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Posts Tagged ‘YouTube’

  1. Non è che sei diventata americana?

    luglio 6, 2011 by Kijomi

    Il vuoto pneumatico. Con la scusa che devo studiare, ma non ci riesco, finisco per farmi assurgere al vuoto cosmico che è faccialibro. (Odio faccialibro, mi ha rovinato la vita quasi quando il roleplay). Finisco per non fare assolutamente niente perché dovrei fare altro: paradossalmente, se fossi libera riuscirei a leggere, impegnarmi nei sedicimila progetti in cui sono impegnata, avere conversazioni interessanti. Ma non ci riesco.
    Non ci riesco è solo un amabile eufemismo del mio stato cerebrale attuale; vi basti sapere che ho fissato il vuoto per due minuti cercando di ricordarmi il termine eufemismo. (E poco fa ho googlato “parla senza muovere le labbra” perché non ricordavo ventriloquo. Aiuto.)
    Non riesco a concentrarmi su niente – mi sono distratta un attimo e anche quello che stavo dicendo è scomparso nell’aree. Magari soffro di ADHD. Magari dovrei iniziare ad imbottirmi di psicofarmaci come fanno coi bambini americani. (Il titolo è una cit. delle preoccupazioni che faccio insorgere nella gente che frequento, per dire.)
    In compenso però ho conversazioni assai pregnanti sulle mie tette. (Qui, per farvi beare anche dell’avatar preveggente sul mio prossimo colore di capelli che questa creatura indicibile mi ha fatto ♥)
    Ehi! Da quanto non parlavo delle mie tette nel mio blog? Ho scoperto che ci sono persone non informate del fatto che io sia fonte di imbarazzo nel venir presentata all’uomo etero medio, che complice la mia ridotta altezza spesso non riesce minimamente a focalizzare lo sguardo sulla mia faccia. E sì che credo di possederne una particolarmente carina. Popolo! Ho una quinta! Lo so che sembro troppo intelligente perché sia vero, eppure gli abomini di natura esistono!

    Ricordo vagamente che volevo parlarvi di parecchie cose, a parte le mie tette – che come da copione prendono il sopravvento.
    Delle Moleskine, di quanto mi facciano incazzare le Moleskine, delle reazioni inconsulte che ho tutte le volte che vedo una Moleskine. Dei rapporti umani, soprattutto della gelosia, delle periferiche, della teoria dell’attaccamento, delle simbiosi, della mia assurda incapacità di capire le pance. Del francese, di quello che è nella mia testa – forse solo nella mia pancia, in realtà – il francese, dei francesi che ho fatto riemergere da una tumulazione durata anni e di quanto mi mancavano, del suono aspro e caldo che hanno nella mia testa le loro voci, le loro mani, i loro modi di soffrire. Che è quello che non ho io, e magari vorrei. Magari mi spaventa e basta. Delle maniere goffe e strane che ho di salvare piccole parti di me dalla miseria, di come sia brava a farlo.
    Delle mail che inizio a scrivere e di quando mi accorgo di non avere più la potenza retorica che le riempiva di tanto amore una volta, quei secoli fa in cui ero così disperatamente innamorata della me stessa che sapeva scrivere, o che credeva di saperlo fare (se ci pensate bene, finisce un po’ per diventare la stessa cosa), e che lascio a metà promettendomi di…
    Di cosa, di finire? Di trovare qualcosa da dire, magari, ti riuscire a toglierlo dalla pancia – se è davvero lì – masticarlo, impastarlo con le parole di questa bella lingua che possiedo e che mi arrugginisce in testa, farne qualcosa che comunichi come mi sento. Che magari lo spieghi anche a me.
    Forse, a ventitré anni suonati, inizio a capire a cosa serve la musica.

    Ci ho messo precisamente sette ore e mezza a scrivere questo post. Sopprimetemi, davvero.


