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Campagna contro l’abbandono estivo dei blog

Dovete sapere che cerco di scrivere un post da tre settimane. E ci avevo provato anche fisicamente, eh, come dimostrano questi due incipit che vi vado a mostrare per non buttarli via (sapete, amo i miei incipit, sono un po’ come dei figli)

Ma insomma, signori miei, che mollezza. Di spirito, di vitalità, d’arguzia, anche di glutei, ancora un po’.
È arrivato il periodo dell’anno in cui scambierei volentieri il mio bioritmo con quello di un pipistrello, e la cosa mi rode parecchio, con la fatica che avevo fatto ad assumerne uno da essere umano normale. Insomma, sono finita per andare a letto relativamente presto e alzarmi sempre più tardi, col risultato che le mie giornate si accorciano in maniera davvero deprimente. E non posso nemmeno ricorrere alla caffeina perché mi fa diventare una specie di iena isterica, e se evitiamo è solo meglio, visto che non sono esattamente all’apice della popolarità, con la voglia di interazione di un bacello al primo stadio.

Questo il 21 luglio.
E poi questo, due giorni dopo.

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa, Mimicry somiglia tantissimo ad un cucciolo di beagle sul ciglio dell’autostrada.

Nessuno di noi voleva questo, ma ho la testa decisamente altrove.
Che ne dite,vi faccio un excursus, facendo tornare questo blog un posto dove potete effettivamente farvi i cavoli miei?
E perché no, sono qui sola e abbandona sola e disperata, alla terza visione consecutiva del video di California Gurls di Katy Perry (TUTTE. QUELLE. CARAMELLE.) e ho decisamente bisogno di rientrare nei binari.

Poi un’altra settimana di vuoto ed eccomi qui, sola in casa con un fratello adolescente e un gatto inappetente, a preparare valige sclerando pesantemente contro il destino crudele e contro listography – qui, se vi interessa sapere cosa sto facendo al momento, tutto insieme – che mi tiranneggia. (Sì, lo so che mi tiranneggio da sola, fatemi almeno dare l’illusione di non essere così messa male.)

Insomma, che lo vogliate o meno io l’elenco a punti ve lo faccio, solo per dimostrarvi quanto ancora sono eclettica ed interessante anche se non ci sono più post a fiume a dimostrarlo.

Intanto, sto studiando voodoo e hoodoo e magia del Chaos. Perché sì, perché mi diverto, perché dopo la Principessa e il Ranocchio era prevedibile, perché mi fanno un sacco ridere gli os penis dei procioni e le patate Cher, perché posso evocare Legolas, se mi pare (no, non lo farò), perché alla fine, gira che ti rigira è sempre lì che cado, fra l’antropologia e la mitologia e l’esoterismo, e vengo circondata da persone che non solo mi assecondano, ma mi istigano pure. Vedremo come andrà, per adesso la creazione dei sigilli è il massimo a cui posso aspirare, e comunque non vi sto spiegando niente, tzè.

Poi c’è un negromante e ci sono gli etruschi e i vampiri – di due tipi diversi, forse anche tre! – e una storia che nonostante tutto mi stanno costringendo ad ideare, DI NUOVO. Come se non bastasse la Regina dei Serpenti (a proposito, se non avete ancora richiesto il promo FATELO, animali. Quando torno voglio la casella di posta piena di complimenti non rivolti a me, è chiaro?) e il casino abissale nel mandare gli Occhi di Zagreus ai concorsi – che sì, lo so che la fatica maggiore non la faccio io, ma questo progetto è un lungo dolorosissimo parto collettivo.

E ci sono anche le beghe sentimentali dei personaggi in roleplay – santoddio, sono così malmessa da non permettermi di averne di mie, di beghe sentimentali, e devo ripiegare su personaggi fittizi dal pessimo carattere – e il fatto che mi sto affezionando troppo agli Spectre e sapevamo che sarebbe finita così, alla fine finisco per interpretare sempre e solo stronzi, e li amo pure da morire. Ma che sofferenza, però.

Poi c’è stato Gardaland con un’azzardo incredibile, da parte mia, ovvero il meeting di Gold Insanity. Se l’anno scorso chiunque mi avesse detto “Ehi, perché non apriamo un forum, lo facciamo diventare un posto di qualità superiore a qualsiasi forum su Saint Seiya del net, raccogliamo utenti carini e intelligenti e poi andiamo a incontrarli tutti insieme?” io avrei sghignazzato.
…no, aspettate, è esattamente quello che ho fatto. Beh, mi sono dovuta ricredere. Ho passato una di quelle giornate in cui ogni tanto ti giri verso una delle tue bionde a caso e gnauli “No, però, dobbiamo rifarlo!”, a metà fra l’ilarità totale e l’incredulità, con il mio pilota automatico che ha preso a funzionare in maniera decente – perlomeno mi ricordo cosa dico e faccio, anche se continuo a tener banco come l’ultimo dei buffoni – e circondata da esserini davvero graziosi fra cui spuntavano vere e proprie perle. Ci vado coi piedi di piombo, dopo le ultime esperienze, ma tutto sommato sono davvero molto, molto soddisfatta. Nonché perplessa dall’istinto prevaricatore da PR che mi possiede in occasioni del genere. ò_o

