RSS Feed

Posts Tagged ‘Poesia’

  1. Tè tiepido e zombificazioni. (E Book meme – Day 16)

    dicembre 16, 2010 by Kijomi

    Ho abbandonato il meme ah sciagura perpetua cadrà su di me. Pregate per la sventurata anima di questo blog. Lo scrivo a memoria per i posteri, che tanto con la programmazione dei post recupererò senza colpo ferire. Il web 2.0 è eticamente scorretto, vedete? L’ho sempre detto.
    Non ho abbandonato solo il meme, ovviamente, sono giorni che sono sparita dal l’universo sociale, internettiano o meno. Listino pratico per farvi capire perché scrivo come se avessi l’artrite alle mani – a parte che per il male che mi fanno può essere solo quello, o un alieno che mi farà spuntare gli occhi sui palmi: sono stata a sentire Guccini. Lo amo, è matto, ne sono uscita piegata a metà e con tanto amore per il mondo; ci sono stati gufi e pancakes e  ho una pronuncia tedesca terrificante che non probabilmente non migliorerà mai; c’è stato anche studio matto e disperatissimo per rimediare ad un mese di cazzeggio e passare un esame carogna, poi passato. C’è stata tanta Wonderland, davvero più di quanto potessi permettermi, e chi se ne frega cosa posso permettermi, tanto la sfango sempre, lo sappiamo. E sono due giorni che mi sveglio con parole a caso del mio esame in testa, e adesso ve le dico, così, senza collegamento logico (anche perché collegamento logico non c’è): Stagirita. Oikeiosis. 322 A.C. Ipostasi. Kathekonta. E katorthomata che se no si sente sola. Primo triumvirato. Gabbiano. (Fichte).
    Ora che siete un po’ più colti e io sono riuscita ad occupare la mezz’ora di tempo che dovevo buttare via, vi lascio al meme librario, senza farvi nemmeno cenno della condizione di profonda instabilità esistenziale in cui mi trovo assieme al resto delle persone con un cervello in questo paese, perché su Mimicry non si parla di politica né di vita vera, quindi non crediate che abbia dei sentimenti a riguardo. Non li ho, e se mi sveglio piangendo poi mi riaddormento sognando orge di filosofi. Sul serio.

    Day 16 – Favorite poem or collection of poetry
    Senza possibilità di appello, benché abbia una libreria di poesia fornitissima, Le Fleurs du Mal di zio Charlie. Anche se il periodo decadente l’ho ormai passato, è stato il libro che mi ha spalancato il mondo della poesia, quindi che mi ha fatto intravedere il sublime, che ha formato la mia educazione estetica, che c’è sempre stato quando tutto mi cadeva addosso. Ho l’edizione con la traduzione in versi di Gesualdo Bufalino, che adoro nonostante le evidenti lacune che una traduzione del genere può dare, anche più di ogni altro lavoro di traduzione. Ma ho iniziato con quella e ne sono estremamente affezionata: è il mio libro più consunto, insieme a Cent’anni, e viene consultato ogni due giorni circa. È il responsabile effettivo della produzione di Sublime e fonte di tutti i nomi (perché a sedici anni ero anche più pigra di adesso.)


  2. Dove tutte le cose hanno stanchezza di esistere e spalancato dolore.

    febbraio 9, 2010 by Kijomi

    Grazie, grazie, grazie, mille volte grazie alla creatura deliziosa e appena conosciuta che me l’ha fatta scoprire.
    Non poteva capitare in un momento più adatto, non poteva esserci niente di più bello e giusto, nel preciso momento in cui l’ho ascoltata.
    È stata un’inconsapevole fune su un baratro apertosi per caso e per niente.
    Ho bisogno di poesia, ho disperatamente bisogno di poesia.
    Grazie.


