Sono viva sono viva sono VIVA.
Sono stata molto molto vicina a non esserlo più, sono invecchiata (sic.), ho una parrucca bionda bellissima, sono talmente nerd che al momento ho tre dico TRE campagne di gdr da tavolo in corso, leggo fantasy-oh-mio-dio, guardo un numero di film spropositato ma non sono mai abbastanza in forze per scrivere qualcosa di relativamente decente sul blog. Questo post lo sta dimostrando ampliamente.
La sessione d’esami è finita, io l’ho passata vittoriosamente – oh, era un po’ ora – e io sto faticosamente riprendendo il contatto con la mia vita. Ciao vita, mi sei mancata, vediamo di ricominciare a frequentarci per bene e non lasciarci mai più. Grazie.
Stavo anche scrivendo un post di odio generico che mi stava venendo tanto tanto bene e che dimostrava che quando hai dalla tua il potere degli elenchi puntati la retorica, il logos e l’arguzia sono ammenicoli da donnicciuole, ma! è passato quel fantastico deterrente all’educazione che è lo stress, adesso sono rilassata come un gatto grasso sul suo cuscino preferito, quindi dovrete aspettare.
In generale, comunque, ultimamente mi sono sentita un po’ stretta, qui su Mimicry. Avrei voglia – e bisogno – di parlare di faccende personali che personali lo sono davvero troppo, nel generale senso che parlerebbero di me in relazione ad altri. Ad altri a cui tengo e che mi leggono e che non hanno responsabilità effettiva delle mie considerazioni, tutte variabili che mi fanno legare le dita e rimanermene al mio posto. La politica interna di Mimicry, spontaneamente generatasi nel corso degli anni, è sempre stata quella di cianciarvi di un sacco di paturnie intimiste senza andare ad intaccare la sfera del privato. Sono stata particolarmente brava e naturalmente non smetterò certo ora, ma odio dovermi censurare. C’è qualcosa dentro di me che si rompe, ogni volta che sono costretta a farlo – e di recente l’ho fatto davvero spesso – senza contare che è un tradimento nei confronti della me del futuro, che dovrebbe riuscire a ricordare quella che è stata proprio grazie a questo blog. So quanto sono cresciuta perché c’è questo ammasso di deliri adolescenziali che è rimasto sempre uguale a se stesso. È la cosa che mi rappresenta di più, e tacere di necessità (come ho già fatto tante volte in passato) è fare un torto soprattutto a me stessa. Bella fregatura.
Posts Tagged ‘uni’
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Quelle piccolezze tipo respirare
ottobre 5, 2011 by Kijomi
Category true life! | Tags: EMOtività,Mimicry,uni | 3 Comments
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Mimicry per il sociale: E comunque i cartoni sono comodi, per dormire.
settembre 15, 2011 by Kijomi
Oggi vi propongo un esperimento di modestia e rivalutazione del sé, per la campagna Mimicry per il sociale che ho fondato in questo momento, aspettando che il ripasso che devo fare per riuscire a dare l’esame di lunedì si compia da solo, in autonomia, e io memorizzi senza sforzo alcuno oltre 500 pagine che non ho la benché minima possibilità di ricordarmi.
Viviamo in un’epoca di profonda, devastante incertezza.
Lo sappiamo bene.
Non c’è lavoro, scarseggia persino il precariato, noi nati dopo l’80 dobbiamo praticamente rinunciare da subito a raggiungere la pensione (o metterci nell’ottica di arrivare ai 150 anni, e sinceramente preferisco evitare) e frequentiamo università che non ci danno altro che tempo da occupare mentre là fuori individui più furbi si spaccano la schiena a scaricare la frutta al mercato per costruirsi un futuro semidecente.
Bene. Bene? No, non molto, ma non disperate. Fate come me.
Pensate che sì, probabilmente non diventerete magnati dell’editoria, santoni, mantenuti (le mie tre idee di carriera più papabili alla voce “cosa vuoi fare da grande”) ma che ci sono tante altre posizioni importanti che non potrete comunque raggiungere, e non perché siete sfigati o il sistema è crudele, ma unicamente per colpa vostra e della vostra inettitudine!
