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Posts Tagged ‘idiozia’

  1. Mimicry per il sociale: E comunque i cartoni sono comodi, per dormire.

    settembre 15, 2011 by Kijomi

    Oggi vi propongo un esperimento di modestia e rivalutazione del sé, per la campagna Mimicry per il sociale che ho fondato in questo momento, aspettando che il ripasso che devo fare per riuscire a dare l’esame di lunedì si compia da solo, in autonomia, e io memorizzi senza sforzo alcuno oltre 500 pagine che non ho la benché minima possibilità di ricordarmi.
    Viviamo in un’epoca di profonda, devastante incertezza.
    Lo sappiamo bene.
    Non c’è lavoro, scarseggia persino il precariato, noi nati dopo l’80 dobbiamo praticamente rinunciare da subito a raggiungere la pensione (o metterci nell’ottica di arrivare ai 150 anni, e sinceramente preferisco evitare) e frequentiamo università che non ci danno altro che tempo da occupare mentre là fuori individui più furbi si spaccano la schiena a scaricare la frutta al mercato per costruirsi un futuro semidecente.
    Bene. Bene? No, non molto, ma non disperate. Fate come me.
    Pensate che sì, probabilmente non diventerete magnati dell’editoria, santoni, mantenuti (le mie tre idee di carriera più papabili alla voce “cosa vuoi fare da grande”) ma che ci sono tante altre posizioni importanti che non potrete comunque raggiungere, e non perché siete sfigati o il sistema è crudele, ma unicamente per colpa vostra e della vostra inettitudine!
    Dovreste esserne felici, no?
    No?
    Adesso vi faccio l’esempio di cinque carriere molto fighe in cui potrei lanciarmi fallendo miseramente. Tira su il morale e vi aiuta a vedere più raggiungibili obiettivi lontani ma non ad anni luce di distanza. E fa ridere, soprattutto.

      • Il fisico teorico
        È una carriera figa perché:
        Il contatto umano è praticamente azzerato, e hai a che fare con i massimi sistemi del cosmo senza nemmeno dover studiare Kant. Sei automaticamente autorizzato ad essere un nerd ipersfigato, senza la fastidiosa clausola di doverlo giustificare con un’infanzia traumatica: è solo colpa del tuo elevatissimo Q.I. In più, secondo il calcolo delle probabilità, è molto facile che accanto a te venga ad abitare una gnocca bionda che ti può fornire un sacco di cheesecake.
        Ma impossibile da raggiungere, visto che: Ho sempre avuto difficoltà insormontabili sulla tabellina dell’8.
      • Il trafficante di diamanti
        È una carriera figa perché: Ti mette a contatto con la natura, è avventuroso, ti fa viaggiare e vedere tanti posti nuovi, ti fa conoscere tante persone sempre diverse. Hai la possibilità di fare carriera molto in fretta e bene, e se sei fortunato dopo una manciata d’anni non avrai più bisogno di lavorare.
        Ma impossibile da raggiungere, visto che: il jet lag a lungo andare mi farebbe diventare completamente pazza.
      • L’idol
        È una carriera figa perché: Sarei idolatrata dai giapponesi, e lo sapete che non c’è onorificenza più grande, al mondo, che venire idolatrata dai giapponesi. Nobel, Oscar? Bazzecole. Sono anche della dimensione giusta, ho un sacco di occhioni e un sacco di tette, tingendomi di biondo farei furore immediato.
        Ma impossibile da raggiungere, visto che: sono stonata come la cosa più stonata che possiate immaginare. E lo so che da Avril Lavigne in genere non è più un problema, ma fidatevi. È molto, molto peggio di così.
      • L’addestratore di struzzi
        È una carriera figa perché: Gli struzzi sono animali intelligentissimi e darebbero un sacco di soddisfazioni. Li si potrebbe usare sia per le corse clandestine che per ricavarci degli splendidi boa, e persino Max Pezzali ne ha un allevamento. Chi non vorrebbe farsi invidiare così? (Sì, lo ammetto, ormai sono un po’ tirate.)
        Ma impossibile da raggiungere, visto che: sono alta un metro e quarantasette e uno struzzo mi ownerebbe di brutto.
      • Il Carillon
        È una carriera figa perché: Non dovrei fare molto altro che girare su me stessa a ritmo sincopato. Il lavoro più facile del mondo.
        Ma impossibile da raggiungere, visto che: sono di materiale organico.

