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	<title>Mimicry</title>
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	<description>Un blog che non sa di niente.</description>
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		<title>Oooh Mr. Darcy!</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 17:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ricaduta nel fatalismo &#8211; non capitava dal 2009 e questo è fonte di grande gioia per tutti noi, no? &#8211; il che non fa che rendermi più schizoide di sempre, visto che non riesco a liberarmi dei miei magnifici, strutturatissimi ed intricati sensi di colpa.<br />
Il fatalismo è più o meno dovuto a quello che, in succo, si può mirabilmente riassumere con <a href="http://loldamn.com/wp-content/uploads/2012/01/funny-am-I-the-only-one-quote.jpg" target="_blank">&#8220;I&#8217;m the only one who&#8230;&#8221; &#8220;NO</a>&#8220;. I sensi di colpa a cose francamente troppo idiote perché voi pasticcini al mirtillo ne siate messi al corrente.<br />
<em>E Que sera sera però vaffanculo</em> è il risultato che elabora il mio cervello.<br />
L&#8217;altra notte ho sognato di cavarmi un dente sano &#8211; il molare prima del dente del giudizio, che mi sta spuntando storto e dovrò andare a togliere a breve &#8211; per far spazio proprio a quel dente inutile e dannoso.<br />
Ora, io non sono mai stata la maga della simbologia inconscia (manco di quella conscia, sono lentissima su processi creativi che ad alcuni vengono così naturali) ma qui il messaggio è talmente evidente che avrebbe potuto anche mandarmi un fax e risparmiarsi la fatica.</p>
<p>Non so, credo continuerò con questi titoli a caso per vedere cosa ne viene fuori.</p>
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		<title>Mia madre era una hipster negli anni &#8217;70. Il problema è che c&#8217;è rimasta sotto.</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 20:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua il mio volontario eremitaggio nelle profondità della Vita Vera. Vi dirò, in tutta confidenza, che la Vita Vera è un po&#8217; come le pubblicità dei gioielli su Mondialcasa: sembra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-1664" title="miamadreèunacazzodihipster" src="http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/wp-content/uploads/miamadreèunacazzodihipster-702x1024.jpg" alt="" width="384" height="560" /></p>
<p style="text-align: left;">Continua il mio volontario eremitaggio nelle profondità della Vita Vera.<br />
Vi dirò, in tutta confidenza, che la Vita Vera è un po&#8217; come le pubblicità dei gioielli su Mondialcasa: sembra già una ciofeca da fuori, e se sei tanto pirla da cascarci si rivela proprio per quello che è, una grandissima fregatura fatta su misura per chi è troppo stupido per avere dei metri di paragone validi.<br />
Il mio <a href="https://twitter.com/#!/kijomi/status/168418463440846849" target="_blank">stato emotivo</a> somiglia a quello di un maniaco-depressivo. Questa è una cosa buona solo perché di un maniaco-depressivo sto scrivendo (tra l&#8217;altro lo sto caratterizzando partendo da <a href="http://mlp.wikia.com/wiki/Fluttershy" target="_blank">Fluttershy di <em>My Little Pony</em></a>, per rendere l&#8217;idea), quindi immedesimarmi non può che essere buono. Il problema è che un maniaco-depressivo in fase maniaca è troppo iperattivo per mettersi a scrivere &#8211; e allora esco di casa, saltello, cucino, scansiono foto, scrivo mail che mi fanno sembrare una stalker pedofila, faccio le pulizie, gioco a Just Dance 3 e poi crollo morta con la bava alla bocca, che mica ci sono abituata &#8211; mentre un maniaco-depressivo in fase depressa vuole solo mangiare gelato e piangere sul letto.<br />
E io non posso mangiare gelato perché, tanto per non farmi mancare niente nel mio processo di distruzione masochistica del Sé, sono anche a dieta. Quindi sono una maniaca-depressiva in calo di serotonina grave. Non lo so, forse sto solo aspettando che qualcuno arrivi e in un impeto di solidarietà mi somministri l&#8217;eutanasia.</p>
<p>Passando ad argomenti più lieti, sono diventata la mamma di <a href="http://www.sony.it/product/rd-reader-ebook/prst1bc.cew" target="_blank">questa creaturina bellissima</a> che ancora abbisogna un nome, perché io non sarò mai abbastanza normale per non dare un nome a tutti i miei oggetti. E di conseguenza sono precipitata nella compulsione isterica dello scaricamento -<em> scaricaggio? scaricazione? scarnificazione. Scabbia. Salamandra. Martello. Pioggia. Lumaca. -</em> di tutti gli ebook gratuiti che sono riuscita a trovare. <del>Il resto non si dice in pubblico</del>. Lo amo, lui mi ama, leggo un sacco e ci posso pure studiare sopra, ché quell&#8217;affarino evidenzia, sottolinea, traduce et cetera. Tanta roba.</p>
<p style="text-align: left;">Questo si chiama saltare di palo in frasca, guardate come lo faccio bene: ho riflettuto un po&#8217; su questo affaraccio del &#8220;fare una vita normale&#8221;, &#8220;diventare una persona normale&#8221;, &#8220;avere delle relazioni normali&#8221;. La mia mirabile conclusione è stata un sentitissimo &#8211; come al solito - <strong><em>ma chi cazzo se ne fotte</em></strong>. Come ho già altrove sottolineato non mi importa più di tanto di adattarmi ai modus operandi altrui perché sono più comuni e facilmente classificabili. Non ho voglia di pensare per tutta la vita &#8220;Ah, no, questa cosa non va fatta/pensata così&#8221;. E non perché non mi importi quello che pensano gli altri di me; quello che pensano gli altri di me, a conti fatti, sono la mia relazione con quegli altri, e la mia relazione con un <em>altro</em>, quale che sia, è l&#8217;unica cosa che per adesso non mi ha fatta completamente annichilire in un&#8217;esplosione di nichilismo narcisistico. (Che bella allitterazione, chissà perché non l&#8217;avevo mai usata.)<br />
Il punto è che non posso più continuare a controllare ogni singola espressione, ogni virgola, ogni pausa. Faccio le cose come vengono da un po&#8217;, ormai, ma non mi sono ancora abituata al giudizio impietoso. Non mi sono ancora abituata a essere guardata davvero. Guardate che non è poi così facile, quando rimani invisibile per due terzi della tua vita.</p>
