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Posts Tagged ‘scrittume’

  1. Ermeneutica per il popolino

    gennaio 14, 2011 by Kijomi

    Ieri sera mi sono guardata Mean Girls.
    Sì, esatto, non avevo mai visto Mean Girls. Non c’è bisogno di fare quelle facce, è solo che certo di tenere alto il livello, capite? Il problema era diventato, però, che c’erano troppi meme in giro per il net basati su quel film, e mi sentivo esclusa. Dal net. Dai suoi modi comunicativi. Dalla sua ermeneutica.
    Sto studiando filosofia contemporanea – in realtà, studio la filosofia contemporanea in relazione alla metafisica platonica, il che se non altro le dona un senso ben definito – e come ogni volta che ci ricado sento il bisogno di dire ermeneutica ogni tre parole. Ermeneutica ermeneutica ermeneutica.
    Ripenso in uno stadio subcosciente (perché lo stadio cosciente è impegnato con la suddetta ermeneutica, o a stilare liste in cui mi autoflagello) a quello che dice lei in questo post sul didascalico, l’autoreferenziale e il micragnoso dei corsi italiani, appunti che posso condividere in toto anche da un altro corso di laurea. Sulla costruzione del nostro sistema universitario, insomma, che sto imparando a guardare adesso dopo anni. “Nostro” italiano, perché non ho esperienze estere con cui confrontarmi.
    Ho imparato l’alfabeto greco – so leggere in greco! So persino scrivere, anche se mi confondo ancora le Epsilon con le Eta e Omicron con le Omega. Dovrei studiare la grammatica come al liceo, ma, indovinate? Non ho tempo, quindi vada per i corsi col metodo natura, che è poi quello che ho usato al liceo per il latino (infatti non ho mai imparato le declinazioni, ma traducevo senza problemi e anche adesso qualcosa ricordo) – e l’ho imparato perché, studiando filosofia, bisogna saper leggere il greco, perché i testi citano in greco. E in tedesco, che è in lista per venir imparato. Si richiedono conoscenze pregresse enormi, a parole, e poi nei fatti – agli esami – poco importa, se sai ripetere quei due/tre concetti chiave con cui ti hanno trapanato a ripetizione. Ma se non leggi il greco non riesci a studiare il manuale, quindi ben venga il greco, e il tedesco, e il francese. E ben venga accarezzare l’idea di  un erasmus che in realtà non so quanto mi interessi. Non sono un’accademica, presa questa faticatissima laurea mi toglierò di torno, quindi non mi serve a molto . Sto zitta e faccio quello che devo fare, pur guardandomi intorno (perché guardarsi attorno è l’unica maniera per chi studia filosofia di non diventare dogmatico, che per me avrebbe la stessa valenza dell’assumere un orientamento sessuale).
    E io ci sto finché questo mi permette di studiare quello che voglio nella maniera che ritengo più opportuna (ovvero, bene). Inizio a sviluppare un briciolo di critica e quello che vedo mi lascia sconfortata, ma faccio i miei piccoli passi verso l’alto. Saper di vivere in un medioevo non è poi così difficile, se non ci si rassegna. Devo leggere Bloch.

    Sapete? Ho scritto novecentosessantanove parole, l’altro giorno, in un paio d’ore. Non scrivevo niente – niente di narrativo – dal settembre 2009: un paio di centinaia di parole su Sublime, piuttosto scarse. Un anno e quattro mesi di vuoto assoluto e poi non riuscirsi a staccare dalla tastiera. È bello. Ed è anche orribile e io lo odio, e non capisco, ancora, che senso abbia per me. Ma a voi questo non interessa.
    Sapete che non frega niente a nessuno, perché scrivete? Non importa niente a nessuno dell’ermeneutica, se non ai filosofi. Se importa a voi, bravi: riflettete, ma non obbligate il lettore a subirsi le vostre seghe mentali.
    Scrittori, lasciate l’ermeneutica ai filosofi. Lasciate la critica ai critici, la decostruzione agli imbecilli. Voi scrivete, e per la miseria santissima, chiudete quelle cazzo di bocche. A nessuno importa.


