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	<title>Mimicry &#187; true life!</title>
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	<description>Un blog che non sa di niente.</description>
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		<title>Devo IMMETTERE un titolo. Scriverlo non basta più.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 21:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho aspettato così tanto ad aggiornare che la grafica di WordPress è cambiata tre volte. Fico. E comunque adesso mica c&#8217;ho tempo, sto finendo le valigie, i pacchetti, sto cercando di non collassare perché ho le energie di un capibara defunto da tre settimane e come se non bastasse mi passano film dell&#8217;orrore allucinanti dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho aspettato così tanto ad aggiornare che la grafica di WordPress è cambiata tre volte.<br />
Fico.<br />
E comunque adesso mica c&#8217;ho tempo, sto finendo le valigie, i pacchetti, sto cercando di non collassare perché ho le energie di un capibara defunto da tre settimane e come se non bastasse mi passano film dell&#8217;orrore allucinanti dove <a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DbxwriDF4DOs%26feature%3Dshare&amp;h=dAQEP2WucAQE47cmqSPbVx54TlA_qq6maK9_c3-MjUY2EGw">ninja femmine sparano bolle infernali dalla vagina</a>. Questa ultima digressione era evidentemente una scusa per dire la parola &#8220;vagina&#8221; e far così aumentare esponenzialmente le visite, visto che sono più di due mesi che ho abbandonato il mio povero blog.<br />
Non volevo lasciare solo Mimicry prima della fine dell&#8217;anno, e visto che non tornerò fino al 9, e dopodiché avrò una sessione d&#8217;esame assassina, tanto vale premunirsi subito: ci sarò saltuariamente e con nulla di interessante da dire, visto che ultimamente le cose interessanti &#8211; ma non troppo &#8211; le faccio.<br />
Sto lavorando come una disgraziata su tutti i fronti, prima o poi mi tornerà anche la voglia di fare profonde riflessioni personali su me stessa medesima. Ma non tanto presto, a quanto pare. Manca il tempo effettivo per sedermi con calma e dire che cosa ne penso del mondo e della me stessa nel mondo.<br />
Ho voglia di narrativa (di narrativa russa, che evito da troppo temo), di guardarmi un film sul divano, di parlare con le persone faccia a faccia e non attraverso uno schermo. La mia non-fisicità comincia a pesarmi, così come le posture sempre uguali.<br />
Ma non sono affatto insoddisfatta. Quello che sta per finire è stato uno degli anni più fruttuosi della mia vita, in cui ho cominciato a fare davvero quello che volevo di me.<br />
Magari i risultati non saranno evidenti per tutti, ma so che per quello che vale, ci sono delle persone che lo sanno. La memoria di se stessi, questa buffa abitudine che abbiamo di dover perdurare oltre noi stessi, sempre. Mi piace.<br />
Che vi devo dire, signori?<br />
Alcolizzatevi di brutto, ridete, mangiate, ridete, scopate, ridete, fate quello che vi rende più felici. Ci si rivede l&#8217;anno prossimo. ♥</p>
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		<title>I no che aiutano a crescere</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 18:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il titolo del post è anche quello di un libro che non ho mai letto, ma che trovai anni fa sul comodino di mia madre. All&#8217;epoca mi fece infuriare, per ragioni contingenti &#8211; avevo diciassette anni, ero assolutamente convinta di aver capito perfettamente perché mia madre mi avesse rovinata; ahinoi, avevo  ragione &#8211; e ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo del post è anche quello di un libro che non ho mai letto, ma che trovai anni fa sul comodino di mia madre.<br />
All&#8217;epoca mi fece infuriare, per ragioni contingenti &#8211; avevo diciassette anni, ero assolutamente convinta di aver capito perfettamente perché mia madre mi avesse rovinata; ahinoi, avevo  ragione &#8211; e ne parlai anche qui su Mimicry.<br />
Non ricordo il tono del post in sé, né perché mi sia venuto in mente, ma ero partita con l&#8217;idea di scrivere del mio rapporto con i rifiuti. I miei e quelli degli altri nei miei confronti.<br />
Mi sono resa conto che sarebbe un&#8217;argomentazione decisamente troppo provante per le mie sinapsi, al momento, quindi rimarrà un titolo fuori contesto. Sì, sono una di quelle miserabili creature che danno il titolo prima di iniziare a scrivere. Quasi sempre.</p>
<p>Oggi ho fatto qualcosa che mi ha lasciata completamente spiazzata.<br />
Io non posso sopportare &#8211; ed è un couldn&#8217;t, un non sono in grado di, è fuori dalle mie competenze, esce dalla sfera della mia comprensione &#8211; di fare errori marcati e palesi che influiscano significativamente sugli altri. Finché fallisco nell&#8217;ambito della mia vita privata è un conto; devo rinfacciarlo solo a me stessa, e io e me abbiamo un rapporto decisamente conflittuale ma ben equilibrato. So come gestire il dolore che provoco a me stessa: sono ben allenata a farlo, l&#8217;ho fatto con pervicace testardaggine per ventiquattr&#8217;anni e di certo non ho ancora smesso. Ho fatto del controllo spasmodico delle mie interazioni sociali &#8211; dalle espressioni facciali al registro linguistico al carattere che switcho con allarmante facilità a seconda di compagnia e occasione &#8211; il mio cavallo di battaglia. La maggior parte delle persone che mi conoscono, comprese quelle che mi conoscono davvero, davvero bene, hanno convinzioni su di me totalmente errate, perché le ho finte così bene al principio del rapporto che falsificarle adesso sembra solo costruita modestia. Non lo è mai, non sono capace di modestia. Ma questo lo riprenderò più avanti.<br />