<p style="text-align: left;">Il titolo e la foto non c&#8217;entravano una beneamata mazza con il post, pensa un po&#8217; che cosa originale!</p>
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		<title>Febbraio 2012, la Principessa di Spade</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[true life!]]></category>
		<category><![CDATA[esoterismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Direttamente dalla mia gioiosissima (&#8230;) lettura annuale: Febbraio: la Principessa di Spade La principessa sta per l&#8217;idea che vuole realizzarsi in un&#8217;azione o nella realtà; essa rappresenta l&#8217;intenzione pura e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direttamente dalla mia gioiosissima (&#8230;) lettura annuale:</p>
<p>Febbraio: la Principessa di Spade</p>
<blockquote><p>La principessa sta per l&#8217;idea che vuole realizzarsi in un&#8217;azione o nella realtà; essa rappresenta l&#8217;intenzione pura e originaria per l&#8217;azione. [...]</p>
<p>Nella sua forma eccessiva, rappresenta la donna ossessionata dall&#8217;animus descritta da Jung. Una donna che con voce stentata annuncia opinioni insostenibili (in genere più di una alla volta), avendo come unico scopo quello di ridurre al silenzio il suo interlocutore.</p>
<p>Indica un eccesso di energia pura che può avere effetti positivi come negativi. Rappresenta la minaccia di uno scontro o un conflitto, oppure mostra la possibilità di chiarire un conflitto esistente attraverso un dialogo chiarificatore, durante il quale l&#8217;intelletto analitico dell&#8217;altro aiuta a portare chiarezza nei propri intrecci.</p>
<p>A livello conscio tendiamo a precipitare le cose nell&#8217;irrequietezza, nella provocazione e all&#8217;aggressività nervosa.</p></blockquote>
<p>Eccetera. Insomma.</p>
<p>Sono tipo in riabilitazione. Autoinflitta e volontaria. È, boh, vagamente imbarazzante persino per una che il pudore non ce l&#8217;ha più, parlarne, ma sono i gran momento in cui prendi in mano la tua vita e fai qualcosa di estremamente difficile, in quel momento, che te la rivoluziona. Io ne ho un po&#8217;, di questi momenti. Gli ultimi, sparpagliati nel corso degli ultimi quattro anni, sono stati gesti così piccoli che rientrano nella quotidinità di chiunque (una firma, una telefonata) ma che riesco ad avere davanti agli occhi con una precisione completa. Indelebili. Io non sono poi così svelta. Sono affrettata, perlopiù, e imparo alla svelta &#8211; non mi si devono ripetere le cose, mi innervosisco &#8211; ma non sono di certo una persona veloce. Ho ritmi molto più lenti di chiunque altro (chiedetemelo, come sta andando la mia carriera universitaria, coraggio. Vi rispondo, non è un problema per me, per quanto spesso lo sia per il mio interlocutore) e la sovrastruttura analitica mi ha causato più danni che altro.<br />
Sono qui che mi giostro nel tentativo un po&#8217; disperato &#8211; dopo otto anni di cosciente e irresponsabile snaturamento della stessa &#8211; di capire come è fatta davvero la mia vita. Se da qualche parte ce l&#8217;ho, una vita, se è quello che pensavo che fosse, se posso continuare per molto con l&#8217;atteggiamento che ho.<br />
Non l&#8217;ho detto da molto: &#8220;<em>Cambiate il paradigma. Fatelo adatto, rendetelo vivibile, rendete voi stessi adatti al vostro mondo, plasmate voi stessi per primi, il mondo viene dopo. Smettete di cercare scuse. Non ci sono le strade, abbattete i muri. Muovetevi, pensate, agite. Guardatevi intorno e fate qualcosa di voi stessi. Qualsiasi cosa va bene, qualsiasi cosa.</em>&#8221; Beh, per una volta <em>mi sto mettendo in pratica</em>.<br />
Ho una vita quasi nuova, praticamente inutilizzata. È appena stropicciata sui bordi, lì dove mi ci sono accanita per fingere che fosse d&#8217;uso quotidiano, ma è una bugia. Vediamo di consumarci un po&#8217; per davvero, e vedere se siamo in grado di reggere l&#8217;urto.<br />
(A marzo ho la Principessa di Denari. Se non rimango incinta va tutto bene. Mh.)</p>
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		<title>Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1885</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ars - techné]]></category>
		<category><![CDATA[criticismi]]></category>
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		<description><![CDATA[Vedete, io vi mostro l&#8217;ultimo uomo. &#8220;Che cosa è amore? Che cosa è creazione? Che cosa è anelito? Che cosa è stella?&#8221; &#8211; così domanda l&#8217;ultimo uomo e ammicca. La]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vedete, io vi mostro l&#8217;<em>ultimo uomo</em>.<br />
&#8220;Che cosa è amore? Che cosa è creazione? Che cosa è anelito? Che cosa è stella?&#8221; &#8211; così domanda l&#8217;ultimo uomo e ammicca.<br />
La terra allora sarà divenuta piccola, e su di essa andrà saltellando l&#8217;ultimo uomo, che farà tutto piccolo. La sua razza è inestirpabile, come la pulce di terra; l&#8217;ultimo uomo è quello che ha la vita più lunga.<br />
&#8220;Abbiamo inventato la felicità&#8221; &#8211;  dicono gli ultimi uomini, e ammiccano.<br />
Hanno abbandonato le contrade in cui la vita era dura: perché si ha bisogno di calore. Si ama anche il prossimo e ci si strofina a lui: perché si ha bisogno di calore.<br />
Ammalarsi e diffidare è per loro una colpa: si procede guardinghi. Stolto chi ancora incespica sulle pietre o sugli uomini!<br />
Un po&#8217; di veleno di tanto in tanto: ciò fa fare sogni gradevoli. E alla fine molto veleno, per un morire gradevole.<br />
Si lavora ancora, poiché il lavoro intrattiene. Ma si cura che l&#8217;intrattenimento non affatichi.<br />
Non si è più poveri o ricchi: sia l&#8217;una che l&#8217;altra cosa è troppo fastidiosa. Chi vuole ancora governare? Chi vuole ancora obbedire? Sia l&#8217;una che l&#8217;altra cosa è troppo fastidiosa.<br />
Nessun pastore e un solo gregge! Tutti vogliono le stesse cose, tutti sono uguali: chi sente diversamente, se ne va da sé al manicomio.<br />
&#8220;In altri tempi tutti erano pazzi&#8221; &#8211; dicono i più raffinati e ammiccano.<br />