  2. Look and Feel Years Younger

    dicembre 31, 2010 by Kijomi

    Sono una brutta persona perché mi stavo dimenticando di aggiornare il blog.
    Ed è sempre importantissimo aggiornare il blog prima di capodanno, è un rituale irrinunciabile – proprio come capodanno – in cui vi dico cose sagge, vi insulto e metto sempre troppa aspettativa in tutto.
    Oh, ma adoro mettere troppa aspettativa in quello che faccio, soprattutto se quello che faccio è festeggiare capodanno.

    E quest’anno sarà, a occhio, non il migliore ma sicuramente il più demenziale. E uno degli anni migliori da vedersi concludere, nel bene e nel male.
    Mi sembrano passati secoli da gennaio scorso, se-co-li. E contemporaneamente, come al solito, sono tutta “Oh mio dio no non di nuovo cos’è successo al tempo Crono ti odio no non mangiarmi“.
    È mezzogiorno e mezza del 30, sono ancora in pigiama e devo mettere su da mangiare. Odio lasciare i post a metà, poi mi dimentico cosa di eccezionale volevo dire!
    Oh beh.

    Come volevasi dimostrare. Nel frattempo è anche arrivato un pacchetto che aspettavo con ansia. Che si è rivelato non essere quello che aspettavo con ansia. Groan.
    Comunque, il succo del post è più o meno “Mamma mia che fatica ‘sto duemilaedieci“. Senza modestia, lo so, ma mi sono davvero fatta il culo, e i frutti si stanno vedendo. Ed era pure ora. E sono soddisfatta. E posso permettermi di dire che me lo merito anche. Un pochino, almeno.
    Dovrei dire tante cose, a tante persone. Perlopiù alle solite, in realtà, che sono un esserino abitudinario. Anche se ci sono una manciata di new-entry: non so quanto durerà, ma posso dire con certezza che sarà bello. Ho imparato abbastanza perché ai miei rapporti rimanga solo la parte gradevole, quando sono così easy.
    E ai soliti, invece, non dirò niente. Non qui, perché le parole si svuotano, su un blog pubblico. Carne e sangue, sono loro, e cerco di dimostrarlo, più che dirlo, come sempre. Non mi è ben chiaro se mi riesca, ma anche qui, si vedrà. Mai come quest’anno ho la sensazione di essere così giovane, e così vecchia, e con così tante cose da fare, posti da vedere, da fotografare, persone da amare, da leggere, da imparare. Merito anche del mio patto col diavolo, sicuramente. Ma Guru Guru Ponchan, Scillina? Devo considerare la sfida vinta? Eh? ♥
    Quanto ai propositi per il 2011:  io non ci credo, ai propositi, se non per il gusto bohemienne di distruggerli uno per uno, quindi non ne farò. Per quello c’è listography. Ma posso dire tranquillamente che un anno che ha contenuto Creta, due romanzi, negromanti, un tempio pagano in casa, tutti quei gufi e quel porno io me lo rivivrei da capo. Con meno fatica, meno sofferenza e meno rotture di coglioni. Con più equilibrio, dai che ci arriviamo. Per me e per gli altri. Con altrettante lacrime, con tutto quel sacro. Con tutta quella passione, sempre di più, ancora. Del brutto non parlo, il brutto lo brucerò lontano da occhi indiscreti. Sono diventata una persona riservata, l’avreste detto? (Come se avessi poi fatto intravedere molto di me, qui.)
    L’anno prossimo mi aspettano una sfida sull’altra. E già capodanno è una sfida niente male: l’avete mai cucinato un cenone per dodici persone? Impazzirò.
    Tanti gufi a tutti. Tanto di tutto quello che volete e pochissimo di quello che vi serve, perché se vi arriva gratis finite per svalutarlo. Non fatelo!
    Vi odio tutti, esseri umani. Così tanto, non ne avete idea.
    Buon capodanno – buon inizio solo sulla carta. Buone mangiate. Buona musica. Buona vita.
    (E questo post ve lo pubblico il 31 sera, così imparate, oh! ♥)