Mi si chiedeva, qualche tempo fa, dove fossi <em>davvero</em> io. E dove, se non nel modo in cui mi sono costruita? Dove, se non nella complessa formulazione di sembianti che ho cambiato come pelli di serpente nel corso degli anni? La vera me non esiste se non in questo essere polimorfo e contraddittorio. Non sono fatta per l&#8217;unità e non sono fatta per la coerenza. Probabilmente non sono fatta nemmeno per la verità, per pura conseguenza logica. La sincerità che metto in atto è sempre totale, quando la metto in atto; questo non vuol dire che non possa sovvertirla completamente l&#8217;attimo dopo. Ho quindici anni, che cazzo volete farci?<br />
Quanto alle falsità che ho costruito con il tempo, il loro perché mi sembra talmente banale da essere mortificante. Ho passato metà della mia vita nella disperata ricerca di un paio d&#8217;occhi che mi guardassero, e l&#8217;altra metà a respingere le attenzioni che avevo attirato. Ho quindici anni. Che cazzo vogliamo farci?<br />
Le attenuanti non esistono, quando compio errori, perché nell&#8217;errore &#8211; incidentale, non voluto, non ricercato, non studiato &#8211; si annida quel dispiegamento di me che ho lottato per tutta la mia piccola fottutissima vita per nascondere. Mi si diceva che non posso essere un cyborg. Oh, cazzo, se posso. Lo so perché non sono mai stata niente di diverso, e l&#8217;accadere dell&#8217;errore mi fa franare tutto il terreno faticosamente ammonticchiato. Ho quindici anni: non voglio farci proprio un cazzo di niente.</p>
<p>Ho pensato molto spesso alla solitudine di per sé, ultimamente. Dei pensieri non proprio confortarti, a dirla tutta, che hanno portato alla scrittura dell&#8217;ultimo post prima di questo. Che ha trascinato con sé, in una catena di avvenimenti che riesco a vedere quasi con chiarezza, a qualche settimana di distanza, una serie di ragionamenti molto puntuali, coadiuvati da un corso di Poetica e Retorica (sono una di quegli sfigatissimi esseri che si arricchisce moralmente ed emotivamente all&#8217;università, sì).<br />
Sto prendendo risoluzioni, e alcune si propongono drastiche. Non so mai quanto riuscirò ad aderire loro &#8211; sono sballottata qua e là dalla mia emotività senza raziocinio (quindici anni) &#8211; ma per il momento sono molto chiare.<br />
Prima fra tutte, devo imparare a riappropriarmi della solitudine.<br />
Nel corso degli anni ho disimparato a stare da sola. Se la solitudine è una condizione imposta non la patisco più di tanto, ma le sfuggo &#8211; sfuggo a me stessa, quindi, quella scevra di declinazioni sociali &#8211; appena ne ho l&#8217;occasione. E l&#8217;occasione c&#8217;è in modo praticamente costante. Non mi piace dovermi ritrovare a disagio con l&#8217;essere umano con il quale invecchierò e morirò.<br />
Non stupitevi se diventerò addirittura meno disponibile di quanto sono, meno accorta, meno presente. Se dirò qualche no in più. Mi sto occupando dell&#8217;unico essere umano del quale mi importi in maniera assoluta e incontrovertibile. Dovreste farlo anche voi, a mio modestissimo avviso. Dovrebbero farlo tutti.</p>
<p>Ho quindici anni e non me ne sbatte un cazzo. Fatevene una ragione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quelle piccolezze tipo respirare</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 19:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono viva sono viva sono VIVA. Sono stata molto molto vicina a non esserlo più, sono invecchiata (sic.), ho una parrucca bionda bellissima, sono talmente nerd che al momento ho tre dico TRE campagne di gdr da tavolo in corso, leggo fantasy-oh-mio-dio, guardo un numero di film spropositato ma non sono mai abbastanza in forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono viva sono viva sono VIVA.<br />
Sono stata molto molto vicina a non esserlo più, sono invecchiata (sic.), ho una parrucca bionda <em><a href="http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/308218_2433987933113_1354117313_2771467_1955665713_n.jpg" target="_blank">bellissima</a>, </em>sono talmente nerd che al momento ho tre dico TRE campagne di gdr da tavolo in corso, <a href="http://www.anobii.com/books/Le_cronache_del_ghiaccio_e_del_fuoco/9788804610311/01dbd5f6a72cf5be7c/" target="_blank">leggo fantasy-oh-mio-dio</a>, guardo un numero di film spropositato ma non sono mai abbastanza in forze per scrivere qualcosa di relativamente decente sul blog. Questo post lo sta dimostrando ampliamente.<br />
La sessione d&#8217;esami è finita, io l&#8217;ho passata vittoriosamente &#8211; oh, era un po&#8217; ora &#8211; e io sto faticosamente riprendendo il contatto con la mia vita. Ciao vita, mi sei mancata, vediamo di ricominciare a frequentarci per bene e non lasciarci mai più. Grazie.<br />
Stavo anche scrivendo un post di odio generico che mi stava venendo tanto tanto bene e che dimostrava che quando hai dalla tua il potere degli elenchi puntati la retorica, il logos e l&#8217;arguzia sono ammenicoli da donnicciuole, ma! è passato quel fantastico deterrente all&#8217;educazione che è lo stress, adesso sono rilassata come un gatto grasso sul suo cuscino preferito, quindi dovrete aspettare.<br />
