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Posts Tagged ‘musica’

  1. Non è che sei diventata americana?

    luglio 6, 2011 by Kijomi

    Il vuoto pneumatico. Con la scusa che devo studiare, ma non ci riesco, finisco per farmi assurgere al vuoto cosmico che è faccialibro. (Odio faccialibro, mi ha rovinato la vita quasi quando il roleplay). Finisco per non fare assolutamente niente perché dovrei fare altro: paradossalmente, se fossi libera riuscirei a leggere, impegnarmi nei sedicimila progetti in cui sono impegnata, avere conversazioni interessanti. Ma non ci riesco.
    Non ci riesco è solo un amabile eufemismo del mio stato cerebrale attuale; vi basti sapere che ho fissato il vuoto per due minuti cercando di ricordarmi il termine eufemismo. (E poco fa ho googlato “parla senza muovere le labbra” perché non ricordavo ventriloquo. Aiuto.)
    Non riesco a concentrarmi su niente – mi sono distratta un attimo e anche quello che stavo dicendo è scomparso nell’aree. Magari soffro di ADHD. Magari dovrei iniziare ad imbottirmi di psicofarmaci come fanno coi bambini americani. (Il titolo è una cit. delle preoccupazioni che faccio insorgere nella gente che frequento, per dire.)
    In compenso però ho conversazioni assai pregnanti sulle mie tette. (Qui, per farvi beare anche dell’avatar preveggente sul mio prossimo colore di capelli che questa creatura indicibile mi ha fatto ♥)
    Ehi! Da quanto non parlavo delle mie tette nel mio blog? Ho scoperto che ci sono persone non informate del fatto che io sia fonte di imbarazzo nel venir presentata all’uomo etero medio, che complice la mia ridotta altezza spesso non riesce minimamente a focalizzare lo sguardo sulla mia faccia. E sì che credo di possederne una particolarmente carina. Popolo! Ho una quinta! Lo so che sembro troppo intelligente perché sia vero, eppure gli abomini di natura esistono!

    Ricordo vagamente che volevo parlarvi di parecchie cose, a parte le mie tette – che come da copione prendono il sopravvento.
    Delle Moleskine, di quanto mi facciano incazzare le Moleskine, delle reazioni inconsulte che ho tutte le volte che vedo una Moleskine. Dei rapporti umani, soprattutto della gelosia, delle periferiche, della teoria dell’attaccamento, delle simbiosi, della mia assurda incapacità di capire le pance. Del francese, di quello che è nella mia testa – forse solo nella mia pancia, in realtà – il francese, dei francesi che ho fatto riemergere da una tumulazione durata anni e di quanto mi mancavano, del suono aspro e caldo che hanno nella mia testa le loro voci, le loro mani, i loro modi di soffrire. Che è quello che non ho io, e magari vorrei. Magari mi spaventa e basta. Delle maniere goffe e strane che ho di salvare piccole parti di me dalla miseria, di come sia brava a farlo.
    Delle mail che inizio a scrivere e di quando mi accorgo di non avere più la potenza retorica che le riempiva di tanto amore una volta, quei secoli fa in cui ero così disperatamente innamorata della me stessa che sapeva scrivere, o che credeva di saperlo fare (se ci pensate bene, finisce un po’ per diventare la stessa cosa), e che lascio a metà promettendomi di…
    Di cosa, di finire? Di trovare qualcosa da dire, magari, ti riuscire a toglierlo dalla pancia – se è davvero lì – masticarlo, impastarlo con le parole di questa bella lingua che possiedo e che mi arrugginisce in testa, farne qualcosa che comunichi come mi sento. Che magari lo spieghi anche a me.
    Forse, a ventitré anni suonati, inizio a capire a cosa serve la musica.

    Ci ho messo precisamente sette ore e mezza a scrivere questo post. Sopprimetemi, davvero.


  2. Questo post è un riempitivo, e come tutti i bravi riempitivi è solo uno stream of consciusness. E questo è un titolo esplicativo.

