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  1. Il caos e la pentola a pressione.

    agosto 10, 2011 by Kijomi

    Una volta usavo il blog soprattutto in momenti di profonda frustrazione, o eccitazione, o prostazione. Momenti in cui il mio stato mentale era sovraeccellerato, insomma, frenetico, dove stare dietro ai pensieri battendo sui tasti era arduo. Facevo lo stesso quando scrivevo, spurgandomi dell’emotività eccessiva che si ha quando si è ragazzini. La produzione era senz’altro più sentita.
    Adesso la scrittura mi serve perlopiù come lavagna cognitiva (sì, è per questo che ormai funziono a liste), e per quanto grezzo è tutto pensato e ripensato e rimasticato e sputato, cosa che rende questo posto probabilmente un po’ viscido, bavoso e decisamente meno viscerale.
    In linea generale non mi dispiace – mania del controllo su di me e sulle reazioni degli altri a me – anche perché ritengo sia più costruttivo per tutti leggere qualcosa che venga prodotto da un cervello e non da degli impulsi ormonali incontrollati. Quando sono io a leggere gli impulsi ormonali incontrollati degli altri in genere provo molta tenerezza, e detesterei saper di provocare sentimenti simili. (In caso, non ditemelo. Fatemi il favore di continuare ad avere paura della caustica me che non sono più da tanto tempo ma continuo a fingere squisitamente bene.)

    Poi, ci sono le giornate come oggi, quelle di malumore insensato e viscerale aumentato da tante piccole disavventure – l’esistere di una mattina, il cadere dalle scale, la richiesta formale di onnipotenza e ubiquità – e io vorrei essere capace di lobotomizzare il cervello e lasciar comandare gli impulsi.
    Se il scrivere questo post lo può sembrare, in parte, rimane il fatto che non sia capace di buttar giù niente. Non conosco l’improvvisazione, pur continuando a proclamarmi sua grandissima fautrice. Ho tenuto sotto controllo rigidissimo le informazioni su di me che questo blog ha lasciato trapelare nel corso degli anni, e chi mi leggesse esclusivamente, senza avermi mai incontrata di persona, avrebbe un’immagine esaustiva di quella che vorrei in effetti essere. La comunicazione è un affare strano, biscottini. Di persona sono molto più viscerale - forse troppo – eppure non abbastanza, perché lo sono in maniera incontrollata e irrazionale.
    Dovrei essere razionalmente irrazionale, controllare l’impulso viscerale – che poi è un po’ il far arte, se ho capito cosa vuol dire farlo.
    Avete notato che il verbo capire sorregge la stragrande maggioranza dei miei periodi? Già.
    Lo trovo un giochino perverso, perlopiù, a cui ci pieghiamo perché siamo fatti così, ci siamo sviluppati in questa dimensione e in questa dimensione ci diversifichiamo. Il caos dentro una pentola a pressione.
    Che mi stia bene o no, è questo quello contro cui lotto.
    Questo post avrebbe potuto essere riassunto in una lamentazione brutale e parziale di quanto faccia schifo la mia vita (sic), e invece vi beccate un’incomprensibile mezza tirata psicanalitica.
    Qui, bestioline, stiamo raschiando il fondo della pentola. Che continua a fischiare lo stesso.


  2. Cose sociali ma non socialmente rilevanti

    agosto 5, 2011 by Kijomi

    Il bracciale rosso è andato. Nel senso che è scomparso chissà dove, e comunque era quasi decomposto. Molto bene. Il vederci profondissimi significati di crescita e maturazione e variazione di direzione non cambierà il fatto che adesso mi sentirò nuda per giorni.
    Buongiorno, sono Gucci e sono ancora viva, anche vi confesso che è stata dura.
    Una vacanza onirica a 45° centigradi fissi prima e una settimana di massacrante ma redditizio lavoro manuale ti rendono abile a svegliarti alle sette del mattino (e grazie, svieni alle undici di sera da giorni con filo di bava annesso) per studiare quello che avresti già dovuto finire.
    Sono propositiva, con la schiena a pezzi, il fare roleplay mentale è solo un esercizio di finzione ludico-narrativa per l’esame di teoretica (che bello raccontarsela), ho dei campanelli rumorosissimi e farò un casino di vacanze, quest’anno. In generale, farò e sto facendo una marea di cose sociali. Guarda un po’, me la godo anche. Frequento psicopatici – non nella maniera triste della rete, ahahahaha, sono un casino pazzaaaaaaaaaaaaaaaa! – ma di quelli veri, con psicofarmaci e raptus suicidi annessi. Visto che frequento psicopatici dalla maggior parte della vita e che nemmeno io sto tanto bene, direi che si può fare e ricavarne anche cose utili. Faccio la nerd seria. Faccio l’intellettuale mediocre. Faccio la fangirl in pausa, non ho tempo per esaltarmi.
    Ho in cantiere tante di quelle cose che senza liste probabilmente non me la caverei: questo post non era previsto, ad esempio. Il cosmo potrebbe implodere a causa sua, nonostante è evidente che sia un riempitivo.
    No, ma voi abbiate fiducia, io finisco di fare la editor, la PR e la puttana, poi torno a scrivere periodi razionalmente collegati gli uni agli altri, con o senza bracciale rosso.
    Moriremo tutti.
    (Ieri al lavoro ho trovato un testamento che recitava “In caso di mia morte lascio tutti i miei averi a…” Ho trovato delizioso mettere in dubbio così la propria mortalità. ♥)