In generale, comunque, ultimamente mi sono sentita un po&#8217; stretta, qui su Mimicry. Avrei voglia &#8211; e bisogno &#8211; di parlare di faccende personali che personali lo sono davvero troppo, nel generale senso che parlerebbero di me <em>in relazione ad altri</em>. Ad altri a cui tengo e che mi leggono e che non hanno responsabilità effettiva delle mie considerazioni, tutte variabili che mi fanno legare le dita e rimanermene al mio posto. La politica interna di Mimicry, spontaneamente generatasi nel corso degli anni, è sempre stata quella di cianciarvi di un sacco di paturnie intimiste senza andare ad intaccare la sfera del privato. Sono stata particolarmente brava e naturalmente non smetterò certo ora, ma odio dovermi censurare. C&#8217;è qualcosa dentro di me che si rompe, ogni volta che sono costretta a farlo &#8211; e di recente l&#8217;ho fatto davvero spesso &#8211; senza contare che è un tradimento nei confronti della me del futuro, che dovrebbe riuscire a ricordare quella che è stata proprio grazie a questo blog. So quanto sono cresciuta perché c&#8217;è questo ammasso di deliri adolescenziali che è rimasto sempre uguale a se stesso. È la cosa che mi rappresenta di più, e tacere di necessità (come ho già fatto tante volte in passato) è fare un torto soprattutto a me stessa. Bella fregatura.</p>
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		<title>Vino, corsetti e lettere d&#8217;amore.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 21:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sublime Ignominie]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi ricordate? Vi avevo detto che il laccetto rosso ci aveva lasciati per sempre. Bene, il laccetto rosso è tornato. Senza dare spiegazioni e in maniera un po&#8217; creepy, ricomparendo sulla mia scrivania senza che nessuno &#8211; ho chiesto in giro &#8211; ce l&#8217;avesse messo. Ma d&#8217;altro canto è del laccetto rosso che stiamo parlando, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate? Vi avevo detto che il laccetto rosso ci aveva lasciati per sempre.<br />
Bene, <em>il laccetto rosso è tornato</em>.<br />
Senza dare spiegazioni e in maniera un po&#8217; creepy, ricomparendo sulla mia scrivania senza che nessuno &#8211; ho chiesto in giro &#8211; ce l&#8217;avesse messo. Ma d&#8217;altro canto è del <strong>laccetto rosso</strong> che stiamo parlando, quindi non potevo aspettarmi altro. Non so se vedere in tutto questo un brusco ritorno alle origini, lo schianto delle illusioni, l&#8217;entropia, o, più semplicemente, il fatto che forse l&#8217;avevo abbandonato sotto la tastiera.<br />
Non lo sapremo mai, ma nel frattempo io sto vivendo l&#8217;estate più intensa della mia via.<br />
Nemmeno quella dei miei diciannove anni &#8211; l&#8217;estate di Roma, Parigi, Saint Seiya, la scoperta di quello che volevo essere &#8211; è stata così densa di avvenimenti e persone.<br />
Ho fatto cose che avrei voluto fare da tempo, che avrei dovuto fare molto tempo fa, che non avrei mai dovuto fare; cose che non speravo più di fare &#8211; confermando la teoria che <em>il mondo mi vuole apatica</em>: quando smetto di provare soddisfa tutti i miei desideri &#8211; cose che probabilmente volevo fare ma di cui non ero nemmeno al corrente.<br />
Signori, poi: è tornato Sublime. Ed è colpa di qualcuno, perché Sublime è sempre colpa di qualcuno: che sia Charles Baudelaire, la Ele, il mio narcisismo o le persone bellissime di cui mi circondo. (La Ele non è una persona, la Ele è un AI, e ormai dovreste saperlo bene.)<br />
È tornato Sublime e con esso il mio pensare narrativamente, immaginariamente. Da quanto tempo non lo facevo? Probabilmente poco, penso immaginativamente da quando sono in grado di pensare il pensiero, e non son cose che puoi smettere di fare. Eppure, wow, <em>sto pensando Sublime</em>. (Scrivendo è una parola grossa, ma sto facendo anche quello.)<br />
Potete fare una ricerca per tag e dare un&#8217;occhiata a quante volte l&#8217;ho detto, negli ultimi quattro anni. Un indizio: <strong>sono tante e sono tutte false</strong>. Io fossi in voi non mi crederei.<br />
Eppure. Eppure.<br />
Eppure c&#8217;è il pensare alle lettere d&#8217;amore come le scriverebbe qualcuno che d&#8217;amore non è capace, ma è davvero capace di scrivere lettere d&#8217;amore.<br />
Con una grafia impeccabile, innanzitutto, tanto elaborata da sembrare finta, ma abbastanza frettolosa da convincere di essere stata scritta di getto, senza ripensamenti, come una poesia che viene perfetta alla prima stesura e che non si osa toccare per non sfiorirla.<br />
Piena di invocazioni, ovunque, ripetute, perché il nome di chi si ama lo si deve dire sempre, anche quando non serve &#8211; e se te lo chiedono, va risposto qualcosa di orrendamente sincero e orrendamente poco credibile (e questo vale per tutte le domande d&#8217;amore) &#8211; e assolutamente privo di prolessi e analessi. L&#8217;amore è al presente, sempre, vive nel tempo del mondo.<br />
Così come non bisogna mai fare progetti, nelle lettere d&#8217;amore, ma solo sfrenate e irrealizzabili fantasie: l&#8217;amore vive il tempo del <em>suo</em> mondo, non del mondo reale. Deve essere piena di dichiarazioni assolutamente false scritte nella maniera più schietta e sincera, che sia impossibile non credere loro; e altrettanto piena di aforismi crudelmente veri e proprio per questo dal suono assolutamente fasullo. Deve essere brutale e dolcissima e non dire mai niente di chi la scrive, se non che la scrive per chi ama: perché è questo che conta, nelle lettere d&#8217;amore, il destinatario.<br />
Bene.<br />
Sono ancora capace di pensare come Oscar. Questo vuol dire che sono ancora abbastanza crudele da poter imitare &#8211; orrendamente, ma non c&#8217;è bisogno di dirlo &#8211; quell&#8217;<strong>altro</strong> Oscar (proprio quello, non quello prima né quello dopo) e farvi diventare tutti discretamente scemi perché ci sono ben tre individui a scrivere questo post, al momento, e contemporaneamente.<br />
Io, intanto, domani me ne vado in campeggio con Gold Insanity, appendendo momentaneamente la mia vita al gancio della nerdità più spinta e pornografica. Ciao, me stessa, sarò un sacco di altre persone per una manciata di giorni.<br />