E adesso c’è il mare e Londra con la solita vecchia masnada di adorabili bastardi, e vedremo se riuscirò a conviverci per venti giorni no-stop senza volerli uccidere. Scommetto di sì. ♥

Per il resto, in ordine sparso, ho vinto il dvd di Paranormal Activity messo in palio da Bluebeam (che ridere), devo studiare psicanalisi (che ridere), ho delle ciglia finte (che ridere), sono senza voce (…ahah), non riuscirò mai più a recuperare tutte le ore di sonno che sto perdendo (…), devo andare a cucinare (questo qui).

Voi fate i bravi, mangiate tanti ghiaccioli, rendete vagamente interessante il net per il mio ritorno, che avverrà credo il 17 del mese. E non abbandonate i blog! I blog vi vogliono bene!

La luna e le arance

Sto facendo così tante cose che questo posto viene trascinato via da tutto il resto.
Non mi piace abbandonare il blog, non mi piace abbandonare la mia vita contemplativa.’
Sono avvolta dalla vita, ne sento il sapore, scorro nel flusso, sto persino seguendo i mondiali!
Non sento la vita perché ci sono dentro, e mi amo e mi odio quando mi accorgo di essere ormai così disperatamente immersa nella filosofia. Ma va bene così.
Faccio tante cose, davvero tante.
Ho degli obbiettivi, e sono obbiettivi che non coltivo da sola, e sono obbiettivi importanti che riguardano quello in cui credo e in cui ho sempre creduto, l’unico dio a cui mi sono mai assisa, e mi fanno sentire importante per davvero, per una volta. Ho uno scopo e una direzione, a breve termine, certo, ma ci avreste mai creduto? Io, con uno scopo e una direzione. Non credevo nemmeno di volerle, queste cose, non credevo mi servissero. Forse sto solo invecchiando, forse sono diventata più saggia, forse sono solo più impaurita di sempre e nemmeno me ne accorgo.
Non ha tanta importanza, alla fine.
Mi ero ripromessa, tornata da Creta,che avrei fatto mia la filosofia di quella terra di sole. Sono passati due mesi – e due mesi a Milano sono tanti, lunghi e pesanti e appiccicosi di catrame e urla – e ci sto riuscendo con soddisfazione.
Sono calma, sono arguta, sono attiva sul forum ommiddio il mondo finirà, sono appassionata e addirittura scrivo.
Dopo quanto tempo? Mi sembrano secoli, probabilmente è circa un anno e mezzo (che è molto più di un secolo), ma sto scrivendo. Questa settimana ho scritto la bellezza di 421 parole.
Eh! ù_u
Tiro somme, non risolvo le espressioni – la matematica mi fa davvero schifo – continuo ad amare i sillogismi e gli sconfortanti esseri che mi fanno imbestialire, perché mai come quando si lotta per ciò che si ama ci si sente tanto vivi.
E la luna, stasera, sembra un’arancia.

La vendetta della melanzana

È stata una settimana molto produttiva.
Ho raggiunto il livello sedici di Puzzle Bubble.
Ho creato un’emoticon per messenger con il cancelletto accentato. Per rendere meglio le espressioni dei personaggi con una benda sull’occhio, no? #_ò
Ho fotografato un coniglio che passeggiava sul cornicione del palazzo di fronte. Sì, non un gatto, un coniglio.
Ho fatto discorsi bellissimi, profondi e decisamente disturbati sulla Gestalt, l’Arte e il Viscido. E sulla maniera di vivere la rappresentazione, e sulla matematica del mezzo artistico.
E da domani inizio una Settimana Cinica. Perché il cinismo è un mezzo sano di rapportarsi al mondo, e su Faccialibro in particolare ce n’è tanto bisogno.
Mercoledì riapre l’Izu, giuoia e gaudio, e mi ci tufferò a pesce – ahahah, sushi/pesce, ahahah come sono simpatica – e ne approfitterò per un salto in libreria. Mettendo via i soldi per Londra sono mesi che non faccio una delle miedissennate spesacce da sette chili di libri, e la wishlist si allunga.
Devo avere, voglio e avrò:

  • Coraline e Il Figlio del Cimitero, di Gaiman;
  • Il libro delle storie di fantasmi, di Dahl;
  • L’esistenza spirituale, di Pessoa, edizione Aquaviva (amo profondamente le edizioni Aquaviva, fanno sempre cosine da mangiarsele);
  • La Malinconia di Parigi, di Zio Charlie, sempre Aquaviva ♥;
  • Le Liriche, di Hölderin;
  • Punto linea e superficie, di Kandinskij, ispirata da questo video. Quella donnina è una di quelle che senti parlare e pensi, senza mezzi termini “vorrei che fosse mia amica”. E non mi capita spesso, decisamente.
  • Se lo trovo, ma ne dubito, Table Talk, di Zietto, in lingua. Ci si prova.