  3. Recensioni: Irrazionale come il pi greco.

    luglio 12, 2011 by Kijomi

    Mi è venuto in mente che ho un blog.
    So che ho postato solo stamattina, ma, voglio dire, ho un blog! Nei blog si possono esprimere opinioni! In genere servono a quello, oltre che rendere partecipe il mondo sullo stato dei capelli più belli del creato.
    E visto che nella vita, oltre a esistere, di tanto in tanto produco anche opinioni su cose che non sono le vostre brutte facce, benvenuti a quella che spero diventerà una rubrica. Lo diventerà se riprenderò a leggere con il ritmo di una persona alfabetizzata, e non è un dato così scontato.
    Sono Gucci, leggo libri a casaccio e ogni tanto dico quello che ne penso. Non spesso, quasi mai su quelli che mi piacciono – sono incapace di fare vere recensioni a qualcosa che ho amato, ed è per questo che perlopiù sembro una stronza acida, anche se ho nei to do il proposito di correggere questo brutto vizio (la stiticità di recensioni entusiaste, non l’acidità) – e con una totale, inveterata incompetenza in materia. Non sono una critica e se continuerò a volermi bene lo eviterò accuratamente: una delle cose che più riesce a darmi sui nervi è l’autocompiacimento di quegli autoproclamati esperti, a maggior ragione quando mancano del tutto le basi per considerarsi tali.
    Riassumendo le premesse, scrivo recensioni su cose che non consiglierei di leggere nemmeno al mio peggior nemico. Ho scritto anche recensioni su Twilight, ma quelle ve le risparmio. Se vi interessano le trovate qui.
    Ma sempre di vampiri si parla, ahimè, nella prima che vi propino – barbaramente copincollata da Anobii – e non credete che mi piacciano! Lo faccio per voi, per tenervi al sicuro! (Non è vero, rido come un’invasata.)

     

     

    (continua…)


  4. I titoli sono anticostituzionali, prima delle sette del mattino.

    luglio 12, 2011 by Kijomi

    Il mio attuale status messenger recita “Il bis delle quattro ore di sonno causa zanzara nella cavità auricolare. (Sì, DENTRO.) Fissare il frigorifero aperto – l’unico punto della casa con una temperatura vivibile – e rimanere indecise sulla nausea galoppante o l’eventualità di eggs&bacon. Bene non sto.
    Sono le seiequaranta, non mi svegliavo così presto dal liceo, forse nemmeno lì, e non va bene un cazzo, no.
    Soprattutto perché il caffè non si raffredda e non ce la si può fare a ingurgitare liquidi caldi, anche nel caso ne andasse della tua sopravvivenza.
    C’è una tizia che urla in strada, e io credo di poter partorire sono periodi semplici.
    Ho idea che una subordinata mi ucciderebbe.
    Fra circa due ore sarò in un buco angusto circondata da carta stampata MA non interessante da leggere (sic), a fare un lavoro mortalmente noioso e inconcepibilmente faticoso. Il caffè non è e non sarà mai il sostituto ideale al riposo muscolare di cui necessitavo dopo poco sonno+esame+sfiancante camminata sotto il sole, ma via, siamo giovani, per abbruttirci abbiamo tutto il tempo.
    Cazzo se ho fame.
    Probabilmente mi farò davvero eggs&bacon, con la buona pace del mio fegato e dei familiari che si godranno la puzza di maiale fritto.
    È tutto così gggiovane e spericolato, io qui con il caffè, un romanzo sci-fi pieno di uomini che si rotolano nudi e la bozza della prima parte della Regina dei Serpenti – finalmente! – da correggere. Usando i simbolini carini da deviati mentali dei correttori di bozze-quelli-seri, il mio presunto e sicuramente non granché agognato futuro lavoro. D’altra parte servirà pur a qualcosa essere cresciuta come una grammar nazi.
    Le mie vacanze sono iniziate da una manciata di ore ma promettono cose buone, che hanno l’odore buono che ha sempre l’alba, persino in città.
    Comunque sia, se non likate la pagina fan della Regina dei Serpenti siete degli stronzi e non vi parlerò mai più. Come, cos’è la Regina dei Serpenti?
    …vado a mangiare qualcosa, buona giornata, pancakes al mirtillo ♥