Si è saggi e si sa perfettamente come sono andate le cose: così non si finisce mai di sorridere. Si litiga ancora, ma ci si riconcilia subito &#8211;  per non sciuparsi lo stomaco.<br />
Si ha il piacerino per il giorno e il piacerino per la notte: ma si sta attenti alla salute.<br />
&#8220;Noi abbiamo inventato la felicità&#8221; &#8211; dicono gli ultimi uomini e ammiccano.</p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>&#8220;Dacci questo ultimo uomo, Zarathustra &#8211; così gridavano &#8211; facci diventare questo ultimo uomo! E noi ti regaleremo il superuomo!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questi non sono gli anni &#8217;90. (Ciao, sarò un post ridicolo e scontato.)</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[PH acido]]></category>
		<category><![CDATA[EMOtività]]></category>
		<category><![CDATA[il mio analista dice]]></category>
		<category><![CDATA[la crisi]]></category>
		<category><![CDATA[My Little Pony]]></category>

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		<description><![CDATA[Sapete cosa c&#8217;è? Io non voglio passare il resto della vita depressa perché il mondo attorno a me non è adeguato, perché non mi dà quello che mi &#8220;promette&#8221; (sapete]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete cosa c&#8217;è?<br />
Io non voglio passare il resto della vita depressa perché il mondo attorno a me non è adeguato, perché non mi dà quello che mi &#8220;promette&#8221; (sapete che uso con moderazione le virgolette, qui sono necessarie), perché pretende da me una produttività ridicola e sovrastimata.<br />
Voglio arrivare un giorno a guardarmi intorno consapevole di aver fatto di me la cosa migliore  che se ne potesse fare, a prescindere da quello che ho intorno.</p>
<p>Mi guardo attorno e vedo coetanei idioti o sull&#8217;orlo di una crisi di nervi; spesso entrambe le cose. Vedo persone tristi che non sanno cosa fare della propria esistenza, che non sanno nemmeno come cominciare a vivere in pace con il proprio cervello. Molti di loro considerano averne uno &#8211; di cervello &#8211; come una variabile possibile ma non necessariamente rilevante nelle proprie vite. Sono quelli che a dirla tutta vivono meglio e ogni tanto, sporadicamente, li invidio. Tutti gli altri, chi più chi meno, consapevolmente o no, sono impantanati nello stesso schifo che mi vedo intorno io ogni tanto che esco dal mio bozzolo per prendere un po&#8217; d&#8217;aria.<br />
Badate bene, che sono in una fase di bassa e non sopporterei un fraintendimento così enorme: <em>non sto giustificando la condotta penosa della mia specie negli ultimi dieci e passa anni</em>.  Non giustifico il fancazzismo, non giustifico il cinismo, non giustifico le perdite di tempo, l&#8217;aggressività, la produzione di pessima televisione, l&#8217;arte contemporanea, i reality show. Non giustifico niente: visto che permetto molto poco a me stessa, non vedo perché dovrei essere più morbida con il resto del mondo. Sto parlando della situazione in cui mi sono ritrovata quando ho preso coscienza del mondo, senza a conti fatti aver fatto niente per meritarla o provocarla, nel bene e nel male di cui l&#8217;ignavia è comunque connotata.</p>
<p>Il tempo non si passa, si perde.<br />
Vedo un&#8217;alienazione sociale che mi spaventa davvero tanto. Davvero davvero tanto. Persone che non solo non comunicano fra loro &#8211; e no, non mi dite che i social network servono a quello &#8211; ma che non hanno più niente da comunicarsi a vicenda. Il mondo è chiacchiera, anche il mondo serioso delle notizie di cronaca, della politica, dell&#8217;economia. Non sappiamo parlare delle cose per come le cose sono. Viviamo in una caverna di Platone sovraestesa e continuiamo a credere di aver visto davvero il mondo, perché abbiamo accesso a quei due o tre miliardi di informazioni solo sedendoci davanti a uno schermo (quale che sia lo schermo). Non sappiamo cosa guardare e non sappiamo cosa cercare. E questo mio blaterare è un aggiungersi di quella chiacchiera inutile: se posso fare altro <em>non so cosa quest&#8217;altro sia</em>, ed è per questo che perlopiù, ultimamente, sono sparita.</p>
<p>Vedo donne (soprattutto donne, perché si sottolinea di più nel mio sesso, ma non vuol dire che sia un problema sessualmente connotato) che senza avere nessuna consapevolezza del proprio corpo né delle proprie potenzialità, perdono anni e anni della propria vita dietro a questa idea perversa del modello da seguire (che sia la taglia 38, la supermamma, la donna in carriera). Vedo il sesso usato come discrimine di qualunque obbiettivo raggiunto e io nemmeno capisco come funzioni in gender.<br />
Vesto con orgoglio l&#8217;etichetta di sfigata da quando ho una forma sociale (intorno ai 9/10 anni, presumo) perché su di me i modelli hanno sempre funzionato un po&#8217; al contrario, li ho sempre rifuggiti con una diffidenza naturale. Non che questo mi abbia reso più felice, anzi. Il narcisismo, bambini miei, è l&#8217;unica cosa che abbiamo in comune tutti, in questa epoca mediocre.</p>
<p>Non ho suggerimenti validi. Non so nemmeno se la strada che tento faticosamente di percorrere io sia giusta (probabilmente no).<br />
Però alla fine è questo quello che abbiamo, e da qui dobbiamo iniziare. Smettendo di credere che <em>se stiamo fermi e zitti forse la crisi passa</em>. Il mondo non è adeguato a voi? Cambiate il paradigma. Fatelo adatto, rendetelo vivibile, rendete voi stessi adatti al vostro mondo, plasmate voi stessi per primi, il mondo viene dopo. Smettete di cercare scuse. Non ci sono le strade, abbattete i muri. Muovetevi, pensate, agite. Guardatevi intorno e fate qualcosa di voi stessi. Qualsiasi cosa va bene, qualsiasi cosa.<br />
E per carità, smettete di piagnucolare perché <a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_24/martone-laureati-sfigati_7b0f4f6a-4679-11e1-90ee-63dee1b6b376.shtml?fr=box_primopiano">qualcuno parla a sproposito</a>.</p>
<p>In tutto questo, io mi sono scaricata My Little Pony: Friendship is magic. Per darvi un&#8217;idea vaga di quanto cazzo male io stia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Devo IMMETTERE un titolo. Scriverlo non basta più.</title>
