Archive for Wonderland

Money Money Money!

Money, money, money
Must be funny
In the rich man’s world
Money, money, money
Always sunny
In the rich man’s world
Aha-ahaaa
All the things I could do
If I had a little money
It’s a rich man’s world

Salve, piccoli pancakes ricoperti di meringa.
Ho freddo e ho dormito quattro ore, questa notte. La mia faccia è devastata. Il mio corpo è devastato. Il braccio destro mi fa un male cane da tre giorni e non si capisce bene perché. Ieri sera mi è venuto un infarto (per davvero). E sono andata a dormire alle quattro perché voglio reincarnarmi in Dio, al prossimo giro. Faccio meno di quello che dovrei ma più di quanto abbia mai fatto. Bene o male, chissà.
Llama llama duck.
Per ovviare a queste catastrofi esistenziali, faccio quello che tutte le femmine di vent’anni in premestruo che amano gli stereotipi fanno: spendono soldi.
Nell’ultimo mese ho prenotato le vacanze per agosto (♥♥♥ *Inserire squittii entusiasti qui*), per il Famigerato e Malefico e Segretissimo Programma di Aprile (♥♥♥ *Inserire altri squittii*), ho ordinato su Amazon cose che non arrivano ¬____¬, ho rinnovato la camera e ho speso e sparso un po’ ovunque, col risultato che probabilmente dovrò perdere il vizio di nutrirmi nelle prossime due settimane se voglio sopravvivere all’anno.
E ho una MIRIADE di ulteriori progettiinutili desideri materiali. No, veramente, ormai comincio a considerare la prostituzione una strada assolutamente legittima e percorribile. ._.
Ma lasciamoci da parte le lamentazioni e passiamo alla parte succosa del post. Ciao, miei adorati lurker, ça va? ♥
Fotine minuscole – perché Ziggy sta morendo e la qualità fa schifo – tutte per voi. Enjoy!

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Gaylight

Fermi!
FERMI LÍ!
Ho finalmente CAPITO.
Ho capito TUTTO!
No, non come darmi lo smalto in una maniera pressoché decente.
No, non come non far impazzire la maionese.
No, non il senso della vita – anche, se, più o meno.
Ho capito la Saga di Twilight. Esatto. Sul serio. E per festeggiare questo mirabolante evento, e metterne tutti voi a parte, miei piccoli swaroski incastonati nei petti bronzei dei vostri amati, abbiamo qui oggi su Mimicry una guest star d’eccezione. Ah, bramavo un post a quattro mani da LOLfan da una vita intera. Di’ ciao, Rucci. ♥

Ciao. ♥ Sono Rucci. Ho ventun anni, sono Scorpione ascendente Bilancia, e amo le passeggiate all’aria aperta e la vita semplice. (?)

Ciao, Rucci.
D’accordo, signori cari. Sappiate che tutto questo ha avuto origine perché qualche tempo fa, per sfuggire ad un cattivissimo sito sugli alieni e i bambini indaco che stava palesemente cercando di uccidermi, ho ripreso in mano Eclipse, terzo libro della Famigerata Saga, abbandonato da me stessa medesima la bellezza di due anni fa per le convulsioni peristaltiche che mi causava, mi pare. Beh. Non è stata una scelta saggia. Per fortuna sono circondata da persone che mi amano e sui cui posso riversare tutte le atrocità con cui vengo a contatto. E che, oltretutto, mi vengono dietro a ruota! *C*

Sì, perché a quel punto mi sono messa a leggerlo anche io. Sono stata irrimediabilmente attratta dalla poesia in ABAB nell’intro, credo.

La poesia in ABAB l’avevo rimossa. Facciamo che vado a rileggerla e la facciamo leggere anche a tutti i miei dolci cream caramel qui, sì?

Dicono alcuni che finirà nel fuoco
il mondo, altri nel ghiaccio.
Del desiderio ho gustato quel poco
che mi fa scegliere il fuoco.
Ma se dovesse due volte finire,
so pure che cosa è odiare,
e per la distruzione posso dire
che anche il ghiaccio è terribile
e può bastare.

ROBERT FROST, Fuoco e ghiaccio

…santissimi dèi.
Beh. Dai. Almeno non è di Pancho. (Il marito della signora Meyer, ndr.)

