Tag Archive for idiozia

Excursus ma di fretta.

Rapidamente ché sono in potenziale ritardo e lo voglio far diventare un ritardo effettivo perché sono una persona malvagia. E pure a elenco puntato perché ormai la mia vita è un elenco puntato, ahinoi.

  • Ho ricominciato Kingdom Hearts 1 che non avevo mai finito. L’ho ricominciato da capo perché sono dotata di un fratello monopolizzatore di console e stronzo, ma whatevah, tanto non mi ricordo assolutamente niente e fangirlo come una verginella, kiwah! *O* Questo per avvisare voi gentili utenti che se sono sparita non è colpa delle Stimmungen. Sono solo di nuovo stata rapita dalla Disney.
  • Succedono cose incredibili, di recente, tanto incredibili da farmi sclerare e pensare a cospirazioni e esperimenti mentali e altre cose da paranoica grave – meno male che non mi credete davvero, quando dico che sono matta, perché tanto qui (inteso sul grande amichevole teh net) siamo tutti matti, no? Ahahahahahah sì buon per voi io comunque li tengo d’occhio, Alfred. Li vedi gli occhietti rossi? Sono malvagi. Sono davvero malvagi e vogliono la nostra anima, Alfred, ma non l’avranno, oh no.
    Comunque sia, visto che le cose succedono lo stesso senza che mi impegni minimamente per farle succedere, non vedo perché dovrei modificare lo status quo del cazzeggio. Voglio bene al mio karma, se mi impegnassi appena di più conquisterei il mondo.
  • Sto scrivendo un post sull’ironia e uno su Friederich Ninì Nietzsche, comunque, perché vi amo e amo soprattutto quando le stats del blog schizzano alle stelle, ahò, cos’è ‘sta penuria di visite? Non è che solo perché non scrivo voi non dobbiate venire in pellegrinaggio quotidiano! La mia autostima ne risente!
  • …SONO IN RITARDO ADDIO ♥

*Questo post vi è stato presentato dai multivitaminici di Gucci*
Eheheheheheheheheheheh. Eh. Eh.

Il potere della leopardiana estetica dell’assuefazione

“Qualsiasi felicità è un capolavoro: il minimo errore la falsa, la minima esitazione la incrina, la minima grossolanità la deturpa, la minima insulsaggine la degrada”

[Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano]

No, sapete, è che dopo un mese passato a postare ormai ho preso l’abitudine.
In realtà ho troppo sonno per scrivere davvero, ci tenevo solo a usare un titolo lungo ed inesplicabile.
Non tutto ha sempre un senso.

*C*

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Now playing: Owl City – If My Heart Was a House
via FoxyTunes

È finito il meme! – Day 30

Oddio. Oddio non ci credo.
È finito davvero.
Mi sembra di fare questa cosa da tutta la mia schifosa vita. Non farò mai più una cosa così stupida, lo giuro, lo giuro, lo giuro. *DONDOLA IN UN ANGOLO*
Ma vi rendete conto che ho postato per trenta giorni di fila?
Non capitava da… no, non è proprio mai capitato, in sei anni di blog. o_o E c’è un motivo, al momento ODIO Mimicry, lo voglio bruciare, aspettatevi mesi di silenzio.

No, non è vero.
Intanto, io e la mia caramellina mou preferita abbiamo finito il famigerato post su Twilight e Mimicry sarà orgogliosa di presentarvelo in settimana, nel primo buco disponibile nella tortura che è diventata la mia vita. Questa settimana non mi fermo un attimo – non l’ho fatto nemmeno nel weekend – e il semestre è ricominciato solo da una settimana, se sono così stressata adesso ad aprile non ci arrivo viva. Sono un mucchietto di carne pallida che schizza in giro, fa lavori pesantissimi, porta pesi su e giù per le scale, legge Cartesio nelle pause, si nutre male e soprattutto di ricostituenti per tenersi in piedi. Veramente, chi me l’ha fatto fare di nascere in questo secolo? Non potevo sbrigarmi e reincarnarmi con un centinaio d’anni di anticipo? Va bene, mi sarei beccata due guerre mondiali, probabilmente, ma vogliamo mettere coi livelli di stress? *C*
Va bene, a parte la mia stupida vita, vediamo un po’ cosa offre il meme quest’oggi:

Day 30 — Whatever tickles your fancy

MA DAI! CHI L’AVREBBE MAI DETTO! *______*
…per fortuna è l’ultimo, sono un po’ isterica.
Oggi volevo parlarvi di una cosa che mi tickla la fancy (credo userò questa locuzione per tutti i secoli dei secoli amen, d’ora innanzi) da innumerevoli anni, più o meno quando ho smesso di fare pensieri lubrichi su Sanzo (non è vero, non ho mai smesso) e ho iniziato a pensare alla mia vita cultural-spirituale.
Che bei tempi.
È un concetto che ritorna in innumerevoli autori da più o meno gli albori della storia del pensiero, lo so, non pensiate che sia così ingenua da credere di poter pensare qualcosa di originale: studio filosofia, per l’amor degli dei.
Mentre Picasso dipingeva Les Demoiselles D’Avignon, Albert Eistein, in America, a centinaia di chilometri di distanza e ovviamente senza conoscere il pittore, formulava la Teoria della Relatività, di cui Les Demoiselles sono praticamente la rappresentazione artistica.
Il Romanticismo che esplode in tutti i paesi europei nello stesso periodo. Giacomo Leopardi che ripercorre la critica Rosseuniana senza aver mai letto Rosseau, e fa lo stesso con Kant prima e Schopehauer – in misura minore – poi.
Le idee che si spostano, viaggiano, infettano gli animi degli artisti e dei pensatori come un morbo, seguendo sentieri sottili ed inesplicabili.
Più in piccolo, per farvi capire la portata del mio farneticare: proprio negli ultimi giorni, senza che nessuno parlasse più con l’altro, tutte o quasi le persone che più di tre anni fa erano appassionate alle Cronache dei Vampiri di Anne Rice sono tornate a leggere i libri, guardare i film, parlarne, fanartarci. È risbocciata la passione, e in più di sei persone che conosco personalmente.
Come succede, e perché?
Ecco, il mio fancy tickler di oggi è questo: le Idee come entità astratte ma in qualche modo indipendenti, autonome, che possono calarsi nelle anime di chi è disposto ad accoglierle, ma che funzionano come vere e proprio tempeste di pollini. Una volta passata, se non la si è raccolta, difficilmente sboccerà.
Sì, sto delirando. E vado a mangiarmi un muffin. ♥
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Now playing: Owl City – Fireflies
via FoxyTunes

Passati di verdura alle ore piccole.

Appunto per il futuro, che conoscendomi perfettamente so già non rispetterò giammai, ma whatevah, è un post delle tre meno dieci del mattino e posso permettermi di fare l‘emodelcazzo: basta guardare le vecchie foto.
Basta guardare quelle nuove dove non ci sei, basta rileggere vecchie lettere, basta progettare di scriverne di nuove – lo sai già quale sarebbe il risultato, e sei stufa dello sconfortante silenzio. Non sei stufa dello sconfortante silenzio? Io sì.
Basta anche rileggere il proprio blog, per quanto sia esondantemente figo.
Lo so, lo so, eravamo cool. Eravamo veramente fiche. Siamo in pausa pranzo, torneremo, nel frattempo basta ancorarsi al passato.
L’unica cosa bella del passato è che è passato, e ti sembra così straordinariamente di più – più bello, più felice, più creativo, più profondo, anche se per profondità si intende quella della buca che avevi scavato per seppellirtici – di adesso perché  ne conservi un ricordo epurato da tutto lo schifo che invece c’è stato, a bidoni.
E questo succede perché nonostante millantino il contrario sei una persona positiva e dolce e carina, anche se hai la frangetta e sei bravissima a fare la stronza.
L’adesso fa schifo perché ci vivi e puoi fantasticarci su relativamente poco. Tutto qui. Chiaro e lineare. Magari vai a dormire, adesso.

Che poi, come fanno ad essere le tre meno dieci, se fino a mezz’ora fa erano le undici e stavo programmando di andare a dormire per la troppa scoglionatura? Misteri dell’intraweb. ‘Notte.