		<link>http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/2011/12/devo-immettere-un-titolo-scriverlo-non-basta-piu/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 21:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazioni dis-servizio]]></category>
		<category><![CDATA[true life!]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho aspettato così tanto ad aggiornare che la grafica di WordPress è cambiata tre volte. Fico. E comunque adesso mica c&#8217;ho tempo, sto finendo le valigie, i pacchetti, sto cercando]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho aspettato così tanto ad aggiornare che la grafica di WordPress è cambiata tre volte.<br />
Fico.<br />
E comunque adesso mica c&#8217;ho tempo, sto finendo le valigie, i pacchetti, sto cercando di non collassare perché ho le energie di un capibara defunto da tre settimane e come se non bastasse mi passano film dell&#8217;orrore allucinanti dove <a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DbxwriDF4DOs%26feature%3Dshare&amp;h=dAQEP2WucAQE47cmqSPbVx54TlA_qq6maK9_c3-MjUY2EGw">ninja femmine sparano bolle infernali dalla vagina</a>. Questa ultima digressione era evidentemente una scusa per dire la parola &#8220;vagina&#8221; e far così aumentare esponenzialmente le visite, visto che sono più di due mesi che ho abbandonato il mio povero blog.<br />
Non volevo lasciare solo Mimicry prima della fine dell&#8217;anno, e visto che non tornerò fino al 9, e dopodiché avrò una sessione d&#8217;esame assassina, tanto vale premunirsi subito: ci sarò saltuariamente e con nulla di interessante da dire, visto che ultimamente le cose interessanti &#8211; ma non troppo &#8211; le faccio.<br />
Sto lavorando come una disgraziata su tutti i fronti, prima o poi mi tornerà anche la voglia di fare profonde riflessioni personali su me stessa medesima. Ma non tanto presto, a quanto pare. Manca il tempo effettivo per sedermi con calma e dire che cosa ne penso del mondo e della me stessa nel mondo.<br />
Ho voglia di narrativa (di narrativa russa, che evito da troppo temo), di guardarmi un film sul divano, di parlare con le persone faccia a faccia e non attraverso uno schermo. La mia non-fisicità comincia a pesarmi, così come le posture sempre uguali.<br />
Ma non sono affatto insoddisfatta. Quello che sta per finire è stato uno degli anni più fruttuosi della mia vita, in cui ho cominciato a fare davvero quello che volevo di me.<br />
Magari i risultati non saranno evidenti per tutti, ma so che per quello che vale, ci sono delle persone che lo sanno. La memoria di se stessi, questa buffa abitudine che abbiamo di dover perdurare oltre noi stessi, sempre. Mi piace.<br />
Che vi devo dire, signori?<br />
Alcolizzatevi di brutto, ridete, mangiate, ridete, scopate, ridete, fate quello che vi rende più felici. Ci si rivede l&#8217;anno prossimo. ♥</p>
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		<title>I no che aiutano a crescere</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 18:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il titolo del post è anche quello di un libro che non ho mai letto, ma che trovai anni fa sul comodino di mia madre. All&#8217;epoca mi fece infuriare, per]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo del post è anche quello di un libro che non ho mai letto, ma che trovai anni fa sul comodino di mia madre.<br />
All&#8217;epoca mi fece infuriare, per ragioni contingenti &#8211; avevo diciassette anni, ero assolutamente convinta di aver capito perfettamente perché mia madre mi avesse rovinata; ahinoi, avevo  ragione &#8211; e ne parlai anche qui su Mimicry.<br />
Non ricordo il tono del post in sé, né perché mi sia venuto in mente, ma ero partita con l&#8217;idea di scrivere del mio rapporto con i rifiuti. I miei e quelli degli altri nei miei confronti.<br />
Mi sono resa conto che sarebbe un&#8217;argomentazione decisamente troppo provante per le mie sinapsi, al momento, quindi rimarrà un titolo fuori contesto. Sì, sono una di quelle miserabili creature che danno il titolo prima di iniziare a scrivere. Quasi sempre.</p>
<p>Oggi ho fatto qualcosa che mi ha lasciata completamente spiazzata.<br />
Io non posso sopportare &#8211; ed è un couldn&#8217;t, un non sono in grado di, è fuori dalle mie competenze, esce dalla sfera della mia comprensione &#8211; di fare errori marcati e palesi che influiscano significativamente sugli altri. Finché fallisco nell&#8217;ambito della mia vita privata è un conto; devo rinfacciarlo solo a me stessa, e io e me abbiamo un rapporto decisamente conflittuale ma ben equilibrato. So come gestire il dolore che provoco a me stessa: sono ben allenata a farlo, l&#8217;ho fatto con pervicace testardaggine per ventiquattr&#8217;anni e di certo non ho ancora smesso. Ho fatto del controllo spasmodico delle mie interazioni sociali &#8211; dalle espressioni facciali al registro linguistico al carattere che switcho con allarmante facilità a seconda di compagnia e occasione &#8211; il mio cavallo di battaglia. La maggior parte delle persone che mi conoscono, comprese quelle che mi conoscono davvero, davvero bene, hanno convinzioni su di me totalmente errate, perché le ho finte così bene al principio del rapporto che falsificarle adesso sembra solo costruita modestia. Non lo è mai, non sono capace di modestia. Ma questo lo riprenderò più avanti.<br />
Mi si chiedeva, qualche tempo fa, dove fossi <em>davvero</em> io. E dove, se non nel modo in cui mi sono costruita? Dove, se non nella complessa formulazione di sembianti che ho cambiato come pelli di serpente nel corso degli anni? La vera me non esiste se non in questo essere polimorfo e contraddittorio. Non sono fatta per l&#8217;unità e non sono fatta per la coerenza. Probabilmente non sono fatta nemmeno per la verità, per pura conseguenza logica. La sincerità che metto in atto è sempre totale, quando la metto in atto; questo non vuol dire che non possa sovvertirla completamente l&#8217;attimo dopo. Ho quindici anni, che cazzo volete farci?<br />