Spera che non sia uno pseudonimo: la Rice le utilizzava allo stesso modo, le poesie di suo marito, e non sarebbe la prima volta che Stephanie cerca maldestramente di seguire l’iter di qualcuno che ha scritto sui vampiri veri.

No, Frost è davvero un poeta. Un poeta americano, infatti non possiamo pretendere granché, ma non è stato Pancho la fonte di ispirazione principale. Shakespeare invece è stato più volte brutalmente stuprato, insieme alla Bronte e ad un sacco di gente di cui non mi frega granché.
Ma bando alle chiacchiere inutili, perché se dovessimo metterci a fare un commentario completo su tutta la saga probabilmente la Meyer farebbe in tempo a scriverne altri sette.
Vuoi dire tu di cosa stiamo per occuparci? *O*

Ci occuperemo di un problema non irrilevante. Un problema che è sfuggito a tutti gli esperti della saga, per cecità o per eccessiva parzialità (dall’una o dall’altra parte senza discrimine): l’evidente, sconcertante, avvilente omosessualità repressa in montagne e montagne di pagine inzuppate nel miele d’acacia. Nella fattispecie, vorremmo concentrarci sul comportamento di Edward Cullen, il cui esempio ci riporta indietro almeno di un secolo, in fatto di emancipazione ed autoaffermazione della propria natura. Sì, ok: mormoni.

Esatto, esimia collega.
Come rimarcavo nella recensione del libro fatta su Anobii, l’intera saga è infarcita di preoccupanti e molto, molto disturbanti leitmotiven che solo una casalinga mormone ammogliata ad un individuo di nome Pancho poteva ritenere condivisibili da un branco di adolescenti infoiate. Il problema qui non è la svalutazione della figura femminile (Senza un uomo accanto non sei niente); non la banalizzazione dei rapporti umani in generale e amorosi in particolare (“Oh, lo amo, è la mia vita!” “Ma… perché? Cosa avete in comune? Non parlate, non avete gli stessi interessi, non venite dallo stesso ambiente sociale, l’unica cosa che vi accomuna è aver deciso arbitrariamente che vi fisserete nelle palle degli occhi per l’eternità!” “…oh, lo amo! *.*”); non la persistente e imperante bigottaggine dell’intera struttura.
Il problema è che la casalinga mormone ammogliata al Pancho-coso AVEVA RAGIONE.
Signorine Twilighters, siete state raggirate.
Siete vittime di un’operazione di condizionamento mentale da parte di una truffatrice abilissima, tanto che siamo dovute arrivare al terzo volume della saga per rendercene conto.
Tutta la gigantesca operazione Twilight non è altro che un complesso gioco di psicologia inversa per coprire quella che è la Vera Trama, e che include gayporn e bestiality.
Almeno, io SPERO CHE SIA COSÍ.
Spero che la Meyer sia solo una fangirl che ha dovuto mascherare le sue poco mormoni fantasie omoerotiche con una storia d’amore etero tanto hyper da risultare per forza falsa.
Non voglio credere che tutti quegli hint siano inconsapevoli. Sarebbe troppo persino per Freud.

Ma passiamo ai fatti. *inforca gli occhiali e fa partire una serie di diapositive*
Edward Cullen.

(In tutta la sua ALLAMPANANTE sexiness. Raccogliete le ragazzine svenute in prima fila, grazie.)

La stranezza dei suoi comportamenti risalta lampante sin dal primo libro della saga. E no, tutta questa serie di bizzarrie non è spiegata in benché minima parte dalla sua – discutibile – natura vampirica.
Abbiamo un uomo che, stando alle parole della stessa Rosalie, sua platinata sorella di sangue, non ha mai manifestato inclinazioni sentimentali né erotiche verso alcuna donna o vampira che abbia incrociato il di lui ammaliante sguardo. Il che, a mio vedere, è assolutamente naturale, dato che il vampiro, creatura non-morta, per definizione ha le funzioni vitali ko: ma i vampiri, nei libri della Meyer, scopano. Vorremmo forse lasciare sprecato tanto marmoreo ben di Dio? Ergo il discorso sulla sua natura non attacca: Edward non si fila nessuna e basta. Nessuna, in più di cent’anni. Nemmeno quando i Cullen intrecciano rapporti con un intero clan di vampire:

“Devi capire, però… ero così abituata a essere l’oggetto del desiderio di chiunque. E invece Edward non mostrava il benché minimo interesse. All’inizio mi sentivo frustrata, persino offesa. Ma lui non desiderava mai nessuna, dunque non m’infastidiva più di tanto.

