Sì, ecco, ciao.
Ero lì lì per scrivere un post dei miei, quelli a cascata, deliranti e meravigliosi.
Poi mia madre è arrivata con una ciotola enorme di mirtilli e fragole, e le mie sinapsi sono collassate tutte insieme senza passare dal via a ritirare le ventimila lire. Piccole tragedie moderne.
Insomma, teh net, come ce la si passa? È un po’ che non dialoghiamo, io e te, caro vecchio amico. Teh Net, sai, d’estate diventi davvero una palla.
A dire il vero, stai diventando una palla a prescindere, giusto per fare la solita acida incontentabile.
Mi spiace fartelo notare così bruscamente, ma siamo amici, no? E un amico ha anche questi doveri un po’ scomodi. Stai diventando noiosetto, sì.
Pieno delle tue settine elitarie, che per carità, quando avevo sedici anni mi divertivano pure, ma adesso trovo francamente ridicole. Pieno di bimbiminkia che la minchia, excusez-moi il francesismo, ce l’hanno ampiamente frantumata. Pieno di troll che fingendo di credere che fra un paio di anni finisce il mondo – di nuovo? Ehi, io quanto tempo è che dico che siamo nel medioevo? – si creano la scusa perfetta per non fare altro nella vita se non sbrodolare sgrammaticità evidenti addosso ai poveri innocenti. Pieno di fanfiction già viste e già lette, pieno di Merisù, pieno di iotifriendotumifriendi?, pieno di boriosetti che si autocelebrano The Ultimate Critico della Letteratura perché hanno avuto la straordinaria botta di culo (quando il culo non è rientrato nella faccenda in altra maniera) di pubblicare un libercolo di cui, grazie tantissime, veramente, la letteratura non sentiva nessunissimo bisogno.
Insomma, Teh Net, so perfettamente che nulla è cambiato, da quando ci siamo conosciuti, se non la mia percezione di te. Sono quanti anni, ormai? Sei, sette? Sette anni che ogni giorno passo a guardare le stesse cose, leggere le stesse notizie, giocare agli stessi giochi e incontrare, bene o male, le stesse facce. Emh, avatar. Insomma, la cosa più emozionante che mi è capitata ultimamente è Farmville, su Facebook, e capirai bene che un giochino dove devi spremere il latte alle mucche e piantare semini non sia il massimo massimo per l’adrenalina.
Cosa dobbiamo fare, eh? Ci devo pensare io, come al solito?
Vediamo un po’ di prenderci sulle spalle anche questo fardello.
Eh, cosa vuoi farci, sono un’anima pia, in fondo in fondo. Fingo solamente di essere una stronzetta acida, per non dovermi subire poi troppa gratitudine da parte del mio immenso ed affezionato pubblico.
Non devi ringraziarmi, lo faccio solo per bontà d’animo.
A proposito.
Dico a voi, immenso ed affezionato pubblico.
Giusto per dare un po’ di brio, una scossa di feromoni, un brivido felino, una spruzzata di glitter rosa sulle vostre inutili e grigie esistenze, la sottoscritta pensava di aprire un Podcast.
Oh fuck yeah.
Una cosetta regolare – da decidere quanto regolare – dove ascoltare la mia insopportabile vocina che blatera le stesse cazzate che leggete qui, solo in versione più figa, perché qualcosa di 2.0 come un podcast rende figo qualsiasi cosa. Per dire, ho aggiornato il mio gatto alla versione 2.0 e adesso vola e parla slavo, mica roba da poco. Peccato sia diventato anche un vampiro e la notte scorsa abbia tentato di mangiarmi. Bug prevedibili che si sistemeranno con i prossimi ventitré aggiornamenti.
Insomma, che ne dite? Lo faccio o non lo faccio?
Sono misconosciuta, ho una voce tremenda, sarà impossibile trovare del glam rock non protetto da copyright da farvi ascoltare e probabilmente non sarò mai regolare abbastanza da ricordarmi di avere un podcast, ma è la Mirabolante Idea Della Settimana, per cui non distruggetemela, o piangerò lacrime da Winx per giorni, ecco.
Attendo il vostro tifo sfegatato. Se non arriverà, tempo che il Podcast di prova ve lo beccherete lo stesso, fosse solo per il fatto che ho già scaricato il plugin che mi serve XD