Se avete paura di impazzire, il metodo dissociazione di personalità programmata funziona davvero bene.<br />
Non vedete come sono simpatica io? (Cazzo, mi manca il mio analista. Meno male che è quasi settembre.)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il caos e la pentola a pressione.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 12:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una volta usavo il blog soprattutto in momenti di profonda frustrazione, o eccitazione, o prostazione. Momenti in cui il mio stato mentale era sovraeccellerato, insomma, frenetico, dove stare dietro ai pensieri battendo sui tasti era arduo. Facevo lo stesso quando scrivevo, spurgandomi dell&#8217;emotività eccessiva che si ha quando si è ragazzini. La produzione era senz&#8217;altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta usavo il blog soprattutto in momenti di profonda frustrazione, o eccitazione, o prostazione. Momenti in cui il mio stato mentale era sovraeccellerato, insomma, frenetico, dove stare dietro ai pensieri battendo sui tasti era arduo. Facevo lo stesso quando scrivevo, spurgandomi dell&#8217;emotività eccessiva che si ha quando si è ragazzini. La produzione era senz&#8217;altro più <em>sentita</em>.<br />
Adesso la scrittura mi serve perlopiù come lavagna cognitiva (sì, è per questo che ormai funziono a liste), e per quanto grezzo è tutto pensato e ripensato e rimasticato e sputato, cosa che rende questo posto probabilmente un po&#8217; viscido, bavoso e decisamente meno viscerale.<br />
In linea generale non mi dispiace &#8211; <em>mania del controllo su di me e sulle reazioni degli altri a me</em> &#8211; anche perché ritengo sia più costruttivo per tutti leggere qualcosa che venga prodotto da un cervello e non da degli impulsi ormonali incontrollati. Quando sono io a leggere gli impulsi ormonali incontrollati degli altri in genere provo molta tenerezza, e detesterei saper di provocare sentimenti simili. (In caso, non ditemelo. Fatemi il favore di continuare ad avere paura della caustica me che non sono più da tanto tempo ma continuo a fingere squisitamente bene.)</p>
<p>Poi, ci sono le giornate come oggi, quelle di malumore insensato e viscerale aumentato da tante piccole disavventure &#8211; l&#8217;esistere di una mattina, il cadere dalle scale, la richiesta formale di onnipotenza e ubiquità &#8211; e io vorrei essere capace di lobotomizzare il cervello e lasciar comandare gli impulsi.<br />
Se il scrivere questo post lo può sembrare, in parte, rimane il fatto che non sia capace di <em>buttar giù</em> niente. Non conosco l&#8217;improvvisazione, pur continuando a proclamarmi sua grandissima fautrice. Ho tenuto sotto controllo rigidissimo le informazioni su di me che questo blog ha lasciato trapelare nel corso degli anni, e chi mi leggesse esclusivamente, senza avermi mai incontrata di persona, avrebbe un&#8217;immagine esaustiva di quella che vorrei in effetti essere. La comunicazione è un affare strano, biscottini. Di persona sono molto più viscerale -<em> forse troppo</em> &#8211; eppure non abbastanza, perché lo sono in maniera incontrollata e irrazionale.<br />
Dovrei essere razionalmente irrazionale, controllare l&#8217;impulso viscerale &#8211; che poi è un po&#8217; il far arte, se ho capito cosa vuol dire farlo.<br />
Avete notato che il verbo capire sorregge la stragrande maggioranza dei miei periodi? Già.<br />
Lo trovo un giochino perverso, perlopiù, a cui ci pieghiamo perché siamo fatti così, ci siamo sviluppati in questa dimensione e in questa dimensione ci diversifichiamo. Il caos dentro una pentola a pressione.<br />
Che mi stia bene o no, è questo quello contro cui lotto.<br />
Questo post avrebbe potuto essere riassunto in una lamentazione brutale e parziale di quanto faccia schifo la mia vita (sic), e invece vi beccate un&#8217;incomprensibile mezza tirata psicanalitica.<br />
Qui, bestioline, stiamo raschiando il fondo della pentola. Che continua a fischiare lo stesso.</p>
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		<title>Cose sociali ma non socialmente rilevanti</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 08:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il bracciale rosso è andato. Nel senso che è scomparso chissà dove, e comunque era quasi decomposto. Molto bene. Il vederci profondissimi significati di crescita e maturazione e variazione di direzione non cambierà il fatto che adesso mi sentirò nuda per giorni. Buongiorno, sono Gucci e sono ancora viva, anche vi confesso che è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bracciale rosso è andato. Nel senso che è scomparso chissà dove, e comunque era quasi decomposto. Molto bene. Il vederci profondissimi significati di crescita e maturazione e variazione di direzione non cambierà il fatto che adesso mi sentirò nuda per giorni.<br />
Buongiorno, sono Gucci e sono ancora viva, anche vi confesso che è stata dura.<br />
Una vacanza onirica a 45° centigradi fissi prima e una settimana di massacrante ma redditizio lavoro manuale ti rendono abile a svegliarti alle sette del mattino (e grazie, svieni alle undici di sera da giorni con filo di bava annesso) per studiare quello che avresti già dovuto finire.<br />
Sono propositiva, con la schiena a pezzi, il fare roleplay mentale è solo un esercizio di <em>finzione ludico-narrativa</em> per l&#8217;esame di teoretica (che bello raccontarsela), ho dei campanelli rumorosissimi e farò un casino di vacanze, quest&#8217;anno. In generale, farò e sto facendo una marea di <em>cose sociali</em>. Guarda un po&#8217;, me la godo anche. Frequento psicopatici &#8211; non nella maniera triste della rete, <em>ahahahaha, sono un casino pazzaaaaaaaaaaaaaaaa!</em> &#8211; ma di quelli veri, con psicofarmaci e raptus suicidi annessi. Visto che frequento psicopatici dalla maggior parte della vita e che nemmeno io sto tanto bene, direi che si può fare e ricavarne anche cose utili. Faccio la nerd seria. Faccio l&#8217;intellettuale mediocre. Faccio la fangirl in pausa, non ho tempo per esaltarmi.<br />