I due libri dell’orrore – Gaiman e Dahl in teoria sono per bambini, ma quali libri più di quelli per bambini posso davvero scatenare l’orrore? – sono per iniziare ad esercitarmi in vista del prossimo concorso della Delos.
[ATTENZIONE, MESSAGGIO PROMOZIONALE ALTERNATIVO IN ARRIVO]
Il 10 giugno esce 365 racconti erotici per un anno, questa aberrante iniziativa nata sul forum di Writers Magazine che vede pubblicati, oltre alla sottoscritta, tutta Wonderland, un buon numero di persone che considero cerebromunite, e tanti, ma tanti, ma tanti pseudo scrittorucoli wannabe, la mia categoria scrivente preferita.
Il risultato è una raccolta orrorifica nel contenuto, e a parer mio anche nell’esperimento stesso: “Prendiamo un forum di dilettanti, facciamogli scrivere pornografia di bassa lega, pubblichiamoli tutti senza sganciare un soldo e buttiamolo sul mercato, tanto il porno vende sempre e un margine di guadagno è assicurato“.
Delizioso. A me ha fatto talmente ridere che ci riproverò anche nella prossima tornata, dedicata appunto all’orrore. Come minimo, se questa fa paura da quanto è brutta, la prossima sarà orgasmica per apporto comico.
E guardate un po’: parteciperò, esattamente come per il racconto erotico, con una fanfiction. ♥ Basta togliere i soggetti. Al massimo cambiare i nomi. Chi volete che se ne accorga? I lettori sono perlopiù una manica di deficienti, no?
Ottimo. Vado a giocare un po’ a Puzzle Bubble. Sappiate che vi odio tutti e spero muoriate fra atroci tormenti, o forse no. Forse sono solo annoiata.

E comunque voglio anche questo.

-Dorico! – Ionico! -Corinzio! -Aspetta, ma siamo un po’ in anticipo.

È una settimana che approdo su Mimicry aspettandomi di trovare un post come si deve scritto nottetempo dai folletti del blog. I folletti del blog mi hanno evidentemente abbandonato, e quindi dovrò pensarci da sola. Vergognatevi, comunque.
Sono tornata da dieci giorni, ormai, da quello che è rimasto un  Famigerato e Segretissimo Programma di Aprile finché non è stato attuato. Ormai è diventato di pubblico dominio, quindi posso parlarne anche qui: siamo andate a Creta. In viaggio di lavoro. Io e le mie due bionde. Per tre mesi.

No, sul serio, sono stati tre mesi intensissimi, tutti compressi ed impacchettati in cinque giorni.
Sono tornata distrutta, con più o meno otto ore di sonno su centoventi, dormite perlopiù in posizioni astruse su navi dai nomi tremendi come Cnossos Palace, dove nessuno spegneva le luci e i minotauri giravano a piede libero sul ponte. Veramente.
È stata una vacanza impegnativa, visto che l’ho vissuta da quattro punti di vista diversi.
Voi non lo direste mai, ma è faticoso essere schizofrenici.
Aiacos della Garuda si è divertito, comunque. Io, Byaku del Negromante e Shura di Capricorn, senza contare le sporadiche comparse di concubini assortiti, abbiamo fatto tutta la fatica che non ha fatto lui. Voi leggete fingendo di credere che io non abbia bisogno di psicofarmaci, va bene? Grazie, vi amo tantissimo.
Creta comunque è un posto bellissimo. A partire dalla natura che ha fatto risorgere in me un curioso effetto Sturm Und Drang greco, molto alla Holderin, e arrivando alla gente, che ti accoglie come se fossi il figliol prodigo tornato a casa, ti regala le cose, ti ama, ti fa bere ouzo mentre leggi Ungaretti con una pronuncia decente, parla male con te della cinematografia americana sulla mitologia, ti racconta la sua vita e non ti porta il conto finché non hai finito la frutta, signorina. Tutta!
Quella gente è felice perché ha capito come vivere, e ho deciso che applicherò la loro filosofia di vita e indicazioni stradali  – Tu… tu va. Tu prima o poi arrivi – finché la stupida accidentalità me lo permetterà.
Il lavoro nella vacanza è stato fruttuoso, comunque, fra quelle pietre antiche come niente altro abbia amato fin’ora, e a breve vedrete spuntare qui e lì piccoli indizi di quello che abbiamo in cova. Ne parlerò fino a farvi venire la nausea, comunque, quindi vi risparmio e non inizio adesso.
Adesso ho una statuina di bronzo di Athena, ho una rinnovata fede nel mondo, ho tanti roleplay da fare e sì, anche da studiare per gli esami. Ho questi gioielli che mi circondano sottoforma di persone geniali e bellissime, che non mi stancherò mai di dire quanto amo.
E ho un geco che mi guarda da sopra lo schermo, soprattutto, un amico dell’aldilà e una hit parade del 1700 AC da cantare a squarciagola.
Ed è il Dodici Maggio.
Buon Dodici Maggio, bestie immonde, strafogatevi di ciliegie e amatevi! Amatevi!