Neanche quando abbiamo conosciuto il clan di Tanya a Denali – con tutte quelle femmine! – Edward ha mostrato la minima preferenza.”

(Rosalie su Edward, in Eclipse)

Capite? Tutte quelle femmine. Messa così è brutale, concordo con voi, ma Rosalie sembra genuinamente stupita. Ma va bene, non siamo tutte superficialotte e bionde come lei.
Fatto sta che Edward, questo sembra appurato, non si mostra interesse verso alcuna, per oltre cento anni. Poi, all’improvviso, l’amore improvviso, ingiustificato e ossessivo per una creatura sostanzialmente casuale: non particolarmente bella, non particolarmente simpatica (diciamocelo, Bella è amabile quanto un’iguana con il mal di stomaco) alquanto goffa e piuttosto insipida. Bella non brilla per avvenenza né per talenti precisi – neppure nell’arte di conversare, dato che ogni qual volta Edward le rivolga parola lei lo guarda come se fosse l’arcangelo Gabriele, boccheggia per due minuti e rischia di svenire. Quando è in sé diventa brusca sino ai limiti della maleducazione. Non crediamo possa essersi innamorato di lei per la brillante personalità, a questo punto.
D’accordo, Bella è immune alla sua magica lettura della mente. Siamo d’accordo che questo possa attirare qualche curiosità. Ma dopo averci parlato un paio di volte, appuri che si tratta di un tumore al cervello e ti metti il cuore in pace. Siamo tutti d’accordo anche su questo.

Quindi… perché, all’improvviso, Bella?

Fino al secondo volume, nulla di particolarmente strano, esaltante o indicativo che questa sua scelta non fosse il semplice frutto della mente rovinata da troppe telenovelas di una comune casalinga americana. Si potevano ignorare con uno sbadiglio le melensaggini esagerate, archiviare come risultato della bigottaggine della scrittrice che i due non riuscissero a concludere assolutamente nulla, per quanto la protagonista in certi passaggi sia così disperatamente affamata da far sfiorare la compassione al lettore. Nessuno di noi potrà mai dimenticare questa straordinaria scena pseudo erotica:

«Voglio te», borbottai in maniera piuttosto incoerente.
«Sono tuo». Sorrise, ignaro. […]

(Edward fa il finto tonto mentre Bella si sta slacciando la camicetta. Insgamabile.)

La scena suddetta è contenuta in Eclipse.
E in effetti, è proprio in Eclipse che la ritrosia di Edward arriva a dei livelli inconcepibili.
Inconcepibili. Esagerati. Sospetti.

È riuscito, per quasi tre sospirati volumi, a far passare il suo come un comportamento da bravo gentiluomo di primo Novecento. Uno di quegli uomini che ora non ci sono più, con valori solidi, una morale precisa e non incline a lasciarsi andare ai libidinosi piaceri carnali. Ora, sorvolando un momento sui secoli di archetipi del vampiro – pura forza animale e sessuale, ctonia e notturna – brutalmente stuprati da questo tripudio di armonia mormone (AHHHHH! Cos’è stato? Ah… Credo che Bran Stoker si sia suicidato)(cit.), proviamo a guardare la cosa un po’ più da vicino.
Edward continua a ripetere di desiderare follemente Bella. Che l’odore del suo sangue è il più delizioso che abbia mai sentito, ma che prima di darle quello che vuole – che sì, avete proprio capito bene, lei vuole solo QUELLO, altro che petti scolpiti e voci come cucchiaiate di miele – deve prima sposarla. Poi vampirizzarla. Fare di lei una donna e una vampira onesta, davanti agli occhi di Dio e della comunità. E non si riesce a capire bene il perché di questa fissazione. A meno che…

A meno che Edward non faccia tutto questo, ovviamente, per copertura.
Una moglie docile, che prende per oro colato le tue parole, che si fida ciecamente di te.
Una moglie che non si fa domande. Una moglie che si fa irretire dalle frasi d’amore dei baci perugina: fateci caso; Edward parla per frasi d’amore preimpostate, mentre nella quotidianità si rivolge a lei come una cerebrolesa:

Aggrottò le sopracciglia, e all’improvviso mi sorrise, di ritorno da quel sogno a occhi aperti. «Sì, è plausibile. Comunque dobbiamo essere pronti a tutto finché non ne saremo sicuri. Oggi sei molto perspicace», aggiunse. «Incredibile».