Ho in cantiere tante di quelle cose che senza liste probabilmente non me la caverei: questo post non era previsto, ad esempio. Il cosmo potrebbe implodere a causa sua, nonostante è evidente che sia un riempitivo.<br />
No, ma voi abbiate fiducia, io finisco di fare la editor, la PR e la puttana, poi torno a scrivere periodi razionalmente collegati gli uni agli altri, con o senza bracciale rosso.<br />
Moriremo tutti.<br />
(Ieri al lavoro ho trovato un testamento che recitava &#8220;In caso di mia morte lascio tutti i miei averi a&#8230;&#8221; Ho trovato delizioso mettere in dubbio così la propria mortalità. ♥)</p>
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		<title>I titoli sono anticostituzionali, prima delle sette del mattino.</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 04:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[true life!]]></category>
		<category><![CDATA[La Regina dei Serpenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rush in Peace]]></category>
		<category><![CDATA[scrittume]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio attuale status messenger recita &#8220;Il bis delle quattro ore di sonno causa zanzara nella cavità auricolare. (Sì, DENTRO.) Fissare il frigorifero aperto &#8211; l&#8217;unico punto della casa con una temperatura vivibile &#8211; e rimanere indecise sulla nausea galoppante o l&#8217;eventualità di eggs&#38;bacon. Bene non sto.&#8221; Sono le seiequaranta, non mi svegliavo così presto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio attuale status messenger recita &#8220;<em>Il bis delle quattro ore di sonno causa zanzara nella cavità auricolare. (Sì, DENTRO.) Fissare il frigorifero aperto &#8211; l&#8217;unico punto della casa con una temperatura vivibile &#8211; e rimanere indecise sulla nausea galoppante o l&#8217;eventualità di eggs&amp;bacon. Bene non sto.</em>&#8221;<br />
Sono le <strong>seiequaranta</strong>, non mi svegliavo così presto dal liceo, forse nemmeno lì, e non va bene un cazzo, no.<br />
Soprattutto perché il caffè non si raffredda e non ce la si può fare a ingurgitare liquidi caldi, anche nel caso ne andasse della tua sopravvivenza.<br />
C&#8217;è una tizia che urla in strada, e io credo di poter partorire sono periodi semplici.<br />
Ho idea che una subordinata mi ucciderebbe.<br />
Fra circa due ore sarò in un buco angusto circondata da carta stampata MA non interessante da leggere (sic), a fare un lavoro mortalmente noioso e inconcepibilmente faticoso. Il caffè non è e non sarà mai il sostituto ideale al riposo muscolare di cui necessitavo dopo poco sonno+esame+sfiancante camminata sotto il sole, ma via, siamo giovani, per abbruttirci abbiamo tutto il tempo.<br />
Cazzo se ho fame.<br />
Probabilmente mi farò davvero eggs&amp;bacon, con la buona pace del mio fegato e dei familiari che si godranno la puzza di maiale fritto.<br />
È tutto così gggiovane e spericolato, io qui con il caffè, <a href="http://www.facebook.com/pages/Rush-in-Peace/201414823227791" target="_blank">un romanzo sci-fi pieno di uomini che si rotolano nudi</a> e la bozza della prima parte della <em>Regina dei Serpenti</em> &#8211; finalmente! &#8211; da correggere. Usando i simbolini carini da deviati mentali dei correttori di bozze-quelli-seri, il mio presunto e sicuramente non granché agognato futuro lavoro. D&#8217;altra parte servirà pur a qualcosa essere cresciuta come una grammar nazi.<br />
Le mie vacanze sono iniziate da una manciata di ore ma promettono cose buone, che hanno l&#8217;odore buono che ha sempre l&#8217;alba, persino in città.<br />
Comunque sia, se non likate <a href="http://www.facebook.com/pages/La-Regina-dei-Serpenti/220049741364681" target="_blank">la pagina fan della Regina dei Serpenti</a> siete degli stronzi e non vi parlerò mai più. Come, <a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Ffabulacorrupta.net%2Flareginadeiserpenti%2F&amp;h=UAQDEeOL2" target="_blank">cos&#8217;è la Regina dei Serpenti</a>?<br />
&#8230;vado a mangiare qualcosa, buona giornata, pancakes al mirtillo ♥</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Retorica della patata a cubetti</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 20:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estetismi]]></category>
		<category><![CDATA[true life!]]></category>
		<category><![CDATA[ammmore]]></category>
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		<description><![CDATA[Vivere è un po&#8217; come cucinare. No, non è che il caldo mi abbia dato alla testa &#8211; oddio, anche, forse &#8211; è solo che mi sono fatta uno stupendo caffè freddo alla vaniglia e volevo condividere le riflessioni che ne sono sorte. Perché sì, essere me è non essere lasciati in pace dal proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vivere è un po&#8217; come cucinare.</p>
<p>No, non è che il caldo mi abbia dato alla testa &#8211; oddio, anche, forse &#8211; è solo che mi sono fatta uno stupendo caffè freddo alla vaniglia e volevo condividere le riflessioni che ne sono sorte. Perché sì, essere me è non essere lasciati in pace dal proprio cervello nemmeno mentre si assume dello zucchero.<br />
Cucinare non è proprio la cosa più facile al mondo. Soprattutto, si può vivere benissimo senza saperlo fare: ci sono altri che possono produrre cibo per te, e, nel caso tu sia particolarmente pigro, che te lo porteranno direttamente a casa senza che tu muova un dito, se si esclude quello sulla tastiera del telefono.<br />
