Archive for zOMFG

Sono un uomo etero, ma le rane sono carine.

Ieri sera ho catturato una rana.
Era adorabile, rimbalzava qua e là e si faceva prendere perché era troppo scema per capire che se saltelli io ti vedo e mi basta metterti una mano davanti perché tu prenda a sbattere il musetto viscoso contro di me. AWN.
Per farlo comunque mi sono infilata nell’ortica con tutto il braccio e ne sono uscita completamente sfigurata. Sono imbecille e sto talmente tanto poco a contatto con la natura da dimenticarmi cose fondamentali tipo “Non toccare l’ortica:  l’ortica è urticante”.
Ma va bene lo stesso, la rana era carina e ho anche una foto graziosa.
Ieri sera ho anche tenuto in mano una Nikon DX3000 per ore.
Scoprendo di non saperla usare minimamente e cadendo in una spirale di depressione angosciante. Mi sono ripresa alla svelta, avevo catturato una rana! E posso sempre imparare. Quando ne avrò una mia. Se ne avrò mai una.
Ieri sera c’erano delle belle persone, del buon cibo, musica bellissima e imbizzarrente, una tigre, un maledetto derby che abbiamo ignorato con stoicismo parlando di psicologia cognitiva sopra le urla animali di creature subumane.
Ieri sera sono stata agganciata da una laureanda in psicologia che mi ha fatto un interrogatorio lunghissimo sul mio analista, cosa che mi faceva molto ridere, tutto sommato.
Ieri sera sono tornata a casa alle due e ho passato altre due ore a  fare il maschio etero. No, non c’entra la pornografia. Non tanto, ho solo riempito un questionario lunghissimo che avevamo scritto per personaggi fittizi. Non era possibile che non lo facessi anch’io. L’ho postato su LJ, branco di stalker.
Stamattina mi sono svegliata alle otto e ho i muscoli a pezzi. Gli organi interni che cercano digerirsi da soli. Mia madre che urla.
Ma c’è il sole, uscirò di casa per il terzo giorno di fila – forse sono malata – e mi farò fare le coccole. Magari prenderò anche un’altra rana, lasciando l’uomo etero seppellito fin quando non servirà.
Questo è il classico esempio di post informativo.
Non vi ho detto niente, non mi sono detta niente, ma sto postando regolarmente sul blog. È un po’ la classica informazione all’italiana, ringraziate che non vi parli del tempo.
…fa caldissimoh. *^*

L’abito fa pure il blog

Con un layout così idiota mi sento limitata ai discorsi idioti.
Ripassate quando avrò la forza di cambiarlo. (O quando sarò abbastanza idiota per il layout.)

E il prossimo sarà il peyote

Mi drogo per finta perché non saprei da che parte iniziare per farlo davvero.
Mi drogo per finta anche perché non ho nessun interesse a farlo davvero (altrimenti l’avrei già fatto, non mi sono mai negata niente, per quanto stupido o pericoloso fosse.)
I-doser è divertente – è divertente quanto può influire un ronzio non molto diverso dal mio pc surriscaldato sulle sensazioni del corpo. Ti ricorda che il tuo cervello è il tuo corpo, che tu sei il tuo corpo, che non c’è soluzione di continuità, che è tutto un grande, bellissimo marasma. Nel caso vi interessi, sto scrivendo ad un’oretta circa dall’assunzione di una dose di assenzio e non vi riporto la conversazione messenger che ho avuta durante l’esperienza mistica perché è imbarazzante, come tutte le esperienze psicotrope. Sappiate che ho ancora la sensazione di avere dell’acqua gelida in gola, e ho appena ripreso propriamente facoltà decisionale sulle mie dita. Che bella vita dovevano fare i bohemienne.
Insomma, stavo ragionando sul fatto che potrei riprendere a scrivere con stile, qui sopra. Uno stile qualunque andrebbe bene, il mio sarebbe meglio. Il punto è che mi sono resa conto di non sapere assolutamente quale fosse il mio stile, qui sul blog. Quello di scrittura lo conosco – e non mi piace, ma è già un miracolo che abbia ripreso a scrivere, non forziamo la sorte – ma quello colloquiale non l’ho mai capito. Non mi sono mai capita. Quando penso a come scrivere un post quelloche mi viene in mente sono altri blogger, altri stili, altre voci. Quindi probabilmente un po’ le imito anche, chissà. No, tutto questo non ha né capo né coda.
Stavo solo aspettando che se ne andasse l’acqua alla gola, ma non se ne va, e io non facevo le tre del mattino da due anni.
Magari vado a dormire.
Speriamo di non affogare.