Quanto alle falsità che ho costruito con il tempo, il loro perché mi sembra talmente banale da essere mortificante. Ho passato metà della mia vita nella disperata ricerca di un paio d&#8217;occhi che mi guardassero, e l&#8217;altra metà a respingere le attenzioni che avevo attirato. Ho quindici anni. Che cazzo vogliamo farci?<br />
Le attenuanti non esistono, quando compio errori, perché nell&#8217;errore &#8211; incidentale, non voluto, non ricercato, non studiato &#8211; si annida quel dispiegamento di me che ho lottato per tutta la mia piccola fottutissima vita per nascondere. Mi si diceva che non posso essere un cyborg. Oh, cazzo, se posso. Lo so perché non sono mai stata niente di diverso, e l&#8217;accadere dell&#8217;errore mi fa franare tutto il terreno faticosamente ammonticchiato. Ho quindici anni: non voglio farci proprio un cazzo di niente.</p>
<p>Ho pensato molto spesso alla solitudine di per sé, ultimamente. Dei pensieri non proprio confortarti, a dirla tutta, che hanno portato alla scrittura dell&#8217;ultimo post prima di questo. Che ha trascinato con sé, in una catena di avvenimenti che riesco a vedere quasi con chiarezza, a qualche settimana di distanza, una serie di ragionamenti molto puntuali, coadiuvati da un corso di Poetica e Retorica (sono una di quegli sfigatissimi esseri che si arricchisce moralmente ed emotivamente all&#8217;università, sì).<br />
Sto prendendo risoluzioni, e alcune si propongono drastiche. Non so mai quanto riuscirò ad aderire loro &#8211; sono sballottata qua e là dalla mia emotività senza raziocinio (quindici anni) &#8211; ma per il momento sono molto chiare.<br />
Prima fra tutte, devo imparare a riappropriarmi della solitudine.<br />
Nel corso degli anni ho disimparato a stare da sola. Se la solitudine è una condizione imposta non la patisco più di tanto, ma le sfuggo &#8211; sfuggo a me stessa, quindi, quella scevra di declinazioni sociali &#8211; appena ne ho l&#8217;occasione. E l&#8217;occasione c&#8217;è in modo praticamente costante. Non mi piace dovermi ritrovare a disagio con l&#8217;essere umano con il quale invecchierò e morirò.<br />
Non stupitevi se diventerò addirittura meno disponibile di quanto sono, meno accorta, meno presente. Se dirò qualche no in più. Mi sto occupando dell&#8217;unico essere umano del quale mi importi in maniera assoluta e incontrovertibile. Dovreste farlo anche voi, a mio modestissimo avviso. Dovrebbero farlo tutti.</p>
<p>Ho quindici anni e non me ne sbatte un cazzo. Fatevene una ragione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quelle piccolezze tipo respirare</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 19:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono viva sono viva sono VIVA. Sono stata molto molto vicina a non esserlo più, sono invecchiata (sic.), ho una parrucca bionda bellissima, sono talmente nerd che al momento ho]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono viva sono viva sono VIVA.<br />
Sono stata molto molto vicina a non esserlo più, sono invecchiata (sic.), ho una parrucca bionda <em><a href="http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/308218_2433987933113_1354117313_2771467_1955665713_n.jpg" target="_blank">bellissima</a>, </em>sono talmente nerd che al momento ho tre dico TRE campagne di gdr da tavolo in corso, <a href="http://www.anobii.com/books/Le_cronache_del_ghiaccio_e_del_fuoco/9788804610311/01dbd5f6a72cf5be7c/" target="_blank">leggo fantasy-oh-mio-dio</a>, guardo un numero di film spropositato ma non sono mai abbastanza in forze per scrivere qualcosa di relativamente decente sul blog. Questo post lo sta dimostrando ampliamente.<br />
La sessione d&#8217;esami è finita, io l&#8217;ho passata vittoriosamente &#8211; oh, era un po&#8217; ora &#8211; e io sto faticosamente riprendendo il contatto con la mia vita. Ciao vita, mi sei mancata, vediamo di ricominciare a frequentarci per bene e non lasciarci mai più. Grazie.<br />
Stavo anche scrivendo un post di odio generico che mi stava venendo tanto tanto bene e che dimostrava che quando hai dalla tua il potere degli elenchi puntati la retorica, il logos e l&#8217;arguzia sono ammenicoli da donnicciuole, ma! è passato quel fantastico deterrente all&#8217;educazione che è lo stress, adesso sono rilassata come un gatto grasso sul suo cuscino preferito, quindi dovrete aspettare.<br />
In generale, comunque, ultimamente mi sono sentita un po&#8217; stretta, qui su Mimicry. Avrei voglia &#8211; e bisogno &#8211; di parlare di faccende personali che personali lo sono davvero troppo, nel generale senso che parlerebbero di me <em>in relazione ad altri</em>. Ad altri a cui tengo e che mi leggono e che non hanno responsabilità effettiva delle mie considerazioni, tutte variabili che mi fanno legare le dita e rimanermene al mio posto. La politica interna di Mimicry, spontaneamente generatasi nel corso degli anni, è sempre stata quella di cianciarvi di un sacco di paturnie intimiste senza andare ad intaccare la sfera del privato. Sono stata particolarmente brava e naturalmente non smetterò certo ora, ma odio dovermi censurare. C&#8217;è qualcosa dentro di me che si rompe, ogni volta che sono costretta a farlo &#8211; e di recente l&#8217;ho fatto davvero spesso &#8211; senza contare che è un tradimento nei confronti della me del futuro, che dovrebbe riuscire a ricordare quella che è stata proprio grazie a questo blog. So quanto sono cresciuta perché c&#8217;è questo ammasso di deliri adolescenziali che è rimasto sempre uguale a se stesso. È la cosa che mi rappresenta di più, e tacere di necessità (come ho già fatto tante volte in passato) è fare un torto soprattutto a me stessa. Bella fregatura.</p>
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		<title>Mimicry per il sociale: E comunque i cartoni sono comodi, per dormire.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 17:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[idiozia]]></category>
