Tag Archive for demenza collettiva

Look and Feel Years Younger

Sono una brutta persona perché mi stavo dimenticando di aggiornare il blog.
Ed è sempre importantissimo aggiornare il blog prima di capodanno, è un rituale irrinunciabile – proprio come capodanno – in cui vi dico cose sagge, vi insulto e metto sempre troppa aspettativa in tutto.
Oh, ma adoro mettere troppa aspettativa in quello che faccio, soprattutto se quello che faccio è festeggiare capodanno.

E quest’anno sarà, a occhio, non il migliore ma sicuramente il più demenziale. E uno degli anni migliori da vedersi concludere, nel bene e nel male.
Mi sembrano passati secoli da gennaio scorso, se-co-li. E contemporaneamente, come al solito, sono tutta “Oh mio dio no non di nuovo cos’è successo al tempo Crono ti odio no non mangiarmi“.
È mezzogiorno e mezza del 30, sono ancora in pigiama e devo mettere su da mangiare. Odio lasciare i post a metà, poi mi dimentico cosa di eccezionale volevo dire!
Oh beh.

Come volevasi dimostrare. Nel frattempo è anche arrivato un pacchetto che aspettavo con ansia. Che si è rivelato non essere quello che aspettavo con ansia. Groan.
Comunque, il succo del post è più o meno “Mamma mia che fatica ‘sto duemilaedieci“. Senza modestia, lo so, ma mi sono davvero fatta il culo, e i frutti si stanno vedendo. Ed era pure ora. E sono soddisfatta. E posso permettermi di dire che me lo merito anche. Un pochino, almeno.
Dovrei dire tante cose, a tante persone. Perlopiù alle solite, in realtà, che sono un esserino abitudinario. Anche se ci sono una manciata di new-entry: non so quanto durerà, ma posso dire con certezza che sarà bello. Ho imparato abbastanza perché ai miei rapporti rimanga solo la parte gradevole, quando sono così easy.
E ai soliti, invece, non dirò niente. Non qui, perché le parole si svuotano, su un blog pubblico. Carne e sangue, sono loro, e cerco di dimostrarlo, più che dirlo, come sempre. Non mi è ben chiaro se mi riesca, ma anche qui, si vedrà. Mai come quest’anno ho la sensazione di essere così giovane, e così vecchia, e con così tante cose da fare, posti da vedere, da fotografare, persone da amare, da leggere, da imparare. Merito anche del mio patto col diavolo, sicuramente. Ma Guru Guru Ponchan, Scillina? Devo considerare la sfida vinta? Eh? ♥
Quanto ai propositi per il 2011:  io non ci credo, ai propositi, se non per il gusto bohemienne di distruggerli uno per uno, quindi non ne farò. Per quello c’è listography. Ma posso dire tranquillamente che un anno che ha contenuto Creta, due romanzi, negromanti, un tempio pagano in casa, tutti quei gufi e quel porno io me lo rivivrei da capo. Con meno fatica, meno sofferenza e meno rotture di coglioni. Con più equilibrio, dai che ci arriviamo. Per me e per gli altri. Con altrettante lacrime, con tutto quel sacro. Con tutta quella passione, sempre di più, ancora. Del brutto non parlo, il brutto lo brucerò lontano da occhi indiscreti. Sono diventata una persona riservata, l’avreste detto? (Come se avessi poi fatto intravedere molto di me, qui.)
L’anno prossimo mi aspettano una sfida sull’altra. E già capodanno è una sfida niente male: l’avete mai cucinato un cenone per dodici persone? Impazzirò.
Tanti gufi a tutti. Tanto di tutto quello che volete e pochissimo di quello che vi serve, perché se vi arriva gratis finite per svalutarlo. Non fatelo!
Vi odio tutti, esseri umani. Così tanto, non ne avete idea.
Buon capodanno – buon inizio solo sulla carta. Buone mangiate. Buona musica. Buona vita.
(E questo post ve lo pubblico il 31 sera, così imparate, oh! ♥)

