tutti gli esseri umani con cui entro in contatto.
Quindi, per il bene di tutti, ma soprattutto il mio, pausa con le relazioni umane finché non mi do una calmata.

Ma sapete che comunque non riuscirete a farmi sentire in colpa?
Lo sapete che state sprecando il vostro tempo, e non intaccherete minimamente la mia saltellante morale? Quello che intaccate è solo il mio fegato, e no, non porta mai niente di buono, sul serio.
Però, insomma, gente, anche voi. Io lo dico da praticamente la prima riga di questo blog, che sono una stronzetta superficiale ed egotista. Che della roba che interessa voi tutti, quella divertente e quella importante, non me ne frega niente, mai. Non sono capace di provare interesse. Lo so riprodurre bene, ma è a breve durata, ovviamente.
Che problemi avete ad accettare una realtà così semplice? Face it, maledizione, non mi sembra così complicato. Io tanto ho perso le speranze di poter diventare qualcosa di diverso, e il fatto che probabilmente mi autodistruggerò, se continuo così, mi importa solo relativamente. È la sfiga del credere nella reincarnazione.
Per questo giro, comunque, presumo inizierò a drogarmi – tutto, tutto, per smettere di sentire le vostre prediche da persone vere.
Dio, voglio un certificato di inadeguatezza alla vita sociale.

Call it Karma

Questo doveva essere un post intelligente, ma mi è stato rubato il titolo, quindi ringrazio di poter essere stupida senza influenzare la bilancia cosmica, e voi vi beccate un elenco, che io sto ancora digerendo i miei esperimenti culinari.

Randomnamente (il mondo dovrebbe ringraziarmi per questi neologismi, no, dico davvero):
– Sto per farmi quattro giorni fra Udine e Venezia, ospite di questa magnificenza di creatura qua, e se ci penso fangirlo istericamente. La mania di passare vacanze esclusivamente con bionde non mi passerà mai, evidentemente, ma visto che continua a dare buoni frutti non ci si può lamentare;
– Ho rischiato di non poter fare questa immeritatissima pausa carnevalesca dalla mia non-vita per colpa di un lack monetario, poi l’universo mi ha dato dei soldi, e in cambio si è preso la salute dei miei occhi. Ho di nuovo la congiuntivite e sono felice come un ex-alcolista all’Oktoberfest . Call it Karma.
– Sto guardando Marmalade Boy. Tutto. In italiano. E detesto ferocemente tutti i personaggi. ò_o No, non so perché lo guardo. Forse sono i colori vivaci ò_o;
– Ho guardato le prime due stagioni di The L Word, che fa schifo anche se si considera che è un telefilm sulle lesbiche per le lesbiche e quindi si parte, in una scala di noia da 1 a 10 (dove uno è la prima stagione di QaF e 10 la quarta stagione di QaF XD), dal punto 27,8.
E per fare schifo con questi presupposti vuol dire che gli sceneggiatori si sono impegnati molto, eh.
Il mio commento al punto [2] dell’appendice.
– Le prime due serie di The L Word mi hanno fatto talmente schifo che ovviamente sto smaniando per recuperare anche la terza. Non lo so, credo di avere una qualche malattia degenerativa del sistema nervoso;
– Raramente trovo qualcosa che mi faccia incazzare di più dell’essere presa per il culo. Di solito è il venire ignorata. Se poi mi si ignora e mi si prende per il culo contemporaneamente (no, sì, fidatevi, è possibile), e per di più, con evidente godimento nella reiterazione dell’atto, si rischia di farmi diventare Mrs. Hyde. Senza peli, soprattutto sulla lingua. Lo dico adesso perché dopo essermi fatta venire un’ulcera nervosa per quasi tre mesi ho superato lo smacco. Sono molto matura e responsabile, sì, e adesso terrò il muso finché non si verrà da me a chiedere perdono strisciando sulle ginocchia, con scuse convincenti e possibilmente delle caramelle. E riderò, a fregarmene altamente. <3 ;
– Credo di dover ringraziare pubblicamente per la pazienza che certa gentaglia dimostra nei miei confronti. Vi voglio bene perché non mi mandate vaffanculo, ragazze. <3 E per i grattini! çOç;
– Sono stata con questo essere umano particolarmente incomprensibile ad una conferenza su Foucault in francese. Io non so niente di Foucault e non parlo francese. È ovviamente stato bellissimo, e ho ricordato quanto la mia comprensione delle lingue sia più che altro intuitiva ed istintiva. Un po’ come il surrealismo. Affascinante.
– Voglio imparare il greco – e sì, questo punto è collegato a quello sopra.
– Voglio andare in Grecia a fare la peripatetica. Nella concezione originaria del termine. O forse no.
– NIETZSCHE VINCE!!! èOé
– Dopo Udine, vedrò anche il magnifico esserino completamente fuori di testa alla quale progressiva degenerazione sto contribuendo attivamente. La amo perché fangirla quando non ho le forze di farlo io sulle cose più stupide sulle quali poter fangirlare, e perché è veneta. I veneti mi fanno paura, ma li amo;
– Sto iniziando a prendere sul serio – probabilmente troppo – la mia attività da redattrice/manager/agente pubblicitaria, e temo che inizierò per girare sui forum (!!!) per fare amicizia (!!!!!!!) con gli scrittori emergenti (!!!!!!!!!!!!!!!!) (*il pubblico si suicida in massa per eccesso di OOC*);
– Non sto leggendo abbastanza, ma credo sia per evitare un overdose;
– Sono ingrassata. L’accettarlo è il primo passo per sbattersene allegramente le palle, come al solito <3;
– Nel rivedere le foto mi è tornata voglia di Roma. E di estate, soprattutto;
– Le vostre facce scandalizzate, le vostre difese allarmate o offese e il vostro perbenismo ipocrita mi stanno facendo diventare cretina. Spero di morire soffocata nel sonno, perché non sopporto più che il mio cervello sia sottointeso nella vostra gabbietta per criceti zoppi. E se non capite quello che intendo è perché siete stupidi. Sì, dai, adesso sentitevi offesi. Ma prima di far partire un flame, definitemi “offesa“, branco di bradipi morali;
– Manifestazione scandalosa di verità;
– Mi dà una sorta di sottile piacere erotico sapere con precisione che nessuno di voi capisce mai i miei post. È come sapere di essere spiati da una posizione sfavorevole per il vouyer. Molto soddisfacente.