		<category><![CDATA[il mio analista dice]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi vi propongo un esperimento di modestia e rivalutazione del sé, per la campagna Mimicry per il sociale che ho fondato in questo momento, aspettando che il ripasso che devo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi propongo un esperimento di modestia e rivalutazione del sé, per la campagna<strong> Mimicry per il sociale</strong> che ho fondato in questo momento, aspettando che il ripasso che devo fare per riuscire a dare l&#8217;esame di lunedì si compia da solo, in autonomia, e io memorizzi senza sforzo alcuno oltre 500 pagine che non ho la benché minima possibilità di ricordarmi.<br />
Viviamo in un&#8217;epoca di profonda, devastante incertezza.<br />
Lo sappiamo bene.<br />
Non c&#8217;è lavoro, scarseggia persino il precariato, noi nati dopo l&#8217;80 dobbiamo praticamente rinunciare da subito a raggiungere la pensione (o metterci nell&#8217;ottica di arrivare ai 150 anni, e sinceramente preferisco evitare) e frequentiamo università che non ci danno altro che tempo da occupare mentre là fuori individui più furbi si spaccano la schiena a scaricare la frutta al mercato per costruirsi un futuro semidecente.<br />
Bene. Bene? No, non molto, ma non disperate. Fate come me.<br />
Pensate che sì, probabilmente non diventerete magnati dell&#8217;editoria, santoni, mantenuti (le mie tre idee di carriera più papabili alla voce &#8220;cosa vuoi fare da grande&#8221;) ma che ci sono tante altre posizioni importanti che non potrete comunque raggiungere, e non perché siete sfigati o il sistema è crudele, ma unicamente per colpa vostra e della vostra inettitudine!<br />
Dovreste esserne felici, no?<br />
No?<br />
Adesso vi faccio l&#8217;esempio di cinque carriere molto fighe in cui potrei lanciarmi fallendo miseramente. Tira su il morale e vi aiuta a vedere più raggiungibili obiettivi lontani ma non ad anni luce di distanza. E fa ridere, soprattutto.</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>Il fisico teorico<br />
È una carriera figa perché: </strong>Il contatto umano è praticamente azzerato, e hai a che fare con i massimi sistemi del cosmo senza nemmeno dover studiare Kant. Sei automaticamente autorizzato ad essere un nerd ipersfigato, senza la fastidiosa clausola di doverlo giustificare con un&#8217;infanzia traumatica: è solo colpa del tuo elevatissimo Q.I. In più, secondo il calcolo delle probabilità, è molto facile che accanto a te venga <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Big_Bang_Theory" target="_blank">ad abitare una gnocca bionda che ti può fornire un sacco di cheesecake</a>.<br />
<strong>Ma impossibile da raggiungere, visto che: </strong>Ho sempre avuto difficoltà insormontabili sulla tabellina dell&#8217;8.</li>
</ul>
</ul>
<ul>
<ul>
<li><strong>Il trafficante di diamanti</strong><br />
<strong>È una carriera figa perché:</strong> Ti mette a contatto con la natura, è avventuroso, ti fa viaggiare e vedere tanti posti nuovi, ti fa conoscere tante persone sempre diverse. Hai la possibilità di fare carriera molto in fretta e bene, e se sei fortunato dopo una manciata d&#8217;anni non avrai più bisogno di lavorare.<br />
<strong>Ma impossibile da raggiungere, visto che: </strong>il jet lag a lungo andare mi farebbe diventare completamente pazza.</li>
</ul>
</ul>
<ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;idol</strong><br />
<strong>È una carriera figa perché:</strong> Sarei idolatrata dai giapponesi, e lo sapete che non c&#8217;è onorificenza più grande, al mondo, che venire idolatrata dai giapponesi. Nobel, Oscar? Bazzecole. Sono anche della dimensione giusta, ho un sacco di occhioni e un sacco di tette, tingendomi di biondo farei furore immediato.<br />
<strong>Ma impossibile da raggiungere, visto che: </strong>sono stonata come la cosa più stonata che possiate immaginare. E lo so che da Avril Lavigne in genere non è più un problema, ma fidatevi. È molto, molto peggio di così.</li>
</ul>
</ul>
<ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;addestratore di struzzi</strong><br />
<strong>È una carriera figa perché:</strong> Gli struzzi sono animali intelligentissimi e darebbero un sacco di soddisfazioni. Li si potrebbe usare sia per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Prince_of_Persia:_The_Sands_of_Time_(film)" target="_blank">le corse clandestine</a> che per ricavarci degli splendidi boa, e persino Max Pezzali ne ha un allevamento. Chi non vorrebbe farsi invidiare così? (Sì, lo ammetto, ormai sono un po&#8217; tirate.)<br />
<strong>Ma impossibile da raggiungere, visto che:</strong> sono alta un metro e quarantasette e uno struzzo mi ownerebbe di brutto.</li>
</ul>
</ul>
<ul>
<ul>
<li><strong>Il Carillon<br />
</strong><strong>È una carriera figa perché:</strong> Non dovrei fare molto altro che girare su me stessa a ritmo sincopato. Il lavoro più facile del mondo.<br />
<strong>Ma impossibile da raggiungere, visto che:</strong> sono di materiale organico.</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sei Tipi di Pasta: teh fandom</title>
		<link>http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/2011/09/sei-tipi-di-pasta-teh-fandom/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 16:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kijomi</dc:creator>
				<category><![CDATA[PH acido]]></category>
		<category><![CDATA[criticismi]]></category>
		<category><![CDATA[fandom]]></category>
		<category><![CDATA[Il magico mondo del net]]></category>
		<category><![CDATA[Sei Tipi di Pasta]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi rendo conto che seguire una rubrica su Mimicry sia più o meno impossibile. Sono avversa a qualunque tipo di regolarità, evidentemente, e non riesco a schedulare nemmeno me stessa,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Mi rendo conto che seguire una rubrica su Mimicry sia più o meno impossibile. Sono avversa a qualunque tipo di regolarità, evidentemente, e non riesco a schedulare nemmeno me stessa, figuriamoci una serie modulata di post. Questo però non mi toglierà <strong>mai</strong> il gusto di fare l&#8217;imbecille sulle categorizzazioni del mondo. Le amo in maniera inversalmente proporzionale a quanto smetta di credere in loro: al momento, ho raggiunto il mio picco massimo. Oltre a questo, le mie rubriche subiscono l&#8217;altalenante variare della mia ispirazione in materia. Più sono irritata da voi, fastidiose scagliette di mandorla, più mi date modo di assorbire dalla vostra piccola e meschina visuale del mondo il mio sollazzo più grande, quello dello sberleffo impunito. (Impunito perché continuate a essere troppo pieni di voi per accorgervi che vi sto insultando, causandomi ulteriore sollazzo, in una catena autoalimentante senza fine. Come al solito, vi amo.)<br />
