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Posts Tagged ‘grecità’

  1. Isterismi e grecismi

    dicembre 13, 2009 by Kijomi

    Sto usando il blog come antistress.
    Ve ne farete una ragione.
    Sono riuscita, con abile strategia, ad arrivare in ritardo sul programma di un esame che avevo iniziato a preparare in ANTICIPO. Era un segno chiaro che qualcosa sarebbe andato storto. Mi conosco troppo bene.
    E questo post è qui a dimostrazione che non imparo dai miei errori, e continuo imperterrita a perdere tempo. Yay! ♥
    Al terzo caffè del pomeriggio ho cominciato a manifestare i primi segni di morbo di Parkinson, d’altra parte, e sto per bere il quarto nel giro di sei ore.
    Caffè espressi iperconcentrati, e quasi senza – URGH – zucchero, vi prego di notare.

    Quindi meglio sfogare l’adrenalina qui che rendere il libro un Jackson Pollock.
    Anche perché mi sono un po’ rassegnata. E sì che, guardate, dalle impostazioni del mio browser sembro persino una persona seria!

    personaseria
    (Sì, lo so che prima dei siti utili ci sono quelli per cazzeggiare e spendere soldi. Ma siete sicuri di volermi vedere OOC?)

    E niente da fare, siamo caduti in una febbre isterica da grecità.
    Tutti quei concubini. Tutti quei dipinti parietali. E bah, ma lo sapevate che i greci sul palco si esibivano in figure di danza prendendo spunto dai cuscini e dalle civette? DALLE CIVETTE, per Athena Parthenos.

    tantigreciGuardate quello che ho al momento sulla scrivania, e fatevi un’idea del mio equilibrio psicofisico. I primi sei libri dall’alto sono per un esame. Il resto, per puro diletto personale nel distruggersi l’esistenza nel supportare la creazione di original storici a più mani.

    Che vita faticosa. Dopo quest’esame, se sopravvivrò alla caffeina, il che non è affatto detto, dovrò scrivere una tesina di antropologia – probabilmente riciclerò i greci, i greci stanno bene su tutto, come il prezzemolo – sconfiggere il sistema bibliotecario nazionale, fare i regali di Natale, dare una scossa alla mia vita sessuale e sperimentare qualche ricetta per Capodanno. Il tutto, entro il 23 dicembre.
    Non serve che mi diciate niente.
    Lo so.
    È che mi diverte molto, in fondo, l’idea di rimanere sotto analisi per il resto della vita.
    Addio, carini, spengo questa macchina infernale e mi do ad una sessione intensa di – indovinate un po’? – greci.
    Evvai.