Scetticismo per rabdomanti.

Devo capire perché regolarmente, a due giorni di tempo da un esame, invece di concentrarmi come dovrei e finire con calma, che non siamo i primi idioti e una vaga capacità mnemonica l’abbiamo – quella di concetto non c’è da specificarla, applico Paci a Saint Seiya e spero che nessuno se ne accorga mai – io comincia  a fare qualunque altra cosa. Ma proprio qualunque, vi assicuro. Non ci laureeremo mai.  (Da canticchiare con questa tonalità.)

Comunque, già che siamo qui, comunicherò al mondo la mia sofferenza.
Se non leggo un libro entro breve credo mi esploderà in cervello. Comincerò ad esprimermi per sillogismi. Includerò la parola esegesi in ogni mia frase. Comincerò a dubitare del dubbio.

[Questo merita una parentesi: sera inoltrata, innocuo roleplay ad cazzum. Due persone con tanti problemi. (I player, ma anche i pg)

Byaku: *FORSE*
§ P o i s o n I v y §: *anzi*
*(forse)*
(...oh no è orribile. Mi sono fissato sulla parola forse e adesso dubito della sua esistenza)
Byaku: (.............................cosa?)
§ P o i s o n I v y §: (non so come spiegarlo. Ti è mai capitato di fissarti così tanto su una parola da farti venire il dubbio che quella parola esista?)
(è una cosa bruttissima)
(succede più facilmente se ripeti decine di volte una parola ad alta voce)
Byaku: (...adesso è venuto anche a me.)
(Fissando forse)
(è orrendo)
§ P o i s o n I v y §: (visto?)
(è l'incubo di ogni filosofo)
Byaku: (Non possiamo dubitare del dubbio!)
(Il mondo imploderà!)

]

Per libro, ovviamente, intendo narrativa. E per narrativa intendo niente che contenga qualcosa di più elaborato, sul piano concettuale, del mio attuale sottonick su messenger, tratto da Labirinto Femminile, il nuovo libro di Alfonso Luigi Marra. Che è tutto il titolo, eh.

Delle info random, poi vado a studiare sul serio:

  • Sono giorni che mi sveglio senza i pantaloni del pigiama, ricordandomi perfettamente di averli messi la sera prima. E non ho memoria di toglierli durante la notte, e no, non sono mai stata una di quegli zombie che riesce a farsi anche il caffè senza aprire gli occhi. O sono sveglia o dormo. O mi muovo o sto ferma. Non ci sono vie dimezzo. Quindi il fatto è perlomeno inquietante (soprattutto visto che fa sempre abbastanza freddo da non giustificare l’azione dello spogliarsi inconsciamente.)
  • È stato preso il mio racconto dell’orrore per la seconda raccolta della Delos. La cosa mi fa sempre molto ridere, soprattutto per le modalità: nella scorsa edizione ho inviato una fanfiction, questa volta una creepypasta. Funziona solo se quello che scrivo non ha quella destinazione specifica.
  • Non devi costringermi a darti la caccia come una silvana cerva, ma uscire dall’antiquato antro delle tue sibillinità.

Sì, lo ammetto, tutto questo era solo per farvi vedere il mio meraviglioso elenco puntato con le stelline.