(Edward in un momento in cui ha esaurito le frasi standard)

Riassumendo, assistiamo quindi a questo gentiluomo d’altri tempi che sceglie come sua compagna di vita una donna non troppo appariscente, personalità semi-inesistente ma cotta in maniera così cieca ed incondizionata da annullare praticamente le funzioni cerebrali: senza battere ciglio, accetta la sua natura ma soprattutto crede in tutto ciò che dice – ricordiamo che si fa condurre in un covo di vampiri centenari, belli che capaci di staccarle il collo ruotando un pollice, solo sulla sua parola che niente paura, sono buoni, dolci e gentili.

In pratica, una donna che lo asseconda in tutto e per tutto.

La perfetta compagna manipolabile.

La classica moglie di copertura.

DAAAAAAAAAAAAN.

«Per favore», sussurrai di nuovo, con il cuore che batteva sempre più veloce. Le parole uscirono rapide dalla mia bocca, volevo sfruttare il vantaggio improvviso dell’incertezza nei suoi occhi. «Non mi devi promettere nulla. Se non va nel modo migliore, insomma, non ci sarà problema. Almeno… proviamoci. E poi ti concederò quel che vuoi», mi affrettai a promettere. «Ti sposerò. Ti lascerò pagare le mie tasse universitarie e non protesterò per gli agganci con cui mi farai entrare a Dartmouth. Potrai anche comprarmi una macchina veloce, se ciò ti renderà felice! Ma… per favore».

(Bella che supplica Edward: gli concede il matrimonio che lui brama in cambio del sesso che brama lei. Non c’è qualcosa di stonato in tutto questo?)

E perché fare una cosa del genere? Perché ricercare una moglie umana nel reparto cottolenghi, perché desiderare così tanto di accasarsi dopo quasi un centinaio d’anni vissuto senza apparenti passioni, da scapolo d’oro, protetto da una famiglia amorevole (ma dove tutti sono rigorosamente – ed incestuosamente, aggiungerei – accoppiati)? È suonato l’orologio biologico, Edward? Papino ti estromette dall’eredità se non metti la testa a posto?
Una moglie di copertura, per definizione, serve a coprire qualcosa.
E cosa, se non la peggiore sventura possa capitare ad un giovine vampiro di buona famiglia ed irreprensibile morale?

A questo punto i nostri occhi si sono puntati su qualcuno.
Si sono puntati su Jacob Black.
Jacob Black, il concentrato di lupesco testosterone in continua esibizione.
Jacob Black, con il quale Edward allaccia un intenso e appassionato odio, all’inizio del libro.
Jacob Black, sul quale Edward cambia opinione improvvisamente e bruscamente, acquisendo la serenità di un Buddha.
Jacob Black, col quale Edward in seguito chiacchiera felice al telefono come se nulla fosse.
Jacob Black che poco dopo comincerà a chiedere informazioni a Bella su com’è essere la ragazza di un vampiro e com’è baciare un vampiro.

scary.

L’affascinante coprotagonista che sembra attirare le attenzioni della nostra povera, a questo punto evidentemente sfruttata Bella, un bellimbusto tutto muscoli, caliente come Edward è di un gelo marmoreo… Sì, ricorda la poesia dell’incipit, che spoilera in maniera poco elegante come finirà Eclipse: Bella sceglie Edward, acconsente a sposarlo, e tanti auguri e figli maschi.
Peccato che la povera, sciocca Bella non ha fatto molta attenzione ad una regola fondamentale: mai, mai cercare di far interagire il tuo ragazzo col tuo migliore amico, se ti trovi nel romanzo scritto da una donnicciuola frustrata, perché i due maschioni finiranno per rotolarsi fra di loro, lasciando te a bocca asciutta. Lo sanno tutti.
Ed ecco a cosa serviva, dopotutto, quel matrimonio. Una scusa elegante e discreta per continuare a frequentare l’amichetto, con la clausola inderogabile che l’osceno segretuccio non venga a galla. In fondo Edward non compie poi una scelta così incredibile, a guardare le cose da questa angolazione.
Pensiate stiamo delirando? Ma abbiamo le prove, miei diffidenti biscottini al cioccolato!