Puoi non farlo affatto e sopravvivere di scatolette, come i gatti domestici.<br />
Puoi anche decidere che mangiare non ti interessa e farlo per mero sostentamento del tuo corpo mortale &#8211; ammiro moltissimo chi ci riesce, ma sicuramente non lo invidio: se ho un corpo mortale voglio che il suddetto goda di tutti i piaceri che gli sono dati godere, prima di decomporsi molto lentamente, morire e riprendere a decomporsi, un po&#8217; più velocemente.<br />
Non è la cosa più facile al mondo, dicevamo, ma se ti interessa farlo i requisiti sono esattamente quelli per vivere come si deve.<br />
Si va a tentativi per i primi anni, ci si taglia, si bruciano le pentole, si riempie la cucina di fumo, si fanno scadere gli ingredienti. Poi, più ti eserciti, più acquisisci quelle piccole regole di base che ti fanno sapere a livello istintivo quanto sale va nell&#8217;acqua per la pasta, e quanto alzare la fiamma. Che ti fanno evitare di farti mozzare un pollice col trinciapollo e ti insegnano i trucchetti per aprire i vasetti sigillati senza ricorrere a pinze o ad un forzuto vicino di casa.<br />
Se ti piace farlo ti appropri di un metodo e della tecnica, che sono indispensabili. Serve memoria, fantasia, un pizzico di mentalità da esercito per ricordarti che le dosi sono fondamentali, in tutto, e se le sbagli fallirai.<br />
Serve avere i sensi allenati, tutti quanti, per sapere dall&#8217;odore e dal suono se la cipolla sta soffriggendo nella maniera corretta.<br />
Serve una buona dose di fortuna &#8211; le ricette migliori vengono per puro culo e in genere sono irriproducibili &#8211; e serve sapersi prendersi poco sul serio, infilare le mani nell&#8217;impasto fino al gomito e fare una fottutissima fatica per far venire quell&#8217;impasto come dio (o ricetta) comanda.<br />
Se sperimenti troppo magari crei sapori nuovi, che però difficilmente saranno apprezzati &#8211; le avanguardie sono sempre difficili, sia da capire che da infilarsi in bocca.<br />
Ci vuole polso e una gran faccia tosta per non far impazzire la maionese.</p>
<p>Poi puoi anche andare a braccio, se credi.<br />
Puoi provare a mischiare gli ingredienti a caso. Magari sei di bocca buona e ti basta nutrirti, e a questo punto importa poco cosa ingurgiti, e come. Puoi approssimare e sperare che qualcuno venga a rimediare (magari ti porti una pizza), ma se lo fai non lamentarti poi che mangi male.</p>
<p>Ora, io non sono un&#8217;esperta. Credo di cavarmela molto bene con le basi, riesco a orientarmi in una cucina senza fare facce troppo stralunate, riesco a distinguere un taglio alla julienne da uno alla brunoise (anche se ammetto di aver dovuto googlare quest&#8217;ultimo per la nomenclatura &#8211; <em>dadini</em> è troppo difficile?), posso inventarmi cose veloci con gli avanzi in frigo come seguire ricette piuttosto complicate.<br />
Sono anche una pasticciona, disorganizzata, uso quattordicimila pentole e padelle e non le lavo man mano, così che quando ho finito ci metto dalle due alle tre ore a far ritornare la cucina in uno stato vivibile.<br />
Credo che più che un vero talento abbia la predisposizione mentale adatta a sopravvivere. Non sarò mai uno chef, preferisco una bella bistecca al sangue con un&#8217;insalata a complicatissime ricette piene di ghirigori che non ti riempiono lo stomaco.<br />
Sono per provare i sapori, tutti quanti, e sono una buona forchetta &#8211; quando ti piace cucinare è difficile che mangiare non ti dia soddisfazione.<br />
So che spesso pecco di perfezionismo, che le ricette migliori mi vengono quando abbandono le istruzioni e seguo l&#8217;istinto. Anche se non sempre funziona, anche se a volte mi scotto la lingua.<br />
Penso però che con un po&#8217; di inventiva dentro un sacco di disciplina &#8211; ma proprio tanta, che senza ci si fa male &#8211; sia una delle cose più divertenti e istruttive che si possano fare.</p>
<p>Che bello, sono riuscita a scrivere un post di una banalità retorica imbarazzante.<br />
Grazie, caffè freddo alla vaniglia.</p>
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		<title>Non è che sei diventata americana?</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 23:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vuoto pneumatico. Con la scusa che devo studiare, ma non ci riesco, finisco per farmi assurgere al vuoto cosmico che è faccialibro. (Odio faccialibro, mi ha rovinato la vita quasi quando il roleplay). Finisco per non fare assolutamente niente perché dovrei fare altro: paradossalmente, se fossi libera riuscirei a leggere, impegnarmi nei sedicimila progetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vuoto pneumatico. Con la scusa che devo studiare, ma non ci riesco, finisco per farmi assurgere al vuoto cosmico che è faccialibro. (Odio faccialibro, mi ha rovinato la vita <strong>quasi</strong> quando il roleplay). Finisco per non fare assolutamente niente perché dovrei fare altro: paradossalmente, se fossi libera riuscirei a leggere, impegnarmi nei sedicimila progetti in cui sono impegnata, avere conversazioni interessanti. Ma non ci riesco.<br />
<em>Non ci riesco</em> è solo un amabile eufemismo del mio stato cerebrale attuale; vi basti sapere che ho fissato il vuoto per due minuti cercando di ricordarmi il termine eufemismo. (E poco fa ho googlato &#8220;parla senza muovere le labbra&#8221; perché non ricordavo <em>ventriloquo</em>. Aiuto.)<br />
Non riesco a concentrarmi su niente &#8211; mi sono distratta un attimo e anche quello che stavo dicendo è scomparso nell&#8217;aree. Magari soffro di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_deficit_di_attenzione_e_iperattivit%C3%A0" target="_blank">ADHD</a>. Magari dovrei iniziare ad imbottirmi di psicofarmaci come fanno coi bambini americani. (Il titolo è una cit. delle preoccupazioni che faccio insorgere nella gente che frequento, per dire.)<br />