     


  2. Look and Feel Years Younger

    dicembre 31, 2010 by Kijomi

    Sono una brutta persona perché mi stavo dimenticando di aggiornare il blog.
    Ed è sempre importantissimo aggiornare il blog prima di capodanno, è un rituale irrinunciabile – proprio come capodanno – in cui vi dico cose sagge, vi insulto e metto sempre troppa aspettativa in tutto.
    Oh, ma adoro mettere troppa aspettativa in quello che faccio, soprattutto se quello che faccio è festeggiare capodanno.

    E quest’anno sarà, a occhio, non il migliore ma sicuramente il più demenziale. E uno degli anni migliori da vedersi concludere, nel bene e nel male.
    Mi sembrano passati secoli da gennaio scorso, se-co-li. E contemporaneamente, come al solito, sono tutta “Oh mio dio no non di nuovo cos’è successo al tempo Crono ti odio no non mangiarmi“.
    È mezzogiorno e mezza del 30, sono ancora in pigiama e devo mettere su da mangiare. Odio lasciare i post a metà, poi mi dimentico cosa di eccezionale volevo dire!
    Oh beh.

    Come volevasi dimostrare. Nel frattempo è anche arrivato un pacchetto che aspettavo con ansia. Che si è rivelato non essere quello che aspettavo con ansia. Groan.
    Comunque, il succo del post è più o meno “Mamma mia che fatica ‘sto duemilaedieci“. Senza modestia, lo so, ma mi sono davvero fatta il culo, e i frutti si stanno vedendo. Ed era pure ora. E sono soddisfatta. E posso permettermi di dire che me lo merito anche. Un pochino, almeno.
    Dovrei dire tante cose, a tante persone. Perlopiù alle solite, in realtà, che sono un esserino abitudinario. Anche se ci sono una manciata di new-entry: non so quanto durerà, ma posso dire con certezza che sarà bello. Ho imparato abbastanza perché ai miei rapporti rimanga solo la parte gradevole, quando sono così easy.
    E ai soliti, invece, non dirò niente. Non qui, perché le parole si svuotano, su un blog pubblico. Carne e sangue, sono loro, e cerco di dimostrarlo, più che dirlo, come sempre. Non mi è ben chiaro se mi riesca, ma anche qui, si vedrà. Mai come quest’anno ho la sensazione di essere così giovane, e così vecchia, e con così tante cose da fare, posti da vedere, da fotografare, persone da amare, da leggere, da imparare. Merito anche del mio patto col diavolo, sicuramente. Ma Guru Guru Ponchan, Scillina? Devo considerare la sfida vinta? Eh? ♥
    Quanto ai propositi per il 2011:  io non ci credo, ai propositi, se non per il gusto bohemienne di distruggerli uno per uno, quindi non ne farò. Per quello c’è listography. Ma posso dire tranquillamente che un anno che ha contenuto Creta, due romanzi, negromanti, un tempio pagano in casa, tutti quei gufi e quel porno io me lo rivivrei da capo. Con meno fatica, meno sofferenza e meno rotture di coglioni. Con più equilibrio, dai che ci arriviamo. Per me e per gli altri. Con altrettante lacrime, con tutto quel sacro. Con tutta quella passione, sempre di più, ancora. Del brutto non parlo, il brutto lo brucerò lontano da occhi indiscreti. Sono diventata una persona riservata, l’avreste detto? (Come se avessi poi fatto intravedere molto di me, qui.)
    L’anno prossimo mi aspettano una sfida sull’altra. E già capodanno è una sfida niente male: l’avete mai cucinato un cenone per dodici persone? Impazzirò.
    Tanti gufi a tutti. Tanto di tutto quello che volete e pochissimo di quello che vi serve, perché se vi arriva gratis finite per svalutarlo. Non fatelo!
    Vi odio tutti, esseri umani. Così tanto, non ne avete idea.
    Buon capodanno – buon inizio solo sulla carta. Buone mangiate. Buona musica. Buona vita.
    (E questo post ve lo pubblico il 31 sera, così imparate, oh! ♥)