  3. «Il presente vivente è la dialettica della dialettica e della non-dialettica.»

    ottobre 20, 2008 by Kijomi

    Vedete, in realtà è tutta questione di individuare il fulcro del problema.
    Il mio, ad escludere il vissuto nevrotico, è il fatto che capisco. Capisco ogni-singola-parola.
    Il rendersene conto è tautologicamente compreso nel concetto, lo so, non credete di fregarmi.
    Se mi limitassi al puro nozionismo come la gran parte dei miei colleghi (oltre a dimostrare meno presunzione) sarei semplicemente la fighetta supponente che fingo di dimostro di essere.
    E invece no, un’epifania dietro l’altra. E io non sono nemmeno pluriorgasmica, eh, per me è faticoso.
    Il discorso sul discorso sta prendendo pieghe profonde e scurissime. Non riesco a non esserne morbosamente attratta.
    Sto iniziando ad accettare l’orrore come parte di me.

    De ce ciel bizarre et livide,
    Tourmenté comme ton destin,
    Quels pensers dans ton âme vide
    Descendent? réponds, libertin.

    — Insatiablement avide
    De l’obscur et de l’incertain,
    Je ne geindrai pas comme Ovide
    Chassé du paradis latin.

    Cieux déchirés comme des grèves
    En vous se mire mon orgueil;
    Vos vastes nuages en deuil

    Sont les corbillards de mes rêves,
    Et vos lueurs sont le reflet
    De l’Enfer où mon coeur se plaît

    Non cesserò mai di essere decadente, nonostante tutto mi remi contro. C’è una parte di me che è immutabile ed eterna, ed è meglio così.
    Se lascio che il terrore mi scorra addosso, attorno, dentro, se non oppongo resistenza, se cesso di temerlo e lo analizzo come semplice presenza, se mi piego ancora, se faccio l’alga azzurra [cit.], se faccio tutto questo è molto più semplice. Le ferite diventano talmente superficiali che dimenticarle è come sognare la loro non-esistenza. Semplice, e naturale. Trascendentale, senza nessuna responsabilità attiva. Molto adatto a me.
    E basta.

    Ho passato il weekend a combattere contro ragni più grossi di me – mai visti tanti aracnidi tutti insieme, e la recente lettura di Rant era vagamente deterrente a rendermi piacevole la cosa – e cospargere tutto di acqua sale e alloro. Nel caso volessimo fare una grigliata non dovremmo nemmeno portare le spezie, basterebbe passare le bistecche sui muri.
    Masticare alloro provoca visioni. Beh, non proprio visioni, ma fidatevi: è legale e costa meno di altra robaccia. Mi rendo conto sempre di più che l’unico motivo per il quale non sono una tossica è che ho naturalmente una percezione alterata della realtà. Sarebbe uno spreco inutile assumere altro che ossigeno e zucchero.
    Sono stata me stessa per così poco tempo, negli ultimi due giorni, che ritornare IC comincia a farsi difficoltoso.
    La schizofrenia dissociativa sta diventando una necessità fenomenologica. Affascinante, impazzire tutti insieme senza nemmeno un palcoscenico su cui questo sia autorizzato e controllato. Liberatorio.
    Lo sapete che il caffè contiene un inibitore degli estrogeni? Se volessi per un disastrato caso farmi rimpicciolire il seno, dovrei semplicemente iniziare ad ingurgitare caffeina.
    Per fortuna il caffè mi fa discretamente schifo.
    Leggo leggo leggo leggo ossessivamente come ai bei vecchi tempi.
    Quando non leggo è perché sto dormendo. E ho ripreso ad avere fasi REM decenti. Peccato continui a sognare la mia agenda.
    Ho voglia dei cieli di Parigi, e di innamorarmi.
    Ma credo che per ora mi accontenterò di andare a preparare degli onigiri.

    Milo:
    (OKAY. COSA FACCIAMO? )
    The Ultimate Grinnin Electronic Dandy:
    (NON LO SO.)
    Milo:
    (Andiamo bene.)
    The Ultimate Grinnin Electronic Dandy:
    (Googlo kamasutra?)

    La decontestualizzazione è la via, sappiatelo.