Dovreste esserne felici, no?
No?
Adesso vi faccio l’esempio di cinque carriere molto fighe in cui potrei lanciarmi fallendo miseramente. Tira su il morale e vi aiuta a vedere più raggiungibili obiettivi lontani ma non ad anni luce di distanza. E fa ridere, soprattutto.- Il fisico teorico
È una carriera figa perché: Il contatto umano è praticamente azzerato, e hai a che fare con i massimi sistemi del cosmo senza nemmeno dover studiare Kant. Sei automaticamente autorizzato ad essere un nerd ipersfigato, senza la fastidiosa clausola di doverlo giustificare con un’infanzia traumatica: è solo colpa del tuo elevatissimo Q.I. In più, secondo il calcolo delle probabilità, è molto facile che accanto a te venga ad abitare una gnocca bionda che ti può fornire un sacco di cheesecake.
Ma impossibile da raggiungere, visto che: Ho sempre avuto difficoltà insormontabili sulla tabellina dell’8.
- Il trafficante di diamanti
È una carriera figa perché: Ti mette a contatto con la natura, è avventuroso, ti fa viaggiare e vedere tanti posti nuovi, ti fa conoscere tante persone sempre diverse. Hai la possibilità di fare carriera molto in fretta e bene, e se sei fortunato dopo una manciata d’anni non avrai più bisogno di lavorare.
Ma impossibile da raggiungere, visto che: il jet lag a lungo andare mi farebbe diventare completamente pazza.
- L’idol
È una carriera figa perché: Sarei idolatrata dai giapponesi, e lo sapete che non c’è onorificenza più grande, al mondo, che venire idolatrata dai giapponesi. Nobel, Oscar? Bazzecole. Sono anche della dimensione giusta, ho un sacco di occhioni e un sacco di tette, tingendomi di biondo farei furore immediato.
Ma impossibile da raggiungere, visto che: sono stonata come la cosa più stonata che possiate immaginare. E lo so che da Avril Lavigne in genere non è più un problema, ma fidatevi. È molto, molto peggio di così.
- L’addestratore di struzzi
È una carriera figa perché: Gli struzzi sono animali intelligentissimi e darebbero un sacco di soddisfazioni. Li si potrebbe usare sia per le corse clandestine che per ricavarci degli splendidi boa, e persino Max Pezzali ne ha un allevamento. Chi non vorrebbe farsi invidiare così? (Sì, lo ammetto, ormai sono un po’ tirate.)
Ma impossibile da raggiungere, visto che: sono alta un metro e quarantasette e uno struzzo mi ownerebbe di brutto.
- Il Carillon
È una carriera figa perché: Non dovrei fare molto altro che girare su me stessa a ritmo sincopato. Il lavoro più facile del mondo.
Ma impossibile da raggiungere, visto che: sono di materiale organico.
Category zOMFG | Tags: idiozia,il mio analista dice,uni | 8 Comments
- Il fisico teorico
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Fenomenologia dell’ansia da prestazione
marzo 18, 2011 by Kijomi
Avere un blog è passato dall’essere elitario (nel 2003/2004) all’essere mainstream (dal 2006 al 2009) all’essere sfigato (da Twitter in poi, in pratica). A meno che non si sia fashion blogger, che per la mia ottica, no offence intended, è abbastanza sfigato uguale.
In ogni modo io, fiera possessi- possessitrice? Posseditrice! Boia, che parola orribile. Proprietaria, ecco.
Dicevo. Io, fiera proprietaria di un grosso don’t give a fuck su mainstream o meno, persisto nell’usare il blog come facevano quei poveretti che nel 2003/2004 non avevano una vita ma abbastanza dimestichezza nell’uso della lingua perché questo sembrasse figo invece che solo triste. E sì, per me non è cambiato niente.(Unrelated quasi del tutto, ma ci tenevo a comunicarvi che sono talmente avanti che gli hipster, che in italia erano elitari l’anno scorso, sono mainstream adesso e saranno sfigati quando guarderanno le proprie foto fra un paio d’anni – sempre che rinsaviscano – io li avevo delimitati e definiti in una categoria PRIMA degli americani. Sono quelli che chiamavo fighetti underground. Sempre per la cronaca, indovinate? Adesso che sono una specie di essere umano comune quasi mi danno meno fastidio.)