«Sii sincero, quanto sono orribile?».Fece un altro passo indietro e strinse le labbra.«Così tanto?», mugugnai.
«No, no, Bella. In realtà…».
Sembrava si stesse sforzando per trovare la parola giusta.
«Ti trovo… sexy».

(La reazione di Edward ad una provocante mise della sua Bella, in giubbotto di pelle e tenuta da motociclista)

Arretra. Stringe le labbra. E si sforza, santo cielo, non sto inventando niente, è tutto scritto lì in alto, si SFORZA di trovare qualcosa da dire. Qualcosa che paia credibile, quando è evidente, dalla mimica facciale descritta, che sia palesemente orripilato. E Bella, da brava Mary Sue, è un bocconcino mica male, in fondo. A casa mia, la ragione per una repulsione così palese ad un paio di tette agghindate è una sola. E forse, la ragione della fatica dimostrata dal nostro Edward è dovuta dal tenere a freno le fantasie sul rampante e muscoloso corpaccio lupesco di Jacob vestito nello stesso modo, chissà! ♥

Senza rendersene conto si era avvicinato, preso com’era dal progetto. Ora distava da Edward solo un metro o due. In mezzo a loro, sentivo la tensione che irradiavano. Era come una corrente elettrica.

(Bella e le sue riflessioni, mentre passeggia coi suoi due maschioni)

Bella.
Due.
Più.
Due.

«Grazie», sospirai. «Credete davvero che verrà qualcuno?». Chiunque avrebbe notato il tono di speranza nella mia voce. Alice fece una smorfia.
«Verranno tutti», rispose Edward. «Muoiono dalla voglia di entrare nella misteriosa casa dei Cullen».

(Parlando di una festa in onore di Bella. Un’altra testimonianza della considerazione che ha Edward per lei, quando non può ricorrere alle frasi prestampate)

Questa situazione logorante vedrà il suo culmine in Breaking Dawn, dove a tratti il POV di Jacob, che si alterna a quello di Bella, ci apre degli scorci strabilianti:

Le ginocchia mi cedettero. Per reggermi in piedi dovetti aggrapparmi all’auto. Edward si sporse come per aiutarmi, poi ci ripensò e abbassò le mani. «Mi dispiace», sussurrò. «Mi dispiace davvero per il dolore che tutto questo ti causa, Jacob.
Anche se mi odi, devo ammettere che io non provo la stessa cosa per te. Ormai sei quasi… un fratello, sotto molti aspetti. Come minimo, un compagno d’armi. Non puoi capire quanto mi rincresce che tu soffra.

(Edward a Jacob. E sappiamo tutti che punteggiare equivale ad una dichiarazione repressa.)

«Ti ringrazio». Il sussurro di Edward fu così basso che Bella non poté sentirlo. Ma le parole erano talmente ardenti che, con la coda dell’occhio, vidi gli altri vampiri girarsi meravigliati.

(Edward a Jacob, sconvolgendo i membri della propria famiglia. E ci credo. Ardenti.)

Imbarazzante.
Davvero imbarazzante.

Imbarazzante e deliziosamente divertente.
Bene, le nostre tesi sono state sufficientemente spiegate, le prove a voi fornite sono a dir poco inequivocabili, caro pubblico: potete trarre da soli le vostre conclusioni.
Come un romanzo sbandierato come il più romantico del secolo (!) possa in realtà aver celato una menzogna tanto palese senza che a nessuna di quelle sospiranti ragazzine venisse il minimo sospetto è qualcosa che ancora non riusciamo a spiegarci chiaramente, ma l’importante è che la verità venga a galla.
Edward Cullen, ti abbiamo scoperto. Smetti di nasconderti. Esci alla luce, gettati fra le braccia di Jacob sbrilluccicando senza timore!
…il peggio che può capitarti è di venir mangiato, in fondo.

BABYLOOOOON! *RANDOM*

LA MIGLIOR CONCLUSIONE DI UN POST EVAH.
E con questo, buonanotte. ♥

Non sopporto più questo meme – Day 29

Ho la nausea. Non solo per il meme, ma diciamo che contribuisce, quindi, di nuovo, una cosa rapida ed indolore.