  3. Neanche Lazzaro.

    settembre 15, 2010 by Kijomi

    Ieri sera, dopo aver spento il pc, mi è venuto in mente un post bellissimo.
    Verteva tutto sul fatto che mi voglio tagliare i capelli, e me lo sono scritto in testa mentre mi asciugavo i suddetti. Non so se sia una peculiarità mia, ma i post migliori che ho scritto – in generale, le cose migliori che ho scritto – sono state tutte prodotte in bagno, dalla doccia al cesso allo spazzolarsi i capelli al truccarsi.
    …fortemente metaforico, tutto ciò.
    Beh, era un post talmente bello che avrei voluto riaccendere il pc, nonostante stessi letteralmente morendo di sonno: avete presente quando siete tanto stanchi da averne la nausea, e solo sbadigliare vi porta via tante energie che potreste cadere a terra dove siete e non rialzarvi più? Ecco, avevo sonno così. Forse anche un po’ di più.
    Non ho riacceso il pc e naturalmente non mi sono nemmeno appuntata quello che volevo dire, e adesso ovviamente si è perso tutto nelle sfocate nebbie della mia labile memoria. Ma sappiate che sarebbe stato un post davvero bello, ecco.
    Insomma, il sonno mi sta lentamente distruggendo. Ho passato quasi tutta l’estate sconvolta da incubi atroci, tranne per la breve parentesi di Londra – in cui ero troppo stanca e dormivo su un letto troppo comodo per sognare alcunché – che adesso sono ricominciati in successione vertiginosa.
    Siete mai morti in sogno? Intendo morti-morti, eh.
    Non vale se il mostro di ha-quasi-preso, o siete-quasi-caduti-dalla-finestra, o se il killer vi ha-quasi-pugnalato, o la bomba è-quasi-esplosa.
    Io sono morta almeno una ventina di volte solo quest’estate.
    Di solito sventrata brutalmente da esseri informi che mi facevano saltare le viscere. Sì, lo so che non è esteticamente soddisfacente, ma se io posso sognarlo voi potete leggerlo. E insomma, è uno schifo di sensazione, morire in sogno. Perché muori, con esplosioni di sangue o coltelli nella gola o saltata in aria, e c’è un sottilissimo attimo, fra la morte e il risveglio urlante e tachicardico, in cui ti chiedi “Bene, e adesso che cazzo faccio?”. Niente rivelazioni dall’alto, niente tunnel di luce bianca e nessuna sollevazione dal dolore, anzi.
    Morire è davvero una merda, fidatevi.
    Che faccio, inizio a drogarmi?


  4. Campagna contro l’abbandono estivo dei blog

    agosto 1, 2010 by Kijomi

    Dovete sapere che cerco di scrivere un post da tre settimane. E ci avevo provato anche fisicamente, eh, come dimostrano questi due incipit che vi vado a mostrare per non buttarli via (sapete, amo i miei incipit, sono un po’ come dei figli)

    Ma insomma, signori miei, che mollezza. Di spirito, di vitalità, d’arguzia, anche di glutei, ancora un po’.
    È arrivato il periodo dell’anno in cui scambierei volentieri il mio bioritmo con quello di un pipistrello, e la cosa mi rode parecchio, con la fatica che avevo fatto ad assumerne uno da essere umano normale. Insomma, sono finita per andare a letto relativamente presto e alzarmi sempre più tardi, col risultato che le mie giornate si accorciano in maniera davvero deprimente. E non posso nemmeno ricorrere alla caffeina perché mi fa diventare una specie di iena isterica, e se evitiamo è solo meglio, visto che non sono esattamente all’apice della popolarità, con la voglia di interazione di un bacello al primo stadio.

    Questo il 21 luglio.
    E poi questo, due giorni dopo.

    Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa, Mimicry somiglia tantissimo ad un cucciolo di beagle sul ciglio dell’autostrada.

    Nessuno di noi voleva questo, ma ho la testa decisamente altrove.
    Che ne dite,vi faccio un excursus, facendo tornare questo blog un posto dove potete effettivamente farvi i cavoli miei?
    E perché no, sono qui sola e abbandona sola e disperata, alla terza visione consecutiva del video di California Gurls di Katy Perry (TUTTE. QUELLE. CARAMELLE.) e ho decisamente bisogno di rientrare nei binari.