Però, mentre scrivevo la premessa, ho fatto il grosso errore di pranzare E installare The Sims 3. Quindi logicamente la mia attenzione è calata vertiginosamente, arrivando un po’ ai livelli delle mucche pascolanti. La digestione è un mostro orribile, la eviterei così volentieri, se solo non mi piacesse il cibo.
Ve lo confesso: questo post era un tentativo di distrarmi dal mostro d’ansia vorticante che ho nello stomaco, partecipando stasera ad un evento sociale assolutamente fuori dai miei standard comportamentali. Vado ad una cena organizzata dal mio professore di teoretica, e ci vado senza conoscere nessuno, col rischio quindi di essere attorniata da matricole crudeli che vorranno il mio sangue, la mia anima, la mia dignità eccetera. (!)
Probabilmente morirò, quindi mi sembrava il caso di salutarvi con dignità.
Ciao, è stato bello, vado a costruire qualche casetta in The Sims.
(Forse l’ho persa, quella sopraccitata dimestichezza nell’uso della lingua. Oh beh.)Category true life! | Tags: EMOtività,il mio analista dice,uni | 5 Comments
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Film sui cigni e chiedersi perché
marzo 9, 2011 by Kijomi
Ormai praticamente accedo al pannello di WordPress solo per aggiornare il programma, sta diventando deprimente.
Dovrei fare un bel post frizzante, del tipo “Perché il mio animale preferito è la tartaruga” (perché sono animali socialmente avulsi, dalla sessualità disturbata, dicotomici, hanno il becco e volano e possono anche battere Achille nella corsa, se solo interviene un filosofo più pigro di loro); il punto è che sono completamente esacerbata.
Sono stressata senza saperne il perché, ed è rarissimo, per me. Faccio quello che devo fare per automatismo – rendendo automatico anche l’amarlo, per quanto mi sembri paradossale – e una volta che ho esaurito la barra doveri cado in uno stato catatonico senza speranza di emersione. Non ho mai guardato tanti film: coi film è facile. Guardi, ascolti, il processo immaginativo è già tutto lì, dispiegato, semplice, masticato. È passivo, e sto assorbendo pian piano tutta questa passività, e me la sto rendendo caratteristica.
Mi fa abbastanza schifo. Leggo pochissimo, e soprattutto per l’università. La narrativa mi nausea, non me la godo, la sento rigida. Riesco ad apprezzarla dal punto di vista formale, e vi assicuro che leggere formalmente McEwan è un po’ come andare ad una mostra di arte contemporanea guardando l’estetica delle opere. Oltre a non avere senso è anche abbastanza stupido e pretenzioso. Però Caravaggio mi ha baciata. ♥Mi chiedevo cosa sono diventata. Se alla fine questa sistematica rinuncia ai meccanismi di controllo non sia un ribaltamento totale di quello che era dall’inizio un meccanismo di controllo. Con Foucault sulla scrivania è tutto ingabbiato nella comoda ambiguità potere/sapere, e non posso dire di essere d’accordo. Nemmeno con me stessa, soprattutto con me stessa. Diciamo che la me stessa delle ultime due settimane mi sta un po’ sul cazzo.
Mi chiedevo se ero poi felice di liberarmi delle nevrosi, e dei capricci del mio cervello, e dell’insieme di infelicità croniche e meccanismi ripetitivi che alla fine fanno di me quello che sono. Mi chiedevo – perché non posso fare altrimenti – se questo chiedermelo non è l’ennesimo coacervo di nevrosi. Sono dannatamente troppo psicanalitica e la psicanalisi mi sta sul cazzo, ma bisogna rendere atto del fatto che sono in queste condizioni da dopo aver visto Black Swan. Vedi un po’ te se un film sui cigni deve avere questi effetti.Category true life! | Tags: libri,uni,φιλοσοφία | 3 Comments
Kijomi,
Louchette, Cheshire Cat, Pisces no Aphrodite and so on.