Day 29 — Hopes, dreams and plans for the next 365 days (anche detto WANT WANT WANT!)

Devo dare molti più esami di quanti il mio sistema psicofisico possa sopportare, intanto. E diciamo che se fosse da me avere delle priorità questa sarebbe in cima alla lista. (Oddio, che orrore, sto davvero diventando una persona reale! O_O)
Poi voglio viaggiare. Londra è certa, Berlino un’opzione da considerare, il Malefico Piano di Aprile ancora da progettare, ma ci tengo moltissimo.
Ci sono storie da scrivere e da FAR SCRIVERE (¬__¬ Chi di dovere si senta in colpa).
Voglio finire e liberarmi di Giogo, innanzitutto, poi si vedrà. Devo organizzare campagne pubblicitarie.
Non vedo l’ora che esca la raccolta porno, per poter dire anch’io che mi hanno pubblicato una fanfiction! XD ♥
Voglio continuare con lo studio del Pranic Healing, quest’anno arrivare almeno al secondo livello.
Voglio prendere più treni, voglio riuscire ad avere soldi per poterli prendere. Quindi, devo trovarmi un lavoro.
Voglio coltivare relazioni interpersonali, mh, se mi passate l’eufemismo. Insomma, ce n’è bisogno. ò_o;
Voglio continuare a fare quello che sto facendo, che tutto sommato non è niente male.
Voglio lasciarmi alle spalle, seriamente, quello che ancora mi porto dietro come un brutto zaino scomodo.
Voglio mostre, voglio concerti, voglio libri, voglio poesia, voglio viver d’arte, voglio città che si scolpiscono negli occhi e nel cuore, voglio cieli diversi da quello grigio a cui sono abituata, voglio notti insonni, voglio ubriacarmi, voglio svegliarmi tardi, voglio vedere l’alba, voglio brunch e lunner, voglio cucinare con chi amo,  voglio ridere, voglio conoscere persone e voglio pensare che posso farne a meno, perché ho tutti quelli che mi servono. Voglio diventare un pochino meno egoista – non troppo, vado OOC! – e voglio le le persone che amo siano felici. Voglio partecipare attivamente a questa felicità, perché in fondo sono solo una narcisista ♥♥♥
Voglio che valga la pena. Pretendo troppo?
(Comunque, il resto potete desumerlo dal mio Listography. Sì, sono ossessivo compulsiva, problemi? ♥)
—————-
Now playing: Nightwish – Meadows of Heaven
via FoxyTunes

L’estate sta finendo, il meme se ne va ♫ – Day 28

Day 28 — This year, in great detail

Ihhh, si fa difficile, e io ho anche un sacco di cose da fare.
Vediamo, vediamo.

Febbraio 2009

Ero davvero, davvero in crisi. Di quelle profonde, dense, nere ed incolmabili. Però facevo finta di niente, andavo in giro, ho visto Venezia vestita da puttana, ho iniziato ad approfondire il rapporto con il dio infero, cercavo di non pensare a niente che avesse un collegamento con la vita vera. Ho iniziato a riutilizzare i tarocchi.

Marzo 2009

Vita sociale solo apparente e non descritta nel blog. Ricordo poco, e quello che ricordo preferisco non condividerlo: ho decisamente dato il peggio di me, cercando – sempre senza riuscirci, perché ho degli avversari ben tosti – di farmi mandare affanculo.

Aprile 2009

“Forse quando tutto – TUTTO – contribuisce a farti saltare le valvole, ecco, in quel caso, allora, forse – FORSE – sei tu ad essere un pochino fuori fase.” (Cit.)

Mandavo mail che non ricevevano risposta. Continuavo a stare male – sempre peggio, in effetti, in uno stato di immobilità che non avevo mai raggiunto prima. È stato più o meno qui che ho toccato il proverbiale fondo.

Maggio 2009

Ho trasferito Mimicry su WordPress! \*______*/ Dopo tre anni di tentativi, indicibili sforzi e crisi isteriche, sono finalmente riuscita in qualcosa.
È stato un mese di non pochi passi avanti, in effetti.
Abbiamo prenotato la Grecia, se non erro, e ho fatto una telefonata che avrei dovuto fare da oltre due anni, forse addirittura da cinque. Ognuno ha i suoi tempi.