    Poi un’altra settimana di vuoto ed eccomi qui, sola in casa con un fratello adolescente e un gatto inappetente, a preparare valige sclerando pesantemente contro il destino crudele e contro listography – qui, se vi interessa sapere cosa sto facendo al momento, tutto insieme – che mi tiranneggia. (Sì, lo so che mi tiranneggio da sola, fatemi almeno dare l’illusione di non essere così messa male.)

    Insomma, che lo vogliate o meno io l’elenco a punti ve lo faccio, solo per dimostrarvi quanto ancora sono eclettica ed interessante anche se non ci sono più post a fiume a dimostrarlo.

    Intanto, sto studiando voodoo e hoodoo e magia del Chaos. Perché sì, perché mi diverto, perché dopo la Principessa e il Ranocchio era prevedibile, perché mi fanno un sacco ridere gli os penis dei procioni e le patate Cher, perché posso evocare Legolas, se mi pare (no, non lo farò), perché alla fine, gira che ti rigira è sempre lì che cado, fra l’antropologia e la mitologia e l’esoterismo, e vengo circondata da persone che non solo mi assecondano, ma mi istigano pure. Vedremo come andrà, per adesso la creazione dei sigilli è il massimo a cui posso aspirare, e comunque non vi sto spiegando niente, tzè.

    Poi c’è un negromante e ci sono gli etruschi e i vampiri – di due tipi diversi, forse anche tre! – e una storia che nonostante tutto mi stanno costringendo ad ideare, DI NUOVO. Come se non bastasse la Regina dei Serpenti (a proposito, se non avete ancora richiesto il promo FATELO, animali. Quando torno voglio la casella di posta piena di complimenti non rivolti a me, è chiaro?) e il casino abissale nel mandare gli Occhi di Zagreus ai concorsi – che sì, lo so che la fatica maggiore non la faccio io, ma questo progetto è un lungo dolorosissimo parto collettivo.

    E ci sono anche le beghe sentimentali dei personaggi in roleplay – santoddio, sono così malmessa da non permettermi di averne di mie, di beghe sentimentali, e devo ripiegare su personaggi fittizi dal pessimo carattere – e il fatto che mi sto affezionando troppo agli Spectre e sapevamo che sarebbe finita così, alla fine finisco per interpretare sempre e solo stronzi, e li amo pure da morire. Ma che sofferenza, però.

    Poi c’è stato Gardaland con un’azzardo incredibile, da parte mia, ovvero il meeting di Gold Insanity. Se l’anno scorso chiunque mi avesse detto “Ehi, perché non apriamo un forum, lo facciamo diventare un posto di qualità superiore a qualsiasi forum su Saint Seiya del net, raccogliamo utenti carini e intelligenti e poi andiamo a incontrarli tutti insieme?” io avrei sghignazzato.
    …no, aspettate, è esattamente quello che ho fatto. Beh, mi sono dovuta ricredere. Ho passato una di quelle giornate in cui ogni tanto ti giri verso una delle tue bionde a caso e gnauli “No, però, dobbiamo rifarlo!”, a metà fra l’ilarità totale e l’incredulità, con il mio pilota automatico che ha preso a funzionare in maniera decente – perlomeno mi ricordo cosa dico e faccio, anche se continuo a tener banco come l’ultimo dei buffoni – e circondata da esserini davvero graziosi fra cui spuntavano vere e proprie perle. Ci vado coi piedi di piombo, dopo le ultime esperienze, ma tutto sommato sono davvero molto, molto soddisfatta. Nonché perplessa dall’istinto prevaricatore da PR che mi possiede in occasioni del genere. ò_o

    E adesso c’è il mare e Londra con la solita vecchia masnada di adorabili bastardi, e vedremo se riuscirò a conviverci per venti giorni no-stop senza volerli uccidere. Scommetto di sì. ♥

    Per il resto, in ordine sparso, ho vinto il dvd di Paranormal Activity messo in palio da Bluebeam (che ridere), devo studiare psicanalisi (che ridere), ho delle ciglia finte (che ridere), sono senza voce (…ahah), non riuscirò mai più a recuperare tutte le ore di sonno che sto perdendo (…), devo andare a cucinare (questo qui).

    Voi fate i bravi, mangiate tanti ghiaccioli, rendete vagamente interessante il net per il mio ritorno, che avverrà credo il 17 del mese. E non abbandonate i blog! I blog vi vogliono bene!