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Posts Tagged ‘Dostoevskij’

  1. Un sacco di carta.

    maggio 27, 2009 by Kijomi

    Sarà che ho un’opinione davvero eccessivamente alta di me, ma signori, ultimamente non trovo niente di più interessante che rileggere gli archivio del mio blog. Oh, ma come sono interessante, simpatica e lessicamente documentata, davvero, fate benissimo ad amarmi! *O*

    Allora, in attesa che mi venga voglia di scrivere di catfight, scambi di persona, decadenza della letteratura e psichiatria, un sacco di cose interessanti ma che richiedono una percentuale di attenzione superiore a quella che alle condizioni attuali – un ghiacciolo in bocca, seminuda, dondolando la testa su canzoni adorabilmente cretine – posso pensare di utilizzare.
    Quindi faccio AMV, leggo Fëdor e mi innamoro tantissimo di Myškin. E anche di Fëdor, diavolo, quest’uomo ha chiamato sua figlia любовь (Amore)! È adorabile! Scusa ma ti chiamo Amore! (Scusate. Sinceramente. Questa dovevo usarla da quando ci ho fatto imbizzarrire Rucci. Chiedo venia.)
    E vi parlo anch’io, finalmente, della ormai famosa Disfida dei Cinquanta Libri in un Anno, che ho in corso con questo individuo pieno di Agon e un sacco di altri che tendo però a dimenticare.
    L’individuo pieno di Agon ed io in effetti abbiamo in corso altre numerose sfide, tendiamo a scommettere su tutto – lei dice che è colpa mia, ma non è vero, vengo provocata! – e tendiamo a logorarci i nervi con cose della portata della Guerra dei Mille Giorni, sufficientemente analizzata da lei qui, qui e qui. È uno scontro micidiale / un duello fratricida, già, ma quella LA STO VINCENDO IO. ♥ Anzi, ho già vinto, per quanto ne dica Scorpio.
    Per quanto riguarda la sfida letteraria, in realtà, non ci stiamo pungolando poi più di tanto, invece.
    Ogni tanto le dico che non mi batterà mai è_é, ma sono la prima a non crederci granché, visto che poi le mie letture sono sempre molto molto rilassate. Posso leggere tranquillamente 500 pagine al giorno, ma se non sono dell’umore non lo faccio e basta, almeno finché leggere non diventerà un lavoro (e anche in quel caso, troverò il modo di essere altrettanto selettiva).
    Siamo ormai a metà anno e io sono decisamente indietro, sto leggendo ora il tredicesimo libro, che mi varrà anche come quattordicesimo, essendo l’Idiota un consistente mattoncino.
    A voi la lista, e se dovete commentare “Oh, ma sono tutte cosine leggere, eh” lasciate pure perdere: la prima stesura era MOLTO peggio.

    (continua…)