    ottobre 11, 2010 by Kijomi

    Stavo cercando di guardarmi Memento, ma avere l’indirizzo IP condiviso dal fratello che si guarda sedici anime al giorno è una disgrazia di portata nazionale. Dieci minuti di film e cinquantasei di rottura di palle, che Megavideo come null’altro al mondo riesce a metterti in quella situazione di stallo fisico e spirituale in cui non fai un cazzo e non puoi fare niente altro, perché stai attendendo, e l’attesa è già fare qualcosa.
    Forse mi manca davvero tanto il mio analista. Ti prego, doc, ritorna, o io tornerò a mangiare i muri come Rebeca! (Non che l’abbia mai fatto, ma mi sono sempre chiesta che sapore avesse la terra.) (E questa era una cit. di Cent’anni di solitudine, sapevatelo.)
    Sono stanca come può essere stanca l’Idea platonica della Stanchezza. Sono uno straccetto, stamattina mi stavo addormentando a lezione, cosa che non capitava dalla terza liceo, credo. Ziggy è morta e sono pure a dieta – era ora – e sì, in effetti, sono anche invecchiata. Ancora, stupida rotazione terrestre.
    Ma ho passato uno dei più bei weekend da anni a questa parte, sono ancora fiera di me per la luculliana cena che ho preparato ai Goldies, ho visto la mostra su Dalì ed è una figata immane – andateci, luridi ignoranti – e mi sono arrivati i biglietti per Guccini. Ho anche i capelli corti e sono una figa stratosferica, manco a dirlo.
    Le cose vanno secondo un ordine. Cioè, può succedere davvero! Anche a me!
    Pensa un po’ che roba. E c’è un lato positivo anche nel sonno perenne: quando dormo, lo faccio tanto profondamente da non sognare. Ciao, incubi.
    E sì, sì, ve li sto scrivendo, i post che bramate. Lo so che li bramate, ma sono talmente invischiata fra gente morta, steampunk, concorsi letterari, leggere-Saiyuki-Reload-in-stecca-oh-mio-dio-quanto amore-tornato-a-galla-in-una-volta-sola che non ho tempo nemmeno per il forum. E voglio bene al forum! Mi manca quasi quanto il mio analista! La maniera migliore per lurkarmi in questo momento sono twitter e listo. E ve lo dico perché sì, ho un contratto con listography, devo linkarlo almeno una volta al mese e in cambio lui mi dà le caramelle.

    Concludendo, che cazzeggiando il limite Megavideo è finito e posso tornare al film, stamattina mi sono segnata la playlist di quello che mi ha propinato il mio lettore andando in università. E devo condividerlo, perché credo rappresenti perfettamente lo stato di grazia barra psicosi maniaco depressiva in cui verso al mattino, nella folla di altrettanti milanesi psicotici.
    Enjoy.

    1. Oh che sarà – Fiorella Mannoia
    2. On the Radio – Regina Spector
    3. Stop the Rock - Apollo 440
    4. Can’t take my eyes off of you – Cover by Muse
    5. With Love from me to you – Beatles
    6. Walking Down Your Street – Bangles
    7. Monster Monster – Lordi
    8. I Love my Dog - Cat Stevens
    9. Hair – Hair OST

    E sappiate che io faccio un sacco di air guitar, quando sono in giro.


  3. Money Money Money!

    marzo 10, 2010 by Kijomi

    Money, money, money
    Must be funny
    In the rich man’s world
    Money, money, money
    Always sunny
    In the rich man’s world
    Aha-ahaaa
    All the things I could do
    If I had a little money
    It’s a rich man’s world

    Salve, piccoli pancakes ricoperti di meringa.
    Ho freddo e ho dormito quattro ore, questa notte. La mia faccia è devastata. Il mio corpo è devastato. Il braccio destro mi fa un male cane da tre giorni e non si capisce bene perché. Ieri sera mi è venuto un infarto (per davvero). E sono andata a dormire alle quattro perché voglio reincarnarmi in Dio, al prossimo giro. Faccio meno di quello che dovrei ma più di quanto abbia mai fatto. Bene o male, chissà.
    Llama llama duck.
    Per ovviare a queste catastrofi esistenziali, faccio quello che tutte le femmine di vent’anni in premestruo che amano gli stereotipi fanno: spendono soldi.
    Nell’ultimo mese ho prenotato le vacanze per agosto (♥♥♥ *Inserire squittii entusiasti qui*), per il Famigerato e Malefico e Segretissimo Programma di Aprile (♥♥♥ *Inserire altri squittii*), ho ordinato su Amazon cose che non arrivano ¬____¬, ho rinnovato la camera e ho speso e sparso un po’ ovunque, col risultato che probabilmente dovrò perdere il vizio di nutrirmi nelle prossime due settimane se voglio sopravvivere all’anno.
    E ho una MIRIADE di ulteriori progettiinutili desideri materiali. No, veramente, ormai comincio a considerare la prostituzione una strada assolutamente legittima e percorribile. ._.
    Ma lasciamoci da parte le lamentazioni e passiamo alla parte succosa del post. Ciao, miei adorati lurker, ça va? ♥
    Fotine minuscole – perché Ziggy sta morendo e la qualità fa schifo – tutte per voi. Enjoy!

    (continua…)


  4. Dove tutte le cose hanno stanchezza di esistere e spalancato dolore.

    febbraio 9, 2010 by Kijomi

    Grazie, grazie, grazie, mille volte grazie alla creatura deliziosa e appena conosciuta che me l’ha fatta scoprire.
    Non poteva capitare in un momento più adatto, non poteva esserci niente di più bello e giusto, nel preciso momento in cui l’ho ascoltata.
    È stata un’inconsapevole fune su un baratro apertosi per caso e per niente.
    Ho bisogno di poesia, ho disperatamente bisogno di poesia.
    Grazie.