Appendice trattante un sacco di gente che si scopa il proprio sesso, zOMFG!!!:

(in origine era costituita da due punti: la verve retorica per il punto uno l’ho esaurita esacerbando lei al telefono. La riassumerò e voi capirete perché siete tanto intelligenti bravi carini e simpatici.)
Punto uno [1]: Sanremo. Povia. Gay. Piccioni. Ooooooooooh. Gente. Oh, ma pensarsi persone invece che etichette, ogni tanto, non credete gioverebbe alle minoranze etniche? No? Siete un branco di imbecilli e io vi sterminerò tutti, un giorno o l’altro, ammasso di coglioni.
Devo ammettere che in origine aveva più impatto, ma fottetevi, ho deciso di avere diciassette anni, in questo post. Tutti dovrebbero avere diciassette anni almeno una volta l’anno, perché lo dico io.
Punto due [2]: The L Word.
The L Word è un telefilm che si propone di imitare Queer As Folk. Con la promessa di mostrare al pubblico della tv satellitare il magico mondo gay, però con le tette.
A The L Word mancano due cose fondamentali che rendevano QaF un telefilm godibile per la prima serie e mezza: l’ironia e il glitter.
L’ironia manca perché le femmine non sono capaci di essere ironiche e il glitter manca perché le lesbiche non sono divertenti. La mia critica potrebbe fermarsi qui, ma come ho già detto oggi ho diciassette anni, quindi adesso vi elencherò perché The L Word è un telefilm brutto e stupido che io continuerò a guardare fino alla sesta serie, se non mi stanco a metà della terza come regolarmente succede.
The L Word è un prodotto per lesbiche (o per maschi etero che vogliono diventare froci risvegliare la loro parte femminile), quindi presenta una visione distorta del mondo, come fanno tutti i prodotti per le minoranze. In tutti i telefilm con protagonisti omosessuali, di fatto, ci sono due argomenti portanti: gay genitori e brutti bisessuali cattivi che capiscono che la loro bisessualità è solo un temporeggiare per non prendere una decisione. È affascinante come la xenofobia sia ovunque, comunque e ordunque. Cristallizzata nel participio (cit.).
Nella prima serie questo gigantesco gruppo di lesbiche – davvero gigantesco, eh, che c’è da temere per la sopravvivenza della specie! *C* < a dispetto delle apparenze, lei è contraria al principio generale di riproduzione, e basta – non fanno che strepitare assurdità funzionali a mostrare le tette almeno un paio di volte a puntata.
La protagonista è una martellata nei coglioni che tutto il cast non possiede.
È insopportabile, dice cose insopportabili con un tono di voce insopportabile, si muove in modo insopportabile, fa cose insopportabili e rende insopportabile ogni cosa con cui entra in contatto. E ha due tettine da cagna insopportabili. (Sognavo di dire “tettine da cagna” da quando ho letto Cent’anni la prima volta).
L’unico maschio che compare viene preso a colpi di feromoni così potenti che, stordito, se ne va con la coda fra le gambe lasciando libera la protagonista di convertirsi al triangolino rosa con eccellenti escamotage di sceneggiatura che io però non ho capito. O che forse in effetti non ci sono.
Non lo sapremo mai, a me la prima serie è piaciuta per le tette. ò_o <3
Fiduciosa che ce ne fossero altrettante nella seconda serie, ho iniziato a guardarla.
Scoprendo che non solo non c’erano tette a sufficienza per tenere alta l’attenzione di un pubblico non-lesbico – e quindi completamente disinteressato alle dinamiche sociali lesbiche, ovvero NOIA CONDENSATA IN BARATTOLO – ma che gli sceneggiatori, il regista, i cameramen e l’intero cast si erano fatti di sostanze psicotrope di notevole portata.
La seconda serie non-ha-senso. Non succede NIENTE che si possa identificare come una trama di qualsivoglia genere.
Quando succede, e tu lo indici dicendo AH-AH! loro ti piazzano una scena completamente slegata dal resto che confonde le acque. Se è un modo per tenermi incollata allo schermo e farmi seguire con ansia anche le stagioni successive, mi spiace, ma funzionava di più Shane che si sbatteva tutto quello che le si muoveva sotto il nasino.
…comunque la terza serie me la guarderò, sì. Non so perché, ma le lesbiche hanno qualcosa di ipnotico. Sarà il cicaleccio continuo. Voglio bene alle femmine, suvvia.

E adesso scusate, vado a smontare qualche opinione totalitaria per il solo gusto di farlo.
Ci si risente dopo mercoledì <3