Giugno 2009

Sono entrata in analisi, da uno psicoterapeuta dinamico-evoluzionista di scuola Jungiana. Ohohoh, sì, coi meme scoprite anche i piccoli altarini di Gucci! *C* L’ho odiato per parecchi mesi, e per parecchi mesi mi è sembrato uno spreco di tempo e di soldi. Ma non ho saltato una seduta, e vorrà pur dire qualcosa. Continuavo a non stare un granché bene, anzi, ero completamente esacerbata ed in uno stato di apatia profondo, ma ho iniziato ad aver voglia di provare a cambiare le cose. Detto niente! *C*
Ci sono stati teatrini tragicomici, scenate epocali, tante lacrime, altre mail senza risposta, e un senso pressante di incomprensione e umiliazione, ma tanti progetti, e sono state gettate le basi di molti mesi felici.

Luglio 2009

Sono andata a Gardaland, mi è morto il blog, ho avuto caldo, ho pensato tanto, ma tanto, ma tanto. Talmente tanto che non ricordo cosa. ò_o Ho aperto il podcast, abbiamo aperto Radio Sanctuary, ho programmato viaggi, ho viaggiato con Wonderland, ho fatto tanti tarocchi. Ho cercato di darmi requie. E ho fallito. XD

Agosto 2009

Roma, da quelli che mi mancano più di quanto riesca a dire. Mi manca il periodo, mi manca averli, toccarli, dormire sui parquet, mi manca sclerarci, mi mancano. Mi manca lei, che negli ultimi anni è stata la figura più simile ad una “migliore amica” *ABUSO DI VIRGOLETTE* dopo l’esperienza delle superiori.
Ho scoperto com’era avere la saudade. Ho conosciuto un Maestro, ho fatto vita sociale, ho nuotato nel mare di notte, mi sono ubriacata, ho fatto la puttana, ho guardato un sacco di film, ho giocato a scacchi, ho visto albe, ho amato, tanto, disperatamente. Ho cominciato a scrivere Il Giogo – l’Alta Parola Voglio, sono stata al punto 6.0 per ben una settimana (poi mi sono rotta le palle).

Settembre/Ottobre 2009

Mese di ripensamenti, sugli anni e sulle età ~
No, scherzavo. Mesi magnifici. Mentre compivo ventidue anni scoprivo il Pranic Healing, cosa vuol dire avere il cuore impazzito, riscoprivo l’amore per le cose perdute, per la mia terra, per il cielo, per gli dei. Credo di aver ricominciato a pensare, anche se poco, anche se piano.
E poi la Grecia, che mi ha spalancato l’anima, mi ha piegato le ginocchia e mi ha accolto come solo Parigi era riuscita a fare.
A settembre mi hanno perfino costretta a frequentare un forum! XD Per fortuna non durano mai molto ♥
Ho ricominciato l’università, in maniera diversa da come l’avevo approcciata fino a quel momento. Meteore passeggere sono precipitate con grande rumore ma senza fare poi tanti danni.

Novembre/Dicembre 2009

Ho tirato più somme di quante immaginavo se ne potessero tirare. Ho tentato qualcosa, ho fallito in quasi tutto, e sono andata avanti lo stesso. Mi sono sentita, per la prima vera volta, una persona che diventa adulta. Ah, non è una bella sensazione. Fa veramente schifo, ma è necessario, e lo so che è davvero OOC, ma che vogliamo farci? Cambio persino io.

Gennaio/Febbraio 2010

Ed eccoci qua. Più o meno con le stesse paure di sempre, ma con la consapevolezza che se allungo una mano per farmi aiutare non muoio.
Non esilarata, forse non esattamente felice, quasi sicuramente non completamente soddisfatta, ma serena. Ho un equilibrio per la prima volta nella vita, e combatto strenuamente per non farmelo sfuggire. So quali sono i miei punti fermi, forse so persino – per ora – cosa voglio dalla vita. E ripeto: detto niente!
In definitiva, è stato un anno densissimo, estremamente faticoso su ogni piano – emozionale, spirituale, fisico, simbolico – tante persone l’hanno attraversato, alcune senza colpo ferire, alcune ferendo parecchio, e ce ne sono alcune, le solite, che ormai attraversano i miei anni con abbastanza costanza da farmi sperare che sia così per tanto tempo ancora.
Ah, dimenticavo: Milo ha comprato una tigre. u_u