  4. Apologia di tua sorella.

    luglio 15, 2008 by Kijomi

    Il fatto che io scriva poesie (?) saffiche in stile (??) neoclassico (???) vi può far intuire in che stato versi il mio cervello.
    Sono stanca. Ho studiato filosofia del linguaggio per novantasette ore di fila – vabe’, il fatto che nel frattempo mangiassi, dormissi e roleplayassi non è indicativo – e sono completamente esaurita.
    C’è solo una cosa peggio di un saggio di filosofia del linguaggio scritto nel 1874: un saggio di filosofia del linguaggio scritto DA UN TEDESCO nel 1874. No, ma voi AVETE IDEA di come scrivono i tedeschi, vero? I FILOSOFI TEDESCHI?
    Ce l’avete?
    E passi, finché è Goethe. Passi un po’ meno con Nietzsche, ma ancora ci sta. Quando poi bisogna leggere Kant e Hegel, ahahahahahahahahah, non so voi, ma io ricordo quell’esame di estetica come la cosa più provante per le mie delicate ondine cerebrali da tipo SEMPRE. E quello oltretutto era un bell’esame. Ma FREGE. Oh, per tutti gli dei del mio nutritissimo Pantheon, GOTTLOB FREGE è IL-MALE. Va bene, posto che a voi dello stupro della sintassi a cui ho dovuto assistere non freghi un accidente, stavo per scrivere un post intitolato Ontologia dell’essere bassi. Che poi suonerebbe anche bene ma sarebbe concettualmente idiota, significando più o meno “Discorso sull’essere essere bassi”. Ma d’altro canto Ontologia del basso fa schifo. E poi ci si confonde con lo strumento musicale. Quindi ho rinunciato. Ho troppa stima della parola ontologia.
    Comunque la parola della settimana è IDIOSINCRASIA. È stato un testa a testa molto emozionante con CONGETTURA, ma idiosincrasia ha una musicalità tutta sua. No, non siete pazzi voi, sto proprio delirando io.
    Mi ha chiamato il Big Boss e mi ha detto che lavorerò in condizioni molto poco umane. No, dico io, PELO E PELLICCIA.
    Credo non sopravvivrò ma sarà divertente. Per gli altri. Se volete vedermi morire – la gente che mi vuole morta ultimamente aumenta a dismisura, la cosa è quantomeno interessante, non credete? Più una si fa i cazzi suoi più la gente cerca di mangiarsela – potreste venire a Modena il 25 luglio.
    Ho fame. La cucina è lontana.
    Mi fa male il collo, devo fare la valigia – ancora – devo finire di scrivere quelle poesie saffiche in stile neoclassico perché una volta iniziato fermarmi è impossibile, ascolto il BOWEH da stamattina, devo decidere se voglio davvero andare da sola a Napoli e la quantità imbarazzante di soldi che me ne verrebbero mi fanno propendere per un SÌ stentoreo e che Lammas in fondo dovrebbe portare soldi, no? e divento paranoica perché solitamente alle mail si risponde, non funziona così, di solito? e sono bassa.
    No, davvero, gente, eh, sono bassa.

    [edit]

    Milo di Scorpio scrive:
    Commentiamo una fanfic é__è
    Hypocrisis ~ Adora, adora, e attendi! scrive:
    ……ç_ç
    Hypocrisis ~ Adora, adora, e attendi! scrive:
    perché mi vuoi così male? ç_ç
    Hypocrisis ~ Adora, adora, e attendi! scrive:
    Cosa ti ho fatto? ç_ç
    Milo di Scorpio scrive:
    Per via delle zanzare. é_è sono ancora sotto il controllo mentale çOç
    Hypocrisis ~ Adora, adora, e attendi! scrive:
    ….
    Milo di Scorpio scrive:
    BZZZZZZZZZZZZZZZZZZ!
    Hypocrisis ~ Adora, adora, e attendi! scrive:

    ………………
    Hypocrisis ~ Adora, adora, e attendi! scrive:

    mi stai facendo paura.
    Hypocrisis ~ Adora, adora, e attendi! scrive:

    Dove sei stata cosa hai fatto mai.
    Milo di Scorpio scrive:

    Cosa vuol dir sono una zanzara ormai?
    Milo di Scorpio scrive:

    E quante mani ti hanno schiacciata per diventar quel che sei?
    Milo di Scorpio scrive:
    é___è
    Hypocrisis ~ Adora, adora, e attendi! scrive:


    Hypocrisis ~ Adora, adora, e attendi! scrive:

    cerca una fanfict.
    Hypocrisis ~ Adora, adora, e attendi! scrive:

    Io scrivo un edit.

    Da queste parti andare in angst è totalmente impossibile.