  2. Questo post è un riempitivo, e come tutti i bravi riempitivi è solo uno stream of consciusness. E questo è un titolo esplicativo.

    ottobre 11, 2010 by Kijomi

    Stavo cercando di guardarmi Memento, ma avere l’indirizzo IP condiviso dal fratello che si guarda sedici anime al giorno è una disgrazia di portata nazionale. Dieci minuti di film e cinquantasei di rottura di palle, che Megavideo come null’altro al mondo riesce a metterti in quella situazione di stallo fisico e spirituale in cui non fai un cazzo e non puoi fare niente altro, perché stai attendendo, e l’attesa è già fare qualcosa.
    Forse mi manca davvero tanto il mio analista. Ti prego, doc, ritorna, o io tornerò a mangiare i muri come Rebeca! (Non che l’abbia mai fatto, ma mi sono sempre chiesta che sapore avesse la terra.) (E questa era una cit. di Cent’anni di solitudine, sapevatelo.)
    Sono stanca come può essere stanca l’Idea platonica della Stanchezza. Sono uno straccetto, stamattina mi stavo addormentando a lezione, cosa che non capitava dalla terza liceo, credo. Ziggy è morta e sono pure a dieta – era ora – e sì, in effetti, sono anche invecchiata. Ancora, stupida rotazione terrestre.
    Ma ho passato uno dei più bei weekend da anni a questa parte, sono ancora fiera di me per la luculliana cena che ho preparato ai Goldies, ho visto la mostra su Dalì ed è una figata immane – andateci, luridi ignoranti – e mi sono arrivati i biglietti per Guccini. Ho anche i capelli corti e sono una figa stratosferica, manco a dirlo.
    Le cose vanno secondo un ordine. Cioè, può succedere davvero! Anche a me!
    Pensa un po’ che roba. E c’è un lato positivo anche nel sonno perenne: quando dormo, lo faccio tanto profondamente da non sognare. Ciao, incubi.
    E sì, sì, ve li sto scrivendo, i post che bramate. Lo so che li bramate, ma sono talmente invischiata fra gente morta, steampunk, concorsi letterari, leggere-Saiyuki-Reload-in-stecca-oh-mio-dio-quanto amore-tornato-a-galla-in-una-volta-sola che non ho tempo nemmeno per il forum. E voglio bene al forum! Mi manca quasi quanto il mio analista! La maniera migliore per lurkarmi in questo momento sono twitter e listo. E ve lo dico perché sì, ho un contratto con listography, devo linkarlo almeno una volta al mese e in cambio lui mi dà le caramelle.

    Concludendo, che cazzeggiando il limite Megavideo è finito e posso tornare al film, stamattina mi sono segnata la playlist di quello che mi ha propinato il mio lettore andando in università. E devo condividerlo, perché credo rappresenti perfettamente lo stato di grazia barra psicosi maniaco depressiva in cui verso al mattino, nella folla di altrettanti milanesi psicotici.
    Enjoy.

    1. Oh che sarà – Fiorella Mannoia
    2. On the Radio – Regina Spector
    3. Stop the Rock - Apollo 440
    4. Can’t take my eyes off of you – Cover by Muse
    5. With Love from me to you – Beatles
    6. Walking Down Your Street – Bangles
    7. Monster Monster – Lordi
    8. I Love my Dog - Cat Stevens
    9. Hair – Hair OST

    E sappiate che io faccio un sacco di air guitar, quando sono in giro.


  3. Guardate e non fate domande. (Tanto non ho tempo per rispondere)

    settembre 5, 2010 by Kijomi

    Allora, visto che non avrò mai voglia di farvi un vero post su questa ecceziunale veramente estate 2010, facciamo che vi metto qualche foto con qualche didascalia arguta e voi fingete che sia un post vero, completo ed interessante. Che ne dite? Affare fatto?
    Grazie, lo sapevo, vi voglio bene.
    Sarà un post pesantissimo perché non ho nemmeno voglia di ridimensionare ulteriormente le immagini. In teoria WordPress lo dovrebbe fare in automatico. Ma in pratica no. Quindi cominciamo.
    Ngh. ♥