Future professioni

“Nella città di A. stamane c’era un signore, seduto sul marciapiede, tra una panchina e un angolo. stava lì, assorto, dignitoso, quasi altero, lo sguardo perso nel vuoto. rifletteva, senza curarsi di nessuno.
portava un paio di jeans consunti, la barba incolta, dei sandali, una maglietta blu e una giacca di tweed, nonostante il caldo torrido. era seduto per terra, a gambe incrociate, il braccio appoggiato a una piccola valigia di cuoio e la mano a sorreggere la testa, appesantita da troppi pensieri.
“street philosopher”, si leggeva su un cartello davanti a lui.
“il tema del giorno è: il grigio”, proseguiva la scritta. “un dollaro”, concludeva.
il grigio.
chi voleva, poteva sedersi di fronte al filosofo e dirgli “parliamone!”. e lui sarebbe risalito dagli abissi delle sue meditazioni per aprirsi al prossimo e, solo per oggi, al grigio, scandagliando le sublimi profondità dello sfortunato colore, né carne né pesce, né bianco né nero. tutto questo per un solo dollaro.” [Fonte]

Schwindel unheimlich:

Shin. Abbiamo un lavoro!

† Bęħїŋđ Šħїŋĵĩ’ş Ĕŷęŝ †:

FANTASTICO

† Bęħїŋđ Šħїŋĵĩ’ş Ĕŷęŝ †:

Ok, dividiamoci i compiti.

† Bęħїŋđ Šħїŋĵĩ’ş Ĕŷęŝ †:

Gucci. Tu procurati del tweed.

† Bęħїŋđ Šħїŋĵĩ’ş Ĕŷęŝ †:

Io penso ai jeans.

Schwindel unheimlich:

Io voglio i presocratici.

Schwindel unheimlich:

E i contemporanei.

Schwindel unheimlich:

Tutto quello che c’è in mezzo non serve.

† Bęħїŋđ Šħїŋĵĩ’ş Ĕŷęŝ †:

No i presocratici sono miei è_é

Schwindel unheimlich:

Li ho visti prima di te.,

† Bęħїŋđ Šħїŋĵĩ’ş Ĕŷęŝ †:

Discutiamone.

Schwindel unheimlich:

D’accordo.

Milo:

…o cristo.

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Geometria dell’orrore

Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:

*in fissa da due minuti*

† Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:
°^°

Rucci:
*FIX*

† Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:
un ipercuuuubo °^°

Milo:
oddio

† Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:
la cosa dell’ipercubo mi ha sempre intrippato °^°

Schwindel unheim:
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

Schwindel unheim:
IL DEMONIO

Schwindel unheim:
IL DEMONIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Schwindel unheim:
*SI NASCONDE SOTTO LA SCRIVANIA*

† Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:
…boia, se fai così ogni volta che vedi una figura geometrica non avrai vita facile

† Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:
*OGNI VOLTA CHE PASSA DAVANTI A UN GRATTACIELO URLA*

Schwindel unheim:
…ç_ç No, solo quelle semoventi.

† Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:
…quindi se vedessi un grattacielo semovente urleresti?

† Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:
°^°

† Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:
*SOVRAPPOSIZIONI*

Schwindel unheim:
Se si muove da solo strisciando sì, CAZZO.

Schwindel unheim:
Tu no?

Schwindel unheim:
SEI MATTO?

† Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:
a me verrebbe in mente “il senso della vita” di Monthy Python credo.

Schwindel unheim:

Milo:
A me verrebbe in mente The Ring – Geometric

Milo:
e scapperei

Rucci:
Io forse gli farei un filmato da mettere su youtube.

† Ɓęħїŋđ Šħїŋĵĩ’:
*LA BACIA*

Rucci:
*^* ♥

No, niente, è che non avevo ancora fatto un post da tipica demenza di Maggio. Ecco a voi.

Questo post non parla di tette

Salve, graziosi pancake al mirtillo, come state?
Oggi vi interpellerò su una questione piuttosto di nicchia, quindi quelli fra voi che sono maschi etero, non leggono fanfiction, non sono/sono stati/sanno cosa vuol dire otaku, pensano che la sociologia e l’antropologia siano campi di studi decisamente noiosi sono esonerati dalla lettura. Il certificato ve lo firmo dopo. Se lo volete leggere lo stesso, fatemi il favore di dare una scorsa prima alla Santa Wiki, alle voci yaoi, yuri, mpreg in tre diverse fonti e identità sessuale. L’ultima è un bonus, ma non fa mai male un po’ di cultura, mh?
Gli altri dopo li interrogo. E fa media.
Ah, e soprattutto, per carità, se ci sono minorenni che mi leggono: non ditelo a mamma e papà, ok? Va tutto bene, gli etero esistono (credo), Dio è lassù in cielo e le cicogne porteranno ancora i bambini, dopo questo. Spero.
No, seriamente, io sono un avviso: è un post con delle parti pornografiche piuttosto descrittive, sappiatelo e regolatevi di conseguenza.

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