Questo post me lo rigiravo in testa da un po&#8217;, ma mai come adesso c&#8217;è bisogno che io lo scriva.<br />
Siete pronti? Chi indovina cosa sono io &#8211; e cosa sono stata &#8211; vince un&#8217;intera teglia di muffin ai mirtilli. Per davvero, eh!<br />
Per chi non sappia cosa sia Sei Tipi di Pasta, <a href="http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/2010/04/sei-tipi-di-pasta-teh-interweb/" target="_blank">qui</a>. Gli altri, con me, nel più periglioso dei mondi. Mi dicono che sono morbosa, quando voglio solo compiere opere di informazione e prevenzione. Tzè.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-1485"></span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: 28px;"><strong>MIMICRY PRESENTA: SEI TIPI DI PASTA</strong></span></h2>
<h2 style="text-align: center;"><strong> Teh FANDOM</strong></h2>
<p style="text-align: center;"> <em>Ovvero: le sei tipologie di persone che Gucci incontra, odia e di cui non può fare a meno.</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ I FANTARD</strong></span></p>
<p>Dicasi fantard l&#8217;essere umano che si fa inghiottire senza via di scampo dal proprio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fandom" target="_blank">fandom</a>. In genere esseri monogami e apparentemente tranquilli, nascondono sotto una facciata di rispettabilità il <strong>Mostro dell&#8217;Ossessione Obnubilante</strong> (da adesso in poi MOO). Sono normalmente interessati un po&#8217; a tutto e riescono ad avere delle conversazioni civili su pressoché qualunque argomento, ma ce n&#8217;è uno su cui non riescono ad essere in alcun modo oggettivi, e se lo si nomina in loro presenza perdono completamente il lume della ragione.<br />
Gli occhi aumentano esponenzialmente di dimensione e si fanno vivacemente brillanti, il loro tono si acutizza e, invariabilmente, chiedono &#8220;<em>ODDIIIIOOOOO, anche tu conosci Opera X?!</em>&#8221; con l&#8217;espressione di perfetta meraviglia del bambino che scopre che Natale e il suo compleanno sono arrivati insieme, sei mesi in anticipo. Se avete la sfortuna di tirare fuori il MOO da un Fantard la vostra tranquilla esistenza per un po&#8217; smetterà di essere tale. Il Fantard è tanto ossessionato quanto ossessionante, e vorrà sapere TUTTO, ma proprio TUTTO quello che pensate del suo unico amore &#8211; per avere la possibilità di correggervi se, ahivoi, siete in errore nel percorrere il loro stesso Sacro Cammino. Vi consiglierà opere per approfondire, edizioni diverse dalla vostra &#8211; che di solito è il <em>Male Puro</em> &#8211; interviste, video su youtube, contenuti speciali, mappe astrali dell&#8217;autore, del cast, vi chiederà se volete accompagnarlo in un tour sui luoghi delle riprese, se di film/telefilm si tratta. Vi tormenterà per settimane, se non mesi, perché lui <strong>ama</strong>, ed è felice di trovare qualcuno che <strong>ami con lui</strong>. Ama discutere, si appassiona, si infervora, dilata il proprio MOO ai limiti estremi della sua costellazione (sic.)<br />
Il Fantard applica il proprio fandom a qualunque cosa, dalla fisica quantistica alla politica contemporanea, se gliene si lascia l&#8217;occasione. Spesso non capisce qual è il limite fra l&#8217;interessante collegamento interdisciplinare e il più astruso arrampicamento sugli specchi, ma non gli importa. L&#8217;unica cosa vera, e bella, è che il suo Fandom c&#8217;è, ed è davvero la cosa che dà anima e ragione alla sua vita.<br />
Se ne incontrate uno allontanatevi molto lentamente, a meno che non abbiate intenzione di essere risucchiati dal suo stesso MOO.<br />
I MOO sono creature insaziabili.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ I RAFFINATI</strong></span></p>
<p>I Raffinati sono una branca molto simile ai Superiori nel <a href="http://www.fabulacorrupta.net/mimicry/2010/04/sei-tipi-di-pasta-teh-interweb/" target="_blank">precedente capitolo di Sei Tipi di Pasta</a>.<br />
Ma volendo sono ancora più irritanti.<br />
Loro <em>hanno studiato</em>.<br />
Quindi <em>sanno di cosa parlano</em>.<br />
Quindi <em>la loro opinione ha più valore della tua</em>, anche se non hanno la minima idea di chi tu sia (potresti anche essere l&#8217;autore, per quanto li riguarda).<br />
In genere li si può trovare accalcati in piccoli branchi su siti specializzati di critica o recensioni, a darsi compiaciute pacche sulle spalle l&#8217;uno con l&#8217;altro.<br />
Seguono una moda tutta loro basata sul semplice concetto &#8220;<em>È fico perché l&#8217;ho deciso io</em>&#8220;, e cambiano idea in maniera piuttosto arbitraria, a seconda di come tiri il vento o proceda l&#8217;opera. Se non procede come avevano acutamente previsto con i loro raffinatissimi cervellini, in genere la bollano come stronzata e la fanno precipitare nell&#8217;infamante baratro della dimenticanza.<br />
Si atteggiano a magniloquenti <em>trendsetter</em>, e saprebbero anche fare bene il loro lavoro, se non usassero criteri di valutazione così genericamente snob da risultare intollerabili alle loro stesse mamme.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ I LOLFAN</strong></span></p>
<p>I Lolfan sono probabilmente i miei preferiti, e se siete appena appena svegli capirete presto il perché.<br />
I Lolfan amano un&#8217;opera perché è di un livello così infinitamente basso rispetto a quello a cui si appassionano di solito che procura loro ondate di serotonina incontrollabili. È meglio di qualunque droga presente sul mercato, e notevolmente più economica. Godono nel prendere per il culo l&#8217;opera e i suoi fan, che giudicano magnificamente teneri &#8211; nelle migliore delle ipotesi &#8211; o irrimediabilmente ritardati &#8211; nella peggiore. Si divertono sinceramente nell&#8217;usufruirne, pur vedendone ogni singolo punto debole: è proprio ai punti deboli che si appassionano. Spesso sono cultori sinceri e appassionati di kitch e trash, e trovano nelle bassezze più infime dell&#8217;espressione umana la vera, ultima, sincera espressione artistica.<br />