In compenso però ho conversazioni assai pregnanti sulle mie tette. (<a href="http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2172416473990&amp;set=a.1585920171949.76688.1354117313&amp;type=1&amp;theater" target="_blank">Qui</a>, per farvi beare anche dell&#8217;avatar preveggente sul mio prossimo colore di capelli che <a href="http://diosbios.livejournal.com" target="_blank">questa creatura indicibile</a> mi ha fatto ♥)<br />
Ehi! Da quanto non parlavo delle mie tette nel mio blog? Ho scoperto che ci sono persone non informate del fatto che io sia fonte di imbarazzo nel venir presentata all&#8217;uomo etero medio, che complice la mia ridotta altezza spesso non riesce minimamente a focalizzare lo sguardo sulla mia faccia. E sì che credo di possederne una particolarmente carina. Popolo! Ho una quinta! Lo so che sembro troppo intelligente perché sia vero, eppure gli abomini di natura esistono!</p>
<p>Ricordo vagamente che volevo parlarvi di parecchie cose, a parte le mie tette &#8211; che come da copione prendono il sopravvento.<br />
Delle Moleskine, di quanto mi facciano incazzare le Moleskine, delle reazioni inconsulte che ho tutte le volte che vedo una Moleskine. Dei rapporti umani, soprattutto della <em>gelosia</em>, delle periferiche, della teoria dell&#8217;attaccamento, delle simbiosi, della mia assurda incapacità di capire le pance. Del francese, di quello che è nella mia testa &#8211; forse solo nella mia pancia, in realtà &#8211; il francese, dei francesi che ho fatto riemergere da una tumulazione durata anni e di quanto mi mancavano, del suono aspro e caldo che hanno nella mia testa le loro voci, le loro mani, i loro modi di soffrire. Che è quello che non ho io, e magari vorrei. Magari mi spaventa e basta. Delle maniere goffe e strane che ho di salvare piccole parti di me dalla miseria, di come sia brava a farlo.<br />
Delle mail che inizio a scrivere e di quando mi accorgo di non avere più la potenza retorica che le riempiva di tanto amore una volta, quei secoli fa in cui ero così disperatamente innamorata della me stessa che sapeva scrivere, o che credeva di saperlo fare (se ci pensate bene, finisce un po&#8217; per diventare la stessa cosa), e che lascio a metà promettendomi di&#8230;<br />
Di cosa, di finire? Di trovare qualcosa da dire, magari, ti riuscire a toglierlo dalla pancia &#8211; se è davvero lì &#8211; masticarlo, impastarlo con le parole di questa bella lingua che possiedo e che mi arrugginisce in testa, farne qualcosa che comunichi come mi sento. Che magari lo spieghi anche a me.<br />
Forse, a ventitré anni suonati, inizio a capire a cosa serve la musica.</p>
<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/REKfgS1_A5I?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/REKfgS1_A5I?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ci ho messo precisamente sette ore e mezza a scrivere questo post. Sopprimetemi, davvero.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le felci le felci le felci (la palma la palma la palma)</title>
		<link>http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/2011/06/le-felci/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 23:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[true life!]]></category>
		<category><![CDATA[EMOtività]]></category>
		<category><![CDATA[Il magico mondo del net]]></category>
		<category><![CDATA[φιλοσοφία]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo so, sono sparita. Ma avevo bisogno di cambiare faccia &#8211; adesso sono un portoricano coi baffi &#8211; e layout. Anche il layout è un portoricano coi baffi. A tutti piacciono i portoricani e a tutti piacciono i baffi, quindi siamo tutti felici. Ciao, mio dispersissimo pubblico. Sono successe cose, parecchie, come ogni volta che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so, sono sparita.<br />
Ma avevo bisogno di cambiare faccia &#8211; adesso sono un portoricano coi baffi &#8211; e layout. Anche il layout è un portoricano coi baffi.<br />
A tutti piacciono i portoricani e a tutti piacciono i baffi, quindi siamo tutti felici.<br />
Ciao, mio dispersissimo pubblico.<br />
Sono successe cose, parecchie, come ogni volta che mi prendo immeritate pause da qui. Cose che mi hanno fatto ridere e pensare che è uno spreco, avere un blog e non usarlo, a questo mondo.<br />
Vedo la gente che impazzisce &#8211; ma impazzisce sul serio, una cosa da domandarsi se sia in corso una qualche guerra batteriologica, ché io mi rifiuto di pensare che il mondo sia composto da singoli individui così massicciamente uguali l&#8217;uno all&#8217;altro (e pure ritardati). Stronzetti cinici che si accapigliano con hipster troppoffichi per stare al mondo (ma che ci stanno lo stesso, ahinoi). Orde di amici/fan che si scontrano alle pendici del monte Fato, brandendo congiuntivi mozzi e retorica traballante, queste cose pregevoli qui. Sul web e fuori, e quando le due realtà cominciano a collidere, signori miei belli, miei orsacchiotti di marzapane, ahi ahi, c&#8217;è da avere paura.<br />
Non so se ve lo ricordate, quando ero io che mi divertivo a fare la stronzetta cinica.<br />
Per quelli che se lo ricordano, permettetemi di annoiarvi un po&#8217;. Per quelli che non c&#8217;erano, o hanno rimosso, accomodatevi. Zia Gucci vi racconta una storia. Una storia di bile e carenza di zuccheri (e di intercorsi sessuali insufficienti). Una storia amara. Una storia dura. Una storia di adolescenza, ma senza Moccia. Se volete Moccia, terzo scaffale a destra.<br />
