Ma secondo voi il termine “lazy” deriva da “lazarus”? Alzati, stronzo, e cammina.
Pensateci, è geniale. Mi è venuto in mente stamattina mentre facevo il tè. Per qualche ragione non meglio identificata pensavo in inglese – forse per la questione del being lazy intraducibile in italiano. Stavo essendo pigra, sto essendo pigra anche adesso, ma non si può dire che ultimamente, in generale, sia davvero pigra. Sì, sto citando lei, è inevitabile, è la fonte principale dei pensieri più rivoluzionari che produrrò mai.
Per il resto, la vita cerca di uccidermi com’è sua abitudine fare. Sono un po’ stufa di ricordare al mio blog che ho una vita così attiva, oh! guardatemi, sono davvero cool, faccio cose vedo gente leggo studio lavoro penso mi muovo. L’ho sempre trovato ridondante e stupido e davvero, davvero inelegante, ma sono riuscita a dirvelo lo stesso pur facendo autocritica che adesso sta diventando anche ironica. Oh, sì, sono sprecata come blogger, dovrei fare la vignettista.
Non so, ultimamente il blog ha smesso di rappresentare quell’angolo del mondo in cui spiegavo me stessa a me stessa (come ho detto rilasciando un’intervista – !!! – qualche settimana fa. Mimicry, diventerai parte di un’indagine sociale, sei contento?)
Forse perché crescendo ho rinunciato a capirmi – ho smesso di pensare che mi sono capita davvero così bene, per fortuna – o forse perché spiego me stessa al mio analista che mi rispiega a me stessa. Un passaggio in più, soldi in meno, un blog meno interessante. Per voi è davvero una catastrofe, lo so, ma siate forti.
Penso al pensare adulto e mi chiedo cosa voglia poi dire.
Mi sto preparando a fare un salto qualitativo di quelli veri, quelli grossi, ed è inevitabile guardarsi attorno. Mi rendo conto di cose che prima non erano così chiare perché non avevo occhi abbastanza allenati, e mente abbastanza pronta. Adesso che penso molto più lentamente di una volta, molto meno brillantemente, riesco ad osservare i particolari che nelle corse sfrenate sfuggivano.
Divento meno simpatica – sì, ancora meno, è possibile – e più disposta a perdonare gli errori. Altrui, e i miei.
Non so quanto mi piaccia, in realtà, l’essermi ammorbidita così. Vivo nella paranoia che sia tutto un complotto organizzato per lobotomizzarmi, e nell’angoscia che sia una paranoia paranoica. Vivo nelle tautologie, quindi essere pigra di tanto in tanto mi tiene semplicemente sana di mente. Forse. O forse sono in un manicomio criminale e penso soltanto di tenere un blog. Non lo sapremo mai, non mi interessa saperlo: vivo nella realtà che mi è dato conoscere, continuerò a sviscerarla brutalmente perché è così e solo così che mi sento viva, e nel frattempo passo in mezzo a tutti quelli che giudico su basi totalmente arbitrarie, sorrido, e perdono. La magnanimità di una stronza ipocrita.
♥
Kijomi,
Louchette, Cheshire Cat, Pisces no Aphrodite and so on.