    (continua…)


  4. La vendetta della melanzana

    giugno 6, 2010 by Kijomi

    È stata una settimana molto produttiva.
    Ho raggiunto il livello sedici di Puzzle Bubble.
    Ho creato un’emoticon per messenger con il cancelletto accentato. Per rendere meglio le espressioni dei personaggi con una benda sull’occhio, no? #_ò
    Ho fotografato un coniglio che passeggiava sul cornicione del palazzo di fronte. Sì, non un gatto, un coniglio.
    Ho fatto discorsi bellissimi, profondi e decisamente disturbati sulla Gestalt, l’Arte e il Viscido. E sulla maniera di vivere la rappresentazione, e sulla matematica del mezzo artistico.
    E da domani inizio una Settimana Cinica. Perché il cinismo è un mezzo sano di rapportarsi al mondo, e su Faccialibro in particolare ce n’è tanto bisogno.
    Mercoledì riapre l’Izu, giuoia e gaudio, e mi ci tufferò a pesce – ahahah, sushi/pesce, ahahah come sono simpatica – e ne approfitterò per un salto in libreria. Mettendo via i soldi per Londra sono mesi che non faccio una delle miedissennate spesacce da sette chili di libri, e la wishlist si allunga.
    Devo avere, voglio e avrò:

    • Coraline e Il Figlio del Cimitero, di Gaiman;
    • Il libro delle storie di fantasmi, di Dahl;
    • L’esistenza spirituale, di Pessoa, edizione Aquaviva (amo profondamente le edizioni Aquaviva, fanno sempre cosine da mangiarsele);
    • La Malinconia di Parigi, di Zio Charlie, sempre Aquaviva ♥;
    • Le Liriche, di Hölderin;
    • Punto linea e superficie, di Kandinskij, ispirata da questo video. Quella donnina è una di quelle che senti parlare e pensi, senza mezzi termini “vorrei che fosse mia amica”. E non mi capita spesso, decisamente.
    • Se lo trovo, ma ne dubito, Table Talk, di Zietto, in lingua. Ci si prova.

    I due libri dell’orrore – Gaiman e Dahl in teoria sono per bambini, ma quali libri più di quelli per bambini posso davvero scatenare l’orrore? – sono per iniziare ad esercitarmi in vista del prossimo concorso della Delos.
    [ATTENZIONE, MESSAGGIO PROMOZIONALE ALTERNATIVO IN ARRIVO]
    Il 10 giugno esce 365 racconti erotici per un anno, questa aberrante iniziativa nata sul forum di Writers Magazine che vede pubblicati, oltre alla sottoscritta, tutta Wonderland, un buon numero di persone che considero cerebromunite, e tanti, ma tanti, ma tanti pseudo scrittorucoli wannabe, la mia categoria scrivente preferita.
    Il risultato è una raccolta orrorifica nel contenuto, e a parer mio anche nell’esperimento stesso: “Prendiamo un forum di dilettanti, facciamogli scrivere pornografia di bassa lega, pubblichiamoli tutti senza sganciare un soldo e buttiamolo sul mercato, tanto il porno vende sempre e un margine di guadagno è assicurato“.
    Delizioso. A me ha fatto talmente ridere che ci riproverò anche nella prossima tornata, dedicata appunto all’orrore. Come minimo, se questa fa paura da quanto è brutta, la prossima sarà orgasmica per apporto comico.
    E guardate un po’: parteciperò, esattamente come per il racconto erotico, con una fanfiction. ♥ Basta togliere i soggetti. Al massimo cambiare i nomi. Chi volete che se ne accorga? I lettori sono perlopiù una manica di deficienti, no?
    Ottimo. Vado a giocare un po’ a Puzzle Bubble. Sappiate che vi odio tutti e spero muoriate fra atroci tormenti, o forse no. Forse sono solo annoiata.

    E comunque voglio anche questo.