È una storia che affonda le sue dolorose radici a metà degli anni &#8217;00. La maggior parte di voi era solo un dolce frugoletto, che muoveva stentatamente i primi passi nel periglioso mondo dei siti porno. Io invece c&#8217;ero, ed ero attiva. Ed ero una sedicenne. Ed ero, come è scientificamente provato e se non lo è non mi interessa perché è un&#8217;ovvietà di cui nemmeno il tacchino induttivista potrebbe dubitare &#8211; ecco, potete prendere fiato qui &#8211; ero, dicevo, ritardata come tutti gli adolescenti. Se non ci credete gli archivi di questo blog sono a disposizione.<br />
Credevo, a sedici anni, di aver davvero diritto di dire la mia. Non solo: credevo che la mia opinione non avesse solo la prerogativa di essere la più interessante, la meglio strutturata, la più brillante, innovativa, ben radicata seppur frizzante e autoironica, no. Credevo anche, com&#8217;è logico aspettarsi, che fosse<em> l&#8217;unica disponibile sul mercato</em>.<br />
Credevo che le persone che non mi ascoltavano, o che non condividevano, poverine, erano troppo stupide e semplicemente non ci arrivavano: non erano la mente eletta e superiore che ero io. Chi mi disprezzava era uno stronzo arrogante che me l&#8217;avrebbe pagata (dopo); chi riusciva meglio di me in quello che pensavo di saper fare bene solo un mediocre, aiutato da spintarelle ai piani alti (vi lascio immaginari scenari cruentissimi, ma perlopiù si parla di ficwriting e pixelart. Ma shhh, non ve lo sto dicendo davvero.)<br />
Mi circondavo di individui scelti con la massima cura, che facevano parte di due precise categorie: chi potevo controllare bene, creature ingenue e tranquille che mi ammiravano per quel mio <em>savoir faire</em> immorale e fuori dalle regole (?), e idoli intoccabili, a cui miravo come modelli di vita, che imitavo passo passo ma da lontano, sperando che un giorno avrebbero posato il loro munifico sguardo sulla mia magnificenza e accolto fra di loro, come loro pari. È successo spesso, con esiti catastrofici per il mio ego, come saprete benissimo da voi, ormai. Usavo la piccola cultura che mi ero forgiata come vessillo di un&#8217;élite di prescelti, che il mondo doveva imparare ad accettare e osannare. Non avevo fretta, ero perfettamente consapevole di essere immortale, eterna, perfetta.<br />
Avevo sedici anni, e ad oggi mi trovo molto tenera. Un po&#8217;, sapete, quasi mi manco: ho convissuto con quella me abbastanza a lungo da accettarla con tutte le contraddizioni. Era facile incolpare gli altri di faciloneria, di sciatteria, di maleducazione. Era facile dare dell&#8217;ipocrita agli altri, proclamando che un&#8217;ipocrita non dichiarerebbe mai di esserlo &#8211; ad oggi è il mio paradosso preferito &#8211; come facevo io. Era facile dire tu, non io. Il mondo, non io. Gli altri brutti, cattivi, stupidi, insulsi, non io limitata e molto, molto ingenua. Manipolata, forse. Probabilmente inconsciamente, come probabilmente inconsciamente manipolavo io le creaturine che mi si sottomettevano dolcemente. Era uno scontro di raziocinio, di ragionamento portato al massimo grado di vigliaccheria: conosci te stesso tanto bene che il nemico non potrà più trovare punti scoperti.<br />
Sono e sono stata, ahimè e ahivoi,  abbastanza acuta,<em> intelligente</em>, da arrivare fin lì. Non tutti ci arrivano, e non lo auguro a molti. È scomodo <em>pensare di pensarsi</em> così bene da non avere angoli ciechi.<br />
Soprattutto perché è una bugia.<br />
Perché perde di vista la pancia, quelle interiora con le quali sto facendo i conti adesso, con tanta fatica. I ragazzini alle interiora non ci pensano mai. A fare i conti con l&#8217;aggressività degli altri &#8211; quella buona &#8211; si dà battaglia col cervello, non con la pancia. La pancia, se messa in moto, ti direbbe subito che l&#8217;aggressività è buona, se è quella dello scontro creativo, corroborante e sfinente della conversazione fallita. Perché la tua dialettica si esaurisce, perché l&#8217;altro è più bravo, più saggio, più colto, più acuto, perché guarda le cose da un&#8217;altra prospettiva. Perché è superiore a te. È buona perché insegna, è buona perché ti fa misurare i passi per non inciampare ancora. È buona perché ti dà dei paletti per definirti e definire gli altri &#8211; non con la testa, quello siamo buoni tutti, ma con l&#8217;istinto.<br />
La vita è una lotta; lo è diventata perché non siamo capaci di vedere gli altri che come emanazioni di noi stessi. Quindi via le contraddizioni: vinco io, o vinci tu. Se vinci tu, ti odio; se mi dai contro, se non mi segui pedissequamente, se tu, mia emanazione, proiezione fedele, non fai quello che voglio, cerco di distruggerti. Imparare a fare filosofia, per me, è aver imparato anche che per quanto quei megalomani schizoidi si siano sventrati a forza di sillogismi per quattromila anni, non c&#8217;è niente di davvero completamente valido. Non c&#8217;è niente di completo, non c&#8217;è niente di perfetto.<br />
Siamo sempre qui, e le felci sono comunque più vecchie di noi. E ci sopravvivranno.</p>
<p>Questo ci porta a oggi. Oggi sono arrivata al massimo grado di evoluzione che raggiungerò mai.<br />
No, niente grandi conquiste intellettuali. Niente epifanie, niente rivoluzioni. Ho persino finito le caramelle. Eppure, oggiho qualcosa che non ho mai avuto, e che cercherò di tenermi stretta per il resto della vita.<br />
Gira. Ha persino lo schienale reclinabile.<br />
Ho una sedia con le rotelle.<br />
Il mondo è bello, la vita meravigliosa, e voi siete davvero idioti se dopo sette anni di blog non avete ancora capito che sono contro le morali e trovo l&#8217;insultarvi il mio sollazzo più grande. ♥</p>
<p>Ci si legge presto, torroncini alla nocciola.</p>
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