Raggiungono livelli di ossessione molto simili ai Fantard, con la differenza che si tengono sulla faccia un&#8217;espressione di tracotante superiorità. Amano sapere che sono loro ad avere il potere sull&#8217;opera, non l&#8217;opera su di loro. Ne evidenziano spietatamente i difetti e ne parlano malissimo a chiunque chieda loro un&#8217;opinione (anche a chi non la richiede, se va male), e mai capitoleranno nell&#8217;ammettere che forse, <em>forse</em>, quell&#8217;opera la amano proprio con un fan vero. Forse un po&#8217; di più.<br />
Quasi mai si rendono conto di essere degli ipocriti fatti e finiti, ma quando se ne accorgono è l&#8217;idillio, perché raggiungono la consapevolezza massima, e possono prendere a ridere di sé, oltre che del mondo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ I RAGEFAN</strong></span></p>
<p>Il loro fandom è il migliore, il tuo fa schifo. Loro hanno ragione, tu hai torto. I loro pairing sono canon, i tuoi crack. Loro sono intelligenti, tu sei stupido.<br />
Sono totalitaristi e non hanno nessuna intenzione di esserlo meno. Hanno trovato la luce che guida le loro vite e nessuno gliela toglierà, a costo di dover urlare insulti &#8211; più o meno raffinati &#8211; a chiunque osi contestarli (o anche solo provare a fare un cortese confronto).<br />
Avete mai provato a parlare di Lady Gaga con un metallaro? Ecco, allora avete perfettamente capito cosa intendo. Se non l&#8217;avete mai fatto, correte a cercarne uno. È un&#8217;esperienza di vita da non perdere.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">♦ GLI </span><strong><span style="text-decoration: underline;">OCD FAN</span> </strong></strong></p>
<p>Questo è una tipologia di fan che soffre di OCD, <em>obsessive-compulsive disorder. </em>Loro guardano tutto. Seguono tutto. Leggono tutto. Giocano tutto. Fanno tutto. Amano tutto. Li si trova su ogni forum, su ogni bacheca, a seguire ogni singolo genere creato. Non hanno gusti &#8211; o ne hanno davvero di <em>molto, molto aperti</em> &#8211; e credono che tutto sia degno perlomeno di essere guardato o letto una volta nella vita. Vogliono provare tutto e sono insaziabili. In genere dispongono di quantità di tempo libero incomprensibili, e quindi quasi sempre sono creature prive di una vita sociale al di fuori dei forum di discussione, a carico di mamma e papà, che si tumolano volontariamente nelle loro camerette a beneficio dell&#8217;associazione consumatori. Mi riesce difficile capire come dopo qualche anno il loro cervello non si gonfi fino ad esplodere, ma a quanto pare sono esseri particolarmente coriacei. Solo, evitate di chiedere loro qual è il loro &#8220;X&#8221; preferito. Li mandereste in panico e vi sorbireste una lista lunga dalle quattro alle sei ore.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ I RAPEFAN</strong></span></p>
<p>I Rapefan sono creature abominevoli sputate fuori dai più profondi recessi dell&#8217;inferno.<br />
Di solito hanno un&#8217;età compresa fra gli 11 e i 14 anni, se sono più grandi vuol dire che probabilmente hanno subito gravi danni cerebrali in giovane età. Capita anche questo, purtroppo.<br />
Un Rapefan non ama davvero il suo fandom, esattamente come uno stupratore di gattini non ama davvero i gattini. Gode nel vederlo smembrato, massacrato, umiliato. Ne prende per goderne e piegarlo alle sue più turpi, infime fantasie. È nel campo del Rapefandom che nascono le Mary Sue, per fare un esempio concreto. E i crackpairing. E i crossover. Tutto ciò che c&#8217;è di puro nell&#8217;amore per un&#8217;opera viene preso dal Rapefan e violentemente stuprato. Plagiano i personaggi per farli diventare quello che più li aggrada. La caratterizzazione non esiste, la trama è una perversione dell&#8217;autore. Si inventano hint, si arrampicano sugli specchi, squittiscono, sbavano, verseggiano. Sono i fan più rumorosi e incontrollabili, e hanno una capacità distruttiva elevatissima. Quello che toccano si rattrappisce, va in putrefazione e muore in pochissimo tempo. Sono forti perché sono un&#8217;orda incosciente e priva di qualsiasi raziocinio. Si basano su giudizi estetici arbitrari per giudicare qualunque aspetto di qualunque cosa, e giustificano tutto con lo stesso metro: &#8220;<em>perché mi piace così</em>&#8220;. Con loro c&#8217;è poco da fare. Una sprangata in testa, o sperare che stiano lontani dal vostro fandom.</p>
<p><strong>Bonus Track:<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>♦ GLI INDECISI</strong></span></p>
<p>A una prima, superficiale occhiata gli Indecisi vi sembreranno degli OCD, ma non dovete farvi trarre in inganno. Gli Indecisi sono molto di più e molto di meno insieme. Parrebbe, dalla quantità spropositata di serie che seguono, dei fan con molto molto tempo libero &#8211; come gli OCD &#8211; e gusti molto molto molto ampli &#8211; come gli OCD. Ma se andiamo a osservarli con più attenzione, noteremo una differenza sostanziale e determinante. Laddove un OCD segue e ama tutto, senza distinzione, formandosi poche o nulle opinioni su quali siano davvero i suoi gusti, un Indeciso avrà sempre un&#8217;idea in testa, univoca, salda, incontestabile. L&#8217;idea della persona con la quale sta conversando.<br />
È assolutamente impossibile avere una discussione con questi individui. Inalterabilmente, troveranno la vostra opinione la migliore, la meglio espressa, la più compiuta, e cambieranno la loro per la vostra. Senza nemmeno lo scontrino, senza porsi domande. Finché non arriverà qualcuno che esprimerà un&#8217;opinione diversa e<strong> TOH!</strong> come per epifania, capiranno che invece era proprio <em>quello</em> che pensavano. E via così, <em>ad libitum</em>, per sempre, su qualunque cosa, finché qualcuno avrà qualcosa da dire.<br />
Non rientrano nei Sei Tipi perché non sono dei veri fan di niente, se non delle persone che hanno delle opinioni. Personalmente, li trovo molto teneri.</p>
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