  3. Egina Hills 90210

    luglio 7, 2010 by Kijomi

    Sono un pochino immersa nella mitologia antica.
    Vagamente.
    E fra il controllare con calma granitica le corrette translitterazioni dei nomi, verificare le vari versioni delle vicende mitiche, stilare interessantissimi elenchi della frutta presente a Creta nel 2000 A.C e leggere inni orfici è abbastanza normale che tutta questa roba mi contagi anche l’inconscio.
    Stanotte ho interpretato nientepopodimenoche le spoglie del mitico re Eaco, padre di Telamone e Peleo e quindi nonno di Achille e capostipite dei mirmidoni. Un gran figo.
    Fatto sta che non ci trovavamo ad Egina, e il grande atto tragico della vicenda non consisteva nella sua gente annientata da pestilenze divine, no.
    Eaco era abbattuto perché il suo quartiere, fiorente e ricchissimo, confinava con un altro decisamente malfamato, dove abbondavano spaccio, droga, prostituzione e un sacco di giocatori di basket con vestiti troppo larghi, esattamente come nei peggiori telefilm per adolescenti negli anni 90.
    E i suoi figli erano in lotta con le bande del quartiere vicino, separato solo da un cancello di metallo. (Cosa ci facessero poi due prostitute ad inscenare teatrini lesbici dall’altra parte io non voglio saperlo. Ma mi è sembrata un’opera caritatevole, da parte del mio subconscio: da che mondo è mondo, nei quartieri ricchi le mance sono più alte.)
    La cosa assolutamente magnifica di tutta la vicenda era proprio Eaco, distrutto e impotente, che paragonava la sua sorte a quella di suo fratello Minosse – mancato sacrificio del toro di Poseidone, moglie zoofila, cornuto lui e cornuto il figlio, in maniere un po’ diverse, presente? –  con un tono tragico che possono usare solo i personaggi in un telefilm per adolescenti negli anni 90.
    Il sogno si chiudeva su di lui che puntava gli occhi enigmatici e scuri verso l’orizzonte e scandiva, basso come solo Luca Ward può:

    “Io… non posso fare più niente per loro. Non posso niente, se varcano il cancello.”

    Mi sono svegliata imbizzarrita e con la canzoncina dei pirati in testa.
    Lo sapevo che rimettermi a fare la webmistress mi avrebbe causato danni neurologici.
    Buona giornata.


  4. Narcolessia selettiva applicata al fangirlism

    marzo 23, 2010 by Kijomi

    Questo post nasce perché mi sono resa conto che stavo facendo una lista su listography di quello che ho fatto di bello questa settimana.
    Ora, prima di trasformare un bel giochino in una dipendenza seria e di perdere definitivamente la capacità di usare avversative e subordinate, direi che è ora di sgranchirsi un po’ le dita.

    Allora, questa settimana sono diventata dipendente da listograph- no, quello era già successo.

    Vediamo un po’.
    Intanto sono quasi morta, ma quella è una cosa che faccio più o meno spesso, quindi niente di emozionante all’orizzonte. Sappiate solo che ho un livello di ferro nel sangue inquietantemente basso, quindi amatemi adesso perché domani non potrei essere più fra voi. No, dico sul serio.
    In più, il signor Milo di Scorpio ha deciso di lasciarci abbandonati a noi stessi più del solito, e succedono sempre cose tremende quando qualcuno se ne va.
    Per fare un esempio, mi sono guardata in stecca tutti e quattro gli OAV di Saint Seiya. Il quinto l’avevo visto immemore tempo fa, ma in giapponese, quindi non vale.
    Ora, voi dovete sapere una cosa, di me.
    Ciao, sono Gucci e ho un problema.
    Ciao, Gucci.
    Ho un problema insormontabile con Saint Seiya. Amo visceralmente questa serie, come credo abbiate VAGAMENTE notato negli ultimi due anni . (Erh.)
    Ma sono afflitta da un disturbo a livello cerebrale di notevole portata: non riesco, in nessun modo, a guardare la serie animata (classica, filler, Hades, OVA, AMV, Canvas, TUTTO QUELLO CHE SIA STATO ANIMATO) senza cadere addormentata.
    È più forte di me. Ci sono cose che il mio cervello non riesce ad elaborare e quindi preferisce byapassare SPEGNENDOSI.
    Mi capita anche con le battaglie  nei film.
    Non ho mai visto per intero Alexander. Stesso dicasi per il Gladiatore. Mi sono addormentata al cinema durante il secondo film del Signore degli Anelli. Ho concluso che probabilmente è  perché durante i combattimenti, soprattutto quelli di gruppo, le figure sullo schermo si muovono troppo velocemente e, non capendo quello che succede, il mio cervello preferisce ignorarlo a piè pari.
    Mi rendo conto che possa sembrare un handicap piuttosto stupido. Lo è.
    Fatto sta che con Saint Seiya il problema assume forme imbarazzanti.
    È capitato che certune malefiche creature bionde, per provare il fenomeno ad un incredulo (giustamente) dio infero, abbiano fatto partire una puntata a caso della saga di Poseidon mentre stavo pacificamente mangiando, assolutamente ignara di quello che mi sarebbe successo di lì a poco. (In realtà la sto facendo sembrare una faccenda complottistica per ragioni sceniche, stavamo solo pranzando davanti ai cartoni animati.

    forse.)
    Beh, tempo tre minuti netti, a me ha cominciato a ciondolare la testa, e per un pelo non mi sono schiantata di faccia, come la miglior tradizione Saintseiyana impone, in un piatto di pastasciutta.
    E non c’era nemmeno da incolpare l’abbiocco post-pasto, visto che stavo ANCORA mangiando.
    Vedete bene che non è un problema irrilevante.
    La serie animata ha per me ancora grandissime lacune, e quando non mi ricordo qualcosa o qualche personaggio non è perché non sia una fan scrupolosa: semplicemente, durante quella puntata dormivo. Mi sono fatta delle dormite magnifiche davanti a a Saint Seiya.

    Comunque, cercavo di guardare gli OVA da qualcosa come un anno e mezzo. I numerosi tentativi, in numerose diverse posizioni strategiche – divano, scartatissimo, troppo comodo; davanti al pc, mi sono schiantata con la fronte sulla tastiera; addosso ad Hadessama, che è troppo magro per essere comodo e tira pizzicotti piuttosto dolorosi, ho solo ottenuto di abbioccarmi in maniera molto frustrata senza comunque capire niente di quello che vedevo – sono stati tutti invariabilmente fallimentari.
    Ma l’altro giorno mi sono messa davanti a youtube con un certo cipiglio combattivo, decisa a non farmi più sconfiggere.
    E CE L’HO FATTA! *___*
    Per davvero!
    Mi sono addormentata solo un paio di volte davanti al primo, il secondo mi faceva troppo ridere per farmi dormire – SAORI È UNA POLENA! *C*;, ho gnaulato per ore, ORE, davanti al terzo, perché il terzo apparentemente dura 80 minuti, ma in realtà sono sette ore e ho pensato sarei morta davvero, ma sono arrivata in fondo quasi incolume. Ah, che spirito di sacrificio! Cosa non si fa per il fangirling!
    E il quarto, il quarto l’ho visto con Rucci, e c’era troppo glam e troppo LOL e troppo trash, obiettivamente, per riuscire a farsi venir sonno. Oltretutto, il commentario su msn aiutava l’attenzione.
    Certo, ovviamente adesso ricordo ben poco delle trame (?) e il mio cervello ha completamente eliso tutte le battaglie di Seiya, ma ehi, un problema alla volta.

    Chissà se prima o poi riuscirò a riguardarmi anche Asgard e capire perché c’era uno con un brutto tatuaggio che picchiava tutti. *Quello che ha capito di tutta la saga.*